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Sentenza 19 novembre 2025
Sentenza 19 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Foggia, sentenza 19/11/2025, n. 2371 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Foggia |
| Numero : | 2371 |
| Data del deposito : | 19 novembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI FOGGIA
Sezione Lavoro
❖➢ in persona della giudice, dott.ssa Valentina di Leo, all'udienza del 19.11.2025, tenuta ai sensi e per gli effetti dell'art. 127- ter c.p.c., all'esito della camera di consiglio, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. R.G. 6348/2023, cui sono riunite le cause iscritte ai nn. R.G. 6447/2023,
6644/2023, 8599/2023, 8648/2023, 8720/2023, vertenti
TRA
, , con l'avv. Parte_1 Parte_2 Parte_3
IO NO
RICORRENTI
E
in persona del legale Controparte_1 rappresentante pro tempore, con l'avv. Paolo Sedda (nei procedimenti nn. 6348/2023, 6447/2023 e
8648/2023 R.G.), con gli avv. dagli Paolo Sedda e Francesca Banchetti (nei procedimenti n.
8720/2023, 6644/2023 e 8599/2023 R.G.)
RESISTENTE
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
1. - I ricorrenti con separati ricorsi hanno esposto di aver lavorato negli anni 2018 - 2022 come braccianti agricoli, per il numero di giornate indicato nei rispettivi atti introduttivi, alle dipendenze dell'azienda agricola “DI NG".
Segnatamente:
ha dedotto di aver lavorato nell'anno 2022 per n. 151 giornate e negli anni 2019 per 151 Parte_1 giornate, 2020 per 102 giornate e 2021 per 63 giornate. ha dedotto di aver lavorato nell'anno 2022 per n. 151 giornate, negli anni 2018, 2019, 2020 e Pt_2
2021 per 151 giornate. ha dedotto di aver lavorato nell'anno 2022 per n. 156 giornate, negli anni 2018 per 102 Pt_3 giornate, 2019, 2020 e 2021 per 156 giornate.
1 I ricorrenti hanno precisato che:
- i lavori sono stati svolti sui terreni siti in provincia di Foggia e precisamente in DO, Orta Nova,
Cerignola e Segezia;
[..
- si sono occupati della raccolta dei cavolfiori, broccoletti, , ODni Parte_4 Pt_5
(ricorso n. 6348/2023 RG, ricorso n. 6447/2023 RG), della raccolta di meloni, fragole, Pt_6
, (ricorso n. 8720/2023 RG, Parte_7 Parte_8 Parte_4 Pt_5 Parte_9 ricorso n. 8648/2023 RG, ricorso n. 6644/2023 RG, ricorso n. 8599/2023 RG);
- giornalmente osservavano un orario di lavoro di circa 6 ore, ovvero dalle ore 6:30 alle ore 12:30 ovvero, nei mesi estivi, dalle 5.30 alle 11.30;
- percepivano una paga giornaliera di € 35,00/€.40,00 corrisposta da DI NG, a fine giornata, in contanti;
-osservavano le direttive impartite da DI NG, presente sui campi;
- alcuni braccianti, al mattino, si incontravano con il datore di lavoro nei pressi della stazione di servizio di DO, per poi recarsi presso i campi.
Tanto premesso i ricorrenti hanno censurato l'operato dell' laddove ha ritenuto insussistenti i CP_2 suddetti rapporti di lavoro, provvedendo alla cancellazione dei loro nominativi dagli elenchi OTD di competenza degli anni innanzi indicati, ovvero iscrivendoli in tali elenchi per un numero di giornate inferiore rispetto a quelle effettivamente lavorate.
Quindi, hanno chiesto all'adito Tribunale di: accertare e dichiarare il loro diritto ad essere iscritti negli elenchi OTD dei Comuni di residenza per gli anni e per il numero di giornate indicate nei rispettivi CP_ atti introduttivi e, per l'effetto, di condannare l' alla reiscrizione negli elenchi ed alla conseguente regolarizzazione della posizione assicurativa e previdenziale;
vinte le spese di lite, da distrarsi.
L , tempestivamente costituitosi in tutti i giudizi, ha contestato la fondatezza dei ricorsi, stante CP_2 la legittimità del proprio operato (come risultante dai verbali ispettivi depositati) e ne ha chiesto il rigetto integrale.
All'udienza del 19.11.2025, tenuta ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 127 ter c.p.c, verificata la regolare comunicazione del decreto di fissazione della trattazione scritta della causa ed acquisite brevi note di trattazione da almeno una delle parti, le cause, previa riunione, sono state decise, come da sentenza depositata telematicamente.
2. - Deve preliminarmente essere disposta la riunione al giudizio n. 6348/2023 R.G., di più risalente iscrizione, dei giudizi n. 6447/2023 R.G. (cui era stato in precedenza riunito il giudizio n. 8648/2023
R.G.), n. 6644/2023 R.G., n. 8599/2023 R.G., n. 8720/2023 R.G., per connessione parzialmente soggettiva e oggettiva in quanto aventi ad oggetto l'accertamento del diritto dei ricorrenti alla
2 iscrizione negli elenchi OTD a seguito di disconoscimento del rapporto di lavoro da parte dell' CP_2 sulla base del medesimo verbale ispettivo.
Sempre in via preliminare, non è condivisibile la censura attorea, relativa alla asserita violazione, da parte dell' , delle norme sul procedimento amministrativo (L. 241/1990). CP_2
Ed invero, è stato più volte affermato che il procedimento di iscrizione/cancellazione dei braccianti agricoli negli elenchi (oggi telematici) non soggiace alle regole di cui alla L. 241/1990, trattandosi di procedimento speciale con regole proprie.
Ex multis, C. App. Bari, sezione Lavoro, sent. n. 135/2022 “occorre premettere in generale che, sebbene le disposizioni di cui alla legge n.241/90 sul procedimento amministrativo, “si applicano alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali” (art. 29, 1° comma), il procedimento che conduce al disconoscimento o alla cancellazione delle giornate di lavoro agricolo, aventi rilevanza contributiva, ha una normazione specifica nel d.l. 3 febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni, nella legge 11 marzo 1970, n. 83: disciplina che, da un lato, risulta rispettata nella specie, dall'altro, soddisfa i parametri di motivazione, comunicazione e informazione più di recente fissati in via generale dalla l. n. 241/90.
Del resto, nella materia in esame, stante la sua innegabile specialità, correlata alle peculiari esigenze di celerità della procedura di accertamento dei lavoratori agricoli (evidenziate anche dalla Corte costituzionale), non opera la regola prescritta in via generale dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, art.
3, comma 4 (che prevede il dovere dell'amministrazione di indicare, in ogni atto amministrativo notificato al destinatario, il termine e l'autorità cui è possibile ricorrere), non essendo l'imposizione di un obbligo siffatto compatibile con una disciplina legale dei ricorsi amministrativi (addirittura successiva alla L. n.241 del 1990) che ne ammette la decisione nella forma di provvedimenti taciti e automatici (rispetto ai quali sarebbe inconcepibile un'indicazione dei termini da osservare per
l'esercizio, in sede giudiziaria, del diritto invocato) (si veda, ex aliis, Cass., sent. n. 17228/2010). La specialità della materia esclude, peraltro, l'applicabilità della legge 7 agosto 1990, n.241 nella sua interezza, sicché la censura prospettata dall'appellante è destituita di fondamento anche in relazione CP_ alle ulteriori disposizioni della stessa legge di cui ha lamentato la violazione da parte dell' .
3. - Nel merito, le domande attoree sono infondate e devono essere respinte analogamente a quanto ritenuto in fattispecie similare da questo stesso Tribunale (v. sentenza n. 1383/2025 Giud. est. dott.ssa
TA TI).
Ed invero, sul tema dell'onere assertivo e probatorio circa l'effettiva prestazione delle giornate di lavoro, cui la legge collega il requisito contributivo necessario agli operai agricoli a tempo determinato per fruire delle prestazioni previdenziali, la giurisprudenza, pure di legittimità, ha sperimentato in passato interpretazioni tra loro difficilmente conciliabili, sino a quando le Sezioni
3 Unite della Suprema Corte, al fine di comporre il contrasto esistente fra le tesi suddette, sono intervenute nel dibattito e hanno congruamente statuito: 1) che il lavoratore agricolo, il quale agisca in giudizio per ottenere prestazioni previdenziali, ha l'onere di provare, mediante l'esibizione di un documento che accerti l'iscrizione negli elenchi nominativi o il possesso del certificato sostitutivo
(ed eventualmente, in aggiunta, mediante altri mezzi istruttori), gli elementi essenziali della complessa fattispecie dedotta in giudizio (costituita dallo svolgimento di una attività di lavoro subordinato a ti-tolo oneroso per un numero minimo di giornate in ciascun anno di riferimento); 2) che soltanto a fronte della prova contraria eventualmente fornita dall'ente previdenziale, anche mediante la produzione in giudizio di verbali ispettivi, il giudice del merito non può limitarsi a decidere la causa in base al semplice riscontro dell'esistenza dell'iscrizione, ma deve pervenire alla decisione della controversia mediante la comparazione e il prudente apprezzamento di tutti i contrapposti elementi probatori acquisiti alla causa (v. Cass. sez. un. 26 ottobre 2000, n. 1133).
È ormai acquisito che, nel caso di dubbi circa l'effettività del rapporto di lavoro o del suo carattere subordinato, il giudice non può risolvere la controversia in base al semplice riscontro dell'iscrizione, che resta pur sempre soltanto un meccanismo di agevolazione probatoria, ma deve pervenire alla decisione valutando liberamente e prudentemente la rispondenza dell'iscrizione stessa a dati obiettivi, al pari di tutti gli elementi probatori acquisiti alla causa (Cass. 2.8.2012, n. 13877).
A maggior ragione l'onere assertivo e probatorio grava sul lavoratore nei casi di iscrizione negata negli elenchi nominativi, ovvero di cancellazione disposta dopo una iniziale iscrizione.
Come affermato dalla Suprema Corte (si vedano Cass. 11.2.2016, n. 2739 e Cass. 26.7.2017, n.
18605), «L'iscrizione di un lavoratore nell'elenco dei lavoratori agricoli svolge una funzione di agevolazione probatoria che viene meno qualora l' a seguito di un controllo, disconosca CP_2
l'esistenza del rapporto di lavoro, esercitando una propria facoltà (che trova conferma nel d.lgs. n.
375 del 1993, art. 9) con la conseguenza che, in tal caso, il lavoratore ha l'onere di provare
l'esistenza, la durata e la natura onerosa del rapporto dedotto a fondamento del diritto all'iscrizione
e di ogni altro diritto consequenziale di carattere previdenziale fatto valere in giudizio».
Nella specie tale onere probatorio non è stato assolto dalle odierne parti ricorrenti, che ne erano gravate. CP_ Si osserva, infatti, che l' ha depositato il verbale ispettivo n. n. 20220078680/DDL del
23.03.2023 inerente la ditta DI NG, in relazione al periodo dal 01.01.2018 al 31.12.2022.
Dagli accertamenti ispettivi effettuati, è emerso quanto segue.
L'azienda agricola DI NG è risultata formalmente costituita il 29/05/1986 e, da tale data, ha denunciato all'Agenzia delle Entrate l'inizio dell'attività di “Coltivazione di ortaggi in piena area”, acquisendo la partita iva n. . P.IVA_1
4 Dal 04/04/1997, la ditta si è iscritta al registro imprese della C.C.I.A.A. di Foggia, nella sezione
“speciale”, con la qualifica di Piccolo Imprenditore, dichiarando l'inizio dell'attività principale agricola di Coltivazione di ortaggi in piena area, a decorrere dal 29/05/1986. CP_ Con due denunce aziendali trasmesse all' nel periodo oggetto di accertamento (in data 13/02/2019
e 02/03/2020), la ditta ha dichiarato di condurre in coltivazione, esclusivamente a “RC”, complessivi Ha 6,03 di fondi agricoli, ubicati in agro di DO e posseduti tutti a titolo di affitto
“stagionale”.
Per lo svolgimento della propria attività agricola, su tali fondi, la ditta ha indicato, su entrambe le ridette denunce, un fabbisogno annuo di manodopera bracciantile pari a 300 giornate complessive, mentre si è rilevato che la quantità di manodopera agricola denunciata all' dalla azienda CP_2
DI NG, nel periodo oggetto dell'accertamento, è stata esageratamente più elevata (ben oltre
20 volte quella preventivata), e precisamente pari a:
Anno N. Lav.(OTD) N. gg. denunciate Retribuz. Complessiva denunciata
2018 72 7.113 € 489.510,00
2019 71 6.686 € 460.033,00
2020 72 7.085 € 499.244,00
2021 83 8.108 € 681.654,00
2022 80 5.525 € 445.184,00
Alla data 23/03/2023, la ditta DI NG non aveva ancora inviato le previste denunce contributive (UNIEMENS/AGRI - DM) relative al 4°trimestre 2022, sebbene, avesse registrato sul L.U.L. di ottobre, novembre e dicembre, ulteriori complessive n.
2.663 giornate di manodopera, in favore di complessivi n. 73 lavoratori (OTD).
Riguardo alla contribuzione la ditta è risultata totalmente morosa nei confronti dell' , CP_2 accumulando, per i periodi già scaduti, dal 1° trimestre 2018 al 3° trimestre 2022, un debito contributivo complessivo pari a € 511.464,95.
Quanto alle attività svolte in sede di accertamento, gli ispettori hanno precisato di aver escusso
DI NG in data 17/11/2022 nonché di aver effettuato, in pari data, dei sopralluoghi sui fondi, in presenza del DI, il quale mostrava n. 7 distinti appezzamenti, in territorio di DO, nei pressi del cimitero (in contrade LL e NT), fornendo, per ciascuno di essi, le informazioni relative alla titolarità dei fondi e all'attività svolta dalla sua azienda, attuale e passata.
Gli ispettori hanno precisato che durante i sopralluoghi non veniva rilevata alcuna presenza di braccianti al lavoro.
Un ulteriore sopralluogo su tutti i fondi in conduzione dalla ditta è stato effettuato nella mattinata del
23/11/2022. Nel corso dello stesso, gli ispettori hanno rilevato la presenza di n. 3 braccianti al lavoro,
5 in attività di raccolta olive, presso i terreni adiacenti l'immobile di famiglia del titolare (già sede legale e operativa aziendale, in c.da LL, ad DO), che si identificavano (due uomini stranieri ed il LI del Titolare, ), risultati regolarmente assunti con acquisizione di libera Per_1 dichiarazione.
Il sopralluogo è poi proseguito, guidati dal titolare DI NG su altri fondi, che lo stesso dichiarava verbalmente di aver condotto in coltivazione in passato, e che non aveva potuto mostrare agli ispettori in occasione del precedente sopralluogo del 17/11/2022.
Fatta eccezione per il luogo in cui era in corso la raccolta delle olive, su tutti i fondi visionati non veniva riscontrata alcuna presenza di braccianti al lavoro.
Un ultimo sopralluogo è stato effettuato nella mattinata del 26/01/2023, su tutti i fondi in conduzione, per verificare lo stato delle coltivazioni ed accertare l'eventuale attività svolta dalla ditta. Anche in tale occasione, su nessun fondo si riscontravano braccianti al lavoro.
In data 17/11/2022 ed in presenza del suo consulente, il DI dichiarava una serie di notizie e informazioni, rispetto alle quali gli ispettori hanno rilevato una serie di incongruenze.
Ad esempio, in merito alla consistenza aziendale ed alle coltivazioni praticate, il sig. DI ha testualmente dichiarato: … “Attualmente con la mia azienda agricola coltivo circa 20 ettari di terreni agricoli, sparsi nella provincia di Foggia, posseduti tutti a titolo di affitto regolarmente registrati.
Tali terreni sono ubicati in agro di DO, CaRAlle, Foggia o Stornarella. Attualmente tali fondi sono tutti coltivati a vari prodotti, tra cui e . Pt_10 Pt_6 Parte_4 Parte_8
A tal proposito gli ispettori hanno evidenziato che al momento dell'avvio della verifica, l'azienda
DI NG aveva in coltivazione solamente circa 10 ettari complessivi di fondi agricoli (e precisamente, solo due distinti carciofeti, uno di circa 7 ettari e l'altro di circa 3 ettari, entrambi situati in agro di DO) mentre gli ulteriori 10 ettari di fondi condotti e le riferite “presunte” coltivazioni di FI, cime di RA e attualmente in atto nei territori di CaRAlle, Stornarella e Parte_8
Foggia, per quanto si dirà infra, si sono rivelati totalmente inesistenti.
Per quanto concerne la manodopera utilizzata per svolgere la propria attività aziendale, il DI ha riferito “Attualmente con la mia ditta ho in forza, già ingaggiati, circa 40 braccianti” …
“Normalmente, in ciascun anno, assumo circa 30 o al massimo 40 braccianti, per metà uomini e metà donne, ma non so dire assolutamente quante giornate all'anno denuncio;
posso dire che l'anno scorso, 2021, per l'intera retribuzione di tutti i braccianti che ho assunto da gennaio a dicembre
2021, ho speso un totale di complessivi € 70.000 o al massimo € 80.000” … “li retribuisco con € 40 nette al giorno, sia agli uomini che alle donne, per circa 6 ore di lavoro al giorno”.
A tal proposito, gli ispettori hanno evidenziato una serie di incongruenze: a novembre 2022, ad esempio, cioè al momento della verifica, mentre il DI ha asserito di avere in forza circa 40
6 braccianti, dall'esame della documentazione aziendale, ne risultavano assunti quasi il doppio, ovvero ben 74 braccianti.
Inoltre, considerato che il DI ha riferito che corrispondeva € 40 nette al giorno, sostenendo per la manodopera una spesa complessiva di € 70.000/80.000, gli ispettori hanno rilevato che nel 2021 avrebbe dovuto denunciare (stando ai dati riferiti dal DI stesso) n. 1.750/2.000 giornate di manodopera, laddove le giornate denunciate in tale anno sono state ben 8.108 (cioè oltre il 400% in più).
Con riferimento sempre ai propri dipendenti il DI ha aggiunto: “La squadra che utilizzo può variare in numero, tra i 5 e le 10 persone al giorno. Al momento non so dire le generalità di nessuno dei braccianti agricoli che ho in forza attualmente;
questi sono sia di DO che di altri paesi limitrofi, ma di nessuno di questi so dire il nome”.
Contrariamente a quanto riferito dal DI, gli ispettori, sempre previo esame della documentazione aziendale, hanno appurato che in tantissime giornate risultano contemporaneamente denunciati almeno 50/60 braccianti.
Ed ancora, ulteriore anomalia in ordine alla denuncia della manodopera impiegata è stata evidenziata dagli ispettori in riferimento alla giornata del 17.11.2022, laddove sebbene in occasione del sopralluogo non è stata riscontrata la presenza di alcun lavoratore sui terreni, sul L.U.L., risultano denunciati (in quella stessa giornata), ben n. 27 soggetti presenti al lavoro.
