Sentenza 3 febbraio 1998
Massime • 1
La competenza a conoscere le materie attribuite alla magistratura di sorveglianza appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza che hanno giurisdizione sull'istituto di prevenzione o di pena in cui si trova l'interessato all'atto della richiesta, della proposta o dell'inizio di ufficio del procedimento. (Fattispecie in tema di conversione delle pene pecuniarie).
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 03/02/1998, n. 642 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 642 |
| Data del deposito : | 3 febbraio 1998 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. ENZO PIROZZI Presidente del 03/02/1998
1. Dott. VITO LA GIOIA Consigliere SENTENZA
2. Dott. CAMILLO LOSANA Consigliere N. 642
3. Dott. PIERO MOCALI Consigliere REGISTRO GENERALE
4. Dott. PAOLO BARDOVAGNI Consigliere N. 42100/1997
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
Sul conflitto di competenza rilevato dal Magistrato di sorveglianza di Cagliari, con ordinanza del 17/10/1997, neo procedimento concernente LECCA Albino, nato ad [...] il [...];
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. Piero MOCALI udito il Pubblico Ministero nella persona del Sostituto Dott. PERSIANI, che ha concluso per la dichiarazione di competenza del Magistrato di sorveglianza di Nuoro;
OSSERVA
Il Magistrato di sorveglianza di Nuoro - richiesto dal P.G. di Cagliari di provvedere alla conversione della pena pecuniaria inflitta al Lecca, detenuto a Nuoro ma residente in [...](Cagliari) - rilevato che il criterio individuatore della competenza doveva considerarsi quello della residenza del condannato, secondo l'art. 107 c.l. legge n. 689/1981 e non quello del luogo di detenzione, suggerito dall'art. 677 c.l. c.p.p., con ordinanza dell'8/10/1997 dichiarava la propria incompetenza e disponeva trasmettersi gli atti al Magistrato di sorveglianza di Cagliari. Quest'ultimo, sostenendo l'opposto principio, con l'ordinanza di cui in epigrafe si dichiarava a sua volta incompetente, rilevava conflitto e ne chiedeva a questa Corte la risoluzione. Il conflitto sussiste, in quanto due giudici ordinari contemporaneamente ricusano la cognizione del medesimo procedimento loro deferito, dando così luogo a quella situazione di stallo prevista dall'art. 28 c.p.p., la cui risoluzione è demandata a questa Corte dalle norme successive.
La questione come sopra prospettata è stata oggetto di esame da parte delle Sezioni Unite di questa Corte, le quali, con la sentenza n. 12 del 29/10/1997, hanno statuito che la competenza a conoscere le materie attribuite alla magistratura di sorveglianza appartiene al Tribunale o al Magistrato di sorveglianza che hanno giurisdizione sull'istituto di prevenzione o di pena in cui si trova l'interessato all'atto della richiesta, della proposta o dell'inizio d'ufficio del procedimento (fattispecie in tema, appunto, di conversione di pene pecuniarie).
Il conflitto va dunque risolto nel senso indicato dal giudice che lo ha rilevato;
ed essendo pacifico che il LECCA, all'atto della richiesta di conversione avanzata dal P.G., era ristretto a Nuoro, va dichiarata la competenza del Magistrato sotto la cui giurisdizione rientra il carcere nuorese, al quale gli atti debbono essere trasmessi per l'ulteriore corso di giustizia.
P.Q.M.
Dichiara la competenza del Magistrato di sorveglianza di Nuoro. Così deciso in Roma, il 3 febbraio 1998.
Depositato in Cancelleria il 21 marzo 1998