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Sentenza 8 maggio 2025
Sentenza 8 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Torino, sentenza 08/05/2025, n. 2221 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Torino |
| Numero : | 2221 |
| Data del deposito : | 8 maggio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
Sezione Nona Civile
Il Collegio, nella seguente composizione:
Andrea Natale Presidente
Monica Mastrandrea Giudice
Fabrizio Alessandria Giudice Rel. Est.
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
AI SENSI DELL'ART. 281-TERDECIES C.P.C.
nella causa n. 794 / 2025 promossa da:
, nato in [...] in data [...], rappresentato e difeso dall'avv. Andrea Parte_1
PROFESSIONE
-ricorrente-
CONTRO
, rappresentato e difeso ex lege Controparte_1 dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di CP_1
-resistente-
CONCLUSIONI DELLE PARTI ha così concluso: Parte_1
“nel merito, in via principale Dichiarare che il diniego del rilascio del permesso di soggiorno a Parte_1 come in epigrafe generalizzato, è illegittimo e pertanto va annullato, riconoscendosi a il diritto di ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno ovvero, in Parte_1 subordine, il rilascio del permesso di soggiorno per Protezione Speciale”
ha così concluso: Controparte_2
“Dichiarare il difetto di giurisdizione o, in ogni caso, l'inammissibilità della domanda svolta in via principale;
rigettare per il resto l'avverso ricorso. Con vittoria di spese di lite”
1 MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con ricorso depositato in data 8.1.2025 il sig. cittadino del MA, ha Parte_1
impugnato il provvedimento del Questore di Torino in data 2.12.2024, notificato l'11.12.2024 con il quale è stata rigettata la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, chiedendone l'annullamento e conseguentemente il rilascio (i) in via principale, del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo e (ii) in via subordinata, del permesso di soggiorno per protezione speciale.
Il Collegio ha accolto l'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato e ha fissato udienza di comparizione davanti al giudice istruttore.
Si è costituito in giudizio il , depositando comparsa di costituzione e Controparte_2
risposta e documentazione, contestando le domande proposte dalla controparte e chiedendo che venisse dichiarato il difetto di giurisdizione in favore del giudice amministrativo, con vittoria di spese.
All'udienza di comparizione, si è proceduto all'interrogatorio libero del ricorrente e, ritenuta la causa matura per la decisione, il giudice istruttore ha invitato le parti a precisare le conclusioni e ha disposto avanti a sé la discussione orale della lite. All'esito, si è riservato di riferire al Collegio.
Si dà atto che, per un ritardo nell'acquisizione della comparsa di risposta al fascicolo telematico, all'udienza di comparizione è stata dichiarata la contumacia del CP_1
convenuto. Si procede pertanto alla revoca della contumacia erroneamente dichiarata.
2. In via principale, il ricorrente chiede l'annullamento del decreto del Questore di Torino che ha dichiarato inammissibile la sua richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo.
Sul punto, il resistente eccepisce il difetto di giurisdizione di questo Tribunale, CP_1
rilevando che la causa sarebbe di competenza del giudice amministrativo.
L'eccezione è fondata, e merita accoglimento.
Invero, ai sensi dell'art. 6 c. 10 d.lgs. 286/1998, contro i provvedimenti di rigetto del permesso di soggiorno per motivi di lavoro “è ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale competente”.
E' pertanto testualmente previsto dal legislatore che, per le controversie riguardanti il diniego del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, difetti la giurisdizione del Tribunale in favore della giurisdizione del giudice amministrativo. Tale norma trova fondamento nella circostanza che sia il rilascio del titolo di soggiorno per lavoro sia il rinnovo sia la sua revoca sono atti amministrativi, espressione di un “potere dell'amministrazione” a fronte del quale la
2 posizione soggettiva vantata dal privato è di interesse legittimo;
e, come tale, devoluta al sindacato del giudice amministrativo ai sensi dell'art 103 Cost.
Ne consegue che, con riferimento alla domanda principale di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, deve essere dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti del giudice amministrativo.
3. In via subordinata, il ricorrente impugna il provvedimento del Questore di Torino nella parte in cui afferma che “non appare emergere, in relazione alla posizione giuridica del suddetto, alcuno degli elementi riconducibili alla presenza di una delle condizioni previste per il divieto di espulsione dello straniero irregolare, di cui all'art. 19 D.Lgs. 286/98”.
3.1. La domanda subordinata è ammissibile, in quanto il provvedimento impugnato – nella parte appena riportata – prende espressamente posizione sulla (in)sussistenza dei requisiti di inespellibilità previsti dall'art. 19 TUI, ed è dunque da qualificarsi come atto di rigetto, anche, della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale.
3.2. Così individuati i termini della questione controversa, occorre rilevare che l'art. 19, commi 1 e 1.1, TUI prevede espressamente “
1. in nessun caso può disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione.
1.1. Non sono ammessi il respingimento o
l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani”.
Tale invalicabile limite nella discrezionalità dello Stato di rifiutare il soggiorno di un cittadino straniero è stato confermato dal legislatore anche con il D.L. n.113/2018 convertito in Legge
n.132/2018. Tale norma, seppure nelle modifiche che si sono susseguite negli ultimi anni, ha sempre mantenuto l'obbligo di verificare l'esistenza di cause di non refoulement, basate sul citato art. 19 TUI, come si ricava dall'attuale testo dell'art. 32 comma 3 D.Lgs. n. 25/2008 che prevede che la C.T.: “…nei casi in cui non accolga la domanda di protezione internazionale e ricorrano i presupposti di cui all'art. 19 commi 1 e 1.1. del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286, la Commissione Territoriale trasmette gli atti al questore per il rilascio di un permesso di soggiorno biennale che reca la dicitura “protezione speciale”, salvo che possa disporsi all'allontanamento verso uno Stato che provvede ad accordare una protezione analoga…”.
3 3.3. Nel caso di specie, il Collegio ritiene che vi sia il fondato timore che il ricorrente, una volta rimpatriato in MA, possa essere oggetto di persecuzione.
Dalle numerose fonti consultate, risulta che il MA sia tuttora caratterizzato da una situazione di forte instabilità.
Riguardo agli eventi storico-politici del MA, si rileva che in seguito all'indipendenza del
1960, instaurata la dittatura del 1968 del generale si verificarono le prime Persona_1 ribellioni da parte dei tuareg per rivendicare il territorio dell' Le ribellioni furono Per_2 soppresse dal regime, che indusse i tuareg all'espatrio in Libia, dove ricevettero addestramento militare e sposarono un'interpretazione radicale dell'Islam. Formato il movimento ( ) guidato da CP_3 Controparte_4 Per_3
, nel 1990, i tuareg attaccarono un posto di gendarmeria, e nel 1991 fu firmato l'accordo
[...]
di Tamanrasset, che sciolse il movimento. Nel 1991, dopo un colpo di stato,
[...]
organizzò elezioni democratiche e nel 2002 divenne presidente. (GITPA, Le Parte_2
Pe conflit touareg au MA et 2002, Per_5
https://www.gitpa.org/Peuple%20GITPA%20500/GITPA%20500-
4_plusTEXTEREFconflittouareg.pdf; Roger, B., MA: retour sur le régime de Moussa
Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali- retour-regime-de-moussa-traore-dix-dates/; , Cahiers Controparte_5 CP_6
Un atlas du Sahara-Sahel, 19 december 2014, p. 184; MA, Accord sur la
[...]
cessation des hostilités: le Gouvernement de la République du MA d'une part et le
Mouvement Populaire de l'Azaouad et le Front Islamique Arabe d'autre part, 6 January 1991, http://www.unesco.org/culture/fr/indigenous/Dvd/pj/TOUAREG/TouaregC4_2.pdf21; Roger,
B., MA: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de-moussa-traore-dix- dates/; Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-
557)
Nel 2012 la situazione è precipitata con lo scoppio di un conflitto armato che coinvolgeva forze governative e i diversi gruppi armati, sfociato in gennaio, con l'attacco da parte del
“ (in alleanza con il gruppo jihadista Controparte_7 CP_8
delle postazioni militari governative nel nord del paese e ottenendone il controllo Per_6
e dichiarando l'indipendenza dell' In seguito, (al-Qāʿida nel Per_2 Per_6 Per_7
Maghreb islamico) e (Movimento per l'Unicità e il Jihad in Occidentale) Per_8 CP_5 rompevano l'alleanza stipulata inizialmente con il e giungevano ad ottenere il CP_8
Pers controllo dei territori di Timbuctù, e Per fermare la loro avanzata, si Per_9 Per_11
4 dispiegavano forze internazionali, quali la Francia, l' e le Nazioni Unite, fino alla CP_9 firma dell'Accordo per la pace e la riconciliazione del MA. In ogni caso, la spirale jihadista si è gradualmente estesa dal nord verso il centro e, in alcuni casi, anche al sud e all'ovest del
Paese. Nel 2020 e nel 2021 un colonnello di una giunta militare ha guidato due Persona_12
colpi di Stato, assumendo la carica di Presidente. Secondo il Centro per gli studi strategici in
Africa (CESA), da quando la giunta militare ha preso il potere la situazione della sicurezza in
MA si è notevolmente deteriorata. (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante
Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557; Le Monde, MA : attaque contre un camp militaire dans le nord du pays, 27 janvier 2018: https://www.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/27/mali-attaque-contre-un-camp-militaire- dans-le-nord-du-pays_5248112_3212.html; , CP_10 Controparte_11
29 maggio 2021, https://www.france24.com/fr/afrique/20210529-
[...]
le-colonel-assimi-go%C3%AFta-officiellement-nomm%C3%A9-pr%C3%A9sident-du- mali?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter; , Controparte_12
L'insurrection islamiste aux portes de Bamako, 30 agosto 2022, https://africacenter.org/fr/spotlight/linsurrection-islamiste-aux-portes-de-bamako/).