Il DI ha altresì riferito “con me tranne mio LI , non lavorano ne hanno mai Per_1 lavorato con la mia ditta altri miei parenti. Solo fino a 3, 4 o 5 anni fa lavorava con me anche mia RE , ma di sicuro ribadisco che, in ciascun anno, da almeno 10 anni, non hanno lavorato Per_2 per la mia azienda agricola altri miei parenti oltre a mio LI e a mia RE”.
Tuttavia gli ispettori hanno appurato che in favore della RE (che non Parte_11 avrebbe lavorato negli ultimi 4 o 5 anni, sempre a detta del DI) risultano denunciate giornate di lavoro negli anni 2018, 2019 e 2020; parimenti risultano denunce di lavoro in favore della moglie per tutti gli anni dal 2015 al 2022, sebbene il DI abbia escluso che avesse Persona_3 mai lavorato per la sua azienda.
Dalla documentazione esaminata (denunce aziendali , contratti d'affitto dei terre-ni, denunce CP_2
AGEA del titolare e dei concedenti, fatture e altra documentazione contabile, ecc.), agli atti del fascicolo ispettivo, considerate le molteplici informazioni acquisite (dal titolare, dai concedenti i fondi, dai venditori e acquirenti di produzioni agricole e dai soggetti assunti in qualità di braccianti), nonché per quanto verificato nel corso dei diversi sopralluoghi effettuati sui fondi (sia di quelli formalmente dichiarati, sia di quelli mai denunciati in coltiva-zione), gli ispettori hanno accertato la
7 “reale” consistenza aziendale della ditta DI NG e le attività agricole da questa
“concretamente” praticate, nel periodo oggetto di accertamento.
Di seguito, si riepilogano, analiticamente, per ciascun anno, le risultanze delle suddette verifiche.
ANNO 2018
Per quanto accertato, nel 2018, la ditta ha avuto titolo ed effettiva disponibilità ed ha potuto, quindi, operare diretta attività di coltivazione, esclusivamente sui seguenti fondi agri-coli:
1) da gennaio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione dei RC, del fondo, esteso circa Ha 6,00, situato in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei GE
[...]
e . Il fondo è risultato formalmente detenuto dalla ditta DI, in virtù Per_4 Persona_5 di due distinti contratti d'affitto, il primo per la durata dal 12/07/2017 al 30/09/2018 e il secondo per la durata dal 22/10/2018 al 30/09/2019.
2. da luglio a novembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di ortaggi, del fondo, esteso circa Ha 3,70, situato in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei coniugi
[...]
e Il fondo è risultato formalmente detenuto dalla ditta DI, CP_3 Controparte_4 in virtù di un contratto d'affitto, per la durata dal 30/06/2018 al 01/12/2018.
Non sono, di contro risultati veritieri altri due contratti di fitto registrati dal DI NG, presso l'Agenzia delle Entrate di Foggia, in quanto espressamente disconosciuti dai legittimi proprietari.
In particolare si intende far riferimento:
- al contratto di affitto “in deroga” di un fondo situato in agro di CaRAlle, alla C.da Spartivento esteso complessivamente circa Ha 4,08, di proprietà di che sarebbe stato concesso Parte_12 in uso alla ditta DI per la durata complessiva di sette mesi (dal 01/07/2018 al 31/01/2019), al prezzo pattuito di € 1.500;
- al contratto di affitto “in deroga” del fondo situato in agro di DO, esteso complessivamente circa
Ha 14,70, di proprietà di , che sarebbe stato concesso in uso alla ditta DI per Parte_13 la durata complessiva di otto mesi (dal 01/07/2018 al 28/02/2019), al prezzo pattuito di € 3.000.
Ebbene, i riscontri effettuati dai verbalizzanti hanno evidenziato che, nessuno di questi due fondi agricoli è stato, in realtà, posseduto e/o condotto dall'azienda agricola di DI NG. Entrambi
i proprietari, infatti, hanno totalmente disconosciuto i citati contratti d'affitto e hanno espressamente dichiarato di non aver mai concesso, ad alcun titolo, i fondi in questione al sig. DI, nei periodi indicati sugli stessi.
All'uopo gli ispettori hanno evidenziato, altresì, che le firme dei proprietari risultate apposte in calce ai suddetti contratti di affitto sono risultate “palesemente” difformi da quelle originali.
Per quanto concerne le produzioni agricole acquistate “alla pianta” relative all'anno 2018, gli ispettori hanno rilevato che la ditta DI non ha acquistato alcuna produzione di tale specie.
8 Dall'esame dei registri iva gli ispettori hanno appurato che nell'anno 2018, la ditta ha acquistato soltanto limitate quantità di gasolio agricolo (nel mese di giugno) e di prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici (nel mese di ottobre). Non risultano acquistate piantine o semi di alcun genere, né produzioni agricole “alla pianta” di alcun genere.
Risulta, poi, solo la vendita di RC (in quantità non rilevabile), esclusivamente nel periodo da gennaio a maggio.
Sulla scorta di quanto innanzi, gli ispettori hanno ritenuto che per l'anno in esame (2018) l'effettiva consistenza aziendale della ditta DI NG, ha riguardato esclusivamente i fondi di circa Ha
6,00, da condurre a RC per tutto il periodo da gennaio a dicembre ed i fondi di circa Ha 3,70, da condurre ad ortaggi per il periodo da giugno a novembre entrambi in agro di DO.
Le normali operazioni colturali previste per tale tipologia di coltivazione, che la ditta avrebbe effettuato, sono quelle di estirpazione delle infestanti, raccolta e trasporto dei RC (effettuate nel periodo da gennaio a maggio, durante la campagna di produzione 2017-2018) e quelle di rottura della carciofaia, di preparazione del terreno, di preparazione e messa a dimora degli ovuli, di irrigazione, concimazione e trattamenti fitosanitari e di estirpazione delle erbe infestanti (effettuate da giugno a dicembre, durante la campagna di produzione 2018-2019).
Stante la totale assenza di fatture di acquisto di sementi e/o piantine e, soprattutto, di fatture di vendita di ortaggi di qualsiasi genere, è, invece, da escludere ogni ipotetica attività di coltivazione operata, nel periodo tra luglio e novembre (cioè nell'arco temporale in cui la ditta DI ne avrebbe mantenuto il possesso) sul fondo di circa Ha 3,70 in agro di Ordo-na, alla c.da LL, di proprietà dei coniugi . Controparte_5
Considerata la reale attività accertata, gli ispettori hanno evidenziato l'assoluta sproporzione delle n.
7.113 giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da gennaio a dicembre
2018, rispetto all'effettiva attività espletata.
Sul punto, invero, gli ispettori hanno riferito che in considerazione di tutte le fasi colturali necessarie, sarebbe stato sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 500 giornate complessive (pari a circa
80 giornate per ettaro, come stimato, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative comprese nel ciclo biologico delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di
NC DO - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle etta-ro-culturali della regione Puglia).
ANNO 2019
Per quanto accertato, nel corso dell'anno 2019, la ditta ha avuto formale titolo ed effettiva disponibilità dei seguenti fondi agricoli:
9 1. da gennaio a settembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 6,00, situati in agro di DO, alla c.da LL (dei GE e ), Persona_4 Persona_5 proseguendo la coltivazione già in atto dei RC, relativa alla campagna di produzione 2018-2019.
Si rammenta che i fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù del contratto d'affitto, per la durata dal 22/10/2018 al 30/09/2019.
2. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 3,70, situato in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei coniugi CP_3
e
[...] Controparte_4
I fondi, gli stessi già posseduti fino a fine dicembre 2018, sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 27/06/2019 al 30/09/2020.
3. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 7,00, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei GE Persona_4
e . Persona_5
I fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un contratto d'affitto, per la durata dal 10/07/2019 al 30/09/2020.
Nel corso del 2019, sono risultate acquistate dalla ditta DI le seguenti produzioni agricole “alla pianta”:
• una partita di ovuli di IO, di circa Ha 1,00, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da AR, acquistata nel mese di agosto dall'azienda agricola soc. coop. Terranova di DO
(vedi ft. di acquisto del 21/08/2019);
• una partita di OD, di circa Ha 1,00, insistente sul fondo situato in agro di Ceri-gnola, alla c.da
Lupara, acquistata nel mese di ottobre dall'azienda Agricola Nuova Vita Srl di IN (vedi ft. di acquisto del 07/10/2019);
• una partita di olive da olio, di circa Ha 1,20, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
NT, acquistata nel mese di dicembre dall'azienda agricola LO ID di DO
(vedi ft. di acquisto del 02/12/2019).
Dall'esame della documentazione contabile, emerge che la ditta DI nell'anno in esame, oltre alle citate produzioni “alla pianta”, ha acquistato solo gasolio agricolo e prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici.
Risultano, poi, venduti i seguenti prodotti agricoli: • RC (circa 215.400 pezzi, tra maggio e giugno e 8.000 pezzi a dicembre); • RA e bietole (circa 33 q.li, tra settembre e ottobre); • cime e broccoli
(circa 8 q.li a settembre e 12 q.li a dicembre); • OD (circa 66 q.li), ad ottobre;
• FI (circa
7 q.li a dicembre).
10 Sulla scorta dei dati di cui innanzi gli ispettori hanno concluso nel senso che nell'anno 2019 l'effettiva consistenza aziendale della ditta DI NG ha riguardato:
➢ circa Ha 6,00 di carciofeto condotto, da gennaio a settembre, sui fondi in agro di DO (dei GE e ), impiegato fino a giugno per portare a compimento la Persona_4 Persona_5 campagna RCcola 2018-2019 e poi, tra luglio e settembre, per l'espianto degli ovuli da reimpiantare sugli altri fondi, per la successiva campagna RCcola 2019-2020;
➢ circa Ha 10,70 di carciofeto condotto, da luglio a dicembre, sui fondi in agro di R- (dei coniugi e dei GE ) e attinente alla campagna RCcola 2019-2020. Controparte_5 Per_4
Alle suindicate coltivazioni condotte, vanno sommate le produzioni acquistate “alla pianta”, cioè:
➢ circa Ha 1,00 di ovuli di IO, del fondo di DO, espiantati tra agosto e settembre;
➢ circa Ha 1,00 di OD, del fondo di Cerignola, raccolti ad ottobre;
➢ circa Ha 1,20 di olive da olio, del fondo di DO, raccolte a dicembre.
Considerata la reale attività accertata, gli ispettori hanno evidenziato la sproporzione tra le giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da febbraio a dicembre 2019 ( pari a n6.686 giornate), rispetto all'attività espletata.
Per lo svolgimento dell'attività accertata, infatti, sarebbe più che sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 650/660 giornate complessive (come indicativamente stimato dai verbalizzanti, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative compre-se nel ciclo biologico delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di NC BA - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle ettaro-culturali della regione Puglia).
ANNO 2020
Per quanto accertato, nel corso dell'anno 2020, la ditta ha avuto titolo ed effettiva disponibilità ed ha potuto, quindi, operare diretta attività di coltivazione, esclusivamente sui seguenti fondi agricoli:
1. da gennaio a settembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 10,70, situati in agro di DO, alla c.da LL (dei coniugi e dei GE ), Controparte_5 Per_4 proseguendo la coltivazione già in atto dei RC, relativa alla campagna produttiva 2019-2020. Tali fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù dei sopra citati contratti d'affitto, con termine durata fino al 30/09/2020.
2. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, relativamente alla campagna RCcola 2020-2021, dei fondi, estesi circa Ha 6,00, situato in agro di DO, alla c.da
LL, di proprietà di proprietà di . I fondi, sono risultati formalmente Persona_4 detenuti dalla ditta DI, in virtù di un contratto d'affitto, per la durata dal 01/07/2020 al
30/09/2021.
11 3. da ottobre a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione stagionale di verdure invernali, dei fondi, estesi circa Ha 3,70, situati in agro di DO, alla c.da Cavalle-rizza, di proprietà dei coniugi e (già precedente-mente condotti a RC fino Controparte_3 Controparte_4 al 30/09/2020). I fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 01/10/2020 al 31/12/2020.
La reale disponibilità di fondi agricoli, accertata per l'anno 2020, è esclusivamente quella sopra indicata, sebbene, in tale anno, è risultato registrato dal DI NG, presso l'Agenzia delle
Entrate di Foggia, un ulteriore contratto di affitto di fondi agricoli, che è, invece, risultato totalmente simulato ed espressamente disconosciuto dal legittimo proprietario.
Il riferimento è al contratto di affitto “in deroga” relativo ai fondi situati in agro di DO, alla c.da
LL, estesi complessivamente circa Ha 7,00, di proprietà dei GE e Persona_4
(trattasi gli stessi fondi, già formalmente detenuti e coltivati a RC fino al Persona_5
30/09/2020), che sarebbero stati concessi in uso alla ditta DI, per una durata complessiva di tre mesi, dal 01/10/2020 al 31/12/2020, per la coltivazione di RC e fragole, al prezzo pattuito di €
2.600. In realtà, il fondo in questione non è mai stato nella disponibilità e non è stato affatto condotto dall'azienda agricola di DI NG, nel periodo dal 01/10/2020 al 31/12/2020. I proprietari, infatti, hanno espressamente dichiarato di non aver affatto concesso il fondo in questione al sig.
DI, anche nel periodo citato, disconoscendo “in toto” il predetto contratto d'affitto.
Gli ispettori, sul punto, hanno evidenziato la palese difformità delle firme in contratto, a nome dei proprietari, rispetto a quelle originali.
Per l'anno 2020 sono risultate acquistate dalla ditta DI le seguenti produzioni agricole “alla pianta”:
• una partita di RA, di circa Ha 3,00, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
LL, acquistata nel mese di ottobre dall'azienda agricola DI CC (vedi ft. di acquisto del 09/10/2020). Tale partita risulta rivenduta da DI, alcuni giorni dopo l'acquisto, sempre “alla pianta”;
• una partita di RC, di circa Ha 3,00, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
LL, acquistata nel mese di novembre dall'azienda agricola DI CC (vedi ft. di acquisto del 10/11/2020);
• una partita di olive da olio, di circa Ha 1,20, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
NT, acquistata nel mese di novembre dall'azienda agricola LO ID di DO
(vedi ft. di acquisto del 24/11/2020);
12 • una partita di RA, di circa Ha 2,00, insistente sul fondo situato in agro di CaRAlle, alla c.da Bosco
(in catasto al fg. 8, p.lla 188), acquistata nel mese di dicembre dall'azienda agricola Colangione
NA (vedi ft. di acquisto del 17/12/2020).
L'esame della documentazione contabile rileva, l' acquisto di gasolio agricolo e prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici;
la vendita dei seguenti prodotti agricoli: • RC (poco più di n. 809.000 pezzi), tra febbraio e giugno;
• piantine di IO (n. 38.500), a settembre;
• RA “alla pianta”, a novembre
(trattasi della stessa produzione di Ha 3,00, che la ditta DI aveva acquistato “alla pianta” nel precedente mese di ottobre); • Verdure varie (circa 27,5 q.li, a dicembre).
Quanto all'effettiva attività svolta in relazione alla consistenza aziendale gli ispettori hanno ritenuto che la stessa concerne:
➢ circa Ha 10,70 di carciofeto, condotto da gennaio a settembre, sui fondi in agro di DO (dei coniugi e dei GE ), utilizzati fino a giugno per por-tare a compimento Controparte_5 Per_4 la campagna RCcola 2019-2020 e poi, tra luglio e settembre, per l'espianto degli ovuli da reimpiantare sugli altri fondi, per la nuova campagna RCcola 2020-2021;
➢ circa Ha 6,00 di carciofeto, condotto da luglio a dicembre, sui fondi in agro di R- (dei GE Natale) e attinente alla campagna RCcola 2020-2021;
➢ circa Ha 3,70 di verdure invernali, condotte da ottobre a dicembre sui fondi in agro di DO (dei coniugi ). Controparte_5
Alle coltivazioni condotte, vanno aggiunte le produzioni acquistate “alla pianta”, cioè:
➢ circa Ha 3,00 di RC, sul fondo di DO (la cui produzione è stata, però, raccolta solo nei primi mesi del successivo anno 2021);
➢ circa Ha 1,20 di olive da olio, sul fondo di DO, raccolte tra novembre e dicembre;
➢ circa Ha 2,00 di RA, sul fondo in agro di CaRAlle, raccolte a dicembre.
Non è, invece, stata compresa, nella determinazione della consistenza aziendale, la coltivazione di circa Ha 3,00 di RA, acquistata “alla pianta” ad ottobre (sul fondo di DO, di DI CC) perché interamente rivenduta, sempre “alla pianta”, dopo alcuni giorni dall'acquisto, all'azienda agricola AR IO.
Anche per tale anno gli ispettori hanno evidenziato la sproporzione tra le n.
7.085 giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da gennaio a dicembre 2020, e quelle che codesta ditta ha potuto effettivamente utilizza-re.
Per lo svolgimento dell'attività accertata, infatti, sarebbe stato più che sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 780/790 giornate complessive (come indicativamente stimato dai verbalizzanti, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative compre-se nel ciclo biologico
13 delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di NC DO - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle ettaro-culturali della regione Puglia).
ANNO 2021
La ditta nel corso dell'anno 2021 ha avuto la disponibilità dei seguenti terreni:
1. da gennaio a settembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 6,00, situati in agro di DO, alla c.da LL (di ), proseguendo la coltivazione Persona_4 già in atto dei RC, relativa alla campagna produttiva 2020-2021, in virtù del sopra citato contratto d'affitto, per la durata dal 01/07/2020 al 30/09/2021.
2. da aprile a dicembre, ha avuto la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 2,90, situati in agro di
DO, alla c.da NT, di proprietà di proprietà di . I fondi sono risultati Parte_14 formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un contratto d'affitto, per la durata dal
24/04/2021 al 30/09/2026. Si evidenzia, tuttavia, che l'effettivo utilizzo di questo fondo, da parte della ditta DI, è cominciato solo verso la fine di ottobre, quando è stata impiantata sullo stesso una coltivazione di RA.
3. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 3,70, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei coniugi CP_3
e (lo stesso condotto anche negli anni precedenti). I fondi sono risultati
[...] Controparte_4 formalmente detenuti, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 01/07/2021 al
31/10/2022.
4. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 6,35, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei GE Persona_4
e . I fondi in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 19/07/2021 al Persona_5
30/09/2022.
Per il periodo da gennaio a giugno, la ditta DI ha continuato a mantenere la disponibilità di:
- Una partita di RC, di circa Ha 3,00, in agro di DO, acquistata “alla pianta” a novembre 2020 dall'azienda agricola DI CC;
- una partita di RA, di circa Ha 2,00, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
Spartivento, acquistata nel mese di gennaio dall'azienda agricola (vedi ft. di Controparte_6 acquisto del 21/01/2021);
- una partita di olive da olio, di circa Ha 1,20, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
NT, acquistata nel mese di novembre dall'azienda agricola LO ID di DO
(vedi ft. di acquisto del 30/11/2021).
