Cass. pen., sez. VI, sentenza 28/11/2014, n. 50078
CASS
Sentenza 28 novembre 2014

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Il delitto di millantato credito, al pari di quello di corruzione, si perfeziona alternativamente con l'accettazione della promessa ovvero con la dazione e ricezione dell'utilità, e tuttavia, ove alla promessa faccia seguito la consegna del bene, è solo in tale ultimo momento che, approfondendosi l'offesa tipica, il reato viene a consumazione, con la conseguenza che, in tale ultima ipotesi, il giudice territorialmente competente va individuato in relazione al luogo in cui è avvenuta la dazione.

In tema di misure cautelari personali, il giudice dell'impugnazione, quando rileva l'incompetenza del giudice che ha adottato il provvedimento coercitivo deve limitarsi a trasmettere gli atti al giudice ritenuto competente, perché lo stesso provveda nei termini fissati dall'art. 27 cod. proc. pen. (In motivazione, la S.C. ha precisato che la disposizione dell'art. 291 del codice di rito - che impone al giudice che riconosca la propria incompetenza di valutare l'urgenza di soddisfare taluna delle esigenze cautelari, prima di disporre la misura - si applica solo quando la declaratoria di incompetenza venga adottata al momento dell'emissione dell'ordinanza cautelare).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 28/11/2014, n. 50078
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 50078
Data del deposito : 28 novembre 2014

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