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Sentenza 24 giugno 2025
Sentenza 24 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Roma, sentenza 24/06/2025, n. 2167 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Roma |
| Numero : | 2167 |
| Data del deposito : | 24 giugno 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Corte D'Appello di Roma
II SEZIONE LAVORO e PREVIDENZA
La Corte nelle persone dei seguenti magistrati:
Dott. Alberto Celeste Presidente Dott. Maria Pia Di Stefano Consigliere rel. Dott. Roberto Bonanni Consigliere
all'esito della trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c. in sostituzione dell'udienza del 24/06/2025
nella causa civile di II Grado iscritta al n. R.G. 727/2024
vertente tra parte domiciliata in VIA SABINIANO 5 00100 ROMA Parte_1 rappresentata dall'avv. SALVAGNI MICHELANGELO
Parte appellante contro parte domiciliata in VIALE MAZZINI,134 00195 ROMA CP_1 rappresentata dall'avv. RICCARDI RAFFAELE e avv. FIORILLO LUIGI ( VIALE MAZZINI, 134 00195 ROMA C.F._1
Parte appellata
Ha pronunciato la seguente
SENTENZA
con motivazione contestuale
Oggetto: appello avverso la sentenza n. 863/2023 emessa dal Tribunale di Latina in funzione di Giudice del Lavoro in data 26.9.2023 Conclusioni: come da scritti difensivi in atti
FATTO e DIRITTO
Con la sentenza in oggetto il Tribunale di Latina ha respinto il ricorso proposto da Parte_1 (operaio dipendente della azienda operante nel settore della meccanica CP_1 aeronautica, inquadrato nel 4° livello del CCNL Industria Metalmeccanica dal 1995 e nel 5° livello dall'1.3.2018) volto al riconoscimento del 5° livello già a decorrere dall'anno 2004 e fino al 28.02.2018. Avverso detta sentenza ha interposto appello il lamentando una erronea lettura delle Pt_1 risultanze istruttorie.
Si è costituita la resistendo al gravame, del quale ha chiesto il rigetto. CP_1
Sostituita l'udienza del 24.6.2025 con il deposito di note di trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c., la causa è stata decisa come di dispositivo in calce, con sentenza e contestuale motivazione.
°°°°°°°°°
Il ricorrente aveva dedotto di avere svolto fin dal 2004, quale operaio, mansioni qualificate di natura tecnico-specialistica, caratterizzate da un'elevata autonomia esecutiva e dall'apporto di competenze proprie, rientranti e, comunque, riferibili al suddetto superiore livello 5° del CCNL Industria Metalmeccanica.
Il Tribunale, premessi brevi cenni al quadro normativo e giurisprudenziale in ordine al trattamento economico da espletamento di mansioni superiori, ha ritenuto che già dalla descrizione delle mansioni di cui all'atto introduttivo, nonostante la dedotta esistenza di margini di autonomia nell'esecuzione della prestazione, non sussistessero gli elementi per ritenere l'illegittimità dell'inquadramento nel 4° livello, operato dalla convenuta nel periodo oggetto di giudizio.
Ha in particolare ritenuto il Tribunale che, sulla base del raffronto tra le declaratorie del 4° e del 5° livello, il tratto differenziale tra gli stessi risiedesse non tanto nelle mansioni concretamente svolte quanto piuttosto nel grado di autonomia operativa nella relativa esecuzione, osservando che:
“...sebbene i testi di parte ricorrente abbiano confermato lo svolgimento delle mansioni pedissequamente descritte nel ricorso - eccezione fatta per l'attività di “presetting”, il cui svolgimento con continuità nel periodo dedotto non è emerso in modo univoco - ritiene l'Ufficio che ciò non sia sufficiente a dimostrare il diritto al superiore inquadramento in data antecedente a quella già riconosciuta dalla datrice. Se è innegabile infatti che talune fasi di lavorazione svolte dal ricorrente contemplassero un certo margine di scelta (come ad esempio rispetto alla fresa utensile nella attività di lavorazione sulle macchine) ovvero potessero richiedere taluni “aggiustamenti” nel corso della lavorazione oltre a prevedere interventi di elevata precisione (come nella attività di lavorazione su macchine a controllo numerico), non può ritenersi adeguatamente dimostrata la sussistenza nell'esercizio delle suddette attività del grado di autonomia necessario al superamento del livello formalmente rivestito. A ben vedere, infatti, i su descritti margini di intervento appaiono perfettamente rientranti nel livello rivestito dal ricorrente, che lungi dal prevedere l'esecuzione automatica di semplici attività operative, richiede il possesso di particolari capacità e abilità tecniche, contempla interventi anche di natura complessa per l'adattamento dei parametri di lavorazione oltre alla possibilità di attuare variazione dei parametri tecnici sulle lavorazioni rispetto alle prescrizioni e/o cicli di lavoro”.
Le censura che, con unico articolato motivo, muove l'appellante alla predetta sentenza consiste nell'erronea lettura delle risultanze istruttorie e nella non corretta interpretazione delle declaratorie contrattuali;
il giudice aveva inoltre omesso di considerare che, a partire dall'1.3.2018, la società aveva assegnato al proprio il superiore livello invocato, pur nello svolgimento di identiche Pt_1 mansioni;
aveva altresì omesso di precisare l'effettivo grado di maggiore autonomia richiesto dal livello 5° (oggi C3), che il non avrebbe posseduto. Pt_1 Ritiene il Collegio preliminarmente doveroso, stante il riscontrato difetto di allegazione, oltre che di prova, riportare testualmente le allegazioni di cui al ricorso introduttivo e le dichiarazioni rese dai testi.