Dall'esame della documentazione contabile è emerso che nel corso dell'anno 2021 la ditta ha acquistato solo gasolio agricolo, prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici e 1 kg di semi di rapa, a
14 fine ottobre (con tutta probabilità, utilizzati per impiantare la coltivazione delle RA sul fondo di
). Parte_14
Risultano, poi, le vendite di: • RC (poco più di n. 716.500 pezzi), tra febbraio e giugno;
• bulbi di IO (n. 50.000), a settembre;
• circa Ha 1,50 di RA “alla pianta”, a dicembre (cioè metà coltivazione, sui circa Ha 2,90 del fondo di ). Parte_14
L'effettiva consistenza aziendale del 2021, dunque, a detta degli ispettori è consistita:
➢ circa Ha 6,00 di carciofeto, condotto da gennaio a settembre, sui fondi in agro di DO (di
[...]
), utilizzati fino a giugno per portare a compimento la campagna RCcola 2020-2021 e Per_4 poi, tra luglio e settembre, per l'espianto degli ovuli da reimpiantare sugli altri fondi, per la nuova campagna RCcola 2021-2022;
➢ circa Ha 10,00 di carciofeto, condotto da luglio a dicembre, sui fondi in agro di DO (dei coniugi e dei GE ) e attinente alla campagna RC-cola 2021-2022; Controparte_5 Per_4
➢ circa Ha 2,90 di RA, condotte da ottobre a dicembre sui fondi in agro di DO (di Pt_14
). La raccolta delle RA, su tali fondi, non è stata affatto effettuata dalla ditta DI, che
[...] ha venduto l'intera produzione “alla pianta” a AR IO (seppur in due distinti momenti e cioè, circa Ha 1,50 a dicembre 2021 e circa Ha 1,50 a gennaio 2022).
Alle coltivazioni condotte, vanno aggiunte le produzioni acquistate “alla pianta”, cioè:
➢ circa Ha 3,00 di RC, sui fondi di DO (acquistati ad ottobre 2020), raccolti tra gennaio e giugno;
➢ circa Ha 1,20 di olive da olio, sul fondo di DO, raccolte tra novembre e dicembre;
Non è, invece, stata compresa, nella determinazione della consistenza aziendale, la coltivazione di circa Ha 2,00 di RA, acquistata “alla pianta” a gennaio (sul fondo di DO, di ) Controparte_6 poiché, di sicuro, le RA in questione non sono state affatto vendute nel 2021. Per quanto accertato e riferito dallo stesso proprietario, la produzione venduta, riguardava un prodotto assolutamente non commerciabile, essendo le piante già in avanzato stato di infiorescenza ed è stata utilizzata da
DI esclusivamente per poterne ricavare sementi (tant'è che il prezzo di vendita dell'intera coltivazione di Ha 2,00 è stato di appena € 200).
Considerata la reale attività accertata, ancora una volta, gli ispettori hanno evidenziato la sproporzione delle n.
8.108 giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da gennaio a dicembre 2021, rispetto a quelle che codesta ditta ha potuto effettivamente utilizzare.
Per lo svolgimento dell'attività accertata, infatti, sempre a detta degli ispettori, sarebbe stato più che sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 740/750 giornate complessive (come indicativamente stimato dai verbalizzanti, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative
15 compre-se nel ciclo biologico delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di NC
DO - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle ettaro-culturali della regione Puglia).
ANNO 2022
La ditta DI ha avuto la disponibilità, nell'anno 2022, dei seguenti fondi agricoli da condurre:
1. da gennaio a settembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 6,35, situati in agro di DO, alla c.da LL (dei GE ), proseguendo la coltivazione già Per_4 in atto dei RC, relativa alla campagna produttiva 2021-2022, in virtù del sopra citato contratto d'affitto, per la durata dal 19/07/2021 al 30/09/2022.
2. da gennaio ad ottobre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 3,70, situati in agro di DO, alla c.da LL (dei coniugi ), proseguendo la Controparte_5 coltivazione già in atto dei RC, relativa alla campagna produttiva 2021-2022. Si rammenta che i fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù del sopra citato contratto d'affitto, per la durata dal 01/07/2021 al 31/10/2022.
3. da gennaio a dicembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 2,90, situati in agro di DO, alla c.da NT (di ), dove ha proseguito, fino al 10 Parte_14 gennaio, la preesistente coltivazione delle RA (già avviata ad ottobre 2021 e venduta “alla pianta” il
10/01/2022) e diversi mesi più tardi, da settembre a dicembre, ha coltivato RC. Fondi detenuti, in virtù del citato contratto d'affitto, dal 24/04/2021 al 30/09/2026.
4. da giugno a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di FI, dei fondi, estesi circa Ha 3,15, situati in agro di Foggia, in loc. Borgo Segezia alla c.da Ponte Albaneto, di proprietà di . I fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un Parte_15 contratto d'affitto stagionale, per la durata dal 20/06/2022 al 31/12/2022.
5. da agosto a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 2,00, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà di . I fondi Persona_4 detenuti dalla ditta DI, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 20/08/2022 al
30/09/2023.
6. da agosto a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 5,00, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà di . I fondi sono Persona_6 risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 20/08/2022 al 30/09/2023.
L'esame della documentazione rileva inoltre, per l'anno 2022 i seguenti acquisti “alla pianta”:
• una partita di zucca, di circa Ha 1,00, insistente sui fondi in agro di Cerignola, alla c.da Lupara, acquistata a giugno dall'azienda agricola CO IC di IN (vedi ft. di acquisto del
30/06/2022);
16 • una partita di olive da olio, di circa Ha 1,20, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
NT, acquistata nel mese di novembre dall'azienda agricola LO ID di DO
(vedi ft. di acquisto del 09/11/2022).
Risultano, inoltre, l'acquisto di gasolio agricolo, di prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici e di 2,5 kg di semi di rapa, a metà settembre (che, tuttavia, non sono risultati affatto piantati, non avendo, da settembre a dicembre, disponibilità di ulteriori fondi agricoli da coltivare, oltre a quelli già sopra evidenziati).
La ditta, poi, ha venduto:
• circa Ha 1,50 di RA “alla pianta”, a inizio gennaio (cioè la rimanente metà, dei totali circa Ha 2,90, della produzione ancora in atto sul fondo di ); Parte_14
• RC (poco più di n. 102.500 pezzi), tra fine marzo e fine maggio.
L'effettiva attività svolta in relazione alla consistenza aziendale, dunque, è la seguente:
➢ circa Ha 10,00 di carciofeto, condotto da gennaio a settembre, sui fondi in agro di DO (di e dei coniugi ), utilizzati fino a giugno per portare a compimento Persona_4 Controparte_5 la campagna RCcola 2021-2022 e poi, tra luglio e settembre, per l'espianto degli ovuli da reimpiantare sugli altri fondi, per la nuova campagna RCcola 2022-2023;
➢ circa Ha 10,00 di carciofeto, condotto da agosto a dicembre, sui fondi in agro di DO (dei GE e e di ) e attinente alla campagna RCcola Persona_4 Per_6 Parte_14
2022-2023.
Non è, invece, stata compresa, nella determinazione della consistenza aziendale, la presunta coltivazione di circa Ha 3,15 di FI che, a detta del titolare, sarebbe stata con-dotta, da luglio ad ottobre, sui fondi in agro di Foggia (di ), stante la totale assenza di documentazione Parte_15 comprovante sia l'acquisto delle piantine che, soprattutto, la vendita dei presunti FI raccolti.
Gli ispettori hanno, inoltre, evidenziato che sebbene il termine della durata dell'affitto, apposto sul contratto, fosse il 31/12/2022, in realtà, già dalla fine ottobre il fondo era tornato nel pieno possesso del proprietario, che dal mese di novembre lo stava direttamente coltivando a grano.
Alle coltivazioni condotte, va aggiunta la produzione acquistata “alla pianta”, pari a circa Ha 1,20 di olive da olio, sul fondo di DO di LO ID, raccolte tra novembre e dicembre.
Non è, invece, stata compresa, nella determinazione della consistenza aziendale, l'attività di raccolta delle zucche, acquistate “alla pianta” a giugno, sui fondi di Cerignola di circa Ha 1,00 (di CO
IC) poiché, non sono risultato affatto vendute zucche nel 2022 e, perciò, nemmeno raccolte
(circostanza confermata, implicitamente, da tutti i braccianti escussi, nessuno dei quali ha dichiarato di aver raccolto tale prodotto agricolo nel 2022).
17 Considerata la reale attività accertata, gli ispettori hanno evidenziato che le n.
5.525 giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da febbraio a settembre 2022 e le ulteriori n.
2.663 giornate registrate sul L.U.L. da ottobre a dicembre, appaiono assolutamente spropositate, rispetto a quelle che codesta ditta ha potuto effettivamente utilizzare.
Per lo svolgimento dell'attività accertata, infatti, sarebbe più che sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 780/790 giornate complessive (come indicativamente stimato dai verbalizzanti, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative compre-se nel ciclo biologico delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di NC DO - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle ettaro-culturali della regione Puglia).
Tanto chiarito gli ispettori hanno dato atto delle attività ispettive eseguite in passato nei confronti dell'azienda agricola DI NG.
Hanno in particolare evidenziato che in occasione di un accertamento ispettivo effettuato dalla D.T.L. di Foggia sui fondi dove stava operando la ditta DI, venivano trovati intenti al lavoro solo pochissimi braccianti (massimo n. 6 soggetti), a fronte dei tantissimi soggetti che la ditta, invece, poi ha denunciato.
A luglio 2019, ad esempio, erano stati trovati intenti al lavoro, in attività di estrazione bulbi di IO sul fondo in DO alla c.da AR (cioè quello della soc. Terranova, acquistato da DI
“alla pianta”) solo n. 5 lavoratori, sebbene in tale stesso mese codesta ditta aveva denunciato ben n.
44 di soggetti.
La stessa cosa dicasi per l'ispezione avvenuta nel mese di marzo 2014, quando sono stati trovati intenti al lavoro, in attività di zappettatura erba nei carciofeti, solo n. 2 lavoratori, per quella di marzo
2012 in cui è stato trovato solo n. 1 lavoratore impegnato nella raccolta dei RC e per quella di luglio 2012, dove sono stati trovati al lavoro, per l'estrazione dei bulbi di IO, solo n. 6 lavoratori.
Un altro riscontro significativo, ai fini della verifica della congruità delle giornate de-nunciate rispetto al reale fabbisogno aziendale, desumibile dall'analisi della contabilità aziendale, si ottiene confrontando i ricavi conseguiti dalle vendite dei prodotti con i costi effettivamente sostenuti dalla ditta DI per compiere la propria attività d'impresa, cioè le spese sostenute per l'affitto dei terreni, per l'acquisto dei prodotti “alla pianta”, delle piantine, dell'energia, dei prodotti fitosanitari, per l'uso dei mezzi agricoli, per l'irrigazione e altro e, in particolar modo, quelli per la retribuzione della manodopera utilizzata (oltre che per gli annessi oneri fiscali e contributivi dovuti).
Nella tabella seguente, i verbalizzanti hanno riassunto i dati economici tratti dalla contabilità aziendale (fatture, registri IVA e denunce IVA), relativamente agli anni dal 2018 al 2022, dai quali si rileva, inequivocabilmente, l'enorme sproporzione tra i ricavi conseguiti e gli esorbitanti costi globalmente sostenuti (soprattutto quelli, “ipotetici”, a titolo di retribuzione della manodopera
18 denunciata all' ) che, come si può facilmente comprendere, porterebbe, in ciascun anno, la ditta CP_2
DI a pesantissime e incomprensibili perdite di esercizio.
Anno Volume d'affari ricavi costi acquisti costi OTD* Disavanzo perdita
2018 € 14.943 € 2.042 € 285.320 € 272.419
2019 € 19.129 € 27.450 € 267.440 € 275.761
2020 € 62.736 € 26.285 € 283.400 € 246.949
2021 € 72.533 € 34.425 € 324.320 € 286.212
2022 € 10.295 € 34.930 € 327.520 € 352.155
Gli ispettori hanno evidenziato che le somme indicate a titolo di retribuzione della manodopera sono state determinate considerando l'importo di € 40 nette giornaliere, che il titolare stesso ha dichiarato di aver effettivamente corrisposto a ciascuno dei presunti braccianti denunciati.
Se gli ispettori avessero considerato la retribuzione giornaliera “formalmente” dovuta, cioè quella denunciata sul L.U.L. e sulle denunce contributive DM (ben più alta rispetto a quella che il titolare avrebbe corrisposto), la perdita d'esercizio sarebbe stata addirittura più elevata, quasi raddoppiata.
A tali ingenti perdite, andrebbero sommati gli ulteriori costi sostenuti per il pagamento dei canoni di affitto dei terreni (che non sono già stati registrati), oltreché le altrettanto consistenti somme dovute a titolo di contributi previdenziali e di imposte fiscali, mai pagate.
Come si può ben notare, in ciascun anno lo squilibrio economico rilevato è notevole ed assolutamente ingiustificato e, qualora i costi “vivi” riscontrati fossero reali, attesterebbero, senza alcuna ombra di dubbio, una assoluta antieconomicità dell'impresa, protratta nel tempo (passività che, per gli ultimi cinque anni di attività, sarebbe pari a circa € 1.500.000).
Gli ispettori, quindi, hanno evidenziato che qualora il DI NG avesse effettivamente occupato tutta la manodopera denunciata e avesse realmente retribuito tutti i lavoratori denunciati, avrebbe “teoricamente” dovuto sostenere ogni anno ingenti esborsi di risorse finanziarie e farsi carico di perdite così enormi, tali da indurre un qualsivoglia ragionevole imprenditore a desistere dal proseguire un'attività così totalmente fallimentare.
Sul punto gli ispettori hanno evidenziato che conferma della correttezza della propria tesi si trae proprio dalle dichiarazioni rese da DI NG che, in merito alla redditività della sua azienda agricola, si è dimostrato del tutto inconsapevole delle presunte ingenti perdite di esercizio subite ogni anno (specie, in conseguenza delle presunte retribuzioni corrisposte), tant'è che, a tal proposito, nella dichiarazione rilasciata il 17/11/2022, aveva affermato testualmente:
… “posso dire che l'anno scorso, 2021, per l'intera retribuzione di tutti i braccianti che ho assunto da gennaio a dicembre 2021, ho speso un totale di complessivi € 70.000 o al massimo € 80.000. Pago
19 i miei braccianti sempre e soltanto in contanti” … “li retribuisco con € 40 nette al giorno, sia agli uomini che alle donne, per circa 6 ore di lavoro al giorno”.
Gli ispettori hanno rilevato che se realmente il DI avesse retribuito, con € 40 netti, ognuna delle n.
8.108 giornate di lavoro denunciate nel 2021, certamente, avrebbe avuto consapevolezza della enorme liquidità di cui avrebbe dovuto disporre, considerato che l'effettivo esborso di denaro “in contanti” che avrebbe dovuto sostenere in tale anno sarebbe stato di oltre € 324.000 (e non già di €
70.000/80.000).
Sempre sul punto, i verbalizzanti hanno rilevato che il DI ignorava evidentemente anche le
“presunte” perdite annuali di esercizio manifestate “sulla carta” dalla sua azienda (come si evince dalla sopra indicata tabella), avendo dichiarato di aver sempre chiuso l'esercizio finanziario, di ciascun anno, in sostanziale attivo o, tutt'al più, in pareggio, escludendo, ogni ipotesi di passività aziendale (passività che “sulla carta” è fortemente determinata dall'esorbitante costo della “presunta” manodopera).
Gli ispettori, inoltre, al fine di individuare e riconoscere i “reali” braccianti da quelli “fittizi”, hanno dato atto di aver provveduto a convocare la quasi totalità dei soggetti assunti e denunciati, nel periodo oggetto di accertamento, al fine di acquisire, da ognuno, circostanziate informazioni in merito alla modalità di esecuzione della propria prestazione lavorativa.
In particolare, gli ispettori hanno escusso 100 soggetti.
Le informazioni acquisite (in merito ai periodi di lavoro, ai luoghi di lavoro e alle attività eseguite, alle modalità di svolgimento di tali attività e ai tempi di lavoro, all'entità della retribuzione percepita e alle modalità di riscossione della stessa, alle modalità di raggiungi-mento del posto di lavoro, alle relazioni con altri compagni di lavoro e soprattutto ai rapporti con il datore di lavoro, ecc.) sono state, quindi, incrociate e confrontate tra loro e, benché tutti i soggetti escussi fossero ampiamente a conoscenza dell'oggetto della convocazione e, quindi, sicuramente ben informati sui fatti da riferire, moltissime e talvolta addirittura assurde sono state le incongruenze evidenziate e le nette contraddizioni rispetto alle vicende aziendali accertate, tali da fornire ai verbalizzanti la concreta prova della “falsità” dei loro rapporti di lavoro.
In conclusione, sulla scorta di quanto innanzi, i verbalizzanti hanno disconosciuto numerose giornate di lavoro denunciate dalla ditta DI NG, comprese quelle relative agli odierni ricorrenti.
Orbene, a fronte di tale (particolarmente accurata) indagine ispettiva, fondata su riscontri oggetti
(sopralluoghi, esame della documentazione, escussione dei lavoratori), le allegazioni e le prove offerte dalle odierne parti ricorrenti non appaiono idonee a dimostrare il fatto controverso, ossia l'effettiva prestazione, da parte del lavoratore a tempo determinato, di attività lavorativa di tipo subordinato alle dipendenze della azienda agricola ispezionata.
20 Quanto alla prova documentale (comunicazione Uni-Lav, comunicazione di assunzione, comunicazione di cessazione e buste-paga), nella specie la stessa non appare idonea, di per sé, a dimostrare l'effettiva esistenza e la durata dei rapporti di lavoro agricoli.
Ed invero, come di recente affermato dalla Corte Territoriale, nelle ipotesi di disconoscimento o di cancellazione dell'accredito assicurativo a seguito e per effetto di una valida e puntuale attività di vigilanza e controllo, i documenti dell'azienda pseudo-datrice – la cui realtà operativa del tutto o gravemente irregolare è stata acclarata in sede ispettiva – e, in particolare, le denunce di manodopera,
a ben vedere, non costituiscono un efficace elemento di contrasto probatorio, perché, ove dei rapporti di lavoro non si rinvenisse traccia nemmeno nei documenti formati dal soggetto che si attribuisce la qualità di datore, una simile ipotesi ricostruttiva dovrebbe essere esclusa in radice e ogni discussione sul punto non potrebbe essere nemmeno avviata dagli pseudo-braccianti.
In altre parole, poiché le annotazioni aziendali devono riflettere le assunzioni effettive, le stesse annotazioni sono funzionali, anzi indispensabili, a fornire un'apparenza di regolarità nei casi di falsi ingaggi.