Per ciò che concerne in particolare la situazione di instabilità politica, si osservi che, dapprima nell'agosto 2020 ed in seguito nel maggio 2021, in MA si sono verificati due colpi di stato, entrambi ad opera del Colonnello divenuto poi Presidente del Paese. Mentre Persona_13
quello del 2020 è stato accolto con favore dall'opinione pubblica e dall'opposizione maliana, il secondo è stato duramente condannato dalla comunità internazionale, inclusa l' CP_9 che ha imposto sanzioni sul Paese. Secondo quanto evidenziato dall'organizzazione
International Crisis Group, le ripetute crisi politiche in MA minano la credibilità dello Sstato, mentre lo stesso si trova ad affrontare numerose insurrezioni, in particolare da parte di jihadisti ed altri gruppi armati. Tali attori del conflitto sono pertanto agevolati nel presentarsi alla popolazione come autorità de facto, e vi è inoltre il rischio che questa nuova crisi, scaturita dai ripetuti colpi di stato, minacci ulteriormente la già fragile fiducia nell'accordo di pace inter-maliano del 2015, le cui principali disposizioni in materia di sicurezza e decentramento devono ancora essere soddisfatte (Economic Community of West African
States(ECOWAS), https://ecowas.int/about-ecowas/basic-information/; Al Jazeera, Per_12
: MA's army commander who seized power twice, 7 giugno 2021,
[...]
https://www.aljazeera.com/news/2021/6/7/coup-leader-assimi-goita-set-to-be-sworn-in-as- malis-president; BBC News, MA coup: How to solve the conundrum, 27 maggio 2021, https://www.bbc.com/news/world-africa-57255601; ICG, MA, a Coup within a Coup, 27
5 maggio 2021, https://www.crisisgroup.org/node/17217; ISPI, J. Claes e A. MA: CP_13
Two Coups and Two Shortcomings for a Successful Transition, 17 dicembre 2021, https://www.ispionline.it/en/pubblicazione/mali-two-coups-and-two-shortcomings-successful- transition-32670; Controparte_14
https://www.un.org/en/pdfs/EN-
[...]
ML_150620_Accord-pour-la-paix-et-la-reconciliation-au-MA_Issu-du-Processus-
d' . CP_15
Nonostante l' avesse previsto il 27 febbraio 2022 come data per le elezioni nel CP_9
Paese, fortemente caldeggiate altresì dalle Nazioni Unite per uscire dalla situazione di stallo ed avviarsi verso la fine del governo di transizione (France 24, UN urges MA's transitional government to present election timetable, 13 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220113-un-urges-mali-s-transitional-government-to- present-election-timetable) la giunta militare ha proposto un'estensione del governo di transizione e le stesse non si sono tenute nella data prevista, tanto che ha imposto CP_9
pesanti sanzioni ( , MA parliament approves five-year democratic transition plan, Per_14
21 febbraio 2022, https://www.aljazeera.com/news/2022/2/21/mali-parliament-approves-five- year-democratic-transition-plan; France 24, MA 'open to dialogue' with Controparte_16
after it imposes strict sanctions, 11 gennaio 2022, CP_9
https://www.france24.com/en/africa/20220110-mali-s-military-leader-open-to-dialogue-with- ecowas-after-sanctions).
Le elezioni per il referendum sono avvenute il 18 giugno del 2023, e i maliani hanno approvato le modifiche alla costituzione, che secondo i governanti militari e le potenze Per regionali, aprirà la strada alle elezioni e al ritorno al governo civile. di Testimone_1
Jazeera ha dichiarato che, sebbene circa 8 milioni di maliani abbiano diritto al voto, "molti di loro non saranno in grado di esprimere il proprio voto perché ci sono ampie porzioni di
[... territorio nel nord e nel centro del Paese che sono nelle mani di gruppi armati legati ad
e all'ISIL [ISIS]". In collegamento dalla capitale Bamako, ha dichiarato che Per_15 Tes_1
nella città settentrionale di non si ha votato e che a Timbuctù i gruppi armati hanno Per_9 minacciato di attaccare i seggi elettorali. Il referendum è stato supportato dall'operazione delle Nationi Unite MINUSMA come dichiarato da (Aljazeera, “MA votes in CP_17
constitutional referendum to pave way for elections”, pubblicato il 18 giugno 2023, https://www.aljazeera.com/news/2023/6/18/malis-military-rulers-hold-constitutional- referendum-vote); Aljazeera, “MAan approves amendments to constitution in referendum”
6 pubblicato il 23 giugno 2023; United Nations News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812).
La situazione di sicurezza e dei diritti umani, in particolare, si è ulteriormente deteriorata fin dal 2019, anno in cui, secondo il report di Human Rights Watch, vi sono state centinaia di vittime civili, decedute in attacchi portati a termine da gruppi etnici di autodifesa, principalmente perché ritenuti sostenitori di gruppi Islamisti. Inoltre, i jihadisti hanno intensificato i propri attacchi nelle zone settentrionali e centrali del Paese, colpendo le forze di sicurezza maliane, membri delle operazioni di pace delle Nazioni Unite (peacekeepers), forze armate internazionali e civili. (Human Rights Watch, World Report 2020, Events Of 2019, https://www.hrw.org/world-report/2020/country-chapters/mali; OHCHR, 17 Giugno 2020, https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Pages/NewsDetail.aspx?NewsID=25967&LangI
D=E).
Secondo ACLED CAST Monthly Report, gli attori coinvolti nei conflitti in MA, con dati aggiornati a giugno 2023, in ordine importanza nel conflitto, sono i , Pt_3 [...]
i civili, le forze militari del Mmali, le forze di polizia del MA, gruppi Parte_4
armati non identificati, , Controparte_18 Controparte_19 CP_20
(Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del MA). Si osserva che nel CP_21
giugno 2023, il gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (JNIM) è stato al centro delle violenze, coinvolto in 81 dei 129 eventi di giugno. Degli eventi che hanno coinvolto il
JNIM, il 57% sono stati combattimenti soprattutto contro le forze dello Stato maliano, mentre il 30% sono state violenze contro i civili. Dei 48 eventi che non coinvolgevano il , l'83% Pt_3
erano violenze contro i civili. Il è stato coinvolto in 5 eventi durante il mese, CP_22
2 dei quali erano violenze contro i civili. (Acled Data, Giugno 2023: ACLED CAST Monthly
Report )). Email_1
È da sottolineare che gli attori coinvolti in questi conflitti spesso si sovrappongono tra diverse comunità sociali ed etniche, tra gruppi jihadisti e governo e tra diversi gruppi armati spesso non hanno confini chiari. Un'altra sfida è rappresentata dall'esistenza di numerosi gruppi armati che operano nella regione, a volte con obiettivi e territori diversi e a volte condivisi.
Anche i confini tra gruppi armati "jihadisti" e "non jihadisti" sono spesso poco chiari.