Si legge nel ricorso di primo grado:
“Il ricorrente, nel periodo compreso tra il mese di gennaio 2004 e la data del 28.02.2018 (e ancora oggi)….. nell'ambito del reparto “meccanica”, con la qualifica di “operaio”, ha svolto le mansioni che di seguito si indicano, suddivise per tipologie di attività onde agevolarne la disamina:
A. ATTIVITA' DI LAVORAZIONE SU MACCHINE e, in particolare, sulla macchina denominata “Rambaudi”, ossia una FRESATRICE a copiare con testa multipla, dovendo: a) dapprima, timbrare la bolla di lavorazione, ossia un documento cartaceo da vidimare all'inizio della lavorazione, tramite il quale il responsabile e, in particolare, il caposquadra di turno, sapeva che stata effettuando quel tipo di lavorazione;
b) individuare e raccogliere i pezzi/materiali da lavorare (cosiddetti “particolari” in alluminio o acciaio a seconda del tipo di lavorazione); c) prelevare personalmente il disegno tecnico in base al numero indicato nel ciclo di lavorazione da apposito scaffale presente nei locali del reparto meccanica;
d) preparare la macchina, ossia azzerare gli utensili (le frese), scegliere il palpatore giusto in base al tipo di fresa della macchina;
e) azzerare il particolare (ossia l'angolo o foro da azzerare con il palpatore, che è una specie di orologio) da lavorare con ristrette tolleranze (misure) di lavorazione (ossia sulla base delle misure indicate sul disegno che era la base della costruzione del particolare/pezzo); f) eseguire l'operazione di cosiddetta “staffatura”, consistente nel bloccare/inserire il pezzo nella macchina per la lavorazione tramite la morsa, o attrezzo di lavorazione;
ove il pezzo da inserire/bloccare fosse forato, staffarlo significava inserirlo seguendo i fori;
g) dopo avere inserito i pezzi nella macchina ed azzerato i particolari nella loro posizione, scegliere in completa autonomia e con piena discrezionalità l'utensile, ossia il tipo di fresa/utensile idoneo in base alla lavorazione (e, quindi, la fresa a finire, la fresa a sgrossare, la fresa con inserti ecc.); h) avviare la macchina e, quindi, avvicinarsi con un palpatore sul pezzo campione per sgrossare il particolare, ossia eliminare l'eccesso di materiale;
i) una volta realizzato il primo pezzo, effettuare il controllo di misurazione, ossia misurare il pezzo tramite i cosiddetti “micrometri” procedendo dall'interno verso l'esterno per verificare se la misura fosse quella prevista nel disegno;
talvolta, per misurare in modo più preciso il pezzo, utilizzava anche il “trimus”, ossia un piano di lavoro di granito, cosiddetto piano di riscontro, con l'ausilio di altri strumenti (quali ad es. cubi, paralleli, prismi); j) dopo aver verificato le misure del primo pezzo con le relative tolleranze, procedere alla realizzazione degli altri pezzi uguali, eseguendo la stessa procedura di cui ai precedenti punti da c) a j); k) durante la produzione degli altri pezzi, controllare le varie fasi e misure per evitare errori a seguito dei quali il pezzo avrebbe dovuto essere scartato;
l) finito il numero di pezzi previsti, timbrare la fine del ciclo di lavorazione e portare i pezzi realizzati al capo reparto.
B. ATTIVITA' DI PRESETTING: eseguire l'attività preliminare cosiddetta di “presetting”, che è una lavorazione consistente nel preparare gli utensili per le macchine a controllo numerico seguendo a tal fine una scheda utensili (che indicava il particolare/pezzo da lavorare), ossia un processo che consente di determinare una serie di informazioni sulla geometria di un utensile – quali lunghezza, raggio e/o diametro - tramite un dispositivo di misura e un software dedicato, utilizzato appositamente dal ricorrente;
l'attività di “presetting” si estrinsecava nello svolgimento delle seguenti mansioni: a) sulla base di una scheda tecnica che veniva predisposta dal caposquadra, preparare gli utensili come indicati nella scheda utensili;
b) in base alla scheda utensili, inserire l'utensile nel mandrino;
c) analizzarlo attraverso un visore ottico;
d) quindi effettuare l'azzeramento dell'utensile in base alle caratteristiche richieste;
e) dare l'input ad una macchina che stampa l'etichetta con le misure dell'utensile; f) applicare l'etichetta stampata sull'utensile in modo che l'operatore sapesse i dati da inserire nella macchina per avviare la produzione.
C. ATTIVITA' DI LAVORAZIONE SU MACCHINE A CONTROLLO NUMERICO: dovendo in particolare: a) verificare dal cosiddetto “ciclo di lavorazione” il tipo di lavorazione da eseguire;
b) timbrare la bolla di lavorazione, ossia un documento cartaceo da vidimare all'inizio della lavorazione;
c) caricare nella macchina il programma, ossia collegare con un cavo il pc alla macchina al fine di inviare il software di lavorazione, operando, ove necessario, di propria iniziativa e con piena autonomia, gli aggiustamenti ritenuti opportuni nel corso della lavorazione;
d) inserire all'interno del cosiddetto “magazzino utensili” (ossia uno scomparto della macchina in cui dovevano essere inseriti tutti gli utensili necessari) gli utensili già predisposti in precedenza durante il presetting (attività descritta alla precedente lett. B); e) dopo aver inserito gli utensili, digitare nel programma macchine i dati di azzeramento utensili, ossia quelli scritti sulla targhetta a seguito dell'attività di presetting, seguendo la giusta sequenza e, quindi, avendo cura di evitare errori;
in caso contrario, gli utensili potevano entrare in collisione con il porta pezzo oppure con le morse della macchina;
f) ove fosse necessario “staffare”, ossia bloccare i pezzi nella macchina, prelevare in attrezzeria il relativo porta pezzo, oppure prelevare i pezzi direttamente con le morse, ossia un attrezzo che, attraverso una manovella, avvicina due pezzi per bloccare quello principale;
g) procedere all'azzeramento delle origini del pezzo al fine di avviare la lavorazione;
si evidenzia che questa attività è molto importante e richiede un grado di precisione molto elevato, in quanto, se non eseguite correttamente, pregiudicano l'intera lavorazione e determinano il danneggiamento dei pezzi. h) dopo aver inserito tutti i dati nella macchina, procedere all'avvio della stessa controllando tutti gli utensili inseriti prestando attenzione e lavorando il pezzo in blocco singolo, ossia verificando la corretta lavorazione di ciascun singolo utensile, al fine di evitare l'eventuale collisione all'interno della macchina;
i) una volta realizzato il primo pezzo, effettuare il controllo di misurazione, ossia misurare il pezzo tramite i cosiddetti “micrometri” procedendo dall'interno verso l'esterno per verificare se la misura fosse quella prevista nel disegno;
talvolta, per misurare in modo più preciso il pezzo, utilizzava anche il “trimus”, ossia un piano di lavoro di granito, cosiddetto piano di riscontro, con l'ausilio di altri strumenti (quali ad es. cubi, paralleli, prismi); j) dopo aver verificato le misure del primo pezzo con le relative tolleranze, procedere alla realizzazione degli altri pezzi uguali;
k) durante la produzione degli altri pezzi, controllare le varie fasi e misure per evitare errori a seguito dei quali il pezzo avrebbe dovuto essere scartato;
l) finito il numero di pezzi previsti, timbrare la fine del ciclo di lavorazione e portare i pezzi realizzati al capo reparto, oppure agli addetti al controllo qualità.
D. ATTIVITA' DI COSTRUTTORE SU BANCO di parti di aereo, stampi di foratura e dime di contornatura in vetroresina per lamierati di parti di aereo dovendo, in particolare, realizzare a mano, senza l'ausilio di alcun disegno, dime in vetroresina (le dime sono come delle impronte di un determinato strumento/pezzo), e quindi svolgere le seguenti attività: a) prelevare il materiale vetroresina che è come un tessuto, tagliarlo in senso rettangolare o comunque secondo le caratteristiche del pezzo da coprire;
b) applicarvi sopra della resina liquida che prelevava da un recipiente insieme all'indurente (pesando quest'ultimo in base alle percentuali della prima); c) procedere, poi, con l'altro strato fino a raggiungere l'altezza desiderata di 10 mm;
d) il giorno dopo, riprendere il pezzo indurito, staccarlo dallo stampo, oppure staccare il pezzo campione ed eseguire la rifilatura a mano della dima, ossia eliminare gli eccessi di materiale fino ad arrivare alla forma del calco;
e) se la laminazione della dima avveniva sullo stampo, dare forma al pezzo utilizzando la cera modellante ed inserire delle boccole di acciaio per dare il riferimento del pezzo finito per la contornatura;
f) si evidenzia che tale attività veniva svolta interamente dal ricorrente personalmente e in totale autonomia, senza ricevere alcuna indicazione dall'ufficio tecnico;
g) completata tale procedura, procedere alla realizzazione del primo pezzo, verificandone la conformità al disegno e sistemando la dima ove riscontrasse delle irregolarità e/o anomalie e/o errori;
h) realizzare dime di saldatura da utilizzarsi nel reparto “saldatura” per il posizionamento di pezzi da saldare.