Ne deriva che non è sulle registrazioni e sulle denunce aziendali concernenti la manodopera che può congruamente fondarsi il convincimento circa l'effettivo svolgimento dell'attività aziendale per il tramite dei lavoratori annotati (si vedano, ex multis, sent. n. 1932/2019, 71/2020; 1234/2021 Corte di
Appello di Bari).
Queste considerazioni valgono soprattutto nei casi, come quello in esame, in cui al tratto di penna dell'imprenditore non corrisponde il pagamento dei contributi previdenziali.
Lo stesso dicasi per la prova testimoniale articolata dai ricorrenti, rispetto alla quale è possibile effettuare già ex ante una valutazione di inidoneità della stessa a sovvertire gli esiti degli accertamenti ispettivi.
Ciò in quanto l'esame delle dichiarazioni rese in sede ispettiva dai ricorrenti, dai testi dagli stessi indicati, nonché dal presunto datore di lavoro, sono apparse obiettivamente contraddittorie tra di loro.
Tali dichiarazioni sono state debitamente versate in atti dall' , ed in ordine alle stesse i ricorrenti CP_2 non ne hanno fornito una lettura alternativa, essendosi genericamente limitati ad evidenziare che
“…la reticenza, la genericità o l'apparente contraddittorietà di risposte di cui il lavoratore non è in grado di valutare portata ed effetti, non possono assurgere a prova della fittizietà del rapporto di lavoro” (v. note di TS depositate successivamente alla costituzione dell' ). CP_2
Segnatamente, sono emerse numerose incongruenze circa diversi aspetti caratterizzanti il rapporto di lavoro subordinato, quale, a titolo esemplificativo, la retribuzione (l'importo e la cadenza dello stesso), l'individuazione dei prodotti trattati, l'ubicazione dei terreni, le mansioni disimpegnate, la divisione dei compiti tra i braccianti di sesso femminile e quelli di sesso maschile, la percezione o
21 meno del contributo per il carburante per i braccianti che si recavano presso i campi con la propria autovettura.
Di seguito si riportano sinteticamente talune contraddizioni emerse dall'esame della documentazione in atti, per ciascuno dei ricorrenti.
Parte_1
Quanto all'anno 2022, in sede ispettiva tale ricorrente ha riferito di aver lavorato alle dipendenze di
NG DI da metà marzo fino ai primi di dicembre (1.12.2022) per 120/130 giornate e di aver smesso di lavorare a novembre a causa del maltempo, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio ha asserito di aver lavorato per 151 giornate.
Inoltre, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio lo ha dedotto di essersi occupato della Parte_1 raccolta di cavolfiori, broccoletti, cime di rapa, OD, ODni e FI, agli ispettori ha riferito di aver svolto anche la raccolta delle zucchine, prodotto agricolo non menzionato in ricorso.
Ed ancora, quanto alla retribuzione asseritamente percepita, il ricorrente in esame ha riferito agli ispettori che, oltre alla retribuzione di 40 euro al giorno, il datore di lavoro gli avrebbe pagato ulteriori dieci euro al giorno a titolo di rimborso carburante, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio non vi è menzione a tale contributo per il carburante.
Lo , inoltre, ha dichiarato in sede ispettiva che in ciascuna giornata di lavoro, sullo stesso Parte_1 fondo e per tutte le attività svolte, erano quotidianamente impegnati circa 20 braccianti, di cui solo 3
o 4 maschi, la restante parte donne e alcuni stranieri;
di contro, NG DI in sede ispettiva ha dichiarato quanto segue: “La squadra che utilizzo può variare il numero tra i 5 e le 10 persone al giorno (…).”.
Inoltre, il ricorrente in discorso ha riferito agli ispettori di essersi recato al lavoro insieme a Per_7
, alla di lui madre e a a bordo della sua macchina (una Golf
[...] Parte_3 Persona_8 blu) o di quella del (una Citroen C2 nera). Per_7
Dal confronto tra le dichiarazioni rese agli ispettori dallo e da (con cui Parte_1 Persona_8 in sede ispettiva il ricorrente ha asserito di aver viaggiato ogni giorno per recarsi sui campi) emerge che, mentre lo ha riferito di aver condiviso con i propri colleghi di lavoro la sua macchina Parte_1
(una Golf blu) o quella del (una Citroen C2 nera), il ha riferito di aver viaggiato Per_7 Per_8 sempre con le macchine di (una Citroen blu) e di (una Golf grigia). Per_7 Parte_1
Quanto alle restanti annualità in questa sede azionate, in sede ispettiva l'odierno ricorrente ha riferito di aver lavorato alle dipendenze di NG DI da marzo a dicembre 2019, da luglio a dicembre
2020 e da marzo a settembre 2021 (esclusi i mesi di luglio e agosto 2021, durante i quali ha riferito di non aver affatto lavorato per la ditta DI, ma solo per la cooperativa SERAG).
22 Di contro, nel ricorso introduttivo del giudizio lo ha dedotto di aver lavorato da marzo a Parte_1 novembre 2019, da agosto a dicembre 2020 e, ininterrottamente, da marzo a settembre 2021.
Vi è, poi, che, mentre in giudizio lo ha sostenuto di essersi occupato della raccolta di meloni, Parte_1 fragole, cavolfiori, broccoletti, cime di rapa, OD, ODni e FI, agli ispettori lo stesso ha riferito di aver svolto anche la raccolta delle zucchine, prodotto agricolo non menzionato nel ricorso introduttivo del giudizio.
Ed ancora, quanto alla retribuzione asseritamente percepita nel 2021, lo ha riferito agli Parte_1 ispettori che, oltre alla retribuzione di 35 euro al giorno, il datore di lavoro gli avrebbe pagato ulteriori
10 euro al giorno a titolo di rimborso carburante previsto per chi metteva a disposizione l'auto per recarsi al lavoro, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio non vi è menzione a tale contributo per il carburante.
Quanto, invece, alla retribuzione asseritamente ricevuta negli anni 2019 e 2020, il ricorrente ha riferito agli ispettori di una retribuzione netta di 30 euro al giorno, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio non è menzionato un importo della retribuzione giornaliera differente a seconda delle annualità azionate.
Inoltre, il ricorrente ha riferito agli ispettori di aver viaggiato anche negli anni 2019, 2020 e 2021 con le stesse persone menzionate con riferimento all'anno 2022 (ovvero, , sua madre Persona_7
e ); di contro, il in sede ispettiva ha dichiarato di non aver Parte_3 Persona_8 Per_8 mai lavorato alle dipendenze di NG DI nell'anno 2020 o in precedenza.
Da ultimo, lo ha rilasciato dinanzi agli ispettori la seguente dichiarazione: “Ci tengo a Parte_1 precisare che prima di essere ingaggiato, in ciascun anno, dal 2019 al 2022, la ditta DI NG mi ha sempre fatto effettuare la visita medica preventiva, i cui costi erano a carico della ditta
DI, presso il centro medico di DO”, in palese contrasto con quella resa in sede ispettiva da
DI NG: “Per quanto riguarda invece le visite mediche obbligatorie devo dire che non gli ho mai fatte svolgere i miei braccianti in nessun anno.”
Infine, non può farsi a meno di evidenziare che alcuni dei prodotti agricoli che lo assume Parte_1 di aver raccolto, sia nella dichiarazione resa agli ispettori, che nel ricorso introduttivo del giudizio
(es. OD, ODni e FI), non rientrano nella reale attività minuziosamente accertata dagli ispettori.
Parte_2
Quanto all'anno 2022, in sede ispettiva la ricorrente in questione ha riferito di aver lavorato alle dipendenze di NG DI dal 10 marzo fino alla fine di ottobre o all'inizio di novembre 2022 per un totale di 120 giornate circa. 23 Di contro, nel ricorso introduttivo del giudizio, la stessa ha asserito di aver lavorato per 151 giorni.
Inoltre, la che in giudizio ha dedotto di essersi occupata della raccolta di cavolfiori, broccoletti, Pt_2 cime di rapa, OD, ODni e FI, agli ispettori ha riferito di aver svolto anche la raccolta delle zucchine, prodotto agricolo non menzionato nel ricorso introduttivo del giudizio.
Ed ancora, quanto alla retribuzione asseritamente percepita dalla quest'ultima ha riferito agli Pt_2 ispettori di aver percepito una paga netta di € 40,00 al giorno, in contanti, che il datore di lavoro le avrebbe corrisposto con cadenza quindicinale.
Al contrario, nel ricorso introduttivo del giudizio, la ricorrente medesima ha dedotto di essere stata retribuita con una paga di € 40,00 al giorno, che il DI le avrebbe consegnato personalmente a fine giornata.
Inoltre, la in sede ispettiva ha dichiarato di aver sempre lavorato con la stessa squadra di Pt_2 braccianti composta da circa una ventina persone al giorno, metà donne e metà uomini, mentre invece
NG DI in sede ispettiva ha dichiarato quanto segue: “La squadra che utilizzo può variare il numero tra i 5 e le 10 persone al giorno (…).”.
Inoltre, la ricorrente in esame ha riferito agli ispettori di aver sempre lavorato insieme a
[...]
, e con le quali avrebbe sempre viaggiato per andare e CP_7 Controparte_8 CP_9 tornare dal lavoro.
Dal confronto tra le dichiarazioni rese agli ispettori dalla e quelle rese agli ispettori medesimi Pt_2 da e (con le quali la ricorrente avrebbe viaggiato ogni giorno per Controparte_7 CP_9 recarsi sui campi) emerge che, mentre la ha riferito di una squadra di braccianti composta da Pt_2
20 lavoratori, la e la hanno riferito che la composizione delle squadre di lavoro era di CP_7 CP_9
40-50 persone al giorno.
Inoltre, mentre la a riferito agli ispettori di aver percepito una paga netta di €. 40,00 al giorno, Pt_2 in contanti, con cadenza quindicinale, la e la hanno riferito agli ispettori che la CP_7 CP_9 retribuzione sarebbe stata corrisposta settimanalmente (quanto alla prima) e ogni due o tre giorni
(quanto alla seconda).
Con riferimento, poi, alle restanti annualità in questa sede azionate, in sede ispettiva la ha Pt_2 riferito di aver lavorato alle dipendenze di NG DI dal 2015-2016 al 2022 nel periodo da marzo a dicembre.
Di contro, nel ricorso introduttivo del giudizio la medesima ricorrente ha dedotto di aver lavorato nel
2018 da marzo a settembre, nel 2019 da marzo a novembre, nel 2020 da febbraio a ottobre e nel 2021 da aprile a dicembre.
24 Ed ancora, la ricorrente in esame ha riferito agli ispettori di aver percepito una retribuzione netta di
30 euro al giorno negli anni 2019 e 2020 e di 35 euro al giorno nell'anno 2021, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio non vi è una differenza di importo della retribuzione giornaliera a seconda delle annualità azionate.
Infine, non può farsi a meno di evidenziare che alcuni dei prodotti agricoli che la assume di Pt_2 aver raccolto, sia nella dichiarazione resa agli ispettori, che nel ricorso introduttivo del giudizio (es. OD, ODni e FI), non rientrano nella reale attività accertata dagli ispettori.
Parte_3
In sede ispettiva ha riferito di aver lavorato alle dipendenze di NG DI, nell'anno 2022, dal
10 marzo 2022 fino all'inizio di novembre, per un totale di 130 giornate circa.
Di contro, nel ricorso introduttivo del giudizio ha dedotto di aver lavorato per 156 giorni.
Inoltre, mentre in giudizio la ha dedotto di essersi occupata della raccolta di meloni, fragole, Pt_3 cavolfiori, broccoletti, cime di rapa, OD, ODni e FI, agli ispettori ha riferito di aver svolto anche la raccolta delle zucchine, prodotto agricolo non menzionato in ricorso.
Ed ancora, quanto alla retribuzione asseritamente percepita, la ha riferito agli ispettori di aver Pt_3 ricevuto una paga netta di € 40,00 al giorno, in contanti, che il datore di lavoro le avrebbe corrisposto ogni 3 o 4 giorni.
Al contrario, nel ricorso introduttivo del giudizio la ricorrente medesima ha dedotto di essere stata retribuita con una paga netta di € 40,00 al giorno, che il DI le avrebbe consegnato personalmente a fine giornata.
Inoltre, quanto riferito agli ispettori dalla in merito alla cadenza dei pagamenti della Pt_3 retribuzione (ogni 3-4 giorni) non collima con quanto riferito agli ispettori medesimi da
[...]
(odierno ricorrente, nonché LI di , da quest'ultima indicato quale Parte_1 Parte_3 teste), secondo cui la retribuzione sarebbe stata corrisposta con cadenza giornaliera.
Inoltre, mentre in sede ispettiva la ha dichiarato di aver sempre lavorato con la stessa squadra Pt_3 di braccianti composta da circa 15/20 persone al giorno, sia uomini che donne, in sede ispettiva
NG DI ha dichiarato quanto segue: “La squadra che utilizzo può variare il numero tra i 5
e le 10 persone al giorno (…).”.
Vi è, poi, un'ulteriore divergenza tra la dichiarazione resa in sede ispettiva dalla ricorrente in esame con specifico riferimento al periodo nel quale avrebbe lavorato nel 2020 (da marzo a dicembre) e l'allegazione contenuta nel ricorso introduttivo del giudizio (da febbraio a ottobre).
Ed ancora, la ha riferito agli ispettori di aver percepito una retribuzione netta di 30 euro al Pt_3 giorno negli anni 2018, 2019 e 2020 e di 35 euro al giorno nel 2021, mentre invece nel ricorso
25 introduttivo del giudizio non sono indicati importi della retribuzione giornaliera diversi a seconda delle annualità azionate.
Inoltre, contrariamente a quanto riferito da NG DI in sede ispettiva: “(…) Per lo spostamento delle merci utilizzo due furgoni cassonati, uno SCUDO ed un ma non ho mezzi Tes_1 per lo spostamento dei braccianti, che raggiungono il posto di lavoro con i loro mezzi e solo eccezionalmente, a qualcuno di DO, do io il passaggio con la mia macchina, una Ford Mondeo
Station Wagon blu notte, o una Punto bianca”, nel ricorso introduttivo del giudizio la ha Pt_3 dedotto che il datore di lavoro era solito prelevare una parte dei braccianti agricoli con un furgoncino davanti alla stazione di servizio di DO e trasportarla sui campi di lavoro.
Infine, non può farsi a meno di evidenziare che alcuni dei prodotti agricoli che la assume di Pt_3 aver raccolto, sia nella dichiarazione resa agli ispettori, che nel ricorso introduttivo del giudizio (es. OD, ODni e FI), non rientrano nella reale attività accertata dagli ispettori.
Ebbene, non vi è chi non veda che si è al cospetto di contraddizioni di non poco conto, anche e soprattutto perché vertenti su aspetti decisamente rilevanti (quali: periodo di lavoro, luogo di lavoro, tipo di prodotto trattato, retribuzione) e strettamente attinenti al tipo di attività svolta.
La circostanza che i ricorrenti nulla di specifico abbiano precisato e/o contestato, fa sì che l'attendibilità della prospettazione offerta in questa sede, sia fortemente minata.
Ciò in quanto, si ribadisce, che le incongruenze emerse ineriscono aspetti tutt'altro che marginali.
Milita in tal senso anche la circostanza che nessuno dei ricorrenti abbia menzionato, nell'atto introduttivo del giudizio, tra i prodotti trattati, il;
trattasi di un aspetto affatto trascurabile Pt_10 atteso che dall'accurata indagine ispettiva è emerso che tale fosse il prodotto maggiormente trattato dalla ditta.
Sempre in tale prospettiva non può non evidenziarsi che taluni ricorrenti hanno riferito di essersi occupati della raccolta di fragole e meloni, prodotti affatto trattati dalla ditta ispezionata.
Ed ancora, avvalora il convincimento giudiziale anche il fatto che le ricorrenti in sede Pt_2 Pt_3 ispettiva non abbiano fatto riferimento al punto di incontro mattutino presso la stazione di servizio di
DO, laddove tale circostanza è riferita in tutti i ricorsi, sia pure con riferimento ad una parte dei braccianti agricoli.
Del pari in tutti i ricorsi vi è riferimento ai terreni ubicati in Segezia;
tale località, tuttavia, non è mai stata menzionata dai lavoratori in sede ispettiva.
Infine, mina l'attendibilità della prospettazione attorea la circostanza che in giudizio tutti i ricorrenti hanno sostenuto di aver lavorato in terreni ubicati in Provincia di Foggia (Cerignola, Orta Nova e
DO), laddove gli ispettori hanno appurato, sulla scorta di rilevanze documentali oggettive, che la ditta DI conduceva terreni siti solo ad DO e Foggia.
26 Quanto alla prova testimoniale, pure domandata dai ricorrenti, è bene precisare che la stessa non è stata ammessa perché oggettivamente inidonea a colmare le forti contraddizioni di cui si è detto innanzi.
Invero, l'espletamento della prova non avrebbe in ogni caso consentito di superare le incongruenze tra quanto dedotto nei ricorsi e quanto dichiarato dai lavoratori in sede ispettiva.
Ciò anche e soprattutto in quanto i testi indicati nei ricorsi sono lavoratori parimenti disconosciuti o gli stessi lavoratori le cui dichiarazioni rese in sede ispettiva sono apparse fortemente contrastanti con la prospettazione offerta dai (presunti) colleghi di lavoro sia in questa sede sia in sede ispettiva.
Per questa ragione, in questa specifica ipotesi, in cui il disconoscimento dei rapporti di lavoro è fondato anche sulle dichiarazioni rese in sede ispettiva dai ricorrenti e dal soggetto che li ha denunciati come braccianti, la prova testimoniale, così come in concreto articolata (e a prescindere da eventuali profili di genericità, irrilevanza o dal carattere valutativo delle circostanze capitolate) non può considerarsi un idoneo ed adeguato elemento di contrasto probatorio, tanto più se si ha riguardo al silenzio serbato in giudizio dai ricorrenti rispetto alle richiamate incongruenze/lacune/contraddizioni che caratterizzano le loro stesse dichiarazioni.
In altri termini, a fronte della produzione in giudizio di queste ultime da parte dell' , i ricorrenti CP_2 non hanno inteso offrirne una lettura alternativa, tale da rendere necessario/opportuno disporre un supplemento di indagine attraverso l'espletamento della prova testimoniale.
I ricorrenti nulla, infatti, hanno dedotto circa le evidenti incongruenze tra quanto asserito nei ricorsi e quanti riferito in sede ispettiva.
In proposito appare opportuno richiamare i principi affermati da Cass. n. 20019/2018 (in motivazione): “… è stato in più occasioni affermato dalla giurisprudenza di legittimità che la valutazione delle emergenze probatorie, come la scelta, tra le varie risultanze, di quelle ritenute più idonee a sorreggere la motivazione, involgono apprezzamenti di fatto riservati al giudice del merito, il quale nel porre a fondamento della propria decisione una fonte di prova con esclusione di altre, non incontra altro limite che quello di indicare le ragioni del proprio convincimento, senza essere tenuto a discutere ogni singolo elemento o a confutare tutte le deduzioni difensive (cfr., e plurimis,
Cass. n. 17097 del 21/07/2010; Cass. n. 12362 del 24/05/2006; Cass. n. 11933 del 07/08/2003).