Esistono accuse credibili di cooperazione tra gruppi armati apparentemente non jihadisti e jihadisti. I combattenti spesso passano da un gruppo all'altro, in base alla geografia o alle circostanze locali. Questa fluidità ha portato a frequenti accuse di collaborazione tra gruppi armati filogovernativi e gruppi precedentemente separatisti o non jihadisti con vari gruppi jihadisti. Dati i continui cambiamenti della situazione politica e di sicurezza nella regione,
7 qualsiasi tentativo di mappare questa moltitudine di gruppi è per sua natura inesatto. (
European Council of Foreign Relations, Andrew Lebovich, 2023: https://ecfr.eu/special/sahel_mapping/ )
Per quanto riguardo gli attori esterni, secondo l'analisi di ACLED, il coinvolgimento di aumenta il clima di paura nel Paese, dal momento che è tacitamente vietato criticare CP_22
le forze armate maliane ( , mettere in discussione la sua narrativa di 'ascesa al potere' o Per_16
riferirsi al gruppo visto che le autorità maliane negano categoricamente la presenza CP_22
dello stesso nel Paese. Oltre ad influenzare negativamente le dinamiche del conflitto, il gruppo ha anche introdotto tattiche non utilizzate in precedenza dalle forze CP_22
governative maliane e dai loro alleati. Ad esempio, nel maggio 2022, ACLED ha registrato il primo incidente in cui e hanno utilizzato trappole esplosive nella regione Per_16 CP_22
centrale di Mopti (ACLED, Wagner Group Operations in Africa Civilian Targeting Trends in the Central African Republic and MA, 30 agosto 2022)
Inoltre, secondo i termini della risoluzione adottata, la (United Nations CP_21
Multidimensional Integrated Stabilization Mission in MA) inizierà a ridurre la sua presenza e si ritirerà completamente dal MA entro il 1° gennaio 2024, avendo ricevuto una richiesta del governo di transizione del MA che richiedeva il ritiro immediato della forza multinazionale di oltre diciassettemila uomini. Il Consiglio ha inoltre autorizzato la missione a rispondere con la forza a minacce imminenti di violenza contro i civili e a contribuire alla fornitura sicura di assistenza umanitaria guidata dai civili, fino al 30 settembre. (United Nations News, 30
Giugno 2023, Nella risoluzione Onu n. 2690 (39.06.2023) il Consiglio di Sicurezza “Chiede alla di iniziare immediatamente, il 1° luglio 2023, la cessazione delle sue CP_21
operazioni, il trasferimento dei suoi compiti, nonché il ritiro ordinato e sicuro e il trasferimento dei suoi compiti, nonché il disimpegno e il ritiro ordinato e sicuro del suo personale, con l'obiettivo di completare questo processo entro il 31 dicembre 2023, in stretta consultazione con il governo di transizione del MA e in coordinamento con i Paesi che contribuiscono con le truppe e la polizia, e chiede al Segretario Generale di tenere regolarmente informato il Consiglio di Sicurezza sui pertinenti sviluppi rilevanti in relazione
a questo processo”. (Risoluzione Onu del 30.06.23: https://minusma.unmissions.org/sites/default/files/res_2690_2023_en.pdf )
United evidenzia che i media hanno descritto un panorama di sicurezza CP_23
desolante. Nell'ultimo decennio, il MA e la regione del hanno visto un'impennata di CP_5
scontri e attacchi da parte di gruppi armati e affiliati al terrorismo, con 303 peacekeepers uccisi, secondo la . Molti membri del Consiglio hanno convenuto che il ritiro CP_21
8 della missione non pone fine all'assistenza della comunità internazionale al MA. Il governo del MA aveva già chiesto e ottenuto a inizio anno il ritiro delle forze rancesi ed europee
(italiane incluse) dell'Operazione in coincidenza con il rafforzamento della Per_17
presenza di consiglieri militari e contractors russi della compagnia militare privata (PMC)
Wagner. (United Nations News, 30 Giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1138257; Analisidifesa, 06 luglio 23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/).
Riguardo ai rapporti con Mosca, durante un viaggio in MA, il ministro degli Esteri russo
Sergey Lavrov ha annunciato un maggiore sostegno militare alla giunta militare maliana.
Mosca ha dichiarato che assisterà il MA nel suo tentativo di sconfiggere l'insurrezione islamista nel In seguito al ritiro dei caschi blu, il vice ambasciatore russo CP_5 [...]
ha dichiarato che Mosca continuerà a fornire supporto, anche su base bilaterale. Tes_2
(LeMonde 07.02.2023: https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/02/07/russian- foreign-minister-visits-mali-in-sign-of-deepening-relationship_6014745_4.html;
Analisidifesa, 06/07/23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione- dellonu-in-mali/; Made for Minds, 02.08.23, https://www.dw.com/en/russia-vows-to-boost- military-cooperation-with-mali/a-64639926).
Gli incidenti di sicurezza segnalati si sono verificati principalmente in aree in cui diversi gruppi sono in competizione per il controllo o contro lo Stato o contro gruppi armati e milizie Per delle comunità locali, come nelle regioni di Bandiagara, e , e le principali Per_19 Per_20
vie di accesso strategico dove gruppi armati radicali stanno apparentemente tentando di stabilire un controllo effettivo. (United Nations Security Council, Situation in MA Report of the Secretary-General, S/2021/1117, 4 gennaio 2022, p. 8, https://documents-dds- ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N21/410/17/PDF/N2141017.pdf?OpenElement).
Inoltre, come rilevato durante l'aggiornamento orale dell'Alto Commissario sui diritti umani e riportato dal sito delle Nazioni Unite, la situazione della sicurezza in MA è particolarmente allarmante nella parte centrale del Paese e nella zona di confine tra UR FA, MA e
In quest'area, numerosi gruppi armati stanno sfruttando l'ostilità intercomunitaria e Per_5
l'assenza di autorità statali per espandere la propria influenza e compiere attacchi contro i civili. (United Nation Global Update 07.03.2023: Relazione annuale e aggiornamento orale dell'Alto Commissario per i diritti umani sulle attività del suo Ufficio e sui recenti sviluppi in materia di diritti umani, 52° sessione di Human RIghts Council ,Delivered by Volker Turk)
Tuttavia, come riportato anche nel documento UNHCR sulla posizione dell'Alto
Commissariato rispetto ai rimpatri in MA, del 2022, nonché dal Dipartimento di Stato degli
9 Stati Uniti d'America (USDOS), alcuni gruppi armati hanno rafforzato la propria presenza nelle regioni meridionali di , e compiendo diversi attacchi terroristici. Per_19 Per_21 Per_22
Nel Conflict Watchlist 2023 di ACLED (Sahel), si rileva che nel corso del 2022, l'area centrale rimane quella più colpita dalle violenze contro i civili, da esplosioni e battaglie,
Pers diffusi in modo quasi indiscriminato, con particolare gravità nelle zone di e Per_23
Inoltre, queste violenze, rivolte e conflitti si evidenziano anche nell'area meridionale, nell'area di , in particolare da a sud, fino al confine nord Nourani, in cui Per_19 Per_24
sono presenti gruppi ribelli JNIM, militari dello Stato e altri gruppi ribelli. Dalla medesima mappa si osserva la presenza di un'analoga situazione in tutta l'area meridionale seppur i fenomeni si sviluppino in modo meno concentrato attorno alle città e si rilevino violenze e scontri disseminati per tutto il territorio, a partire dall'estremo ovest nella città di Guidimaka,
a esclusione dell'area sud-ovest, dove l'ultimo rilevamento di violenze contro i civili si evidenzia a Toukoto. (UNHCR, UNHCR Position On Returns To MA – Update III, gennaio
2022, https://www.ecoi.net/en/file/local/2068032/61f3a52e4.pdf ; USDOS, 2020 Country
Reports on Human Rights Practices: MA, 30 marzo 2021, p. 5, https://www.state.gov/wp- content/uploads/2021/10/MALI-2020-HUMAN-RIGHTS-REPORT.pdf; ACLED, Conflict
Watchlist 2023: The Sahel (acleddata.com)).
In generale, come si osserva da ACLED CAST Monthly Report, che presenta una mappa delle intesità dei conflitti in MA nel mese di giugno 2023, esclusivamente le regioni di e non presentano eventi di conflitto armato. Le regioni di e Per_21 Per_9 Per_22 Per_23
hanno registrato tra 1 e 10 eventi;
mentre e riportano tra gli 11 e i 20 Parte_5 Per_25
eventi; Gao tra i 21 e i 30 eventi e infine Mopti e registrano più di 31 eventi di conflitto Per_26
armato nel mese di giugno 2023. (ACLED CAST, Conflict Early Warning Report, July 2023:
ACLED CAST Monthly Report )). Email_2
Nel gennaio 2020 esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei Persona_27
diritti umani in MA, aveva già osservato come la situazione della sicurezza avesse raggiunto un livello critico, con una presenza limitata di istituzioni statali in alcune aree, incidenti,
Per_ violenza senza precedenti ed attacchi terroristici contro le forze di sicurezza e civili. aveva altresì riferito che la situazione di sicurezza stesse già gradualmente peggiorando anche nelle regioni centrali e meridionali di e , e che al contempo sembrasse Per_19 Per_22 Per_25
esservi un miglioramento nella zona di Kidal. Nonostante le zone di Bamako e Per_22
risultino ad oggi meno toccate dal conflitto in corso, rispetto al resto del Paese, si segnala che, da quando, nel 2013, è stata avviata l'operazione Serval,1 gli episodi di terrorismo e le minacce ad essi connesse sono aumentate anche nelle predette regioni meridionali. (UN
10 Human Rights Council, Situation of human rights in MA;
Report of the Independent Expert on the situation of human rights in MA, A/HRC/43/76, 15 Gennaio 2020, p. 3, https://undocs.org/en/A/HRC/43/76; OHCHR, MA: Increasing violence and impunity in central region cause for concern, says UN expert , 21 Febbraio 2020, https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25591&LangID=
E; OECD, The Geography of Conflict in North , 14 Febbraio 2020, p. 113, Controparte_5
https://read.oecd-ilibrary.org/development/the-geography-of-conflict-in-north-and-west- africa_02181039-en#page115; Commissariat Controparte_24
COI Focus MALI Situation sécuritaire au sud du pays, 12 Marzo 2018, p. 15, https://coi.easo.europa.eu/administration/belgium/PLib/COI_Focus_MA__Situation_s%C3%
A9curitaire_au_sud_du_pays.pdf).