E. ATTIVITA' DI FORATURA E ALESATURA DEI PARTICOLARI/PEZZI MITSUBISHI MRJ: si evidenzia che di tale attività il ricorrente veniva incaricato, in via esclusiva, dal caporeparto dovendo in particolare: Persona_1 a) eseguire la cosiddetta “foratura”, ossia fare dei fori tramite delle dime;
b) eseguire la cosiddetta “alesatura”, ossia portare il foro finito con il diametro indicato nel disegno, operazione quest'ultima che richiede un elevato grado di precisione;
c) supportare l'ufficio tecnico sulla base della propria esperienza a realizzare delle schede istruzioni di posizionamento, foratura e alesatura di tali particolari. d) rifinire i particolari/pezzi graffiati, oppure sbattuti, o danneggiati e che, quindi, non avrebbero superato il collaudo per la spedizione, nonché i particolari/pezzi che presentavano eccessi di cromo da eliminare;
19) Il ricorrente, inoltre, a decorrere dal mese di marzo 2017, pur rimanendo formalmente addetto al reparto meccanica, ha lavorato e lavora ancora oggi esclusivamente nel reparto “strutture”, venendo adibito alla realizzazione di scali aeronautici, ossia di strutture di alta precisione in ferro e alluminio che simulano la posizione esatta dei particolari e dei lamierati che vanno montati sull'aereo; strutture intorno alle quali gli altri operai montano e costruiscono parti di aereo.
20) Il ricorrente, quindi, a decorrere dal mese di marzo 2017 e ancora oggi, è adibito alla predetta attività di realizzazione di scali aeronautici svolgendo, in particolare, le seguenti mansioni: a) verificare da apposito software le coordinate di posizione dei vari pezzi da installare sulla struttura;
b) posizionare, quindi, i pezzi seguendo le coordinate come indicate nel modello CAD (ossia un disegno), utilizzando strumentazione Laser della Leica con relativo software 3D Cad Spatial Analyzer, attraverso le seguenti operazioni: a) foratura, dovendo forare con l'ausilio di un trapano ad aria la superficie interessata, b) filettatura, operazione successiva alla foratura che consiste nell'utilizzare il cosiddetto maschio al fine di far si che il foro possa accogliere la vite;
e) alesatura, operazione che consiste nel portare il foro finito con il diametro indicato nel disegno, operazione quest'ultima che richiede un elevato grado di precisione;
c) spinaggio, operazione di alta precisione consistente nell'inserire delle spine cilindriche agli estremi del pezzo indicati nel disegno CAD al fine di fissare il pezzo sulla struttura;
d) resinatura, operazione svolta solo nel caso in cui, nel posizionare il pezzo sulla struttura, residuasse uno spazio vuoto (tra il pezzo stesso e la struttura), dovendo creare a tal fine uno strato di resina mediante miscelazione di due componenti e, quindi, evitando che fuoriuscisse dai bordi mediante applicazione di apposito nastro di contenimento;
21) Il ricorrente, inoltre, nel periodo compreso tra il mese di gennaio 2004 e fino al mese di dicembre 2006, presso il reparto “seggiolini”, in aggiunta alle mansioni descritte ai precedenti capitoli 17 e 18, è stato adibito all'ATTIVITA' DI COLLAUDO E PROVA, svolgendo le mansioni che di seguito si indicano: a) effettuare delle prove su particolari denominati “valvole EFA”, ossia eseguire il montaggio meccanico ed il cablaggio elettrico di queste valvole;
b) quindi, effettuare una prova funzionale sia idraulica che elettrica su un bancoprova idraulico ad alta pressione chiamato Bimal;
c) predisporre la relazione del collaudo, ossia compilare un documento in cui doveva inserire i dati elettrici e di pressione rilevati durante le prove;
d) eseguire il controllo di qualità del pezzo, ossia verificarne l'integrità e funzionalità secondo gli standards;
e) consegnare il pezzo al settore “Qualità” che, quindi, si limitava a timbrare la targhetta identificativa del pezzo/particolare da applicare (ove è indicato il numero del pezzo, il numero del seriale della valvola ecc.); f) si evidenzia che, nell'ambito di tale ultima attività di collaudo e prova, il ricorrente, in autonomia e con apporto innovativo proprio, ha redatto il manuale dello schema elettrico, ossia le istruzioni da seguire per il cablaggio elettrico, partendo da alcuni schemi trascritti su un quaderno, anche al fine di facilitare l'apprendimento da parte degli altri addetti;
g) inoltre, ha istruito alle attività di montaggio, cablaggio e prova al Banco Bimal il collega di lavoro, sig. Testimone_1
22) Il ricorrente, inoltre, nel periodo dal mese di gennaio 2006 e fino al 2008, presso il reparto
“saldatura”, è stato adibito alle seguenti attività: a) attività di saldatura a brasatura, dovendo scaldare ad alta temperatura con il cannello di acetilene (ossia la fiamma ossidrica) i pezzi da saldare utilizzando il cosiddetto materiale di apporto “castolin” e, quindi, saldare i due pezzi mediante il cosiddetto “raccordo”, ossia un pezzo che unisce i due particolari da saldare;
b) attività di saldatura su macchina puntatrice di particolari del modello di elicottero Ec135, dovendo in particolare: i. preparare ed adattare i pezzi da saldare e supportare il saldatore nell'attività di posizionamento per la puntatura iniziale (ossia posizionamento iniziale)”.
Quanto alle prove testimoniali, i testi hanno riferito quanto segue:
Teste (parte ricorrente). Testimone_2
“[...] Non parente, indifferente. Ho lavorato per la sino a gennaio 2021. Interrogato sui CP_1 capitoli di cui al ricorso risponde: Cap. 18) punto A) è vero, ho lavorato con lui, nel 2010 mi hanno spostato in un'altra cabina di questo stesso reparto. Ho lavorato con il da quando è stato, da poco dopo. La macchina è Pt_1 vecchia e la conoscono quasi tutti come funziona, c'è scritto sul tipo di lavoro di usare uno specifico tipo di fresa.
Punto B. confermo quanto mi viene letto.
Punto C. confermo tutte le attività che mi vengono lette.
Punto D, confermo quanto mi viene letto, in particolare quanto alla lettera F posso aggiungere che anche a me è capitato di svolgere questa attività senza istruzioni.
Punto E è vero. Cap. 19) è vero, anche io prima di lui ha lavorato su queste parti dello . So Pt_2 che l'ha fatto il ricorrente anche perché non è così grande l'azienda e l'ho visto. Cap. 20) confermo, è vero”.
