CASS
Sentenza 2 agosto 2023
Sentenza 2 agosto 2023
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. III, sentenza 02/08/2023, n. 33985 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 33985 |
| Data del deposito : | 2 agosto 2023 |
Testo completo
sul ricorso proposto da: SENTENZA ZL NA, nata in [...] il [...] avverso l'ordinanza del 17/01/2023 del Tribunale di Latina visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Antonella Di Stasi;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale LI AR, che ha concluso chiedendo la declaratoria di inammissibilità del ricorso;
udito per l'imputata l'avv. Lorenzo Magnarelli, in sostituzione dell'avv. IO OL, che ha concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso. Penale Sent. Sez. 3 Num. 33985 Anno 2023 Presidente: ANDREAZZA GASTONE Relatore: DI STASI ANTONELLA Data Udienza: 13/06/2023 RITENUTO IN FATTO 1. Con ordinanza del 17/01/2023, il Tribunale di Latina rigettava l'istanza di riesame proposta nell'interesse di ZL NA avverso il decreto di sequestro preventivo emesso in data 22.11.2022 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina in relazione ai reati di cui agli artt. 110, 515 cod.pen., 4 comma 11.201/2012 e 416 cod.pen. 2. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione ZL NA, a mezzo del difensore di fiducia, articolando un unico motivo, con il quale deduce violazione dell'art. 321, comma 1, cod.proc.pen. con riferimento al fumus dei reati di cui agli artt. 110,515 cod.pen., 4 comma 1 I 201/2012 e 416 cod.pen., contestati nell'imputazione cautelare. Lamenta il vizio di omessa motivazione, argomentando che il Tribunale aveva fatto riferimento non al decreto di sequestro preventivo del 22.11.2022, avente ad oggetto sessantadue cani e del quale si era chiesto il riesame, bensì al verbale di sequestro preventivo del 5.12.2022 che riguardava tredici cani, così omettendo di confrontarsi con l'atto di cui era stato richiesto il riesame;
inoltre, l'ordinanza impugnata aveva omesso di confrontarsi anche con gli elementi potenzialmente decisivi prospettati mediante i motivi di riesame. 3. La difesa della ricorrente ha chiesto, a norma dell'art. 23, comma 8, d.I n. 137 del 2020, conv. in I. n. 176/2020, la trattazione orale del ricorso. Il Pg ha depositato memoria ex art. 611 cod.proc.pen. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Va osservato, in premessa, che il ricorso per cassazione contro ordinanze emesse in materia di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge, in tale nozione dovendosi comprendere sia gli errores in íudicando o in procedendo, sia quei vizi della motivazione così radicali da rendere l'apparato argomentativo posto a sostegno del provvedimento o del tutto mancante o privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza e, quindi, inidoneo a rendere comprensibile l'itinerario logico seguito dal giudice (Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008, Ivanov, Rv. 239692 Sez. 5, n. 43068 del 13.10.2009, Rv. 245093; sez. 6, n. 6589 del 10.1.2013, Rv. 254893). 2. Nella specie, la ricorrente articola motivi che si sostanziano in censure di merito afferenti la motivazione esposta dal Tribunale a fondamento del provvedimento di rigetto dell'istanza di riesame. 2 Il Collegio cautelare nell'ordinanza impugnata, nel disattendere le censure difensive qui riproposte, ha correttamente argomentato in relazione sia al presupposto del fumus commissi delicti che a quello del periculum in mora (pag 2 e 3 dell'ordinanza impugnata). 3. Le censure mosse in questa sede dalla ricorrente sono, pertanto, inammissibili, risolvendosi essenzialmente nella formulazione di generici rilievi in fatto concernenti la motivazione del provvedimento impugnato che, alla luce dei principi di diritto suesposti, non è consentito proporre in questa sede. 4. Consegue, pertanto, la declaratoria di inammissibilità del ricorso. 5. Essendo il ricorso inammissibile e, a norma dell'art. 616 cod. proc. pen, non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000), alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende. Così deciso il 13/06/2023
udita la relazione svolta dal consigliere Antonella Di Stasi;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale LI AR, che ha concluso chiedendo la declaratoria di inammissibilità del ricorso;
udito per l'imputata l'avv. Lorenzo Magnarelli, in sostituzione dell'avv. IO OL, che ha concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso. Penale Sent. Sez. 3 Num. 33985 Anno 2023 Presidente: ANDREAZZA GASTONE Relatore: DI STASI ANTONELLA Data Udienza: 13/06/2023 RITENUTO IN FATTO 1. Con ordinanza del 17/01/2023, il Tribunale di Latina rigettava l'istanza di riesame proposta nell'interesse di ZL NA avverso il decreto di sequestro preventivo emesso in data 22.11.2022 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina in relazione ai reati di cui agli artt. 110, 515 cod.pen., 4 comma 11.201/2012 e 416 cod.pen. 2. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione ZL NA, a mezzo del difensore di fiducia, articolando un unico motivo, con il quale deduce violazione dell'art. 321, comma 1, cod.proc.pen. con riferimento al fumus dei reati di cui agli artt. 110,515 cod.pen., 4 comma 1 I 201/2012 e 416 cod.pen., contestati nell'imputazione cautelare. Lamenta il vizio di omessa motivazione, argomentando che il Tribunale aveva fatto riferimento non al decreto di sequestro preventivo del 22.11.2022, avente ad oggetto sessantadue cani e del quale si era chiesto il riesame, bensì al verbale di sequestro preventivo del 5.12.2022 che riguardava tredici cani, così omettendo di confrontarsi con l'atto di cui era stato richiesto il riesame;
inoltre, l'ordinanza impugnata aveva omesso di confrontarsi anche con gli elementi potenzialmente decisivi prospettati mediante i motivi di riesame. 3. La difesa della ricorrente ha chiesto, a norma dell'art. 23, comma 8, d.I n. 137 del 2020, conv. in I. n. 176/2020, la trattazione orale del ricorso. Il Pg ha depositato memoria ex art. 611 cod.proc.pen. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Va osservato, in premessa, che il ricorso per cassazione contro ordinanze emesse in materia di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge, in tale nozione dovendosi comprendere sia gli errores in íudicando o in procedendo, sia quei vizi della motivazione così radicali da rendere l'apparato argomentativo posto a sostegno del provvedimento o del tutto mancante o privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza e, quindi, inidoneo a rendere comprensibile l'itinerario logico seguito dal giudice (Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008, Ivanov, Rv. 239692 Sez. 5, n. 43068 del 13.10.2009, Rv. 245093; sez. 6, n. 6589 del 10.1.2013, Rv. 254893). 2. Nella specie, la ricorrente articola motivi che si sostanziano in censure di merito afferenti la motivazione esposta dal Tribunale a fondamento del provvedimento di rigetto dell'istanza di riesame. 2 Il Collegio cautelare nell'ordinanza impugnata, nel disattendere le censure difensive qui riproposte, ha correttamente argomentato in relazione sia al presupposto del fumus commissi delicti che a quello del periculum in mora (pag 2 e 3 dell'ordinanza impugnata). 3. Le censure mosse in questa sede dalla ricorrente sono, pertanto, inammissibili, risolvendosi essenzialmente nella formulazione di generici rilievi in fatto concernenti la motivazione del provvedimento impugnato che, alla luce dei principi di diritto suesposti, non è consentito proporre in questa sede. 4. Consegue, pertanto, la declaratoria di inammissibilità del ricorso. 5. Essendo il ricorso inammissibile e, a norma dell'art. 616 cod. proc. pen, non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000), alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende. Così deciso il 13/06/2023