Cass. pen., sez. VI, sentenza 07/06/2001, n. 34400
CASS
Sentenza 7 giugno 2001

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Massime3

La persona che partecipa, con ruolo di carattere determinante, alle scelte degli investimenti immobiliari di un ente a carattere previdenziale, quale l'INADEL, riveste la qualifica di pubblico ufficiale e non quella di incaricato di pubblico servizio, in quanto tale attività è esercizio della funzione pubblica inerente al migliore utilizzo di risorse destinate al servizio previdenziale, svolta dall'ente pubblico non economico, in cui solo il risultato finale assume le forme del diritto privato. (Nella fattispecie la Corte ha escluso che tale attività fosse qualificabile come servizio pubblico svolto in forma privatistica da un soggetto privato).

Il ricorso per cassazione proposto dal difensore dopo la morte dell'imputato è inammissibile per mancanza del soggetto nei cui confronti si esercita l'azione penale, che costituisce uno dei presupposti essenziali del processo. (In applicazione del principio, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal difensore dopo la morte dell'imputato avverso la sentenza di estinzione per ottenere una pronuncia di merito ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen.)

In tema di intercettazioni telefoniche ed ambientali, non è ammissibile l'eccezione di inutilizzabilità dei relativi esiti che si limiti alla mera denuncia del mancato inserimento del decreto di autorizzazione agli atti del dibattimento e della connessa impossibilità di verificarne l'esistenza e la congrua motivazione, atteso che il codice di rito non prevede la necessaria acquisizione al fascicolo di tale decreto, non figurando tale atto nell'elenco di cui all'art. 431 cod. proc. pen., e che la difesa ha la possibilità di verificarne la regolarità nelle precedenti fasi del giudizio.

Commentario1

  • 1Cassazione: l'esposizione del lavoratore all'amianto può configurare l'omicidio colposo a carico del datore di lavoro
    Redazione Studio Legale Leotta · https://www.lavoroediritto.it/ · 30 agosto 2012

    Il datore di lavoro risponde di omicidio colposo per la morte del lavoratore esposto all'amianto anche se il decesso avviene in tarda età. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 33311/2012, con la quale ha ritenuto “ovvio che a configurare il delitto di omicidio è bastevole l'accelerazione della fine della vita. Pertanto, di nessun significato risulta l'affermazione che taluna delle vittime venne a decedere in età avanzata. La morte infatti costituisce limite certo della vita e a venir punita è la sua ingiusta anticipazione per opera di terzi, sia essa dolosa che colposa”. LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 07/06/2001, n. 34400
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 34400
Data del deposito : 7 giugno 2001

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