Inoltre, il giudice del gravame ha evidentemente ritenuto superflua l'ammissione della prova testimoniale come è dato evincere dal richiamo contenuto nella sentenza gravata ai principi affermati da questa Corte secondo cui ".... l'esclusione di un'efficacia diretta fino a querela di falso del contenuto intrinseco delle dichiarazioni rese agli ispettori dai lavoratori non implica che le stesse siano prive di qualsivoglia efficacia probatoria in difetto di una loro conferma in giudizio;
ove le dichiarazioni dei lavoratori siano univoche infatti, il giudice può ben ritenere superflua l'escussione
27 dei lavoratori in giudizio mediante prova testimoniale, tanto più se il datore di lavoro "non alleghi e dimostri eventuali contraddizioni delle dichiarazioni rese agli ispettori in grado di inficiarne
l'attendibilità. (Sez. L, Sentenza n. 15073 del 06/06/2008; Sez. L, Sentenza n. 3525 del 22/02/2005)
...".
Peraltro, deve in ogni caso ritenersi che l'eventuale espletamento della prova orale non avrebbe in ogni caso consentito di superare le forti contraddizioni di cui si è dato atto innanzi, avuto anche riguardo alla circostanza che i ricorrenti hanno indicato come testi soggetti i cui rapporti di lavoro sono stati, a loro volta, disconosciuti, senza dagli atti di causa risulti la riabilitazione degli stessi rapporti di lavoro in sede giudiziaria (v., anzi, per i testi e la Persona_7 Testimone_2 sentenza, a loro sfavorevole, n. 3232/2024 pubbl. il 26/11/2024, Giudice est. Dott.ssa TI); ciò che pure contribuisce a rendere superfluo l'espletamento della prova testimoniale.
In definitiva, alla luce di quanto premesso, le domande attoree, aventi ad oggetto l'accertamento del diritto alla iscrizione negli elenchi OTD, appaiono infondate.
In definitiva, i ricorsi riuniti devono essere integralmente rigettati, restando assorbite le questioni preliminari.
4. - Con riferimento alla regolamentazione delle spese di lite, non sussistono i presupposti per tenere il ricorrente , integralmente soccombente al pari delle altre ricorrenti, esente dalla Parte_1 rifusione delle spese alla controparte, non potendo le dichiarazioni ex art. 152 disp. att. c.p.c. in atti considerarsi valide ai fini dell'esenzione poiché i relativi giudizi non sono stati promossi per ottenere il pagamento di “prestazioni previdenziali o assistenziali”, ma l'accertamento del diritto alla iscrizione (sul punto si veda Cass. Civ. sez. Lav.
4.8.2020 n. 16676 e, più di recente, Cass. Civ., Sesta
Sez. Civ. Lav., ord. n. 16535/2021).
Ne consegue che, in ossequio al criterio legale della soccombenza, tutti i ricorrenti sono tenuti a rifondere all' le spese di lite. CP_2
La relativa liquidazione è rimessa al dispositivo ex D.M. n. 147 del 13/08/2022 pubblicato sulla G.U.
n. 236 del 08/10/2022 e in vigore dal 23 ottobre 2022 e viene effettuata tenendo conto della tipologia di causa (procedimento in materia di previdenza), del valore della controversia (di valore indeterminabile, scaglione da €.
5.200 ad €. 26.000, stante la natura seriale del contenzioso alla quale essa appartiene e il non elevato numero delle questioni trattate: v. Cass. ord. n. 955/2025), delle fasi in cui si è articolata l'attività difensiva espletata nel presente giudizio (inclusa quella di istruttoria e/o di trattazione: v., da ultimo, Cass. Civ. 3242/2024; Cass. 8561/2923; 28627/2023) e con esclusione di I.V.A. e C.P.A. (Cass. civ. Sez. Lav. 2.3.2023, n. 6346).
Viene riconosciuto l'aumento del 30% ex art. 4, co. 2 D.M. 55/2014, come modificato dal d.m. n.
37/2018 sul compenso unico per la fase decisionale in base a quanto previsto dalla disposizione
28 normativa da ultimo richiamata, a mente della quale “Quando in una causa l'avvocato assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, il compenso unico può di regola essere aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 30 per cento, fino ad un massimo di dieci soggetti, e del
10 per cento per ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a un massimo di trenta. La disposizione di cui al periodo precedente si applica quando più cause vengono riunite, dal momento dell'avvenuta riunione e nel caso in cui l'avvocato assiste un solo soggetto contro più soggetti” ed al principio, di matrice giurisprudenziale, secondo cui nell'ipotesi di più cause, successivamente riunite, deve essere liquidato un distinto compenso per ciascuna di esse, con riguardo alle attività compiute prima della riunione (Cass. 3 settembre 2013, n. 20147).
P. Q. M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando sui ricorsi riuniti in epigrafe indicati, così provvede:
- rigetta i ricorsi riuniti;
- condanna i ricorrenti al pagamento, in favore della controparte, delle spese di lite, che liquida in complessivi €. 6.675,60 (comprensivo dell'aumento per i procedimenti riuniti) oltre rimborso spese forfettarie 15%.
Foggia, 19.11.2025
La Giudice dott.ssa Valentina di Leo
29
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI FOGGIA
Sezione Lavoro
❖➢ in persona della giudice, dott.ssa Valentina di Leo, all'udienza del 19.11.2025, tenuta ai sensi e per gli effetti dell'art. 127- ter c.p.c., all'esito della camera di consiglio, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. R.G. 6348/2023, cui sono riunite le cause iscritte ai nn. R.G. 6447/2023,
6644/2023, 8599/2023, 8648/2023, 8720/2023, vertenti
TRA
, , con l'avv. Parte_1 Parte_2 Parte_3
IO NO
RICORRENTI
E
in persona del legale Controparte_1 rappresentante pro tempore, con l'avv. Paolo Sedda (nei procedimenti nn. 6348/2023, 6447/2023 e
8648/2023 R.G.), con gli avv. dagli Paolo Sedda e Francesca Banchetti (nei procedimenti n.
8720/2023, 6644/2023 e 8599/2023 R.G.)
RESISTENTE
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
1. - I ricorrenti con separati ricorsi hanno esposto di aver lavorato negli anni 2018 - 2022 come braccianti agricoli, per il numero di giornate indicato nei rispettivi atti introduttivi, alle dipendenze dell'azienda agricola “DI NG".
Segnatamente:
ha dedotto di aver lavorato nell'anno 2022 per n. 151 giornate e negli anni 2019 per 151 Parte_1 giornate, 2020 per 102 giornate e 2021 per 63 giornate. ha dedotto di aver lavorato nell'anno 2022 per n. 151 giornate, negli anni 2018, 2019, 2020 e Pt_2
2021 per 151 giornate. ha dedotto di aver lavorato nell'anno 2022 per n. 156 giornate, negli anni 2018 per 102 Pt_3 giornate, 2019, 2020 e 2021 per 156 giornate.
1 I ricorrenti hanno precisato che:
- i lavori sono stati svolti sui terreni siti in provincia di Foggia e precisamente in DO, Orta Nova,
Cerignola e Segezia;
[..
- si sono occupati della raccolta dei cavolfiori, broccoletti, , ODni Parte_4 Pt_5
(ricorso n. 6348/2023 RG, ricorso n. 6447/2023 RG), della raccolta di meloni, fragole, Pt_6
, (ricorso n. 8720/2023 RG, Parte_7 Parte_8 Parte_4 Pt_5 Parte_9 ricorso n. 8648/2023 RG, ricorso n. 6644/2023 RG, ricorso n. 8599/2023 RG);
- giornalmente osservavano un orario di lavoro di circa 6 ore, ovvero dalle ore 6:30 alle ore 12:30 ovvero, nei mesi estivi, dalle 5.30 alle 11.30;
- percepivano una paga giornaliera di € 35,00/€.40,00 corrisposta da DI NG, a fine giornata, in contanti;
-osservavano le direttive impartite da DI NG, presente sui campi;
- alcuni braccianti, al mattino, si incontravano con il datore di lavoro nei pressi della stazione di servizio di DO, per poi recarsi presso i campi.
Tanto premesso i ricorrenti hanno censurato l'operato dell' laddove ha ritenuto insussistenti i CP_2 suddetti rapporti di lavoro, provvedendo alla cancellazione dei loro nominativi dagli elenchi OTD di competenza degli anni innanzi indicati, ovvero iscrivendoli in tali elenchi per un numero di giornate inferiore rispetto a quelle effettivamente lavorate.
Quindi, hanno chiesto all'adito Tribunale di: accertare e dichiarare il loro diritto ad essere iscritti negli elenchi OTD dei Comuni di residenza per gli anni e per il numero di giornate indicate nei rispettivi CP_ atti introduttivi e, per l'effetto, di condannare l' alla reiscrizione negli elenchi ed alla conseguente regolarizzazione della posizione assicurativa e previdenziale;
vinte le spese di lite, da distrarsi.
L , tempestivamente costituitosi in tutti i giudizi, ha contestato la fondatezza dei ricorsi, stante CP_2 la legittimità del proprio operato (come risultante dai verbali ispettivi depositati) e ne ha chiesto il rigetto integrale.
All'udienza del 19.11.2025, tenuta ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 127 ter c.p.c, verificata la regolare comunicazione del decreto di fissazione della trattazione scritta della causa ed acquisite brevi note di trattazione da almeno una delle parti, le cause, previa riunione, sono state decise, come da sentenza depositata telematicamente.
2. - Deve preliminarmente essere disposta la riunione al giudizio n. 6348/2023 R.G., di più risalente iscrizione, dei giudizi n. 6447/2023 R.G. (cui era stato in precedenza riunito il giudizio n. 8648/2023
R.G.), n. 6644/2023 R.G., n. 8599/2023 R.G., n. 8720/2023 R.G., per connessione parzialmente soggettiva e oggettiva in quanto aventi ad oggetto l'accertamento del diritto dei ricorrenti alla
2 iscrizione negli elenchi OTD a seguito di disconoscimento del rapporto di lavoro da parte dell' CP_2 sulla base del medesimo verbale ispettivo.
Sempre in via preliminare, non è condivisibile la censura attorea, relativa alla asserita violazione, da parte dell' , delle norme sul procedimento amministrativo (L. 241/1990). CP_2
Ed invero, è stato più volte affermato che il procedimento di iscrizione/cancellazione dei braccianti agricoli negli elenchi (oggi telematici) non soggiace alle regole di cui alla L. 241/1990, trattandosi di procedimento speciale con regole proprie.
Ex multis, C. App. Bari, sezione Lavoro, sent. n. 135/2022 “occorre premettere in generale che, sebbene le disposizioni di cui alla legge n.241/90 sul procedimento amministrativo, “si applicano alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali” (art. 29, 1° comma), il procedimento che conduce al disconoscimento o alla cancellazione delle giornate di lavoro agricolo, aventi rilevanza contributiva, ha una normazione specifica nel d.l. 3 febbraio 1970, n. 7, convertito, con modificazioni, nella legge 11 marzo 1970, n. 83: disciplina che, da un lato, risulta rispettata nella specie, dall'altro, soddisfa i parametri di motivazione, comunicazione e informazione più di recente fissati in via generale dalla l. n. 241/90.
Del resto, nella materia in esame, stante la sua innegabile specialità, correlata alle peculiari esigenze di celerità della procedura di accertamento dei lavoratori agricoli (evidenziate anche dalla Corte costituzionale), non opera la regola prescritta in via generale dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, art.
3, comma 4 (che prevede il dovere dell'amministrazione di indicare, in ogni atto amministrativo notificato al destinatario, il termine e l'autorità cui è possibile ricorrere), non essendo l'imposizione di un obbligo siffatto compatibile con una disciplina legale dei ricorsi amministrativi (addirittura successiva alla L. n.241 del 1990) che ne ammette la decisione nella forma di provvedimenti taciti e automatici (rispetto ai quali sarebbe inconcepibile un'indicazione dei termini da osservare per
l'esercizio, in sede giudiziaria, del diritto invocato) (si veda, ex aliis, Cass., sent. n. 17228/2010). La specialità della materia esclude, peraltro, l'applicabilità della legge 7 agosto 1990, n.241 nella sua interezza, sicché la censura prospettata dall'appellante è destituita di fondamento anche in relazione CP_ alle ulteriori disposizioni della stessa legge di cui ha lamentato la violazione da parte dell' .
3. - Nel merito, le domande attoree sono infondate e devono essere respinte analogamente a quanto ritenuto in fattispecie similare da questo stesso Tribunale (v. sentenza n. 1383/2025 Giud. est. dott.ssa
TA TI).
Ed invero, sul tema dell'onere assertivo e probatorio circa l'effettiva prestazione delle giornate di lavoro, cui la legge collega il requisito contributivo necessario agli operai agricoli a tempo determinato per fruire delle prestazioni previdenziali, la giurisprudenza, pure di legittimità, ha sperimentato in passato interpretazioni tra loro difficilmente conciliabili, sino a quando le Sezioni
3 Unite della Suprema Corte, al fine di comporre il contrasto esistente fra le tesi suddette, sono intervenute nel dibattito e hanno congruamente statuito: 1) che il lavoratore agricolo, il quale agisca in giudizio per ottenere prestazioni previdenziali, ha l'onere di provare, mediante l'esibizione di un documento che accerti l'iscrizione negli elenchi nominativi o il possesso del certificato sostitutivo
(ed eventualmente, in aggiunta, mediante altri mezzi istruttori), gli elementi essenziali della complessa fattispecie dedotta in giudizio (costituita dallo svolgimento di una attività di lavoro subordinato a ti-tolo oneroso per un numero minimo di giornate in ciascun anno di riferimento); 2) che soltanto a fronte della prova contraria eventualmente fornita dall'ente previdenziale, anche mediante la produzione in giudizio di verbali ispettivi, il giudice del merito non può limitarsi a decidere la causa in base al semplice riscontro dell'esistenza dell'iscrizione, ma deve pervenire alla decisione della controversia mediante la comparazione e il prudente apprezzamento di tutti i contrapposti elementi probatori acquisiti alla causa (v. Cass. sez. un. 26 ottobre 2000, n. 1133).
È ormai acquisito che, nel caso di dubbi circa l'effettività del rapporto di lavoro o del suo carattere subordinato, il giudice non può risolvere la controversia in base al semplice riscontro dell'iscrizione, che resta pur sempre soltanto un meccanismo di agevolazione probatoria, ma deve pervenire alla decisione valutando liberamente e prudentemente la rispondenza dell'iscrizione stessa a dati obiettivi, al pari di tutti gli elementi probatori acquisiti alla causa (Cass. 2.8.2012, n. 13877).
A maggior ragione l'onere assertivo e probatorio grava sul lavoratore nei casi di iscrizione negata negli elenchi nominativi, ovvero di cancellazione disposta dopo una iniziale iscrizione.
Come affermato dalla Suprema Corte (si vedano Cass. 11.2.2016, n. 2739 e Cass. 26.7.2017, n.
18605), «L'iscrizione di un lavoratore nell'elenco dei lavoratori agricoli svolge una funzione di agevolazione probatoria che viene meno qualora l' a seguito di un controllo, disconosca CP_2
l'esistenza del rapporto di lavoro, esercitando una propria facoltà (che trova conferma nel d.lgs. n.
375 del 1993, art. 9) con la conseguenza che, in tal caso, il lavoratore ha l'onere di provare
l'esistenza, la durata e la natura onerosa del rapporto dedotto a fondamento del diritto all'iscrizione
e di ogni altro diritto consequenziale di carattere previdenziale fatto valere in giudizio».
Nella specie tale onere probatorio non è stato assolto dalle odierne parti ricorrenti, che ne erano gravate. CP_ Si osserva, infatti, che l' ha depositato il verbale ispettivo n. n. 20220078680/DDL del
23.03.2023 inerente la ditta DI NG, in relazione al periodo dal 01.01.2018 al 31.12.2022.
Dagli accertamenti ispettivi effettuati, è emerso quanto segue.
L'azienda agricola DI NG è risultata formalmente costituita il 29/05/1986 e, da tale data, ha denunciato all'Agenzia delle Entrate l'inizio dell'attività di “Coltivazione di ortaggi in piena area”, acquisendo la partita iva n. . P.IVA_1
4 Dal 04/04/1997, la ditta si è iscritta al registro imprese della C.C.I.A.A. di Foggia, nella sezione
“speciale”, con la qualifica di Piccolo Imprenditore, dichiarando l'inizio dell'attività principale agricola di Coltivazione di ortaggi in piena area, a decorrere dal 29/05/1986. CP_ Con due denunce aziendali trasmesse all' nel periodo oggetto di accertamento (in data 13/02/2019
e 02/03/2020), la ditta ha dichiarato di condurre in coltivazione, esclusivamente a “RC”, complessivi Ha 6,03 di fondi agricoli, ubicati in agro di DO e posseduti tutti a titolo di affitto
“stagionale”.
Per lo svolgimento della propria attività agricola, su tali fondi, la ditta ha indicato, su entrambe le ridette denunce, un fabbisogno annuo di manodopera bracciantile pari a 300 giornate complessive, mentre si è rilevato che la quantità di manodopera agricola denunciata all' dalla azienda CP_2
DI NG, nel periodo oggetto dell'accertamento, è stata esageratamente più elevata (ben oltre
20 volte quella preventivata), e precisamente pari a:
Anno N. Lav.(OTD) N. gg. denunciate Retribuz. Complessiva denunciata
2018 72 7.113 € 489.510,00
2019 71 6.686 € 460.033,00
2020 72 7.085 € 499.244,00
2021 83 8.108 € 681.654,00
2022 80 5.525 € 445.184,00
Alla data 23/03/2023, la ditta DI NG non aveva ancora inviato le previste denunce contributive (UNIEMENS/AGRI - DM) relative al 4°trimestre 2022, sebbene, avesse registrato sul L.U.L. di ottobre, novembre e dicembre, ulteriori complessive n.
2.663 giornate di manodopera, in favore di complessivi n. 73 lavoratori (OTD).
Riguardo alla contribuzione la ditta è risultata totalmente morosa nei confronti dell' , CP_2 accumulando, per i periodi già scaduti, dal 1° trimestre 2018 al 3° trimestre 2022, un debito contributivo complessivo pari a € 511.464,95.
Quanto alle attività svolte in sede di accertamento, gli ispettori hanno precisato di aver escusso
DI NG in data 17/11/2022 nonché di aver effettuato, in pari data, dei sopralluoghi sui fondi, in presenza del DI, il quale mostrava n. 7 distinti appezzamenti, in territorio di DO, nei pressi del cimitero (in contrade LL e NT), fornendo, per ciascuno di essi, le informazioni relative alla titolarità dei fondi e all'attività svolta dalla sua azienda, attuale e passata.