Teste (parte ricorrente): Testimone_3
“[...] Operaio presso la resistente. Non parente, indifferente Ho conosciuto il ricorrente quando è stato spostato al reparto meccanica, anche io venivo da un altro reparto. Io attualmente lavoro al reparto meccanico. Anche il ricorrente attualmente lavora al reparto meccanica;
per un periodo lo hanno spostato al banco (sempre nel reparto meccanica) e successivamente alle strutture per svolgere alcune mansioni ma è sempre stato formalmente incaricato al reparto meccanica. Interrogato sui capitoli di prova di cui al ricorso: cap. 18) punto A. “Attività di lavorazione su macchine”: lett. a) –b) è vero. c) è vero, preciso, che prima i disegni erano su scaffali oggi è tutto su pc. d) è vero, l'operatore sceglie in base alle lavorazioni da fare e a quello che c'è scritto su ciclo di lavoro, se c'è qualche elemento che cambia, come ad esempio se il pezzo deve essere maggiorato e minorato. Però non sempre ci sono delle annotazioni, se il pezzo deve essere 200 millimetri e la fresa è da 12 millimetri di diametro, il pezzo è scelto in automatico. Preciso che comunque è l'operatore con la sua esperienza che individua la fresa adatta, comunque ci sono diversi elementi tecnici da valutare. e) f) è vero. g) è vero. È questo quello che intendevo prima (cap. d) in relazione alla fresa che l'operatore sceglie. Lett. h) – I) – j) k) L) è vero. Posso confermare queste circostanze perché lavoravo a stretto contatto con il ricorrente. Cap. 18) “ATTIVITA' DI PRESETTING”: lett. . a-f) è vero. Posso confermare queste circostanze perché io per iniziare a produrre il pezzo ho bisogno del presetting, ossia delle frese montate, e quindi mi rivolgevo al . Anche a me è capitato di lavorare al presetting. Pt_1 Punto C) ATTIVITA' DI LAVORAZIONE SU MACCHINA A CONTROLLO NUMERICO: lett. a)- b). è vero. Lett. c) è vero. Ad esempio può capitare che il materiale sia maggiorato rispetto a quello che sta scritto sul ciclo di lavorazione e quindi l'operatore deve fare in modo tale che la fresa tagli la porzione giusta di materiale, quindi aggiunge delle coordinate alla macchina (si chiamano passate in gergo meccanico). Preciso che il programma rimane lo stesso, con aggiunte le passate, in sostanza modifico nel programma le passate. Lett. d.)-e)-f) g-) h) i) J) K) L) è vero. Preciso che io ho lavorato per circa 30 anni al controllo numerico. Mi sembra che sia stato addetto al controllo numerico dal 2004 e per 2-3 anni. Poi ha fatto un altro anno con una macchina a controllo numerico, credo dal 2008-2009, e poi è stato spostato ai banchi, sempre nel reparto meccanica. PUNTO D) ATTIVITA' DI COSTRUTTORE SU BANCO, lettere da a) ad h) è vero. Posso dirlo perché comunque lavoravamo vicino. A volte capitava, ad esempio, che il pezzo che doveva fare lo stampo in resina era molto grande e il ricorrente quindi mi chiamava, così insieme adagiavamo sopra il pezzo una specie di tela. PUNTO E) Attività di FORATURA E ALESATURA: lett. da A-D) è vero. L'ho visto, si tratta di una lavorazione particolare che facevano fare solo a lui. Preciso che si tratta di un programma abbastanza recente, mi sembra che ci sia da circa 7 anni. Cap. 19) è vero, ha preso il posto di una persona che è andata in pensione dal 2017. Il reparto strutture è un ambiente separato rispetto al reparto meccanica. Conosco il reparto strutture perché anche io ho passato alcune settimane lì, quindi bene o male so come funziona. Dal 2017 non sono andato più al reparto strutture ma vedevo il che veniva da noi per preparare dei pezzi che gli servivano per andare con aventi con il Pt_1 lavoro, anzi se li preparava lui con la macchina al controllo numerico. Cap. 20) è vero. Posso dire che era lui che faceva queste attività perché, come ho detto, veniva al nostro reparto per preparare i pezzi che servivano per lo scalo, quindi gli chiedevo. Lo scalo è un negativo dell'aereo quindi i pezzi che lui faceva servivano per mettere in bolla lo scalo. Questi pezzi venivano fatti al reparto macchine. ADR dell'avv. Salvagni: prima del 2017 era esclusivamente il a svolgere queste Pt_3 attività? Sì, poi quando è andato in pensione è subentrato il . Non mi risulta che Pt_3 Pt_1 qualcun altro abbia svolto quella attività. Preciso che dal 2004 comunque io e il abbiamo Pt_1 lavorato al reparto meccanica insieme, anche se su macchine diverse. Poi, come ho detto, è stato spostato nel reparto strutture nel 2017”.
Teste (parte ricorrente) Testimone_4
“[...] Non parente indifferente. Lavoro per la resistente dal 1998. Lavoro all'ufficio ingegneria industriale. Il mio ufficio si occupa di compilazione dei cicli di lavoro. La macchina per realizzare il pezzo ha bisogno della definizione della sequenza del lavoro che deve fare. Preciso che spesso mi capita di scendere al reparto per dare supporto. Un po' in tutti i reparti, meccanica, struttura, lamiere. Interrogato sui capitoli del ricorso risponde:
Cap. 18 punto A (ATTIVITA' DI LAVORAZIONE SU MACCHINE) So che il ha lavorato nel Pt_1 reparto macchina perché come dicevo, sin dal 2003, mi è capitato di recarmi nel predetto reparto per prestare supporto. Confermo l'attività sulla Rambaudi. Lett. a) –b) c) confermo le attività che mi vengono lette. d) sì, confermo. e) – f) confermo. g) è vero. Ci sono varie frese e vari palpatori. L'azzeramento è fondamentale altrimenti si fa il pezzo sbagliato. Ci sono molte frese tra cui scegliere. La scelta la fa direttamente l'operatore, il , in base al tipo di lavorazione. h) –i) – Pt_1 J)- K) –L) confermo tutto.
