Cass. pen., sez. II, sentenza 13/02/2026, n. 5983
CASS
Sentenza 13 febbraio 2026

Argomenti

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  • Rigettato
    Nullità udienza per omesso avviso al codifensore

    La dichiarazione di revoca di ogni altra precedente nomina, effettuata nell'atto di nomina del nuovo difensore di fiducia avv. Larussa, fa necessariamente riferimento alle nomine difensive effettuate in precedenza, non potendosi ritenere implicito un rinvio di tale dichiarazione al decreto di citazione in appello.

  • Rigettato
    Mancanza di idoneità degli atti a cagionare un danno patrimoniale

    La condotta violenta e minacciosa dell'imputato era univocamente diretta a determinare un pregiudizio economicamente valutabile, per effetto della perdita, ai danni di coloro che già risultavano aggiudicatari del capannone, di un risultato certo, rappresentato dalla definitiva acquisizione al patrimonio del bene già aggiudicato e non invece di un'incerta aspettativa. L'aggiudicazione era già avvenuta, non vi è dubbio circa la possibilità di sussumere la condotta violenta e minacciosa tenuta dall'imputato, per rientrare in possesso dell'immobile già aggiudicato, nel delitto di estorsione, dipendendo l'acquisizione definitiva esclusivamente dal pagamento da parte degli aggiudicatari del saldo del prezzo.

  • Rigettato
    LE IE non poteva essere persona offesa del delitto di tentata estorsione in quanto soggetto non capace di influire sulle determinazioni dei partecipanti all'asta, in quanto rivestiva una mera funzione di tramite.

    Le minacce venivano rivolte ad IE LE, padre di IA IE, socia della società aggiudicataria del capannone, proprio perché soggetto in grado di influire sulla volontà della figlia e di indurla a rinunciare all'aggiudicazione del capannone, facendo leva proprio sulle minacce di morte rivolte allo stretto congiunto e sull'aggressione fisica dallo stesso subita.

  • Rigettato
    FA ON non poteva essere considerata soggetto passivo della tentata estorsione in quanto persona che da sola non poteva influire sulle sorti dell'asta e, in particolare, sulla conclusione dell'aggiudicazione.

    Alla ON doveva essere riconosciuta a tutti gli effetti la qualifica di persona offesa della tentata estorsione, in quanto socia della società insieme a IA IE e al coniuge GI NC BO, dunque vittima del danno patrimoniale sopra descritto; inoltre, in tale veste, la ON aveva la concreta possibilità di incidere, condizionandole o orientandole, sulle scelte di investimento della società, anche tenuto conto dei rapporti interpersonali esistenti tra lei e la IE, dimostrati anche dai suoi numerosi tentativi di persuasione realizzati proprio per far desistere gli altri due soci dal portare a compimento la procedura di acquisizione del capannone.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 13/02/2026, n. 5983
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 5983
Data del deposito : 13 febbraio 2026

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