Gli ispettori hanno precisato che durante i sopralluoghi non veniva rilevata alcuna presenza di braccianti al lavoro.
Un ulteriore sopralluogo su tutti i fondi in conduzione dalla ditta è stato effettuato nella mattinata del
23/11/2022. Nel corso dello stesso, gli ispettori hanno rilevato la presenza di n. 3 braccianti al lavoro,
5 in attività di raccolta olive, presso i terreni adiacenti l'immobile di famiglia del titolare (già sede legale e operativa aziendale, in c.da LL, ad DO), che si identificavano (due uomini stranieri ed il LI del Titolare, ), risultati regolarmente assunti con acquisizione di libera Per_1 dichiarazione.
Il sopralluogo è poi proseguito, guidati dal titolare DI NG su altri fondi, che lo stesso dichiarava verbalmente di aver condotto in coltivazione in passato, e che non aveva potuto mostrare agli ispettori in occasione del precedente sopralluogo del 17/11/2022.
Fatta eccezione per il luogo in cui era in corso la raccolta delle olive, su tutti i fondi visionati non veniva riscontrata alcuna presenza di braccianti al lavoro.
Un ultimo sopralluogo è stato effettuato nella mattinata del 26/01/2023, su tutti i fondi in conduzione, per verificare lo stato delle coltivazioni ed accertare l'eventuale attività svolta dalla ditta. Anche in tale occasione, su nessun fondo si riscontravano braccianti al lavoro.
In data 17/11/2022 ed in presenza del suo consulente, il DI dichiarava una serie di notizie e informazioni, rispetto alle quali gli ispettori hanno rilevato una serie di incongruenze.
Ad esempio, in merito alla consistenza aziendale ed alle coltivazioni praticate, il sig. DI ha testualmente dichiarato: … “Attualmente con la mia azienda agricola coltivo circa 20 ettari di terreni agricoli, sparsi nella provincia di Foggia, posseduti tutti a titolo di affitto regolarmente registrati.
Tali terreni sono ubicati in agro di DO, CaRAlle, Foggia o Stornarella. Attualmente tali fondi sono tutti coltivati a vari prodotti, tra cui e . Pt_10 Pt_6 Parte_4 Parte_8
A tal proposito gli ispettori hanno evidenziato che al momento dell'avvio della verifica, l'azienda
DI NG aveva in coltivazione solamente circa 10 ettari complessivi di fondi agricoli (e precisamente, solo due distinti carciofeti, uno di circa 7 ettari e l'altro di circa 3 ettari, entrambi situati in agro di DO) mentre gli ulteriori 10 ettari di fondi condotti e le riferite “presunte” coltivazioni di FI, cime di RA e attualmente in atto nei territori di CaRAlle, Stornarella e Parte_8
Foggia, per quanto si dirà infra, si sono rivelati totalmente inesistenti.
Per quanto concerne la manodopera utilizzata per svolgere la propria attività aziendale, il DI ha riferito “Attualmente con la mia ditta ho in forza, già ingaggiati, circa 40 braccianti” …
“Normalmente, in ciascun anno, assumo circa 30 o al massimo 40 braccianti, per metà uomini e metà donne, ma non so dire assolutamente quante giornate all'anno denuncio;
posso dire che l'anno scorso, 2021, per l'intera retribuzione di tutti i braccianti che ho assunto da gennaio a dicembre
2021, ho speso un totale di complessivi € 70.000 o al massimo € 80.000” … “li retribuisco con € 40 nette al giorno, sia agli uomini che alle donne, per circa 6 ore di lavoro al giorno”.
A tal proposito, gli ispettori hanno evidenziato una serie di incongruenze: a novembre 2022, ad esempio, cioè al momento della verifica, mentre il DI ha asserito di avere in forza circa 40
6 braccianti, dall'esame della documentazione aziendale, ne risultavano assunti quasi il doppio, ovvero ben 74 braccianti.
Inoltre, considerato che il DI ha riferito che corrispondeva € 40 nette al giorno, sostenendo per la manodopera una spesa complessiva di € 70.000/80.000, gli ispettori hanno rilevato che nel 2021 avrebbe dovuto denunciare (stando ai dati riferiti dal DI stesso) n. 1.750/2.000 giornate di manodopera, laddove le giornate denunciate in tale anno sono state ben 8.108 (cioè oltre il 400% in più).
Con riferimento sempre ai propri dipendenti il DI ha aggiunto: “La squadra che utilizzo può variare in numero, tra i 5 e le 10 persone al giorno. Al momento non so dire le generalità di nessuno dei braccianti agricoli che ho in forza attualmente;
questi sono sia di DO che di altri paesi limitrofi, ma di nessuno di questi so dire il nome”.
Contrariamente a quanto riferito dal DI, gli ispettori, sempre previo esame della documentazione aziendale, hanno appurato che in tantissime giornate risultano contemporaneamente denunciati almeno 50/60 braccianti.
Ed ancora, ulteriore anomalia in ordine alla denuncia della manodopera impiegata è stata evidenziata dagli ispettori in riferimento alla giornata del 17.11.2022, laddove sebbene in occasione del sopralluogo non è stata riscontrata la presenza di alcun lavoratore sui terreni, sul L.U.L., risultano denunciati (in quella stessa giornata), ben n. 27 soggetti presenti al lavoro.
Il DI ha altresì riferito “con me tranne mio LI , non lavorano ne hanno mai Per_1 lavorato con la mia ditta altri miei parenti. Solo fino a 3, 4 o 5 anni fa lavorava con me anche mia RE , ma di sicuro ribadisco che, in ciascun anno, da almeno 10 anni, non hanno lavorato Per_2 per la mia azienda agricola altri miei parenti oltre a mio LI e a mia RE”.
Tuttavia gli ispettori hanno appurato che in favore della RE (che non Parte_11 avrebbe lavorato negli ultimi 4 o 5 anni, sempre a detta del DI) risultano denunciate giornate di lavoro negli anni 2018, 2019 e 2020; parimenti risultano denunce di lavoro in favore della moglie per tutti gli anni dal 2015 al 2022, sebbene il DI abbia escluso che avesse Persona_3 mai lavorato per la sua azienda.
Dalla documentazione esaminata (denunce aziendali , contratti d'affitto dei terre-ni, denunce CP_2
AGEA del titolare e dei concedenti, fatture e altra documentazione contabile, ecc.), agli atti del fascicolo ispettivo, considerate le molteplici informazioni acquisite (dal titolare, dai concedenti i fondi, dai venditori e acquirenti di produzioni agricole e dai soggetti assunti in qualità di braccianti), nonché per quanto verificato nel corso dei diversi sopralluoghi effettuati sui fondi (sia di quelli formalmente dichiarati, sia di quelli mai denunciati in coltiva-zione), gli ispettori hanno accertato la
7 “reale” consistenza aziendale della ditta DI NG e le attività agricole da questa
“concretamente” praticate, nel periodo oggetto di accertamento.
Di seguito, si riepilogano, analiticamente, per ciascun anno, le risultanze delle suddette verifiche.
ANNO 2018
Per quanto accertato, nel 2018, la ditta ha avuto titolo ed effettiva disponibilità ed ha potuto, quindi, operare diretta attività di coltivazione, esclusivamente sui seguenti fondi agri-coli:
1) da gennaio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione dei RC, del fondo, esteso circa Ha 6,00, situato in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei GE
[...]
e . Il fondo è risultato formalmente detenuto dalla ditta DI, in virtù Per_4 Persona_5 di due distinti contratti d'affitto, il primo per la durata dal 12/07/2017 al 30/09/2018 e il secondo per la durata dal 22/10/2018 al 30/09/2019.
2. da luglio a novembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di ortaggi, del fondo, esteso circa Ha 3,70, situato in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei coniugi
[...]
e Il fondo è risultato formalmente detenuto dalla ditta DI, CP_3 Controparte_4 in virtù di un contratto d'affitto, per la durata dal 30/06/2018 al 01/12/2018.
Non sono, di contro risultati veritieri altri due contratti di fitto registrati dal DI NG, presso l'Agenzia delle Entrate di Foggia, in quanto espressamente disconosciuti dai legittimi proprietari.
In particolare si intende far riferimento:
- al contratto di affitto “in deroga” di un fondo situato in agro di CaRAlle, alla C.da Spartivento esteso complessivamente circa Ha 4,08, di proprietà di che sarebbe stato concesso Parte_12 in uso alla ditta DI per la durata complessiva di sette mesi (dal 01/07/2018 al 31/01/2019), al prezzo pattuito di € 1.500;
- al contratto di affitto “in deroga” del fondo situato in agro di DO, esteso complessivamente circa
Ha 14,70, di proprietà di , che sarebbe stato concesso in uso alla ditta DI per Parte_13 la durata complessiva di otto mesi (dal 01/07/2018 al 28/02/2019), al prezzo pattuito di € 3.000.
Ebbene, i riscontri effettuati dai verbalizzanti hanno evidenziato che, nessuno di questi due fondi agricoli è stato, in realtà, posseduto e/o condotto dall'azienda agricola di DI NG. Entrambi
i proprietari, infatti, hanno totalmente disconosciuto i citati contratti d'affitto e hanno espressamente dichiarato di non aver mai concesso, ad alcun titolo, i fondi in questione al sig. DI, nei periodi indicati sugli stessi.
All'uopo gli ispettori hanno evidenziato, altresì, che le firme dei proprietari risultate apposte in calce ai suddetti contratti di affitto sono risultate “palesemente” difformi da quelle originali.
Per quanto concerne le produzioni agricole acquistate “alla pianta” relative all'anno 2018, gli ispettori hanno rilevato che la ditta DI non ha acquistato alcuna produzione di tale specie.
8 Dall'esame dei registri iva gli ispettori hanno appurato che nell'anno 2018, la ditta ha acquistato soltanto limitate quantità di gasolio agricolo (nel mese di giugno) e di prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici (nel mese di ottobre). Non risultano acquistate piantine o semi di alcun genere, né produzioni agricole “alla pianta” di alcun genere.
Risulta, poi, solo la vendita di RC (in quantità non rilevabile), esclusivamente nel periodo da gennaio a maggio.
Sulla scorta di quanto innanzi, gli ispettori hanno ritenuto che per l'anno in esame (2018) l'effettiva consistenza aziendale della ditta DI NG, ha riguardato esclusivamente i fondi di circa Ha
6,00, da condurre a RC per tutto il periodo da gennaio a dicembre ed i fondi di circa Ha 3,70, da condurre ad ortaggi per il periodo da giugno a novembre entrambi in agro di DO.
Le normali operazioni colturali previste per tale tipologia di coltivazione, che la ditta avrebbe effettuato, sono quelle di estirpazione delle infestanti, raccolta e trasporto dei RC (effettuate nel periodo da gennaio a maggio, durante la campagna di produzione 2017-2018) e quelle di rottura della carciofaia, di preparazione del terreno, di preparazione e messa a dimora degli ovuli, di irrigazione, concimazione e trattamenti fitosanitari e di estirpazione delle erbe infestanti (effettuate da giugno a dicembre, durante la campagna di produzione 2018-2019).
Stante la totale assenza di fatture di acquisto di sementi e/o piantine e, soprattutto, di fatture di vendita di ortaggi di qualsiasi genere, è, invece, da escludere ogni ipotetica attività di coltivazione operata, nel periodo tra luglio e novembre (cioè nell'arco temporale in cui la ditta DI ne avrebbe mantenuto il possesso) sul fondo di circa Ha 3,70 in agro di Ordo-na, alla c.da LL, di proprietà dei coniugi . Controparte_5
Considerata la reale attività accertata, gli ispettori hanno evidenziato l'assoluta sproporzione delle n.
7.113 giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da gennaio a dicembre
2018, rispetto all'effettiva attività espletata.
Sul punto, invero, gli ispettori hanno riferito che in considerazione di tutte le fasi colturali necessarie, sarebbe stato sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 500 giornate complessive (pari a circa
80 giornate per ettaro, come stimato, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative comprese nel ciclo biologico delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di
NC DO - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle etta-ro-culturali della regione Puglia).
ANNO 2019
Per quanto accertato, nel corso dell'anno 2019, la ditta ha avuto formale titolo ed effettiva disponibilità dei seguenti fondi agricoli:
9 1. da gennaio a settembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 6,00, situati in agro di DO, alla c.da LL (dei GE e ), Persona_4 Persona_5 proseguendo la coltivazione già in atto dei RC, relativa alla campagna di produzione 2018-2019.
Si rammenta che i fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù del contratto d'affitto, per la durata dal 22/10/2018 al 30/09/2019.
2. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 3,70, situato in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei coniugi CP_3
e
[...] Controparte_4
I fondi, gli stessi già posseduti fino a fine dicembre 2018, sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 27/06/2019 al 30/09/2020.
3. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 7,00, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei GE Persona_4
e . Persona_5
I fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un contratto d'affitto, per la durata dal 10/07/2019 al 30/09/2020.
Nel corso del 2019, sono risultate acquistate dalla ditta DI le seguenti produzioni agricole “alla pianta”:
• una partita di ovuli di IO, di circa Ha 1,00, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da AR, acquistata nel mese di agosto dall'azienda agricola soc. coop. Terranova di DO
(vedi ft. di acquisto del 21/08/2019);
• una partita di OD, di circa Ha 1,00, insistente sul fondo situato in agro di Ceri-gnola, alla c.da
Lupara, acquistata nel mese di ottobre dall'azienda Agricola Nuova Vita Srl di IN (vedi ft. di acquisto del 07/10/2019);
• una partita di olive da olio, di circa Ha 1,20, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
NT, acquistata nel mese di dicembre dall'azienda agricola LO ID di DO
(vedi ft. di acquisto del 02/12/2019).
Dall'esame della documentazione contabile, emerge che la ditta DI nell'anno in esame, oltre alle citate produzioni “alla pianta”, ha acquistato solo gasolio agricolo e prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici.
Risultano, poi, venduti i seguenti prodotti agricoli: • RC (circa 215.400 pezzi, tra maggio e giugno e 8.000 pezzi a dicembre); • RA e bietole (circa 33 q.li, tra settembre e ottobre); • cime e broccoli
(circa 8 q.li a settembre e 12 q.li a dicembre); • OD (circa 66 q.li), ad ottobre;
• FI (circa
7 q.li a dicembre).
10 Sulla scorta dei dati di cui innanzi gli ispettori hanno concluso nel senso che nell'anno 2019 l'effettiva consistenza aziendale della ditta DI NG ha riguardato:
➢ circa Ha 6,00 di carciofeto condotto, da gennaio a settembre, sui fondi in agro di DO (dei GE e ), impiegato fino a giugno per portare a compimento la Persona_4 Persona_5 campagna RCcola 2018-2019 e poi, tra luglio e settembre, per l'espianto degli ovuli da reimpiantare sugli altri fondi, per la successiva campagna RCcola 2019-2020;
➢ circa Ha 10,70 di carciofeto condotto, da luglio a dicembre, sui fondi in agro di R- (dei coniugi e dei GE ) e attinente alla campagna RCcola 2019-2020. Controparte_5 Per_4
Alle suindicate coltivazioni condotte, vanno sommate le produzioni acquistate “alla pianta”, cioè:
➢ circa Ha 1,00 di ovuli di IO, del fondo di DO, espiantati tra agosto e settembre;
➢ circa Ha 1,00 di OD, del fondo di Cerignola, raccolti ad ottobre;
➢ circa Ha 1,20 di olive da olio, del fondo di DO, raccolte a dicembre.
Considerata la reale attività accertata, gli ispettori hanno evidenziato la sproporzione tra le giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da febbraio a dicembre 2019 ( pari a n6.686 giornate), rispetto all'attività espletata.
Per lo svolgimento dell'attività accertata, infatti, sarebbe più che sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 650/660 giornate complessive (come indicativamente stimato dai verbalizzanti, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative compre-se nel ciclo biologico delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di NC BA - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle ettaro-culturali della regione Puglia).
ANNO 2020
Per quanto accertato, nel corso dell'anno 2020, la ditta ha avuto titolo ed effettiva disponibilità ed ha potuto, quindi, operare diretta attività di coltivazione, esclusivamente sui seguenti fondi agricoli:
1. da gennaio a settembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 10,70, situati in agro di DO, alla c.da LL (dei coniugi e dei GE ), Controparte_5 Per_4 proseguendo la coltivazione già in atto dei RC, relativa alla campagna produttiva 2019-2020. Tali fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù dei sopra citati contratti d'affitto, con termine durata fino al 30/09/2020.
2. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, relativamente alla campagna RCcola 2020-2021, dei fondi, estesi circa Ha 6,00, situato in agro di DO, alla c.da
LL, di proprietà di proprietà di . I fondi, sono risultati formalmente Persona_4 detenuti dalla ditta DI, in virtù di un contratto d'affitto, per la durata dal 01/07/2020 al
30/09/2021.
11 3. da ottobre a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione stagionale di verdure invernali, dei fondi, estesi circa Ha 3,70, situati in agro di DO, alla c.da Cavalle-rizza, di proprietà dei coniugi e (già precedente-mente condotti a RC fino Controparte_3 Controparte_4 al 30/09/2020). I fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 01/10/2020 al 31/12/2020.
La reale disponibilità di fondi agricoli, accertata per l'anno 2020, è esclusivamente quella sopra indicata, sebbene, in tale anno, è risultato registrato dal DI NG, presso l'Agenzia delle
Entrate di Foggia, un ulteriore contratto di affitto di fondi agricoli, che è, invece, risultato totalmente simulato ed espressamente disconosciuto dal legittimo proprietario.
Il riferimento è al contratto di affitto “in deroga” relativo ai fondi situati in agro di DO, alla c.da
LL, estesi complessivamente circa Ha 7,00, di proprietà dei GE e Persona_4
(trattasi gli stessi fondi, già formalmente detenuti e coltivati a RC fino al Persona_5
30/09/2020), che sarebbero stati concessi in uso alla ditta DI, per una durata complessiva di tre mesi, dal 01/10/2020 al 31/12/2020, per la coltivazione di RC e fragole, al prezzo pattuito di €
2.600. In realtà, il fondo in questione non è mai stato nella disponibilità e non è stato affatto condotto dall'azienda agricola di DI NG, nel periodo dal 01/10/2020 al 31/12/2020. I proprietari, infatti, hanno espressamente dichiarato di non aver affatto concesso il fondo in questione al sig.
DI, anche nel periodo citato, disconoscendo “in toto” il predetto contratto d'affitto.
Gli ispettori, sul punto, hanno evidenziato la palese difformità delle firme in contratto, a nome dei proprietari, rispetto a quelle originali.