Nel report più recente del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 1 giugno 2023, si Pers riporta che sono proseguiti i combattimenti nelle regioni di e Ménaka, con lo Stato
Islamico nel Grande Sahara che ha ampliato l'area sotto il suo controllo. Nel MA centrale, i gruppi affiliati a hanno continuato a rappresentare una Per_28 Persona_29
minaccia significativa, come dimostrano i complessi attacchi a del 22 aprile. Anche Per_30
nel sud e nell'ovest del MA sono continuati gli attacchi estremisti contro obiettivi statali come le dogane e le postazioni forestali. Sulla base dei dati raccolti dalla Missione, dal 1° luglio 2022 al 22 maggio 2023, un totale di 1.002 civili sono morti e altri 445 sono rimasti feriti a causa di conflitti armati, incidenti con ordigni esplosivi improvvisati e atti criminali, il che segna una diminuzione rispetto ai 1.556 civili uccisi e ai 530 feriti tra il 1° luglio 2021 e il
30 giugno 2022. La diminuzione del numero di vittime civili può essere attribuita alla pressione esercitata dalle operazioni militari delle Forze armate maliane su gruppi estremisti, nonché a un cambiamento di tattica da parte di questi ultimi (ad esempio, lanciando ultimatum alle popolazioni affinché se ne vadano prima degli attacchi). alle popolazioni di andarsene prima degli attacchi). (Security Council Report, United Nations, 1 giugno 2023:
S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org))
Nel Report del Consiglio di Sicurezza del 30 marzo 2023, si evidenzia il centro del MA ha registrato un aumento degli attacchi con ordigni esplosivi improvvisati portati a termine da gruppi di estremisti violenti. Dal 6 gennaio al 1° marzo 2023, sono stati registrati 126 incidenti, di cui 29 legati a ordigni esplosivi improvvisati. Almeno 206 persone sono state uccise, tra cui 84 civili, di cui 6 donne (cinque donne e una bambina), e 80 persone sono state ferite, tra cui 38 civili, di cui 2 donne. Il 21 febbraio, un convoglio della forza MINUSMA ha urtato un ordigno esplosivo a Bandiagara, che ha provocato l'uccisione di tre peacekeepers e
11 cinque feriti. Da gennaio 2023 a oggi, dieci peacekeepers delle Nazioni Unite sono morti in
MA. (OCHA Services, reliefweb, 14.06.2023: Security Council Report ,trimestrale, United
Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_236.pdf (securitycouncilreport.org)
Inoltre, nella zona centrale del Paese, Il 22 aprile 2023, la Nusrat ul-Islam wa al- Per_28
Muslimin ha compiuto complessi attacchi contro le basi delle forze armate maliane nella città di Sevaré, tra cui la base dell'aeronautica, vicino all'aeroporto e al campo . Gli CP_21
attacchi hanno ucciso 10 civili, e hanno danneggiato gravemente le infrastrutture, tra cui 20 case e rifugi per sfollati interni nel quartiere di Sarema. Gli attacchi hanno colpito direttamente 366 civili, tra cui 144 sfollati interni. Le Forze Armate maliane hanno continuato Per_3 a condurre operazioni antiterrorismo in varie località, come a e (regione di Per_31
, e a Bandiagara e (regione di Bandiagara) per liberare le aree dalla Per_31 Per_33
presenza di gruppi estremisti, e sono continuate le rappresaglie da parte dei gruppi estremisti contro i civili sospettati di collaborare con lo Stato, a volte con il rapimento di persone. In seguito alle notizie di un ultimatum contro la popolazione locale di per aver Pt_6
collaborato con le Forze armate del MA e aver permesso alle pattuglie della di CP_21
entrare nell'area, il capo villaggio è stato rapito il 15 aprile e poi rilasciato il 25 aprile.
(Security Council Report, trimestrale, United Nations, del 01 giugno 2023, S_2023_402.pdf
(securitycouncilreport.org); ALJAZEERA, 22.04.2023: “at least 10 killed, dozens wounded in central mali attack” https://www.aljazeera.com/news/2023/4/22/at-least-nine-killed-in- central-mali-attack )
Secondo iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre aggiornato al 2023, tenendo in considerazione i dati del 2022, il totale degli IDPs (internally displaced people) fuggiti a causa di conflitti e violenze sono stati 380 mila nel 2022; contro i 32 mila fuggiti a causa dei disastri naturali, un valore nettamente inferiore a quello riportato per i primi IDPs. Perciò, i continui combattimenti hanno provocato nuove ondate di sfollati. Alla fine di aprile 2023,
78.484 sfollati interni registrati vivevano in 23 diversi siti di Ménaka. Nel villaggio di
N'Tillit, nel MA settentrionale, gli attacchi hanno costretto oltre 3.700 rifugiati burkinabé e Pers civili maliani a fuggire in direzione di la città più vicina, distante 120 km. Per garantire la sicurezza della popolazione locale e degli sfollati, la ha intrapreso due CP_21
pattugliamenti di giorno e due di notte nella città di Ménaka, compresi i siti per gli sfollati, sette giorni su sette. Inoltre, tre volte alla settimana vengono condotti pattugliamenti congiunti con le forze di sicurezza maliane. La Missione fornisce il carburante per queste attività congiunte. (iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre;
aggiornato al 2023: https://www.internal-displacement.org/database/displacement-data; UNHCR, un Refugee
12 Agency, 24 gennaio 2023: https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/mali-violenze-e- minacce-a-opera-di-gruppi-armati-continuano-a-costringere-alla-fuga-civili-e-rifugiati/
Security Council Report trimestrale, United Nations, 01 giugno 2023, Security Council Report
,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_402.pdf
(securitycouncilreport.org)).
Inoltre, poiché i gruppi terroristici continuano le loro operazioni in alcune aree del MA, colpendo i cittadini, le forze di sicurezza e le forze di pace delle Nazioni Unite, la persistente insicurezza sta avendo un impatto anche sulle attività umanitarie in un Paese in cui quasi nove milioni di persone avranno bisogno di assistenza quest'anno, rispetto ai 7,5 milioni del 2022 e ai 5,9 milioni del 2021. (European Commission, MA Factsheet, consultato l'11 luglio 2023, https://civil- protectionhumanitarianaid.ec.europa.eu/where/africa/mali_en#:~:text=Over%20470%2C000
%20are%20displaced%20as,of%20them%20remain%20highly%20vulnerable ; UN News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812) Secondo il Rapporto sul
Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, di marzo 2023, in MA sono stati rilevati 132.800 flussi migratori nel corso del primo trimestre del 2023, con un aumento del 19% rispetto al primo trimestre, di cui l'11% sono essi stessi maliani. Si è inoltre rilevato che i migranti che fuggono poiché colpiti da violenze o persecuzioni hanno vissuto principalmente in MA
(51%),
contro
UR FA (25%) e IG (9%). ( Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di
Popolazione, Marzo 2023, (1).pdf ). CodiceFiscale_1
Le fonti internazionali sopraccitate confermano che attualmente in MA vi sia una situazione di violenza generalizzata in costante peggioramento e dall'imprevedibile evoluzione
Dall'inizio del conflitto ad oggi, infatti, gli episodi violenti sono aumentati esponenzialmente, spostandosi dal nord al centro del Paese, fino ad arrivare alle regioni meridionali. Gli attori del conflitto risultano altresì essere numerosi ed in costante evoluzione, con fusioni tra e nascita di nuovi gruppi terroristici, nonché infiltrazione degli stessi in gruppi etnici di autodifesa, che hanno fatto sì che il conflitto acquistasse, in determinate zone, connotazioni etnico-religiose, e da ultimo mercenari provenienti dall'estero.
Pertanto, si ritiene nel caso di specie, sulla base delle COI aggiornate, che il Paese d'origine del richiedente sia caratterizzato da una situazione di “violenza indiscriminata” generata da
“conflitto armato” nel significato più sopra precisato, tale da mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica di qualunque civile per la sola presenza fisica sul territorio nazionale.
13 Per le predette ragioni, questo Collegio dispone la trasmissione degli atti al Questore, per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale.
4. Nulla in punto spese essendo la parte ricorrente ammessa al patrocinio a spese dello Stato.
P.Q.M.
Il Tribunale Ordinario di Torino, nona Sezione Civile, definitivamente pronunciando, respinta ogni diversa istanza:
− dichiara il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti del giudice amministrativo con riferimento alla domanda principale di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo, fissando termine di 30 giorni dalla pubblicazione della presente sentenza per la riassunzione del processo davanti al TAR competente per territorio;
− accoglie la domanda subordinata e dichiara che nato in [...] il Parte_1
03/06/1980, ha diritto al rilascio del permesso di soggiorno per “protezione speciale”, di durata biennale e convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro
(trattandosi di domanda amministrativa presentata anteriormente all'entrata in vigore del d.l. 20/2023);
− nulla sulle spese di lite.
Manda alla Cancelleria di notificare al ricorrente il presente decreto e di darne comunicazione alla Commissione Territoriale nonché al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Torino.
