Cass. pen., SS.UU., sentenza 12/02/1993, n. 1
CASS
Sentenza 12 febbraio 1993

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Un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso da più giudici per le indagini preliminari appartenenti allo stesso ufficio e, quindi, tutti egualmente competenti, costituisce non un atto collegiale ma un atto congiunto, processualmente irregolare ma non nullo, stante il principio della tassatività delle nullità (art. 177 cod. proc. pen.). In particolare non è ravvisabile nullità ai sensi dell'art. 178, comma primo, lett. a), cod. proc. pen., giacché il provvedimento stesso conclama che identica è la volontà dei giudici, sicché il fatto che non possano venire in considerazione le regole per la formazione della volontà nei collegi dimostra che i giudici non sono costituiti in collegio e che l'atto è attribuibile a ciascuno di essi singolarmente considerato. (Fattispecie in cui tre giudici per le indagini preliminari, in seguito al fermo, disposto dal pubblico ministero, di vari indagati, avevano proceduto ciascuno per proprio conto all'interrogatorio ed alla convalida del fermo di una parte degli indagati, emettendo, poi, nei confronti di costoro, in luogo di tre distinti provvedimenti, un'unica ordinanza di custodia in carcere).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., SS.UU., sentenza 12/02/1993, n. 1
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 1
    Data del deposito : 12 febbraio 1993

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