Per l'anno 2020 sono risultate acquistate dalla ditta DI le seguenti produzioni agricole “alla pianta”:
• una partita di RA, di circa Ha 3,00, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
LL, acquistata nel mese di ottobre dall'azienda agricola DI CC (vedi ft. di acquisto del 09/10/2020). Tale partita risulta rivenduta da DI, alcuni giorni dopo l'acquisto, sempre “alla pianta”;
• una partita di RC, di circa Ha 3,00, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
LL, acquistata nel mese di novembre dall'azienda agricola DI CC (vedi ft. di acquisto del 10/11/2020);
• una partita di olive da olio, di circa Ha 1,20, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
NT, acquistata nel mese di novembre dall'azienda agricola LO ID di DO
(vedi ft. di acquisto del 24/11/2020);
12 • una partita di RA, di circa Ha 2,00, insistente sul fondo situato in agro di CaRAlle, alla c.da Bosco
(in catasto al fg. 8, p.lla 188), acquistata nel mese di dicembre dall'azienda agricola Colangione
NA (vedi ft. di acquisto del 17/12/2020).
L'esame della documentazione contabile rileva, l' acquisto di gasolio agricolo e prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici;
la vendita dei seguenti prodotti agricoli: • RC (poco più di n. 809.000 pezzi), tra febbraio e giugno;
• piantine di IO (n. 38.500), a settembre;
• RA “alla pianta”, a novembre
(trattasi della stessa produzione di Ha 3,00, che la ditta DI aveva acquistato “alla pianta” nel precedente mese di ottobre); • Verdure varie (circa 27,5 q.li, a dicembre).
Quanto all'effettiva attività svolta in relazione alla consistenza aziendale gli ispettori hanno ritenuto che la stessa concerne:
➢ circa Ha 10,70 di carciofeto, condotto da gennaio a settembre, sui fondi in agro di DO (dei coniugi e dei GE ), utilizzati fino a giugno per por-tare a compimento Controparte_5 Per_4 la campagna RCcola 2019-2020 e poi, tra luglio e settembre, per l'espianto degli ovuli da reimpiantare sugli altri fondi, per la nuova campagna RCcola 2020-2021;
➢ circa Ha 6,00 di carciofeto, condotto da luglio a dicembre, sui fondi in agro di R- (dei GE Natale) e attinente alla campagna RCcola 2020-2021;
➢ circa Ha 3,70 di verdure invernali, condotte da ottobre a dicembre sui fondi in agro di DO (dei coniugi ). Controparte_5
Alle coltivazioni condotte, vanno aggiunte le produzioni acquistate “alla pianta”, cioè:
➢ circa Ha 3,00 di RC, sul fondo di DO (la cui produzione è stata, però, raccolta solo nei primi mesi del successivo anno 2021);
➢ circa Ha 1,20 di olive da olio, sul fondo di DO, raccolte tra novembre e dicembre;
➢ circa Ha 2,00 di RA, sul fondo in agro di CaRAlle, raccolte a dicembre.
Non è, invece, stata compresa, nella determinazione della consistenza aziendale, la coltivazione di circa Ha 3,00 di RA, acquistata “alla pianta” ad ottobre (sul fondo di DO, di DI CC) perché interamente rivenduta, sempre “alla pianta”, dopo alcuni giorni dall'acquisto, all'azienda agricola AR IO.
Anche per tale anno gli ispettori hanno evidenziato la sproporzione tra le n.
7.085 giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da gennaio a dicembre 2020, e quelle che codesta ditta ha potuto effettivamente utilizza-re.
Per lo svolgimento dell'attività accertata, infatti, sarebbe stato più che sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 780/790 giornate complessive (come indicativamente stimato dai verbalizzanti, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative compre-se nel ciclo biologico
13 delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di NC DO - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle ettaro-culturali della regione Puglia).
ANNO 2021
La ditta nel corso dell'anno 2021 ha avuto la disponibilità dei seguenti terreni:
1. da gennaio a settembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 6,00, situati in agro di DO, alla c.da LL (di ), proseguendo la coltivazione Persona_4 già in atto dei RC, relativa alla campagna produttiva 2020-2021, in virtù del sopra citato contratto d'affitto, per la durata dal 01/07/2020 al 30/09/2021.
2. da aprile a dicembre, ha avuto la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 2,90, situati in agro di
DO, alla c.da NT, di proprietà di proprietà di . I fondi sono risultati Parte_14 formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un contratto d'affitto, per la durata dal
24/04/2021 al 30/09/2026. Si evidenzia, tuttavia, che l'effettivo utilizzo di questo fondo, da parte della ditta DI, è cominciato solo verso la fine di ottobre, quando è stata impiantata sullo stesso una coltivazione di RA.
3. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 3,70, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei coniugi CP_3
e (lo stesso condotto anche negli anni precedenti). I fondi sono risultati
[...] Controparte_4 formalmente detenuti, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 01/07/2021 al
31/10/2022.
4. da luglio a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 6,35, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà dei GE Persona_4
e . I fondi in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 19/07/2021 al Persona_5
30/09/2022.
Per il periodo da gennaio a giugno, la ditta DI ha continuato a mantenere la disponibilità di:
- Una partita di RC, di circa Ha 3,00, in agro di DO, acquistata “alla pianta” a novembre 2020 dall'azienda agricola DI CC;
- una partita di RA, di circa Ha 2,00, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
Spartivento, acquistata nel mese di gennaio dall'azienda agricola (vedi ft. di Controparte_6 acquisto del 21/01/2021);
- una partita di olive da olio, di circa Ha 1,20, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
NT, acquistata nel mese di novembre dall'azienda agricola LO ID di DO
(vedi ft. di acquisto del 30/11/2021).
Dall'esame della documentazione contabile è emerso che nel corso dell'anno 2021 la ditta ha acquistato solo gasolio agricolo, prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici e 1 kg di semi di rapa, a
14 fine ottobre (con tutta probabilità, utilizzati per impiantare la coltivazione delle RA sul fondo di
). Parte_14
Risultano, poi, le vendite di: • RC (poco più di n. 716.500 pezzi), tra febbraio e giugno;
• bulbi di IO (n. 50.000), a settembre;
• circa Ha 1,50 di RA “alla pianta”, a dicembre (cioè metà coltivazione, sui circa Ha 2,90 del fondo di ). Parte_14
L'effettiva consistenza aziendale del 2021, dunque, a detta degli ispettori è consistita:
➢ circa Ha 6,00 di carciofeto, condotto da gennaio a settembre, sui fondi in agro di DO (di
[...]
), utilizzati fino a giugno per portare a compimento la campagna RCcola 2020-2021 e Per_4 poi, tra luglio e settembre, per l'espianto degli ovuli da reimpiantare sugli altri fondi, per la nuova campagna RCcola 2021-2022;
➢ circa Ha 10,00 di carciofeto, condotto da luglio a dicembre, sui fondi in agro di DO (dei coniugi e dei GE ) e attinente alla campagna RC-cola 2021-2022; Controparte_5 Per_4
➢ circa Ha 2,90 di RA, condotte da ottobre a dicembre sui fondi in agro di DO (di Pt_14
). La raccolta delle RA, su tali fondi, non è stata affatto effettuata dalla ditta DI, che
[...] ha venduto l'intera produzione “alla pianta” a AR IO (seppur in due distinti momenti e cioè, circa Ha 1,50 a dicembre 2021 e circa Ha 1,50 a gennaio 2022).
Alle coltivazioni condotte, vanno aggiunte le produzioni acquistate “alla pianta”, cioè:
➢ circa Ha 3,00 di RC, sui fondi di DO (acquistati ad ottobre 2020), raccolti tra gennaio e giugno;
➢ circa Ha 1,20 di olive da olio, sul fondo di DO, raccolte tra novembre e dicembre;
Non è, invece, stata compresa, nella determinazione della consistenza aziendale, la coltivazione di circa Ha 2,00 di RA, acquistata “alla pianta” a gennaio (sul fondo di DO, di ) Controparte_6 poiché, di sicuro, le RA in questione non sono state affatto vendute nel 2021. Per quanto accertato e riferito dallo stesso proprietario, la produzione venduta, riguardava un prodotto assolutamente non commerciabile, essendo le piante già in avanzato stato di infiorescenza ed è stata utilizzata da
DI esclusivamente per poterne ricavare sementi (tant'è che il prezzo di vendita dell'intera coltivazione di Ha 2,00 è stato di appena € 200).
Considerata la reale attività accertata, ancora una volta, gli ispettori hanno evidenziato la sproporzione delle n.
8.108 giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da gennaio a dicembre 2021, rispetto a quelle che codesta ditta ha potuto effettivamente utilizzare.
Per lo svolgimento dell'attività accertata, infatti, sempre a detta degli ispettori, sarebbe stato più che sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 740/750 giornate complessive (come indicativamente stimato dai verbalizzanti, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative
15 compre-se nel ciclo biologico delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di NC
DO - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle ettaro-culturali della regione Puglia).
ANNO 2022
La ditta DI ha avuto la disponibilità, nell'anno 2022, dei seguenti fondi agricoli da condurre:
1. da gennaio a settembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 6,35, situati in agro di DO, alla c.da LL (dei GE ), proseguendo la coltivazione già Per_4 in atto dei RC, relativa alla campagna produttiva 2021-2022, in virtù del sopra citato contratto d'affitto, per la durata dal 19/07/2021 al 30/09/2022.
2. da gennaio ad ottobre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 3,70, situati in agro di DO, alla c.da LL (dei coniugi ), proseguendo la Controparte_5 coltivazione già in atto dei RC, relativa alla campagna produttiva 2021-2022. Si rammenta che i fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù del sopra citato contratto d'affitto, per la durata dal 01/07/2021 al 31/10/2022.
3. da gennaio a dicembre, ha continuato a mantenere la disponibilità dei fondi, estesi circa Ha 2,90, situati in agro di DO, alla c.da NT (di ), dove ha proseguito, fino al 10 Parte_14 gennaio, la preesistente coltivazione delle RA (già avviata ad ottobre 2021 e venduta “alla pianta” il
10/01/2022) e diversi mesi più tardi, da settembre a dicembre, ha coltivato RC. Fondi detenuti, in virtù del citato contratto d'affitto, dal 24/04/2021 al 30/09/2026.
4. da giugno a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di FI, dei fondi, estesi circa Ha 3,15, situati in agro di Foggia, in loc. Borgo Segezia alla c.da Ponte Albaneto, di proprietà di . I fondi sono risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un Parte_15 contratto d'affitto stagionale, per la durata dal 20/06/2022 al 31/12/2022.
5. da agosto a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 2,00, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà di . I fondi Persona_4 detenuti dalla ditta DI, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 20/08/2022 al
30/09/2023.
6. da agosto a dicembre, ha avuto la disponibilità, per la coltivazione di RC, dei fondi, estesi circa
Ha 5,00, situati in agro di DO, alla c.da LL, di proprietà di . I fondi sono Persona_6 risultati formalmente detenuti dalla ditta DI, in virtù di un nuovo contratto d'affitto, per la durata dal 20/08/2022 al 30/09/2023.
L'esame della documentazione rileva inoltre, per l'anno 2022 i seguenti acquisti “alla pianta”:
• una partita di zucca, di circa Ha 1,00, insistente sui fondi in agro di Cerignola, alla c.da Lupara, acquistata a giugno dall'azienda agricola CO IC di IN (vedi ft. di acquisto del
30/06/2022);
16 • una partita di olive da olio, di circa Ha 1,20, insistente sul fondo situato in agro di DO, alla c.da
NT, acquistata nel mese di novembre dall'azienda agricola LO ID di DO
(vedi ft. di acquisto del 09/11/2022).
Risultano, inoltre, l'acquisto di gasolio agricolo, di prodotti fertilizzanti e/o anticrittogamici e di 2,5 kg di semi di rapa, a metà settembre (che, tuttavia, non sono risultati affatto piantati, non avendo, da settembre a dicembre, disponibilità di ulteriori fondi agricoli da coltivare, oltre a quelli già sopra evidenziati).
La ditta, poi, ha venduto:
• circa Ha 1,50 di RA “alla pianta”, a inizio gennaio (cioè la rimanente metà, dei totali circa Ha 2,90, della produzione ancora in atto sul fondo di ); Parte_14
• RC (poco più di n. 102.500 pezzi), tra fine marzo e fine maggio.
L'effettiva attività svolta in relazione alla consistenza aziendale, dunque, è la seguente:
➢ circa Ha 10,00 di carciofeto, condotto da gennaio a settembre, sui fondi in agro di DO (di e dei coniugi ), utilizzati fino a giugno per portare a compimento Persona_4 Controparte_5 la campagna RCcola 2021-2022 e poi, tra luglio e settembre, per l'espianto degli ovuli da reimpiantare sugli altri fondi, per la nuova campagna RCcola 2022-2023;
➢ circa Ha 10,00 di carciofeto, condotto da agosto a dicembre, sui fondi in agro di DO (dei GE e e di ) e attinente alla campagna RCcola Persona_4 Per_6 Parte_14
2022-2023.
Non è, invece, stata compresa, nella determinazione della consistenza aziendale, la presunta coltivazione di circa Ha 3,15 di FI che, a detta del titolare, sarebbe stata con-dotta, da luglio ad ottobre, sui fondi in agro di Foggia (di ), stante la totale assenza di documentazione Parte_15 comprovante sia l'acquisto delle piantine che, soprattutto, la vendita dei presunti FI raccolti.
Gli ispettori hanno, inoltre, evidenziato che sebbene il termine della durata dell'affitto, apposto sul contratto, fosse il 31/12/2022, in realtà, già dalla fine ottobre il fondo era tornato nel pieno possesso del proprietario, che dal mese di novembre lo stava direttamente coltivando a grano.
Alle coltivazioni condotte, va aggiunta la produzione acquistata “alla pianta”, pari a circa Ha 1,20 di olive da olio, sul fondo di DO di LO ID, raccolte tra novembre e dicembre.
Non è, invece, stata compresa, nella determinazione della consistenza aziendale, l'attività di raccolta delle zucche, acquistate “alla pianta” a giugno, sui fondi di Cerignola di circa Ha 1,00 (di CO
IC) poiché, non sono risultato affatto vendute zucche nel 2022 e, perciò, nemmeno raccolte
(circostanza confermata, implicitamente, da tutti i braccianti escussi, nessuno dei quali ha dichiarato di aver raccolto tale prodotto agricolo nel 2022).
17 Considerata la reale attività accertata, gli ispettori hanno evidenziato che le n.
5.525 giornate di manodopera complessivamente denunciate, nel periodo da febbraio a settembre 2022 e le ulteriori n.
2.663 giornate registrate sul L.U.L. da ottobre a dicembre, appaiono assolutamente spropositate, rispetto a quelle che codesta ditta ha potuto effettivamente utilizzare.
Per lo svolgimento dell'attività accertata, infatti, sarebbe più che sufficiente un fabbisogno lavorativo di circa n. 780/790 giornate complessive (come indicativamente stimato dai verbalizzanti, in riferimento ai tempi di lavoro previsti per eseguire le fasi lavorative compre-se nel ciclo biologico delle colture, riportati dal Prontuario di Agricoltura di NC DO - Edizioni Agricole, nonché dalle tabelle ettaro-culturali della regione Puglia).
Tanto chiarito gli ispettori hanno dato atto delle attività ispettive eseguite in passato nei confronti dell'azienda agricola DI NG.
Hanno in particolare evidenziato che in occasione di un accertamento ispettivo effettuato dalla D.T.L. di Foggia sui fondi dove stava operando la ditta DI, venivano trovati intenti al lavoro solo pochissimi braccianti (massimo n. 6 soggetti), a fronte dei tantissimi soggetti che la ditta, invece, poi ha denunciato.
A luglio 2019, ad esempio, erano stati trovati intenti al lavoro, in attività di estrazione bulbi di IO sul fondo in DO alla c.da AR (cioè quello della soc. Terranova, acquistato da DI
“alla pianta”) solo n. 5 lavoratori, sebbene in tale stesso mese codesta ditta aveva denunciato ben n.
44 di soggetti.
La stessa cosa dicasi per l'ispezione avvenuta nel mese di marzo 2014, quando sono stati trovati intenti al lavoro, in attività di zappettatura erba nei carciofeti, solo n. 2 lavoratori, per quella di marzo
2012 in cui è stato trovato solo n. 1 lavoratore impegnato nella raccolta dei RC e per quella di luglio 2012, dove sono stati trovati al lavoro, per l'estrazione dei bulbi di IO, solo n. 6 lavoratori.
Un altro riscontro significativo, ai fini della verifica della congruità delle giornate de-nunciate rispetto al reale fabbisogno aziendale, desumibile dall'analisi della contabilità aziendale, si ottiene confrontando i ricavi conseguiti dalle vendite dei prodotti con i costi effettivamente sostenuti dalla ditta DI per compiere la propria attività d'impresa, cioè le spese sostenute per l'affitto dei terreni, per l'acquisto dei prodotti “alla pianta”, delle piantine, dell'energia, dei prodotti fitosanitari, per l'uso dei mezzi agricoli, per l'irrigazione e altro e, in particolar modo, quelli per la retribuzione della manodopera utilizzata (oltre che per gli annessi oneri fiscali e contributivi dovuti).
Nella tabella seguente, i verbalizzanti hanno riassunto i dati economici tratti dalla contabilità aziendale (fatture, registri IVA e denunce IVA), relativamente agli anni dal 2018 al 2022, dai quali si rileva, inequivocabilmente, l'enorme sproporzione tra i ricavi conseguiti e gli esorbitanti costi globalmente sostenuti (soprattutto quelli, “ipotetici”, a titolo di retribuzione della manodopera
18 denunciata all' ) che, come si può facilmente comprendere, porterebbe, in ciascun anno, la ditta CP_2
DI a pesantissime e incomprensibili perdite di esercizio.
Anno Volume d'affari ricavi costi acquisti costi OTD* Disavanzo perdita
2018 € 14.943 € 2.042 € 285.320 € 272.419
2019 € 19.129 € 27.450 € 267.440 € 275.761
2020 € 62.736 € 26.285 € 283.400 € 246.949
2021 € 72.533 € 34.425 € 324.320 € 286.212
2022 € 10.295 € 34.930 € 327.520 € 352.155
Gli ispettori hanno evidenziato che le somme indicate a titolo di retribuzione della manodopera sono state determinate considerando l'importo di € 40 nette giornaliere, che il titolare stesso ha dichiarato di aver effettivamente corrisposto a ciascuno dei presunti braccianti denunciati.
Se gli ispettori avessero considerato la retribuzione giornaliera “formalmente” dovuta, cioè quella denunciata sul L.U.L. e sulle denunce contributive DM (ben più alta rispetto a quella che il titolare avrebbe corrisposto), la perdita d'esercizio sarebbe stata addirittura più elevata, quasi raddoppiata.
A tali ingenti perdite, andrebbero sommati gli ulteriori costi sostenuti per il pagamento dei canoni di affitto dei terreni (che non sono già stati registrati), oltreché le altrettanto consistenti somme dovute a titolo di contributi previdenziali e di imposte fiscali, mai pagate.