Così deciso in Torino, nella camera di consiglio del 05/05/2025
Il Presidente
Andrea Natale
Il Giudice est.
Fabrizio Alessandria
14
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
Sezione Nona Civile
Il Collegio, nella seguente composizione:
Andrea Natale Presidente
Monica Mastrandrea Giudice
Fabrizio Alessandria Giudice Rel. Est.
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
AI SENSI DELL'ART. 281-TERDECIES C.P.C.
nella causa n. 794 / 2025 promossa da:
, nato in [...] in data [...], rappresentato e difeso dall'avv. Andrea Parte_1
PROFESSIONE
-ricorrente-
CONTRO
, rappresentato e difeso ex lege Controparte_1 dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di CP_1
-resistente-
CONCLUSIONI DELLE PARTI ha così concluso: Parte_1
“nel merito, in via principale Dichiarare che il diniego del rilascio del permesso di soggiorno a Parte_1 come in epigrafe generalizzato, è illegittimo e pertanto va annullato, riconoscendosi a il diritto di ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno ovvero, in Parte_1 subordine, il rilascio del permesso di soggiorno per Protezione Speciale”
ha così concluso: Controparte_2
“Dichiarare il difetto di giurisdizione o, in ogni caso, l'inammissibilità della domanda svolta in via principale;
rigettare per il resto l'avverso ricorso. Con vittoria di spese di lite”
1 MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con ricorso depositato in data 8.1.2025 il sig. cittadino del MA, ha Parte_1
impugnato il provvedimento del Questore di Torino in data 2.12.2024, notificato l'11.12.2024 con il quale è stata rigettata la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, chiedendone l'annullamento e conseguentemente il rilascio (i) in via principale, del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo e (ii) in via subordinata, del permesso di soggiorno per protezione speciale.
Il Collegio ha accolto l'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato e ha fissato udienza di comparizione davanti al giudice istruttore.
Si è costituito in giudizio il , depositando comparsa di costituzione e Controparte_2
risposta e documentazione, contestando le domande proposte dalla controparte e chiedendo che venisse dichiarato il difetto di giurisdizione in favore del giudice amministrativo, con vittoria di spese.
All'udienza di comparizione, si è proceduto all'interrogatorio libero del ricorrente e, ritenuta la causa matura per la decisione, il giudice istruttore ha invitato le parti a precisare le conclusioni e ha disposto avanti a sé la discussione orale della lite. All'esito, si è riservato di riferire al Collegio.
Si dà atto che, per un ritardo nell'acquisizione della comparsa di risposta al fascicolo telematico, all'udienza di comparizione è stata dichiarata la contumacia del CP_1
convenuto. Si procede pertanto alla revoca della contumacia erroneamente dichiarata.
2. In via principale, il ricorrente chiede l'annullamento del decreto del Questore di Torino che ha dichiarato inammissibile la sua richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo.
Sul punto, il resistente eccepisce il difetto di giurisdizione di questo Tribunale, CP_1
rilevando che la causa sarebbe di competenza del giudice amministrativo.
L'eccezione è fondata, e merita accoglimento.
Invero, ai sensi dell'art. 6 c. 10 d.lgs. 286/1998, contro i provvedimenti di rigetto del permesso di soggiorno per motivi di lavoro “è ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale competente”.
E' pertanto testualmente previsto dal legislatore che, per le controversie riguardanti il diniego del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, difetti la giurisdizione del Tribunale in favore della giurisdizione del giudice amministrativo. Tale norma trova fondamento nella circostanza che sia il rilascio del titolo di soggiorno per lavoro sia il rinnovo sia la sua revoca sono atti amministrativi, espressione di un “potere dell'amministrazione” a fronte del quale la
2 posizione soggettiva vantata dal privato è di interesse legittimo;
e, come tale, devoluta al sindacato del giudice amministrativo ai sensi dell'art 103 Cost.
Ne consegue che, con riferimento alla domanda principale di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, deve essere dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti del giudice amministrativo.
3. In via subordinata, il ricorrente impugna il provvedimento del Questore di Torino nella parte in cui afferma che “non appare emergere, in relazione alla posizione giuridica del suddetto, alcuno degli elementi riconducibili alla presenza di una delle condizioni previste per il divieto di espulsione dello straniero irregolare, di cui all'art. 19 D.Lgs. 286/98”.
3.1. La domanda subordinata è ammissibile, in quanto il provvedimento impugnato – nella parte appena riportata – prende espressamente posizione sulla (in)sussistenza dei requisiti di inespellibilità previsti dall'art. 19 TUI, ed è dunque da qualificarsi come atto di rigetto, anche, della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale.
3.2. Così individuati i termini della questione controversa, occorre rilevare che l'art. 19, commi 1 e 1.1, TUI prevede espressamente “
1. in nessun caso può disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione.
1.1. Non sono ammessi il respingimento o
l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani”.
Tale invalicabile limite nella discrezionalità dello Stato di rifiutare il soggiorno di un cittadino straniero è stato confermato dal legislatore anche con il D.L. n.113/2018 convertito in Legge
n.132/2018. Tale norma, seppure nelle modifiche che si sono susseguite negli ultimi anni, ha sempre mantenuto l'obbligo di verificare l'esistenza di cause di non refoulement, basate sul citato art. 19 TUI, come si ricava dall'attuale testo dell'art. 32 comma 3 D.Lgs. n. 25/2008 che prevede che la C.T.: “…nei casi in cui non accolga la domanda di protezione internazionale e ricorrano i presupposti di cui all'art. 19 commi 1 e 1.1. del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286, la Commissione Territoriale trasmette gli atti al questore per il rilascio di un permesso di soggiorno biennale che reca la dicitura “protezione speciale”, salvo che possa disporsi all'allontanamento verso uno Stato che provvede ad accordare una protezione analoga…”.
3 3.3. Nel caso di specie, il Collegio ritiene che vi sia il fondato timore che il ricorrente, una volta rimpatriato in MA, possa essere oggetto di persecuzione.
Dalle numerose fonti consultate, risulta che il MA sia tuttora caratterizzato da una situazione di forte instabilità.
Riguardo agli eventi storico-politici del MA, si rileva che in seguito all'indipendenza del
1960, instaurata la dittatura del 1968 del generale si verificarono le prime Persona_1 ribellioni da parte dei tuareg per rivendicare il territorio dell' Le ribellioni furono Per_2 soppresse dal regime, che indusse i tuareg all'espatrio in Libia, dove ricevettero addestramento militare e sposarono un'interpretazione radicale dell'Islam. Formato il movimento ( ) guidato da CP_3 Controparte_4 Per_3
, nel 1990, i tuareg attaccarono un posto di gendarmeria, e nel 1991 fu firmato l'accordo
[...]
di Tamanrasset, che sciolse il movimento. Nel 1991, dopo un colpo di stato,
[...]
organizzò elezioni democratiche e nel 2002 divenne presidente. (GITPA, Le Parte_2
Pe conflit touareg au MA et 2002, Per_5
https://www.gitpa.org/Peuple%20GITPA%20500/GITPA%20500-
4_plusTEXTEREFconflittouareg.pdf; Roger, B., MA: retour sur le régime de Moussa
Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali- retour-regime-de-moussa-traore-dix-dates/; , Cahiers Controparte_5 CP_6
Un atlas du Sahara-Sahel, 19 december 2014, p. 184; MA, Accord sur la
[...]
cessation des hostilités: le Gouvernement de la République du MA d'une part et le
Mouvement Populaire de l'Azaouad et le Front Islamique Arabe d'autre part, 6 January 1991, http://www.unesco.org/culture/fr/indigenous/Dvd/pj/TOUAREG/TouaregC4_2.pdf21; Roger,
B., MA: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de-moussa-traore-dix- dates/; Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-
557)
Nel 2012 la situazione è precipitata con lo scoppio di un conflitto armato che coinvolgeva forze governative e i diversi gruppi armati, sfociato in gennaio, con l'attacco da parte del
“ (in alleanza con il gruppo jihadista Controparte_7 CP_8
delle postazioni militari governative nel nord del paese e ottenendone il controllo Per_6
e dichiarando l'indipendenza dell' In seguito, (al-Qāʿida nel Per_2 Per_6 Per_7
Maghreb islamico) e (Movimento per l'Unicità e il Jihad in Occidentale) Per_8 CP_5 rompevano l'alleanza stipulata inizialmente con il e giungevano ad ottenere il CP_8
Pers controllo dei territori di Timbuctù, e Per fermare la loro avanzata, si Per_9 Per_11
4 dispiegavano forze internazionali, quali la Francia, l' e le Nazioni Unite, fino alla CP_9 firma dell'Accordo per la pace e la riconciliazione del MA. In ogni caso, la spirale jihadista si è gradualmente estesa dal nord verso il centro e, in alcuni casi, anche al sud e all'ovest del
Paese. Nel 2020 e nel 2021 un colonnello di una giunta militare ha guidato due Persona_12
colpi di Stato, assumendo la carica di Presidente. Secondo il Centro per gli studi strategici in
Africa (CESA), da quando la giunta militare ha preso il potere la situazione della sicurezza in
MA si è notevolmente deteriorata. (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante
Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557; Le Monde, MA : attaque contre un camp militaire dans le nord du pays, 27 janvier 2018: https://www.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/27/mali-attaque-contre-un-camp-militaire- dans-le-nord-du-pays_5248112_3212.html; , CP_10 Controparte_11
29 maggio 2021, https://www.france24.com/fr/afrique/20210529-
[...]
le-colonel-assimi-go%C3%AFta-officiellement-nomm%C3%A9-pr%C3%A9sident-du- mali?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter; , Controparte_12
L'insurrection islamiste aux portes de Bamako, 30 agosto 2022, https://africacenter.org/fr/spotlight/linsurrection-islamiste-aux-portes-de-bamako/).
