Cass. pen., sez. I, sentenza 27/05/2010, n. 27556
CASS
Sentenza 27 maggio 2010

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

Ai fini dell'operatività, nei confronti del terzo, del sequestro preventivo a norma dell'art. 12-sexies della legge n. 356 del 1992 e della successiva confisca, grava sull'accusa l'onere di provare l'esistenza di situazioni che avallino concretamente l'ipotesi di divergenza tra intestazione formale e disponibilità effettiva del bene, in modo che si possa affermare con certezza che il terzo intestatario si sia prestato alla titolarità apparente al solo fine di favorire la permanenza dell'acquisizione del bene in capo al condannato e salvaguardarlo dal pericolo della confisca.

Commentari2

  • 1Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

  • 2Sulla rilevanza dei redditi non dichiarati al fisco ai fini del
    Francesco Menditto · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    1 - Il principio "innovativo" affermato dalla Corte. La complessa materia delle misure patrimoniali (penali e di prevenzione). La sentenza in commento sembra che "ribalti" il principio secondo cui non è consentito allegare la legittima provenienza dei beni sottoposti a sequestro (e confisca) ai sensi dell'art. 12-sexies d.l. 306/92, conv. in l. 356/92, attraverso redditi derivanti da evasione fiscale. L'importanza, anche pratica, del tema impone la ricognizione dei principi enucleati dalla giurisprudenza in materia di sequestro e confisca ex art. 12-sexies l. 356/92 e della loro applicazione da parte della Corte. Giova premettere che la materia delle misure cautelari reali è estremamente …

     Leggi di più…

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 27/05/2010, n. 27556
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 27556
Data del deposito : 27 maggio 2010

Testo completo