CAP. 18 - B (ATTIVITA' DI PRESETTING) L'ho visto nella zona adibita al presetting. Confermo il tipo di attività. ADR del Giudice: sa se spesso faceva questo tipo di attività? l'ho visto più volte, non posso quantificare. E' una zona un po' nascosta, se passi in mezzo al reparto diciamo che non la vedi. Al presetting potevo andare per cercare qualche fresa per operazioni che si dovevano svolgere al banco;
però il presetting sta di fronte alla zona dei torni quindi ci passavo quando dovevo andare ai torni. a) la scheda utensile serve per preparare la macchina con gli utensili necessari. Il capo squadra consegna la scheda. Da B ad F) confermo. CAP. 18 C (ATTIVITA' DI LAVORAZIONE SU MACCHINE A CONTROLLO NUMERICO) Confermo che ha lavorato su queste macchine, per averlo visto insieme al che era Tes_3 anche adibito a questa macchina, i due si scambiavano le consegne. Conosco questa macchina a grandi linee. a)-b)- c) si è vero. Teoricamente l'operatore non dovrebbe fare nulla però non è che si preme il pulsante e la macchina va. Nel caso in cui il grezzo (ossia il pezzo di partenza, un blocco) abbia dimensione diverse rispetto a quanto è riportato nel ciclo di lavoro bisogna apportare delle correzioni alla macchina per non incorrere in danneggiamenti, ad esempio bisogna dare punti di partenza o distanze corrette. Di questo se ne occupava l'operatore. Da d a f), g) è vero. Si tratta della normale procedura che fa l'operatore. Da h) a L) confermo. CAP. 18 D (ATTIVITA' DI COSTRUTTORE SU BANCO) Ha svolto questa attività, posso dire di avere visto gli attrezzi che ha realizzato lui. Preciso che non è questa l'unica attività che svolgono in generale gli addetti ai banchi meccanici. a) –b) – c) –d) e) – f) confermo. In genere la realizzazione dell'attrezzo in vetroresina si fa in autonomia. La dima in vetroresina viene realizzata con un calco sul pezzo originario. Il pezzo su cui si fa il calco deve essere comunque completato dall'operatore, ad esempio deve essere rifilato e filato a disegno, deve riportare le precise dimensioni esterne previste dal disegno e i fori, queste attività vengono svolte dall'operatore. Preciso che c'è il disegno del particolare finito (pezzo di aereo) e non dell'attrezzo (ossia della dima) che deve realizzare l'operatore – il per realizzare gli altri pezzi uguali. Dal secondo Pt_1 pezzo in poi così è più rapido. g) il costruisce l'attrezzo in base al quale si realizza il pezzo Pt_1 che viene dato al controllo qualità e se è accetto allora vuol dire che la dima va bene e può essere utilizzata per i pezzi successivi. C'è un precontrollo che fa l'operatore. H) non so rispondere. CAP. 18 PUNTO E (ATTIVITA' DI FORATURA E ALESATURA) E' vero, lo so perché insieme al ho compilato un foglio istruzioni da mettere a disposizione per le successive lavorazioni. Pt_1 Non so se era addetto a questa attività in via esclusiva. Da A) a d) confermo. CAPITOLO 19 Si è vero, ad esempio ha partecipato alla modifica degli scali MRJ, sono 8 scali MRJ cui erano adibite. A dicembre 2017 sono stato a fare un intervento in una base militare in Grecia per la sostituzione di un attacco alare e il ha realizzato questo attrezzo che noi Pt_1 abbiamo utilizzato per la sostituzione di questo attacco. Si tratta di un lavoro più particolare perché ha realizzato un attrezzo ad hoc per fare un lavoro fuori sede. Gli scali sono fissi, mentre questo è uno strumento di posizionamento. Ha poi spiegato a me e all'altro collega come usare questo attrezzo di posizionamento. CAPITOLO 20 Da A) a d) confermo”.
Teste (parte resistente) Testimone_5
“[...] Non parente, indifferente. Interrogato sui capitoli di cui alla memoria difensiva risponde: cap. 7) è vero, preciso che io ho lavorato con il successivamente a queste date. Io in quel Pt_1 periodo era responsabile della manutenzione e ufficio impianti generali e presiedevo tutti gli impianti, in questo ruolo giravo tutti i reparti. Cap. 8). È vero, sono a conoscenza dei fatti per lo stesso motivo. Al teste viene intimato di mettere via un foglio di carta manoscritto dallo stesso teste relativo all'attività lavorativa del signor . ADR del Giudice: Sa dire se il ricorrente ha
Pt_1 lavorato nel reparto meccanica? Si, dal 2005 ha svolto attività di banco meccanica, per un periodo ha fatto anche presetting ma non ricordo che periodo. Faceva anche attività alesatura e foratura su più programmi. Cap. 9) è vero. Lo so perché nel frattempo ho avuto un cambio mansione e ho iniziato anche il ruolo di responsabile assemblaggio scali, dove lavorava il . Però preciso
Pt_1 che da giugno 2018 lavoravo affiancando il , solo quando è uscito il – nell'aprile Pt_3 Pt_3 2019- ho avuto piena responsabilità. Il operava nel reparto scali da prima del mio arrivo.
Pt_1 Posso dire che il ricorrente seguiva le indicazioni dategli dal . Cap. 10) è vero. Cap. 11) è Pt_3 vero, preciso che le CNC sono macchine fresatrici con controllo numerico, una macchina che scava il metallo. Anzi preciso che, da quello che ricordo, il operava solo al presetting e al banco,
Pt_1 non ricordo che abbia operato su macchine a controllo numerico”.
Teste (parte resistente): Testimone_6
“[...] Impiegato della resistente. Non parente indifferente. Io interagisco con la produzione quindi sono a conoscenza dell'attività lavorativa del . Lavoro per da 32 anni e da 12 sono Pt_1 CP_1 responsabile Ingegneria. Interrogato sui capitoli di prova di cui alla memoria risponde: cap. 7) è vero, mi è capitato di interagire con lui spesso. Cap. 8) è vero. Nel reparto strutture vengono fatti degli assemblaggi strutturali quindi si assemblano le parti costruite nei vari reparti. Il era a Pt_1 supporto di attrezzature per fare l'assemblaggio, rendeva operative le strutture che servivano per l'assemblaggio. Poi quando è andato in pensione è stato sostituito da . Al teste viene Pt_3 Pt_1 letto il capitolo 20 del ricorso e risponde: confermo che le attività che mi vengono lette le svolgeva il e prima di lui il . Cap. 9) è vero. Il era proprio responsabile di questa Pt_1 Pt_3 Tes_5 attività, aveva un livello più elevato rispetto al ricorrente. Cap. 10) è vero. Cap. 11) non ricordo. Probabilmente il è stato al presetting ma in maniera saltuaria, perché si tratta di un'attività Pt_1 a supporto e quindi in questo periodo di cui mi si chiede non c'era una persona fissa. La macchina a controllo numerico lavora con un softwere, il programma è fatto nel mio ufficio, poi viene attivato e la macchina va da sola. Nel reparto meccanica ci sono molte macchine a controllo numerico (attualmente ce ne sono 28), poi ci sono macchine tradizionali, banchi di completamento e banchi di sbavatura. Al teste viene letto il cap. 18 punto C) del ricorso (“ATTIVITA' DI LAVORAZIONE SU MACCHINA A CONTROLLO NUMERICO”) e risponde: lett. a-b –c- d-e-f)-g) –h)- i) –J) –K) –L) è vero ma con riferimento alla lettera C) nego le circostanze relative agli aggiustamenti. Non è