Per ciò che concerne in particolare la situazione di instabilità politica, si osservi che, dapprima nell'agosto 2020 ed in seguito nel maggio 2021, in MA si sono verificati due colpi di stato, entrambi ad opera del Colonnello divenuto poi Presidente del Paese. Mentre Persona_13
quello del 2020 è stato accolto con favore dall'opinione pubblica e dall'opposizione maliana, il secondo è stato duramente condannato dalla comunità internazionale, inclusa l' CP_9 che ha imposto sanzioni sul Paese. Secondo quanto evidenziato dall'organizzazione
International Crisis Group, le ripetute crisi politiche in MA minano la credibilità dello Sstato, mentre lo stesso si trova ad affrontare numerose insurrezioni, in particolare da parte di jihadisti ed altri gruppi armati. Tali attori del conflitto sono pertanto agevolati nel presentarsi alla popolazione come autorità de facto, e vi è inoltre il rischio che questa nuova crisi, scaturita dai ripetuti colpi di stato, minacci ulteriormente la già fragile fiducia nell'accordo di pace inter-maliano del 2015, le cui principali disposizioni in materia di sicurezza e decentramento devono ancora essere soddisfatte (Economic Community of West African
States(ECOWAS), https://ecowas.int/about-ecowas/basic-information/; Al Jazeera, Per_12
: MA's army commander who seized power twice, 7 giugno 2021,
[...]
https://www.aljazeera.com/news/2021/6/7/coup-leader-assimi-goita-set-to-be-sworn-in-as- malis-president; BBC News, MA coup: How to solve the conundrum, 27 maggio 2021, https://www.bbc.com/news/world-africa-57255601; ICG, MA, a Coup within a Coup, 27
5 maggio 2021, https://www.crisisgroup.org/node/17217; ISPI, J. Claes e A. MA: CP_13
Two Coups and Two Shortcomings for a Successful Transition, 17 dicembre 2021, https://www.ispionline.it/en/pubblicazione/mali-two-coups-and-two-shortcomings-successful- transition-32670; Controparte_14
https://www.un.org/en/pdfs/EN-
[...]
ML_150620_Accord-pour-la-paix-et-la-reconciliation-au-MA_Issu-du-Processus-
d' . CP_15
Nonostante l' avesse previsto il 27 febbraio 2022 come data per le elezioni nel CP_9
Paese, fortemente caldeggiate altresì dalle Nazioni Unite per uscire dalla situazione di stallo ed avviarsi verso la fine del governo di transizione (France 24, UN urges MA's transitional government to present election timetable, 13 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220113-un-urges-mali-s-transitional-government-to- present-election-timetable) la giunta militare ha proposto un'estensione del governo di transizione e le stesse non si sono tenute nella data prevista, tanto che ha imposto CP_9
pesanti sanzioni ( , MA parliament approves five-year democratic transition plan, Per_14
21 febbraio 2022, https://www.aljazeera.com/news/2022/2/21/mali-parliament-approves-five- year-democratic-transition-plan; France 24, MA 'open to dialogue' with Controparte_16
after it imposes strict sanctions, 11 gennaio 2022, CP_9
https://www.france24.com/en/africa/20220110-mali-s-military-leader-open-to-dialogue-with- ecowas-after-sanctions).
Le elezioni per il referendum sono avvenute il 18 giugno del 2023, e i maliani hanno approvato le modifiche alla costituzione, che secondo i governanti militari e le potenze Per regionali, aprirà la strada alle elezioni e al ritorno al governo civile. di Testimone_1
Jazeera ha dichiarato che, sebbene circa 8 milioni di maliani abbiano diritto al voto, "molti di loro non saranno in grado di esprimere il proprio voto perché ci sono ampie porzioni di
[... territorio nel nord e nel centro del Paese che sono nelle mani di gruppi armati legati ad
e all'ISIL [ISIS]". In collegamento dalla capitale Bamako, ha dichiarato che Per_15 Tes_1
nella città settentrionale di non si ha votato e che a Timbuctù i gruppi armati hanno Per_9 minacciato di attaccare i seggi elettorali. Il referendum è stato supportato dall'operazione delle Nationi Unite MINUSMA come dichiarato da (Aljazeera, “MA votes in CP_17
constitutional referendum to pave way for elections”, pubblicato il 18 giugno 2023, https://www.aljazeera.com/news/2023/6/18/malis-military-rulers-hold-constitutional- referendum-vote); Aljazeera, “MAan approves amendments to constitution in referendum”
6 pubblicato il 23 giugno 2023; United Nations News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812).
La situazione di sicurezza e dei diritti umani, in particolare, si è ulteriormente deteriorata fin dal 2019, anno in cui, secondo il report di Human Rights Watch, vi sono state centinaia di vittime civili, decedute in attacchi portati a termine da gruppi etnici di autodifesa, principalmente perché ritenuti sostenitori di gruppi Islamisti. Inoltre, i jihadisti hanno intensificato i propri attacchi nelle zone settentrionali e centrali del Paese, colpendo le forze di sicurezza maliane, membri delle operazioni di pace delle Nazioni Unite (peacekeepers), forze armate internazionali e civili. (Human Rights Watch, World Report 2020, Events Of 2019, https://www.hrw.org/world-report/2020/country-chapters/mali; OHCHR, 17 Giugno 2020, https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Pages/NewsDetail.aspx?NewsID=25967&LangI
D=E).
Secondo ACLED CAST Monthly Report, gli attori coinvolti nei conflitti in MA, con dati aggiornati a giugno 2023, in ordine importanza nel conflitto, sono i , Pt_3 [...]
i civili, le forze militari del Mmali, le forze di polizia del MA, gruppi Parte_4
armati non identificati, , Controparte_18 Controparte_19 CP_20
(Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del MA). Si osserva che nel CP_21
giugno 2023, il gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (JNIM) è stato al centro delle violenze, coinvolto in 81 dei 129 eventi di giugno. Degli eventi che hanno coinvolto il
JNIM, il 57% sono stati combattimenti soprattutto contro le forze dello Stato maliano, mentre il 30% sono state violenze contro i civili. Dei 48 eventi che non coinvolgevano il , l'83% Pt_3
erano violenze contro i civili. Il è stato coinvolto in 5 eventi durante il mese, CP_22
2 dei quali erano violenze contro i civili. (Acled Data, Giugno 2023: ACLED CAST Monthly
Report )). Email_1
È da sottolineare che gli attori coinvolti in questi conflitti spesso si sovrappongono tra diverse comunità sociali ed etniche, tra gruppi jihadisti e governo e tra diversi gruppi armati spesso non hanno confini chiari. Un'altra sfida è rappresentata dall'esistenza di numerosi gruppi armati che operano nella regione, a volte con obiettivi e territori diversi e a volte condivisi.
Anche i confini tra gruppi armati "jihadisti" e "non jihadisti" sono spesso poco chiari.
