Cass. pen., sez. I, sentenza 15/07/2024, n. 34178
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Sentenza 15 luglio 2024

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Il provvedimento analizzato è la sentenza n. 2624/24 emessa dalla Corte Suprema di Cassazione, Prima Sezione Penale, il 15 luglio 2024. Le parti in causa erano il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento e un indagato, il quale ha presentato ricorso contro un'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva confermato la custodia cautelare in carcere. Il Procuratore ha richiesto l'accoglimento del proprio ricorso e il rigetto di quello dell'indagato, sostenendo che la deviazione del braccio della vittima designata non escludesse la responsabilità per omicidio aberrante. L'indagato, al contrario, ha contestato la ricostruzione dei fatti e la configurabilità dei reati a lui attribuiti.

La Corte ha accolto parzialmente il ricorso del Pubblico Ministero, ritenendo che l'ordinanza impugnata avesse erroneamente escluso la configurabilità del reato di omicidio aberrante, non considerando adeguatamente il nesso causale tra l'azione dell'aggressore e l'evento mortale. La Corte ha sottolineato che la reazione della vittima non costituiva un fattore autonomo, ma piuttosto un elemento prevedibile nel contesto dell'azione violenta. Pertanto, ha annullato l'ordinanza in relazione al primo capo d'imputazione, rinviando per un nuovo giudizio, mentre ha rigettato il ricorso dell'indagato, confermando le esigenze cautelari.

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Massime1

In tema di "aberratio ictus", la reazione della vittima designata, per effetto della quale l'offesa tipica della fattispecie criminosa si realizzi in danno dello stesso autore materiale del reato, non rappresenta un fattore sopravvenuto idoneo ad interrompere il rapporto di causalità, non costituendo uno sviluppo anomalo, imprevedibile e atipico dell'azione delittuosa. (Fattispecie relativa a vittima che, aggredita da più soggetti, aveva spostato il braccio dell'agente che stava per esplodere un colpo di pistola nei suoi confronti, deviando la direzione di tiro, sicché il proiettile aveva attinto il medesimo agente, cagionandone la morte). (Conf.: n. 6869 del 1984, Rv. 165407-01).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 15/07/2024, n. 34178
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 34178
    Data del deposito : 15 luglio 2024

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