Cass. pen., sez. IV, sentenza 26/03/2026, n. 11325
CASS
Sentenza 26 marzo 2026

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  • Rigettato
    Sussistenza del fumus del reato

    La Corte ha ritenuto che il Tribunale si è uniformato al principio di diritto affermato dalla Cassazione, riesaminando il punto devoluto e tenendo conto di ulteriori elementi di fatto sopravvenuti. Le doglianze attengono al percorso argomentativo del provvedimento impugnato, ma la motivazione non è né mancante né apparente. Il Tribunale ha ritenuto attendibile una stima più recente dei beni, basata su un procedimento estimativo pluriparametrico, che ha portato a un valore complessivo del patrimonio dell'indagato (considerando anche disponibilità finanziarie e patrimonio della moglie) di 8.434.723,37 euro, ritenuto del tutto inidoneo a garantire il debito di imposta. La Corte ha altresì ritenuto che, a livello di fumus, vi fosse prova implicita della consapevolezza dell'indagato della reale consistenza del suo patrimonio e della sua finalità elusiva.

  • Rigettato
    Sussistenza del fumus del reato

    Le doglianze attengono al percorso argomentativo del provvedimento impugnato, ma la motivazione non è né mancante né apparente. Il Tribunale ha ritenuto attendibile una stima più recente dei beni, basata su un procedimento estimativo pluriparametrico, che ha portato a un valore complessivo del patrimonio dell'indagato (considerando anche disponibilità finanziarie e patrimonio della moglie) di 8.434.723,37 euro, ritenuto del tutto inidoneo a garantire il debito di imposta. La Corte ha altresì ritenuto che, a livello di fumus, vi fosse prova implicita della consapevolezza dell'indagato della reale consistenza del suo patrimonio e della sua finalità elusiva.

  • Rigettato
    Sussistenza del fumus del reato

    Le doglianze attengono al percorso argomentativo del provvedimento impugnato, ma la motivazione non è né mancante né apparente. Il Tribunale ha ritenuto attendibile una stima più recente dei beni, basata su un procedimento estimativo pluriparametrico, che ha portato a un valore complessivo del patrimonio dell'indagato (considerando anche disponibilità finanziarie e patrimonio della moglie) di 8.434.723,37 euro, ritenuto del tutto inidoneo a garantire il debito di imposta. La Corte ha altresì ritenuto che, a livello di fumus, vi fosse prova implicita della consapevolezza dell'indagato della reale consistenza del suo patrimonio e della sua finalità elusiva.

  • Rigettato
    Sussistenza del periculum in mora

    Le censure investono inammissibilmente il percorso argomentativo del provvedimento impugnato, che si è ampiamente soffermato sul punto, valorizzando la condotta dell'indagato, denotante una elevata professionalità nel perfezionamento di atti dispositivi diretti a vanificare le pretese erariali e il concreto valore dei suoi beni, conteggiato senza tenere conto delle numerose ipoteche iscritte, tali da rendere queste ultime scarsamente aggredibili e di difficile liquidazione.

  • Inammissibile
    Misura e proporzionalità del sequestro

    La questione non è consentita in questa sede, trattandosi di questione che non investe né il fumus del reato, né il periculum in mora, rimanendo estranea al perimetro delineato dalla sentenza rescindente. Di tale doglianza, peraltro, non risulta investito il Tribunale del riesame.

  • Inammissibile
    Ricorso per cassazione

    Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per le ragioni esposte nei punti precedenti.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. IV, sentenza 26/03/2026, n. 11325
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 11325
    Data del deposito : 26 marzo 2026

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