Esistono accuse credibili di cooperazione tra gruppi armati apparentemente non jihadisti e jihadisti. I combattenti spesso passano da un gruppo all'altro, in base alla geografia o alle circostanze locali. Questa fluidità ha portato a frequenti accuse di collaborazione tra gruppi armati filogovernativi e gruppi precedentemente separatisti o non jihadisti con vari gruppi jihadisti. Dati i continui cambiamenti della situazione politica e di sicurezza nella regione,
7 qualsiasi tentativo di mappare questa moltitudine di gruppi è per sua natura inesatto. (
European Council of Foreign Relations, Andrew Lebovich, 2023: https://ecfr.eu/special/sahel_mapping/ )
Per quanto riguardo gli attori esterni, secondo l'analisi di ACLED, il coinvolgimento di aumenta il clima di paura nel Paese, dal momento che è tacitamente vietato criticare CP_22
le forze armate maliane ( , mettere in discussione la sua narrativa di 'ascesa al potere' o Per_16
riferirsi al gruppo visto che le autorità maliane negano categoricamente la presenza CP_22
dello stesso nel Paese. Oltre ad influenzare negativamente le dinamiche del conflitto, il gruppo ha anche introdotto tattiche non utilizzate in precedenza dalle forze CP_22
governative maliane e dai loro alleati. Ad esempio, nel maggio 2022, ACLED ha registrato il primo incidente in cui e hanno utilizzato trappole esplosive nella regione Per_16 CP_22
centrale di Mopti (ACLED, Wagner Group Operations in Africa Civilian Targeting Trends in the Central African Republic and MA, 30 agosto 2022)
Inoltre, secondo i termini della risoluzione adottata, la (United Nations CP_21
Multidimensional Integrated Stabilization Mission in MA) inizierà a ridurre la sua presenza e si ritirerà completamente dal MA entro il 1° gennaio 2024, avendo ricevuto una richiesta del governo di transizione del MA che richiedeva il ritiro immediato della forza multinazionale di oltre diciassettemila uomini. Il Consiglio ha inoltre autorizzato la missione a rispondere con la forza a minacce imminenti di violenza contro i civili e a contribuire alla fornitura sicura di assistenza umanitaria guidata dai civili, fino al 30 settembre. (United Nations News, 30
Giugno 2023, Nella risoluzione Onu n. 2690 (39.06.2023) il Consiglio di Sicurezza “Chiede alla di iniziare immediatamente, il 1° luglio 2023, la cessazione delle sue CP_21
operazioni, il trasferimento dei suoi compiti, nonché il ritiro ordinato e sicuro e il trasferimento dei suoi compiti, nonché il disimpegno e il ritiro ordinato e sicuro del suo personale, con l'obiettivo di completare questo processo entro il 31 dicembre 2023, in stretta consultazione con il governo di transizione del MA e in coordinamento con i Paesi che contribuiscono con le truppe e la polizia, e chiede al Segretario Generale di tenere regolarmente informato il Consiglio di Sicurezza sui pertinenti sviluppi rilevanti in relazione
a questo processo”. (Risoluzione Onu del 30.06.23: https://minusma.unmissions.org/sites/default/files/res_2690_2023_en.pdf )
United evidenzia che i media hanno descritto un panorama di sicurezza CP_23
desolante. Nell'ultimo decennio, il MA e la regione del hanno visto un'impennata di CP_5
scontri e attacchi da parte di gruppi armati e affiliati al terrorismo, con 303 peacekeepers uccisi, secondo la . Molti membri del Consiglio hanno convenuto che il ritiro CP_21
8 della missione non pone fine all'assistenza della comunità internazionale al MA. Il governo del MA aveva già chiesto e ottenuto a inizio anno il ritiro delle forze rancesi ed europee
(italiane incluse) dell'Operazione in coincidenza con il rafforzamento della Per_17
presenza di consiglieri militari e contractors russi della compagnia militare privata (PMC)
Wagner. (United Nations News, 30 Giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1138257; Analisidifesa, 06 luglio 23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/).
Riguardo ai rapporti con Mosca, durante un viaggio in MA, il ministro degli Esteri russo
Sergey Lavrov ha annunciato un maggiore sostegno militare alla giunta militare maliana.
Mosca ha dichiarato che assisterà il MA nel suo tentativo di sconfiggere l'insurrezione islamista nel In seguito al ritiro dei caschi blu, il vice ambasciatore russo CP_5 [...]
ha dichiarato che Mosca continuerà a fornire supporto, anche su base bilaterale. Tes_2
(LeMonde 07.02.2023: https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/02/07/russian- foreign-minister-visits-mali-in-sign-of-deepening-relationship_6014745_4.html;
Analisidifesa, 06/07/23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione- dellonu-in-mali/; Made for Minds, 02.08.23, https://www.dw.com/en/russia-vows-to-boost- military-cooperation-with-mali/a-64639926).
Gli incidenti di sicurezza segnalati si sono verificati principalmente in aree in cui diversi gruppi sono in competizione per il controllo o contro lo Stato o contro gruppi armati e milizie Per delle comunità locali, come nelle regioni di Bandiagara, e , e le principali Per_19 Per_20
vie di accesso strategico dove gruppi armati radicali stanno apparentemente tentando di stabilire un controllo effettivo. (United Nations Security Council, Situation in MA Report of the Secretary-General, S/2021/1117, 4 gennaio 2022, p. 8, https://documents-dds- ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N21/410/17/PDF/N2141017.pdf?OpenElement).
Inoltre, come rilevato durante l'aggiornamento orale dell'Alto Commissario sui diritti umani e riportato dal sito delle Nazioni Unite, la situazione della sicurezza in MA è particolarmente allarmante nella parte centrale del Paese e nella zona di confine tra UR FA, MA e
In quest'area, numerosi gruppi armati stanno sfruttando l'ostilità intercomunitaria e Per_5
l'assenza di autorità statali per espandere la propria influenza e compiere attacchi contro i civili. (United Nation Global Update 07.03.2023: Relazione annuale e aggiornamento orale dell'Alto Commissario per i diritti umani sulle attività del suo Ufficio e sui recenti sviluppi in materia di diritti umani, 52° sessione di Human RIghts Council ,Delivered by Volker Turk)
Tuttavia, come riportato anche nel documento UNHCR sulla posizione dell'Alto
Commissariato rispetto ai rimpatri in MA, del 2022, nonché dal Dipartimento di Stato degli
9 Stati Uniti d'America (USDOS), alcuni gruppi armati hanno rafforzato la propria presenza nelle regioni meridionali di , e compiendo diversi attacchi terroristici. Per_19 Per_21 Per_22
Nel Conflict Watchlist 2023 di ACLED (Sahel), si rileva che nel corso del 2022, l'area centrale rimane quella più colpita dalle violenze contro i civili, da esplosioni e battaglie,
Pers diffusi in modo quasi indiscriminato, con particolare gravità nelle zone di e Per_23
Inoltre, queste violenze, rivolte e conflitti si evidenziano anche nell'area meridionale, nell'area di , in particolare da a sud, fino al confine nord Nourani, in cui Per_19 Per_24
sono presenti gruppi ribelli JNIM, militari dello Stato e altri gruppi ribelli. Dalla medesima mappa si osserva la presenza di un'analoga situazione in tutta l'area meridionale seppur i fenomeni si sviluppino in modo meno concentrato attorno alle città e si rilevino violenze e scontri disseminati per tutto il territorio, a partire dall'estremo ovest nella città di Guidimaka,
a esclusione dell'area sud-ovest, dove l'ultimo rilevamento di violenze contro i civili si evidenzia a Toukoto. (UNHCR, UNHCR Position On Returns To MA – Update III, gennaio
2022, https://www.ecoi.net/en/file/local/2068032/61f3a52e4.pdf ; USDOS, 2020 Country
Reports on Human Rights Practices: MA, 30 marzo 2021, p. 5, https://www.state.gov/wp- content/uploads/2021/10/MALI-2020-HUMAN-RIGHTS-REPORT.pdf; ACLED, Conflict
Watchlist 2023: The Sahel (acleddata.com)).
In generale, come si osserva da ACLED CAST Monthly Report, che presenta una mappa delle intesità dei conflitti in MA nel mese di giugno 2023, esclusivamente le regioni di e non presentano eventi di conflitto armato. Le regioni di e Per_21 Per_9 Per_22 Per_23
hanno registrato tra 1 e 10 eventi;
mentre e riportano tra gli 11 e i 20 Parte_5 Per_25
eventi; Gao tra i 21 e i 30 eventi e infine Mopti e registrano più di 31 eventi di conflitto Per_26
armato nel mese di giugno 2023. (ACLED CAST, Conflict Early Warning Report, July 2023:
ACLED CAST Monthly Report )). Email_2
Nel gennaio 2020 esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei Persona_27
diritti umani in MA, aveva già osservato come la situazione della sicurezza avesse raggiunto un livello critico, con una presenza limitata di istituzioni statali in alcune aree, incidenti,
Per_ violenza senza precedenti ed attacchi terroristici contro le forze di sicurezza e civili. aveva altresì riferito che la situazione di sicurezza stesse già gradualmente peggiorando anche nelle regioni centrali e meridionali di e , e che al contempo sembrasse Per_19 Per_22 Per_25
esservi un miglioramento nella zona di Kidal. Nonostante le zone di Bamako e Per_22
risultino ad oggi meno toccate dal conflitto in corso, rispetto al resto del Paese, si segnala che, da quando, nel 2013, è stata avviata l'operazione Serval,1 gli episodi di terrorismo e le minacce ad essi connesse sono aumentate anche nelle predette regioni meridionali. (UN
10 Human Rights Council, Situation of human rights in MA;
Report of the Independent Expert on the situation of human rights in MA, A/HRC/43/76, 15 Gennaio 2020, p. 3, https://undocs.org/en/A/HRC/43/76; OHCHR, MA: Increasing violence and impunity in central region cause for concern, says UN expert , 21 Febbraio 2020, https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25591&LangID=
E; OECD, The Geography of Conflict in North , 14 Febbraio 2020, p. 113, Controparte_5
https://read.oecd-ilibrary.org/development/the-geography-of-conflict-in-north-and-west- africa_02181039-en#page115; Commissariat Controparte_24
COI Focus MALI Situation sécuritaire au sud du pays, 12 Marzo 2018, p. 15, https://coi.easo.europa.eu/administration/belgium/PLib/COI_Focus_MA__Situation_s%C3%
A9curitaire_au_sud_du_pays.pdf).