possibile perché ci sono dei blocchi della macchina e comunque non è una procedura standard, è sempre stato così. Se c'è questa necessità di effettuare aggiustamenti interviene un programmatore. Inoltre sul punto i) preciso che questa attività viene fatta congiuntamente ad un controllore. Ribadisco che non so dire se il abbia svolto queste attività su macchine a controllo Pt_1 numerico. ADR dell'avv. Salvagni: Lei ha mai visto il nei reparti al lavoro? sì. Ribadisco Pt_1 che ho piena conoscenza dell'attività che vengono svolte nei reparti in quanto la documentazione, l'attività e le operazioni per trasformare un dato tecnico in manufatto sono gestite dal mio ufficio. Preciso inoltre che per il tipo di conoscenza tecnica che ho sono 30 anni che giro per i reparti, in quanto sono addetto all'ingegneria industriale. Prima di essere responsabile della ingegneria industriale ero addetto alla stessa (questo sino al 2010) e avevo competenze su tutti i reparti”. * Sempre il teste di parte appellata, chiamato ad alcuni chiarimenti, ha dichiarato: “[...] Tes_6 Interrogato sui capitoli del ricorso risponde: Cap. 18 punto A (ATTIVITA' DI LAVORAZIONE SU MACCHINE) Posso dire che il ha Pt_1 lavorato sulla macchina Rambaudi, fresatrice a copiare con testa multipla di cui mi si chiede. Lett. a) –b) confermo le attività che mi vengono lette. d) sì, confermo. e) – f) confermo. g) è vero, è l'attività normale che viene svolta con questo tipo di macchina. Si deve abbinare lo strumento al tipo di attività. h) –i) –J) confermo tutto, il controllo è un controllo di fase che viene fatto dall'operatore, mentre la vidimazione viene fatta dall'ente certificatore aziendale. Si tratta di un pre controllo. k) –L) è vero. CAP. 18 B (ATTIVITA' DI PRESETTING) Il presetting è un'attività di preparazione degli utensili per successiva lavorazione delle macchine a controllo numerico. C'è una scheda utensile preparato da chi fa la programmazione, all'interno del documento vengono richiamati gli utensili che successivamente verranno utilizzati, da tarare e nel momento in cui vengono tarati esce fuori un bigliettino con la certificazione dell'attività dichiarata. a) le schede utensili viene fornita dal capo squadra ma compilata dall'ufficio di programmazione al controllo numerico. Da B ad F) confermo. CAP. 18 D (ATTIVIA' DI COSTRUTTORE SU BANCO) So che il ha svolto questa attività Pt_1 con queste modalità. Preciso che non c'è il disegno perché tramite questo attrezzo manuale il prodotto da fare si ricava dall'originale, come un calco in negativo. a) –b) – c) –d) e) confermo. f) è vero, anche perché c'è fisicamente il pezzo. g) anche qui c'è il precontrollo dal e poi la Pt_1 validazione dall'ufficio del controllo aziendale, l'unico in grado di certificare un prodotto aeronautico. H) è vero. CAP. 18 PUNTO E (ATTIVITA' DI FORATURA E ALESATURA) Non so dire se sia stato incaricato il in via esclusiva, ma confermo nel resto. a) – b) confermo. c) sì, posso dire che Pt_1 ha supportato, rimanendo la responsabilità dell'Ufficio tecnico. d) confermo. Cap. 19) confermo, ma non so dire se era formalmente ancora adibito al reparto meccanica. Sul punto, ho già riferito alla precedente udienza.
Teste (parte resistente): Testimone_7
“[...] Sono stato dipendente dal 2014 sino a quando sono andato in pensione a gennaio CP_1 2017 e ho iniziato una attività consulenza per la resistente. Ero addetto al reparto meccanica come responsabile. Interrogato sui capitoli della memoria risponde: cap. 7) è vero. Al teste viene chiesto se il ricorrente abbia realizzato dime di contornatura in vetroresina (cap. 18 D): sì si è occupato di questa attività per un periodo. ADR del Giudice: il ricorrente ha lavorato su macchine a controllo numerico? Con me no. ADR del Giudice: sa dire se il ricorrente ha svolto attività di presetting? Non le ha svolte. ADR del giudice: sa dire se il ricorrente ha lavorato sulla macchina Rimbaudi? No, non con me. Di questa Macchina si occupava TO ADR del Giudice: sa dire se il ricorrente ha svolto attività di fresatura e alesatura su pezzi MRJ? sì, confermo. Cap. 8) è vero, sono comunque a conoscenza di questa circostanza perché ero consulente ma ero comunque sempre presente. Di questo passaggio del in struttura se ne discusse con il direttore perché il Pt_1
doveva andare in pensione. Il penso avrebbe dovuto sostituirlo, se il risultato fosse Pt_3 Pt_1 stato positivo. Cap. 9) è vero. Non so nel dettaglio cosa facesse. Cap. 10) non so dire le date, ma poi è tornato ai banchi. Cap. 11) non so rispondere. Interrogato sui capitoli 19-20 del ricorso risponde: cap. 19) non è vero, ha fatto qualche completamento. Lo so perché ero presente. ADR del Giudice: che attività il nel reparto strutture? Seguiva tutti gli scali aeronautici ma come Pt_3 manutenzione e messa appunto, non come costruzione. Non ho mai lavorato nel reparto strutture. Cap. 20) è vero”.
Ebbene, fa notare l'appellante:
il teste aveva pienamente confermato l'attività di lavorazione su macchine (reparto Tes_2 meccanica) con l'adibizione alla macchina denominata “Rambaudi”, ed aveva confermato lo svolgimento di tutte le mansioni elencate nel ricorso introduttivo, in particolare quelle elencate alle lettere da a) ad e) del capitolo 18. Riguardo al teste , egli aveva riferito di aver lavorato a stretto contatto con il Tes_3 Pt_1 nel reparto meccanica, confermando le mansioni indicate nel ricorso di primo grado e soprattutto la scelta del tipo di fresa e l'azzeramento delle origini del pezzo al fine di avviare la lavorazione, attività da ritenersi molto importante poichè richiede un grado di precisione molto elevato, in quanto, se non eseguite correttamente, pregiudicano l'intera lavorazione e determinano il danneggiamento dei pezzi. Anche secondo il teste il sceglieva in autonomia le frese nell'attività di lavorazione Tes_4 Pt_1 su macchine per la costruzione del pezzo, aveva piena autonomia nell'attività di lavorazione su macchine a controllo numerico per apportare delle correzioni alla macchina ed aveva realizzato in autonomia un attrezzo ad hoc per la sostituzione di un attacco alare di un aereo per un intervento in una base militare in Grecia. Anche i testi di parte resistente, in particolare , avevano riferito che il ricorrente non Tes_6 doveva attenersi a disegni prestabiliti nell'attività di costruttore su banco, in particolare nella realizzazione delle dime di contornatura per parti di aereo.
Infine, a parità di mansioni, continuativamente svolte anche dopo il marzo 2018 e da quel momento attribuite, il 5° livello doveva ritenersi implicitamente riconosciuto dalla anche per il CP_1 periodo precedente, in contestazione.
Ritiene la Corte che le censure mosse dall'appellante siano infondate, avendo il primo giudice fornito una corretta lettura della su riportate emergenze istruttorie, secondo le declaratorie contrattuali dei livelli di inquadramento in discussione.
