Cass. pen., sez. feriale, sentenza 25/08/2011, n. 38133
CASS
Sentenza 25 agosto 2011

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Massime1

La prova del dolo intenzionale, che qualifica la fattispecie criminosa di abuso d'ufficio, non richiede l'accertamento dell'accordo collusivo con la persona che si intende favorire, perché l'intenzionalità del vantaggio ben può prescindere dalla volontà di favorire specificamente quel privato interessato alla singola vicenda amministrativa. (Fattispecie in tema di illiceità nel rilascio di permessi di costruzione in zone vincolate, in cui la Corte ha affermato che la volontà di favorire non deve essere necessariamente frutto di un previo contatto illecito col privato, potendo rientrare più genericamente in una decisione favorevole all'edificazione).

Commentario1

  • 1Cass. Pen., Sez. VI, 1 ottobre 2018, n. 43287
    https://www.iusinitinere.it/

    «Ai fini della configurabilità della responsabilità dell'extraneus per concorso nel reato proprio (nel caso di specie, nel reato di abuso di ufficio), è indispensabile, oltre alla cooperazione materiale ovvero alla determinazione o istigazione alla commissione del reato, che l'intraneus esecutore materiale del reato sia riconosciuto responsabile del reato proprio, indipendentemente dalla sua punibilità in concreto per la eventuale presenza di cause personali di esclusione della responsabilità.» Pres. Petruzzellis Est. Vigna Ritenuto in fatto 1. Con la sentenza impugnata, la Corte di appello di Lecce ha confermato la sentenza del Tribunale di Lecce in data 9 febbraio 2015 che condannava …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. feriale, sentenza 25/08/2011, n. 38133
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 38133
Data del deposito : 25 agosto 2011

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