Nel report più recente del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 1 giugno 2023, si Pers riporta che sono proseguiti i combattimenti nelle regioni di e Ménaka, con lo Stato
Islamico nel Grande Sahara che ha ampliato l'area sotto il suo controllo. Nel MA centrale, i gruppi affiliati a hanno continuato a rappresentare una Per_28 Persona_29
minaccia significativa, come dimostrano i complessi attacchi a del 22 aprile. Anche Per_30
nel sud e nell'ovest del MA sono continuati gli attacchi estremisti contro obiettivi statali come le dogane e le postazioni forestali. Sulla base dei dati raccolti dalla Missione, dal 1° luglio 2022 al 22 maggio 2023, un totale di 1.002 civili sono morti e altri 445 sono rimasti feriti a causa di conflitti armati, incidenti con ordigni esplosivi improvvisati e atti criminali, il che segna una diminuzione rispetto ai 1.556 civili uccisi e ai 530 feriti tra il 1° luglio 2021 e il
30 giugno 2022. La diminuzione del numero di vittime civili può essere attribuita alla pressione esercitata dalle operazioni militari delle Forze armate maliane su gruppi estremisti, nonché a un cambiamento di tattica da parte di questi ultimi (ad esempio, lanciando ultimatum alle popolazioni affinché se ne vadano prima degli attacchi). alle popolazioni di andarsene prima degli attacchi). (Security Council Report, United Nations, 1 giugno 2023:
S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org))
Nel Report del Consiglio di Sicurezza del 30 marzo 2023, si evidenzia il centro del MA ha registrato un aumento degli attacchi con ordigni esplosivi improvvisati portati a termine da gruppi di estremisti violenti. Dal 6 gennaio al 1° marzo 2023, sono stati registrati 126 incidenti, di cui 29 legati a ordigni esplosivi improvvisati. Almeno 206 persone sono state uccise, tra cui 84 civili, di cui 6 donne (cinque donne e una bambina), e 80 persone sono state ferite, tra cui 38 civili, di cui 2 donne. Il 21 febbraio, un convoglio della forza MINUSMA ha urtato un ordigno esplosivo a Bandiagara, che ha provocato l'uccisione di tre peacekeepers e
11 cinque feriti. Da gennaio 2023 a oggi, dieci peacekeepers delle Nazioni Unite sono morti in
MA. (OCHA Services, reliefweb, 14.06.2023: Security Council Report ,trimestrale, United
Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_236.pdf (securitycouncilreport.org)
Inoltre, nella zona centrale del Paese, Il 22 aprile 2023, la Nusrat ul-Islam wa al- Per_28
Muslimin ha compiuto complessi attacchi contro le basi delle forze armate maliane nella città di Sevaré, tra cui la base dell'aeronautica, vicino all'aeroporto e al campo . Gli CP_21
attacchi hanno ucciso 10 civili, e hanno danneggiato gravemente le infrastrutture, tra cui 20 case e rifugi per sfollati interni nel quartiere di Sarema. Gli attacchi hanno colpito direttamente 366 civili, tra cui 144 sfollati interni. Le Forze Armate maliane hanno continuato Per_3 a condurre operazioni antiterrorismo in varie località, come a e (regione di Per_31
, e a Bandiagara e (regione di Bandiagara) per liberare le aree dalla Per_31 Per_33
presenza di gruppi estremisti, e sono continuate le rappresaglie da parte dei gruppi estremisti contro i civili sospettati di collaborare con lo Stato, a volte con il rapimento di persone. In seguito alle notizie di un ultimatum contro la popolazione locale di per aver Pt_6
collaborato con le Forze armate del MA e aver permesso alle pattuglie della di CP_21
entrare nell'area, il capo villaggio è stato rapito il 15 aprile e poi rilasciato il 25 aprile.
(Security Council Report, trimestrale, United Nations, del 01 giugno 2023, S_2023_402.pdf
(securitycouncilreport.org); ALJAZEERA, 22.04.2023: “at least 10 killed, dozens wounded in central mali attack” https://www.aljazeera.com/news/2023/4/22/at-least-nine-killed-in- central-mali-attack )
Secondo iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre aggiornato al 2023, tenendo in considerazione i dati del 2022, il totale degli IDPs (internally displaced people) fuggiti a causa di conflitti e violenze sono stati 380 mila nel 2022; contro i 32 mila fuggiti a causa dei disastri naturali, un valore nettamente inferiore a quello riportato per i primi IDPs. Perciò, i continui combattimenti hanno provocato nuove ondate di sfollati. Alla fine di aprile 2023,
78.484 sfollati interni registrati vivevano in 23 diversi siti di Ménaka. Nel villaggio di
N'Tillit, nel MA settentrionale, gli attacchi hanno costretto oltre 3.700 rifugiati burkinabé e Pers civili maliani a fuggire in direzione di la città più vicina, distante 120 km. Per garantire la sicurezza della popolazione locale e degli sfollati, la ha intrapreso due CP_21
pattugliamenti di giorno e due di notte nella città di Ménaka, compresi i siti per gli sfollati, sette giorni su sette. Inoltre, tre volte alla settimana vengono condotti pattugliamenti congiunti con le forze di sicurezza maliane. La Missione fornisce il carburante per queste attività congiunte. (iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre;
aggiornato al 2023: https://www.internal-displacement.org/database/displacement-data; UNHCR, un Refugee
12 Agency, 24 gennaio 2023: https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/mali-violenze-e- minacce-a-opera-di-gruppi-armati-continuano-a-costringere-alla-fuga-civili-e-rifugiati/
Security Council Report trimestrale, United Nations, 01 giugno 2023, Security Council Report
,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_402.pdf
(securitycouncilreport.org)).
Inoltre, poiché i gruppi terroristici continuano le loro operazioni in alcune aree del MA, colpendo i cittadini, le forze di sicurezza e le forze di pace delle Nazioni Unite, la persistente insicurezza sta avendo un impatto anche sulle attività umanitarie in un Paese in cui quasi nove milioni di persone avranno bisogno di assistenza quest'anno, rispetto ai 7,5 milioni del 2022 e ai 5,9 milioni del 2021. (European Commission, MA Factsheet, consultato l'11 luglio 2023, https://civil- protectionhumanitarianaid.ec.europa.eu/where/africa/mali_en#:~:text=Over%20470%2C000
%20are%20displaced%20as,of%20them%20remain%20highly%20vulnerable ; UN News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812) Secondo il Rapporto sul
Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, di marzo 2023, in MA sono stati rilevati 132.800 flussi migratori nel corso del primo trimestre del 2023, con un aumento del 19% rispetto al primo trimestre, di cui l'11% sono essi stessi maliani. Si è inoltre rilevato che i migranti che fuggono poiché colpiti da violenze o persecuzioni hanno vissuto principalmente in MA
(51%),
contro
UR FA (25%) e IG (9%). ( Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di
Popolazione, Marzo 2023, (1).pdf ). CodiceFiscale_1
Le fonti internazionali sopraccitate confermano che attualmente in MA vi sia una situazione di violenza generalizzata in costante peggioramento e dall'imprevedibile evoluzione
Dall'inizio del conflitto ad oggi, infatti, gli episodi violenti sono aumentati esponenzialmente, spostandosi dal nord al centro del Paese, fino ad arrivare alle regioni meridionali. Gli attori del conflitto risultano altresì essere numerosi ed in costante evoluzione, con fusioni tra e nascita di nuovi gruppi terroristici, nonché infiltrazione degli stessi in gruppi etnici di autodifesa, che hanno fatto sì che il conflitto acquistasse, in determinate zone, connotazioni etnico-religiose, e da ultimo mercenari provenienti dall'estero.
Pertanto, si ritiene nel caso di specie, sulla base delle COI aggiornate, che il Paese d'origine del richiedente sia caratterizzato da una situazione di “violenza indiscriminata” generata da
“conflitto armato” nel significato più sopra precisato, tale da mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica di qualunque civile per la sola presenza fisica sul territorio nazionale.
13 Per le predette ragioni, questo Collegio dispone la trasmissione degli atti al Questore, per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale.
4. Nulla in punto spese essendo la parte ricorrente ammessa al patrocinio a spese dello Stato.
P.Q.M.
Il Tribunale Ordinario di Torino, nona Sezione Civile, definitivamente pronunciando, respinta ogni diversa istanza:
− dichiara il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti del giudice amministrativo con riferimento alla domanda principale di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo, fissando termine di 30 giorni dalla pubblicazione della presente sentenza per la riassunzione del processo davanti al TAR competente per territorio;
− accoglie la domanda subordinata e dichiara che nato in [...] il Parte_1
03/06/1980, ha diritto al rilascio del permesso di soggiorno per “protezione speciale”, di durata biennale e convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro
(trattandosi di domanda amministrativa presentata anteriormente all'entrata in vigore del d.l. 20/2023);
− nulla sulle spese di lite.
Manda alla Cancelleria di notificare al ricorrente il presente decreto e di darne comunicazione alla Commissione Territoriale nonché al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Torino.
Così deciso in Torino, nella camera di consiglio del 05/05/2025
Il Presidente
Andrea Natale
Il Giudice est.
Fabrizio Alessandria
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