Vi è in primo luogo da rilevare che il giudice di primo grado ha già considerato, nel raffronto tra le declaratorie del livello di appartenenza (4°) e di quello rivendicato (5°), la sussistenza di un certo grado di autonomia insito nelle mansioni svolte dal nel periodo di riferimento, nonché la Pt_1 possibilità di taluni aggiustamenti richiesti nel corso delle lavorazioni, reputando che detti margini di intervento rientrano a pieno titolo nell'autonomia richiesta dal livello di inquadramento già rivestito. Il riferimento del giudice è chiaramente al tipo di interventi che sono emersi dalle testimonianze assunte e che, seppure dal giudice non indicati in abbinamento al singolo dichiarante (da cui la censura di omessa precisazione dell'effettivo grado di maggiore autonomia richiesto e non posseduto), risultano essere stati oggettivamente valutati dal giudice.
Si tratta in particolare, seguendo la motivazione della gravata sentenza, della scelta del tipo di fresa (utensile nell'attività di lavorazione sulle macchine), di taluni aggiustamenti nel corso delle lavorazioni e di interventi di elevata precisione come nelle macchine a controllo numerico, attività che il giudice ha ritenuto rientrare nel 4° livello di inquadramento poichè postula esso stesso un certo grado di autonomia, che deriva dall'impiego di “cognizioni tecnico pratiche inerenti alla tecnologia del lavoro e alla interpretazione del disegno” o “particolari capacità e abilità” a loro volta comportanti attività di adattamento e variazione di parametri tecnici e di lavorazione rispetto alle prescrizioni e /o cicli di lavoro, anche a correzione di eventuali anomalie.
Ha spiegato il giudice con chiarezza, trascrivendo in grassetto e sottolineando i dati contenuti nella declaratoria del superiore livello invocato, che per il grado di autonomia del 5° livello è richiesto un quid pluris, che ricorre in presenza di “maggiore autonomia esecutiva” e “apporto di particolare e personale competenza” in “operazioni su apparati o attrezzature complessi, che presuppongono la conoscenza della tecnologia specifica del lavoro e del funzionamento degli apparati stessi;
”, oppure, in alternativa, “la guida e il controllo, con apporto di adeguata competenza tecnico-pratica, di un gruppo di altri lavoratori, esercitando un certo potere di iniziativa per la condotta ed i risultati delle lavorazioni” ovvero, “con specifica collaborazione”, “attività amministrative o tecniche caratterizzate da adeguata autonomia operativa nei limiti dei principi, norme e procedure valevoli per il campo di attività in cui operano, e che richiedono un diploma di scuole medie superiori o corrispondente conoscenza ed esperienza” o ancora attività di “preparazione e avviamento di macchine operatrici affidate ad altro personale, richiedenti attrezzamenti impegnativi, registrazioni e messe a punto di elevata precisione”, “con scelta della successione delle operazioni, dei mezzi e delle modalità di esecuzione, e “con scelta, ove necessario, dei parametri ottimali di lavorazione e degli utensili, scelta e predisposizione degli strumenti di misura, fornendo agli addetti alla conduzione istruzioni dettagliate per l'esecuzione del lavoro e per le relative misurazioni;
intervenendo durante la lavorazione per la correzione di eventuali anomalie;
intervenendo per il miglioramento delle attrezzature anche coadiuvando gli enti interessati”.
Il primo giudice mostra di aver considerato il complesso di tali descritte attitudini e capacità che le parti sociali hanno posto a fondamento del maggior grado di autonomia operativa dei lavoratori del 5° livello, ed ha raffrontato l'autonomia espressa dalle lavorazioni svolte dal ricorrente, come sopra indicate, con la complessità delle mansioni proprie del livello superiore, rivelatrici del maggior grado di autonomia, ricavandone che né il ricorrente aveva dedotto, né i testi provato, circostanze utili in tal senso.
La Corte non può che confermare tale valutazione, riscontrando una inidoneità tanto allegatoria che probatoria circa l'elevato grado di professionalità, responsabilità e autonomia, distintivo del superiore livello richiesto, posto che:
quanto all'attività di lavorazione su macchine, deduce in sostanza il ricorrente che il preleva Pt_1 il disegno tecnico e prepara la macchina, tra l'altro azzerando le frese e scegliendo un misuratore (“palpatore”) adatto al tipo di fresa, nonché inserisce o blocca il pezzo nella macchina, dopodiché sceglie il tipo di fresa in base alla lavorazione ed avvia la macchina controllando le successive fasi. Pertanto, il ricorrente opera su disegno tecnico, controlla nel corso di tutta la lavorazione che le misure siano coerenti con esso in modo che i pezzi escano proprio come concepito in progetto;
e perciò anche la scelta della fresa e del “palpatore”, strumento quest'ultimo che assicura la precisione nella misurazione del pezzo ed è funzionale alla sua realizzazione, si basa essa stessa sul disegno fornito, e comunque rientra in quel margine di autonomia che pure il 4° livello contempla.
Stesso è dirsi, ancora a livello allegatorio, per il “presetting”, cha in fase preparatoria e di inserimento dell'utensile avviene sulla base di una scheda tecnica predisposta da un caposquadra e in fase esecutiva su un controllo visivo ottico e azzeramento dell'utensile in base alle caratteristiche richieste, nonché per la lavorazione su macchine a controllo numerico “presettate”, che avviene mediante un software di lavorazione e richiede un caricamento della macchina, inserimento degli utensili e bloccaggio dei pezzi, funzionali alla coerenza delle misure del pezzo con disegni, dove quindi il margine di autonomia esecutiva è perimetrato da ben delineati binari indicati in disegno. Peraltro, il ricorrente non deduce specificamente in cosa consistano gli opportuni “aggiustamenti” rimessi all'iniziativa del ricorrente, di incidenza tale debordare nella autonomia propria del 5° livello.
Riguardo all'attività di costruttore su banco, allega il ricorrente l'attività di realizzazione di dime di contornatura in vetroresina senza indicazioni da parte dell'ufficio tecnico.
Ma anche qui non emerge, con il dovuto grado di specificità ai fini distintivi tra le declaratorie, un'autonomia del ricorrente nel sagomare le dime, funzionali alla riproduzione precisa di una forma, o di uno stampo di foratura, perché la lavorazione dovrà essere semmai precisa (e rispettare quindi la regola dell'arte), ma presuppone pur sempre che essa debba adattarsi al pezzo da coprire, risentendo perciò della necessità di adattarsi al modello ed al pezzo che deve essere ad esso conforme. In difetto di ulteriori precisazioni sul contenuto delle scelte operative da assumersi in autonomia, l'allegazione è senz'altro compatibile con una lavorazione guidata dal dover realizzare sagome funzionali al pezzo. Nemmeno l'attività di rifinitura del particolare /pezzo (attività di foratura e alesatura) rispecchia di per sè, per come dedotta, un'attività che prescinde dal disegno, il quale non può non indicare misure (diametro) e posizionamento del foro finito, da ottenersi mediante le suddette attività.
