Cass. pen., sez. V, sentenza 15/12/2009, n. 14868
CASS
Sentenza 15 dicembre 2009

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Ai fini della configurabilità del reato di furto in abitazione (art. 624 bis cod. pen.) è necessario che sussista il nesso finalistico - e non un mero collegamento occasionale - fra l'ingresso nell'abitazione e l'impossessamento della cosa mobile, in quanto il nuovo testo dell'art. 624 bis cod. pen., novellato dall'art. 2, comma secondo, della legge n. 128 del 2001, pur ampliando l'area della punibilità in riferimento ai luoghi di commissione del reato, non ha, invece, innovato in ordine alla strumentalità dell'introduzione nell'edificio, quale mezzo al fine di commettere il reato, nesso già preteso dalla previgente normativa (art. 625, comma primo, n. 1, cod. pen.).(In applicazione di questo principio la S.C. ha censurato la decisione con cui il giudice di appello ha confermato la responsabilità nei confronti degli imputati, in ordine al reato di cui all'art. 624 bis cod. pen., per essersi impossessati all'interno dei locali di una ditta di un borsello, senza curarsi di motivare l'assunto difensivo secondo cui i due imputati erano entrati nei locali della ditta allo scopo di noleggiare un apparecchio per il caffè ed avevano poi approfittato dell'occasionale presenza di altro cliente per impadronirsi del suo borsello).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 15/12/2009, n. 14868
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 14868
Data del deposito : 15 dicembre 2009

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