Quanto alle attività aggiuntive del collaudo e prova, l'unico aspetto innovativo dedotto è quello della redazione del manuale dello schema elettrico, che però è descritto come meramente compilativo di appunti e schemi annotati dal su un proprio quaderno e già utilizzati dal Pt_1 ricorrente in fase di prova. Solo conseguenziale, poi, l'avere istruito il collega circa le Tes_1 relative operazioni di montaggio.
Non sono infine convincenti le censure mosse dall'appellante riguardo alla lettura del complesso testimoniale.
Il teste si è limitato a confermare l'attività di lavorazione sulla “Rambaudi”, senza nulla Tes_2 aggiungere o precisare in tema di autonomia delle scelte operative. Anzi, in realtà sembra escluderla laddove riferisce che “c'è scritto sul tipo lavoro di usare uno specifico tipo di fresa”.
Della testimonianza l'appellante evidenzia la particolare efficacia probatoria riguardo Tes_3 alla scelta del tipo di fresa nel reparto meccanica, della quale si è già detto, mentre le attività di avvio della lavorazione sono certamente di spessore tecnico ed elevata precisone, ma non denotano alcunchè di specifico in termini di autonomia.
Il teste addetto all'ufficio ingegneria industriale-compilazione dei cicli di lavoro, riferisce Tes_4 che il sceglieva in autonomia le frese nell'attività di lavorazione su macchine per la Pt_1 costruzione del pezzo, ma anche che “la macchina per realizzare il pezzo ha bisogno della definizione della sequenza del lavoro che deve fare”; ed infatti il teste precisa che la scelta delle frese e dei palpatori la fa l'operatore “in base al tipo di lavorazione” (che, come visto, è già sequenziato).
Quanto alle macchine a controllo numerico il teste, premesso che “teoricamente l'operatore non dovrebbe fare nulla”, ribadisce il concetto secondo cui l'operatore deve essere in grado di apportare delle correzioni alla macchina per non incorrere in danneggiamenti laddove il pezzo di partenza abbia dimensioni diverse rispetto a quanto riportato nel ciclo di lavoro, ed in tal senso l'operatore deve fornire “i punti di partenza o distanze corrette”: anche qui, però, non può che evidenziarsi la coerenza che deve avere la misura del pezzo con quanto indicato nella scheda di lavoro, per cui l'attività di adattamento dell'operatore rivela non tanto un elevato grado di autonomia esecutiva quanto, semmai, il grado di abilità nel procedere all'utilizzo ottimale della macchina. Senza contare che il teste , di parte resistente (da 12 anni responsabile ingegneria della e con Tes_6 CP_1 competenza, anche prima, su tutti i reparti), ha escluso la circostanza relativa agli aggiustamenti, precisando che in questi casi interviene un programmatore.
La stessa declaratoria del 4° livello considera, del resto, l'evenienza che l'operatore debba provvedere ad attrezzare e/o adattare la macchina per predisporla al lavoro in modo ottimale, ed in effetti il grado di professionalità ivi previsto richiede che “sulla base di indicazioni e/o disegni e/o cicli di lavorazione e/o tabulati, i lavoratori eseguano “lavori di elevata precisione e di natura complessa per la costruzione di attrezzature e/o macchinario richiedenti particolari capacità ed abilità in relazione all'attrezzamento della macchina, al posizionamento ed al centraggio dei pezzi, all'impostazione dei dati relativi ai punti di partenza ed al grado di precisione e di finitura richiesto. Provvedono alla predisposizione degli utensili nei rispettivi porta utensili ed all'inserimento nel caricatore, alla prova, nel caso di lavori di prima esecuzione, dell'intero ciclo di lavorazione, ed al riscontro di eventuali errori geometrici e tecnologici di programmazione, all'impegnativa registrazione utensili per correzione e riprese di quota, alla misurazione delle parti lavorate con l'impiego dei necessari strumenti ed attrezzature ausiliarie. Addetto macchine a controllo numerico".
La circostanza, infine, per cui il costruì un attrezzo ad hoc per la sostituzione di un attacco Pt_1 alare di un aereo per un intervento in una base militare in Grecia, pure riferita dal rimane Tes_4 isolato, senza la continuità e la prevalenza necessarie ad affermare lo svolgimento di mansioni superiori.
Contrariamente a quanto sostenuto dall'appellante, nemmeno è di supporto quanto riferito dai testi di parte resistente, ed in particolare dal sul punto delle costruzioni su banco (in ordine al Tes_6 fatto che il ricorrente non avesse un disegno prestabilito nella realizzazione delle dime), poiché si tratta di operazioni di rifilatura (così definite dal teste) pur sempre dirette a realizzare sagome funzionali al pezzo, il che attiene più alla competenza necessaria allo svolgimento della mansione che alla libertà nel realizzarla. E' ovvio (ed è questo il senso da dare alla dichiarazione del ) Tes_6 che la misura della dima in vetroresina, da utilizzare anche per i pezzi successivi, non deriva direttamente dal disegno (perché la dima è un attrezzo a sua volta funzionale al rispetto di tale misura nei pezzi finiti), ma è evidente che la rifilatura della sagoma è fatta sulla base di ciò che il disegno richiede per la realizzazione finale del pezzo, ed il punto è che il lavoratore deve possedere l'abilità di realizzarla, con un'autonomia strettamente perimetrata dalla necessità di lavorare sull'originale (grazie alla dima) in coerenza con disegno.
In conclusione, all'esito delle prove testimoniali l'attività svolta dal non appare caratterizzata Pt_1 tanto dalla esecuzione di compiti propri di una professionalità con ampia responsabilità ed autonomia operativa, quanto piuttosto dalla esecuzione di compiti mirati all'applicazione di processi di lavorazione standardizzati, con un minimo apporto di iniziativa, per lo più limitato al corretto utilizzo delle macchine, dunque pienamente riconducibile al grado d'autonomia richiesto dal livello di appartenenza attribuito nel periodo.
Va infine osservato che il riconoscimento del livello 5° dal marzo 2018 a mansioni invariate non implica affatto la prova dell'appartenenza di quelle mansioni al livello 5°, poiché in linea di principio nulla esclude una promozione di natura premiale avvenuta nel pieno esercizio dell'autonomia datoriale;
in ogni caso, esclusi da una verifica in fatto i caratteri tipizzanti le mansioni proprie del superiore livello nel periodo contestato, resta irrilevante che tale livello sia stato riconosciuto in un periodo successivo.
L'appello va dunque respinto.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo, sulla base delle vigenti tariffe forensi, con riferimento alle cause di valore indeterminabile.
Deve darsi atto che sussistono le condizioni richieste dall'art. 13, comma 1 quater, del DPR n. 115/2002 per il versamento dell'ulteriore importo del contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.
P.Q.M.
La Corte rigetta l'appello.
Condanna l'appellante al pagamento delle spese del grado, che liquida in euro 3.500,00 oltre al 15% per il rimborso delle spese forfettarie, Iva e Cpa di legge. Dà atto che sussistono le condizioni richieste dall'art. 13, comma 1 quater, del DPR n. 115/2002 per il versamento dell'ulteriore importo del contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.
Roma, 24/06/2025
Il Consigliere estensore dott. Maria Pia Di Stefano
Il Presidente
dott. Alberto Celeste