Come si può ben notare, in ciascun anno lo squilibrio economico rilevato è notevole ed assolutamente ingiustificato e, qualora i costi “vivi” riscontrati fossero reali, attesterebbero, senza alcuna ombra di dubbio, una assoluta antieconomicità dell'impresa, protratta nel tempo (passività che, per gli ultimi cinque anni di attività, sarebbe pari a circa € 1.500.000).
Gli ispettori, quindi, hanno evidenziato che qualora il DI NG avesse effettivamente occupato tutta la manodopera denunciata e avesse realmente retribuito tutti i lavoratori denunciati, avrebbe “teoricamente” dovuto sostenere ogni anno ingenti esborsi di risorse finanziarie e farsi carico di perdite così enormi, tali da indurre un qualsivoglia ragionevole imprenditore a desistere dal proseguire un'attività così totalmente fallimentare.
Sul punto gli ispettori hanno evidenziato che conferma della correttezza della propria tesi si trae proprio dalle dichiarazioni rese da DI NG che, in merito alla redditività della sua azienda agricola, si è dimostrato del tutto inconsapevole delle presunte ingenti perdite di esercizio subite ogni anno (specie, in conseguenza delle presunte retribuzioni corrisposte), tant'è che, a tal proposito, nella dichiarazione rilasciata il 17/11/2022, aveva affermato testualmente:
… “posso dire che l'anno scorso, 2021, per l'intera retribuzione di tutti i braccianti che ho assunto da gennaio a dicembre 2021, ho speso un totale di complessivi € 70.000 o al massimo € 80.000. Pago
19 i miei braccianti sempre e soltanto in contanti” … “li retribuisco con € 40 nette al giorno, sia agli uomini che alle donne, per circa 6 ore di lavoro al giorno”.
Gli ispettori hanno rilevato che se realmente il DI avesse retribuito, con € 40 netti, ognuna delle n.
8.108 giornate di lavoro denunciate nel 2021, certamente, avrebbe avuto consapevolezza della enorme liquidità di cui avrebbe dovuto disporre, considerato che l'effettivo esborso di denaro “in contanti” che avrebbe dovuto sostenere in tale anno sarebbe stato di oltre € 324.000 (e non già di €
70.000/80.000).
Sempre sul punto, i verbalizzanti hanno rilevato che il DI ignorava evidentemente anche le
“presunte” perdite annuali di esercizio manifestate “sulla carta” dalla sua azienda (come si evince dalla sopra indicata tabella), avendo dichiarato di aver sempre chiuso l'esercizio finanziario, di ciascun anno, in sostanziale attivo o, tutt'al più, in pareggio, escludendo, ogni ipotesi di passività aziendale (passività che “sulla carta” è fortemente determinata dall'esorbitante costo della “presunta” manodopera).
Gli ispettori, inoltre, al fine di individuare e riconoscere i “reali” braccianti da quelli “fittizi”, hanno dato atto di aver provveduto a convocare la quasi totalità dei soggetti assunti e denunciati, nel periodo oggetto di accertamento, al fine di acquisire, da ognuno, circostanziate informazioni in merito alla modalità di esecuzione della propria prestazione lavorativa.
In particolare, gli ispettori hanno escusso 100 soggetti.
Le informazioni acquisite (in merito ai periodi di lavoro, ai luoghi di lavoro e alle attività eseguite, alle modalità di svolgimento di tali attività e ai tempi di lavoro, all'entità della retribuzione percepita e alle modalità di riscossione della stessa, alle modalità di raggiungi-mento del posto di lavoro, alle relazioni con altri compagni di lavoro e soprattutto ai rapporti con il datore di lavoro, ecc.) sono state, quindi, incrociate e confrontate tra loro e, benché tutti i soggetti escussi fossero ampiamente a conoscenza dell'oggetto della convocazione e, quindi, sicuramente ben informati sui fatti da riferire, moltissime e talvolta addirittura assurde sono state le incongruenze evidenziate e le nette contraddizioni rispetto alle vicende aziendali accertate, tali da fornire ai verbalizzanti la concreta prova della “falsità” dei loro rapporti di lavoro.
In conclusione, sulla scorta di quanto innanzi, i verbalizzanti hanno disconosciuto numerose giornate di lavoro denunciate dalla ditta DI NG, comprese quelle relative agli odierni ricorrenti.
Orbene, a fronte di tale (particolarmente accurata) indagine ispettiva, fondata su riscontri oggetti
(sopralluoghi, esame della documentazione, escussione dei lavoratori), le allegazioni e le prove offerte dalle odierne parti ricorrenti non appaiono idonee a dimostrare il fatto controverso, ossia l'effettiva prestazione, da parte del lavoratore a tempo determinato, di attività lavorativa di tipo subordinato alle dipendenze della azienda agricola ispezionata.
20 Quanto alla prova documentale (comunicazione Uni-Lav, comunicazione di assunzione, comunicazione di cessazione e buste-paga), nella specie la stessa non appare idonea, di per sé, a dimostrare l'effettiva esistenza e la durata dei rapporti di lavoro agricoli.
Ed invero, come di recente affermato dalla Corte Territoriale, nelle ipotesi di disconoscimento o di cancellazione dell'accredito assicurativo a seguito e per effetto di una valida e puntuale attività di vigilanza e controllo, i documenti dell'azienda pseudo-datrice – la cui realtà operativa del tutto o gravemente irregolare è stata acclarata in sede ispettiva – e, in particolare, le denunce di manodopera,
a ben vedere, non costituiscono un efficace elemento di contrasto probatorio, perché, ove dei rapporti di lavoro non si rinvenisse traccia nemmeno nei documenti formati dal soggetto che si attribuisce la qualità di datore, una simile ipotesi ricostruttiva dovrebbe essere esclusa in radice e ogni discussione sul punto non potrebbe essere nemmeno avviata dagli pseudo-braccianti.
In altre parole, poiché le annotazioni aziendali devono riflettere le assunzioni effettive, le stesse annotazioni sono funzionali, anzi indispensabili, a fornire un'apparenza di regolarità nei casi di falsi ingaggi.
Ne deriva che non è sulle registrazioni e sulle denunce aziendali concernenti la manodopera che può congruamente fondarsi il convincimento circa l'effettivo svolgimento dell'attività aziendale per il tramite dei lavoratori annotati (si vedano, ex multis, sent. n. 1932/2019, 71/2020; 1234/2021 Corte di
Appello di Bari).
Queste considerazioni valgono soprattutto nei casi, come quello in esame, in cui al tratto di penna dell'imprenditore non corrisponde il pagamento dei contributi previdenziali.
Lo stesso dicasi per la prova testimoniale articolata dai ricorrenti, rispetto alla quale è possibile effettuare già ex ante una valutazione di inidoneità della stessa a sovvertire gli esiti degli accertamenti ispettivi.
Ciò in quanto l'esame delle dichiarazioni rese in sede ispettiva dai ricorrenti, dai testi dagli stessi indicati, nonché dal presunto datore di lavoro, sono apparse obiettivamente contraddittorie tra di loro.
Tali dichiarazioni sono state debitamente versate in atti dall' , ed in ordine alle stesse i ricorrenti CP_2 non ne hanno fornito una lettura alternativa, essendosi genericamente limitati ad evidenziare che
“…la reticenza, la genericità o l'apparente contraddittorietà di risposte di cui il lavoratore non è in grado di valutare portata ed effetti, non possono assurgere a prova della fittizietà del rapporto di lavoro” (v. note di TS depositate successivamente alla costituzione dell' ). CP_2
Segnatamente, sono emerse numerose incongruenze circa diversi aspetti caratterizzanti il rapporto di lavoro subordinato, quale, a titolo esemplificativo, la retribuzione (l'importo e la cadenza dello stesso), l'individuazione dei prodotti trattati, l'ubicazione dei terreni, le mansioni disimpegnate, la divisione dei compiti tra i braccianti di sesso femminile e quelli di sesso maschile, la percezione o
21 meno del contributo per il carburante per i braccianti che si recavano presso i campi con la propria autovettura.
Di seguito si riportano sinteticamente talune contraddizioni emerse dall'esame della documentazione in atti, per ciascuno dei ricorrenti.
Parte_1
Quanto all'anno 2022, in sede ispettiva tale ricorrente ha riferito di aver lavorato alle dipendenze di
NG DI da metà marzo fino ai primi di dicembre (1.12.2022) per 120/130 giornate e di aver smesso di lavorare a novembre a causa del maltempo, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio ha asserito di aver lavorato per 151 giornate.
Inoltre, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio lo ha dedotto di essersi occupato della Parte_1 raccolta di cavolfiori, broccoletti, cime di rapa, OD, ODni e FI, agli ispettori ha riferito di aver svolto anche la raccolta delle zucchine, prodotto agricolo non menzionato in ricorso.
Ed ancora, quanto alla retribuzione asseritamente percepita, il ricorrente in esame ha riferito agli ispettori che, oltre alla retribuzione di 40 euro al giorno, il datore di lavoro gli avrebbe pagato ulteriori dieci euro al giorno a titolo di rimborso carburante, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio non vi è menzione a tale contributo per il carburante.
Lo , inoltre, ha dichiarato in sede ispettiva che in ciascuna giornata di lavoro, sullo stesso Parte_1 fondo e per tutte le attività svolte, erano quotidianamente impegnati circa 20 braccianti, di cui solo 3
o 4 maschi, la restante parte donne e alcuni stranieri;
di contro, NG DI in sede ispettiva ha dichiarato quanto segue: “La squadra che utilizzo può variare il numero tra i 5 e le 10 persone al giorno (…).”.
Inoltre, il ricorrente in discorso ha riferito agli ispettori di essersi recato al lavoro insieme a Per_7
, alla di lui madre e a a bordo della sua macchina (una Golf
[...] Parte_3 Persona_8 blu) o di quella del (una Citroen C2 nera). Per_7
Dal confronto tra le dichiarazioni rese agli ispettori dallo e da (con cui Parte_1 Persona_8 in sede ispettiva il ricorrente ha asserito di aver viaggiato ogni giorno per recarsi sui campi) emerge che, mentre lo ha riferito di aver condiviso con i propri colleghi di lavoro la sua macchina Parte_1
(una Golf blu) o quella del (una Citroen C2 nera), il ha riferito di aver viaggiato Per_7 Per_8 sempre con le macchine di (una Citroen blu) e di (una Golf grigia). Per_7 Parte_1
Quanto alle restanti annualità in questa sede azionate, in sede ispettiva l'odierno ricorrente ha riferito di aver lavorato alle dipendenze di NG DI da marzo a dicembre 2019, da luglio a dicembre
2020 e da marzo a settembre 2021 (esclusi i mesi di luglio e agosto 2021, durante i quali ha riferito di non aver affatto lavorato per la ditta DI, ma solo per la cooperativa SERAG).
22 Di contro, nel ricorso introduttivo del giudizio lo ha dedotto di aver lavorato da marzo a Parte_1 novembre 2019, da agosto a dicembre 2020 e, ininterrottamente, da marzo a settembre 2021.
Vi è, poi, che, mentre in giudizio lo ha sostenuto di essersi occupato della raccolta di meloni, Parte_1 fragole, cavolfiori, broccoletti, cime di rapa, OD, ODni e FI, agli ispettori lo stesso ha riferito di aver svolto anche la raccolta delle zucchine, prodotto agricolo non menzionato nel ricorso introduttivo del giudizio.
Ed ancora, quanto alla retribuzione asseritamente percepita nel 2021, lo ha riferito agli Parte_1 ispettori che, oltre alla retribuzione di 35 euro al giorno, il datore di lavoro gli avrebbe pagato ulteriori
10 euro al giorno a titolo di rimborso carburante previsto per chi metteva a disposizione l'auto per recarsi al lavoro, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio non vi è menzione a tale contributo per il carburante.
Quanto, invece, alla retribuzione asseritamente ricevuta negli anni 2019 e 2020, il ricorrente ha riferito agli ispettori di una retribuzione netta di 30 euro al giorno, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio non è menzionato un importo della retribuzione giornaliera differente a seconda delle annualità azionate.
Inoltre, il ricorrente ha riferito agli ispettori di aver viaggiato anche negli anni 2019, 2020 e 2021 con le stesse persone menzionate con riferimento all'anno 2022 (ovvero, , sua madre Persona_7
e ); di contro, il in sede ispettiva ha dichiarato di non aver Parte_3 Persona_8 Per_8 mai lavorato alle dipendenze di NG DI nell'anno 2020 o in precedenza.
Da ultimo, lo ha rilasciato dinanzi agli ispettori la seguente dichiarazione: “Ci tengo a Parte_1 precisare che prima di essere ingaggiato, in ciascun anno, dal 2019 al 2022, la ditta DI NG mi ha sempre fatto effettuare la visita medica preventiva, i cui costi erano a carico della ditta
DI, presso il centro medico di DO”, in palese contrasto con quella resa in sede ispettiva da
DI NG: “Per quanto riguarda invece le visite mediche obbligatorie devo dire che non gli ho mai fatte svolgere i miei braccianti in nessun anno.”
Infine, non può farsi a meno di evidenziare che alcuni dei prodotti agricoli che lo assume Parte_1 di aver raccolto, sia nella dichiarazione resa agli ispettori, che nel ricorso introduttivo del giudizio
(es. OD, ODni e FI), non rientrano nella reale attività minuziosamente accertata dagli ispettori.
Parte_2
Quanto all'anno 2022, in sede ispettiva la ricorrente in questione ha riferito di aver lavorato alle dipendenze di NG DI dal 10 marzo fino alla fine di ottobre o all'inizio di novembre 2022 per un totale di 120 giornate circa. 23 Di contro, nel ricorso introduttivo del giudizio, la stessa ha asserito di aver lavorato per 151 giorni.
Inoltre, la che in giudizio ha dedotto di essersi occupata della raccolta di cavolfiori, broccoletti, Pt_2 cime di rapa, OD, ODni e FI, agli ispettori ha riferito di aver svolto anche la raccolta delle zucchine, prodotto agricolo non menzionato nel ricorso introduttivo del giudizio.
Ed ancora, quanto alla retribuzione asseritamente percepita dalla quest'ultima ha riferito agli Pt_2 ispettori di aver percepito una paga netta di € 40,00 al giorno, in contanti, che il datore di lavoro le avrebbe corrisposto con cadenza quindicinale.
Al contrario, nel ricorso introduttivo del giudizio, la ricorrente medesima ha dedotto di essere stata retribuita con una paga di € 40,00 al giorno, che il DI le avrebbe consegnato personalmente a fine giornata.
Inoltre, la in sede ispettiva ha dichiarato di aver sempre lavorato con la stessa squadra di Pt_2 braccianti composta da circa una ventina persone al giorno, metà donne e metà uomini, mentre invece
NG DI in sede ispettiva ha dichiarato quanto segue: “La squadra che utilizzo può variare il numero tra i 5 e le 10 persone al giorno (…).”.
Inoltre, la ricorrente in esame ha riferito agli ispettori di aver sempre lavorato insieme a
[...]
, e con le quali avrebbe sempre viaggiato per andare e CP_7 Controparte_8 CP_9 tornare dal lavoro.
Dal confronto tra le dichiarazioni rese agli ispettori dalla e quelle rese agli ispettori medesimi Pt_2 da e (con le quali la ricorrente avrebbe viaggiato ogni giorno per Controparte_7 CP_9 recarsi sui campi) emerge che, mentre la ha riferito di una squadra di braccianti composta da Pt_2
20 lavoratori, la e la hanno riferito che la composizione delle squadre di lavoro era di CP_7 CP_9
40-50 persone al giorno.
Inoltre, mentre la a riferito agli ispettori di aver percepito una paga netta di €. 40,00 al giorno, Pt_2 in contanti, con cadenza quindicinale, la e la hanno riferito agli ispettori che la CP_7 CP_9 retribuzione sarebbe stata corrisposta settimanalmente (quanto alla prima) e ogni due o tre giorni
(quanto alla seconda).
Con riferimento, poi, alle restanti annualità in questa sede azionate, in sede ispettiva la ha Pt_2 riferito di aver lavorato alle dipendenze di NG DI dal 2015-2016 al 2022 nel periodo da marzo a dicembre.
Di contro, nel ricorso introduttivo del giudizio la medesima ricorrente ha dedotto di aver lavorato nel
2018 da marzo a settembre, nel 2019 da marzo a novembre, nel 2020 da febbraio a ottobre e nel 2021 da aprile a dicembre.
24 Ed ancora, la ricorrente in esame ha riferito agli ispettori di aver percepito una retribuzione netta di
30 euro al giorno negli anni 2019 e 2020 e di 35 euro al giorno nell'anno 2021, mentre nel ricorso introduttivo del giudizio non vi è una differenza di importo della retribuzione giornaliera a seconda delle annualità azionate.
Infine, non può farsi a meno di evidenziare che alcuni dei prodotti agricoli che la assume di Pt_2 aver raccolto, sia nella dichiarazione resa agli ispettori, che nel ricorso introduttivo del giudizio (es. OD, ODni e FI), non rientrano nella reale attività accertata dagli ispettori.
Parte_3
In sede ispettiva ha riferito di aver lavorato alle dipendenze di NG DI, nell'anno 2022, dal
10 marzo 2022 fino all'inizio di novembre, per un totale di 130 giornate circa.
Di contro, nel ricorso introduttivo del giudizio ha dedotto di aver lavorato per 156 giorni.
Inoltre, mentre in giudizio la ha dedotto di essersi occupata della raccolta di meloni, fragole, Pt_3 cavolfiori, broccoletti, cime di rapa, OD, ODni e FI, agli ispettori ha riferito di aver svolto anche la raccolta delle zucchine, prodotto agricolo non menzionato in ricorso.
Ed ancora, quanto alla retribuzione asseritamente percepita, la ha riferito agli ispettori di aver Pt_3 ricevuto una paga netta di € 40,00 al giorno, in contanti, che il datore di lavoro le avrebbe corrisposto ogni 3 o 4 giorni.
Al contrario, nel ricorso introduttivo del giudizio la ricorrente medesima ha dedotto di essere stata retribuita con una paga netta di € 40,00 al giorno, che il DI le avrebbe consegnato personalmente a fine giornata.
Inoltre, quanto riferito agli ispettori dalla in merito alla cadenza dei pagamenti della Pt_3 retribuzione (ogni 3-4 giorni) non collima con quanto riferito agli ispettori medesimi da
[...]
(odierno ricorrente, nonché LI di , da quest'ultima indicato quale Parte_1 Parte_3 teste), secondo cui la retribuzione sarebbe stata corrisposta con cadenza giornaliera.
Inoltre, mentre in sede ispettiva la ha dichiarato di aver sempre lavorato con la stessa squadra Pt_3 di braccianti composta da circa 15/20 persone al giorno, sia uomini che donne, in sede ispettiva
NG DI ha dichiarato quanto segue: “La squadra che utilizzo può variare il numero tra i 5
e le 10 persone al giorno (…).”.
Vi è, poi, un'ulteriore divergenza tra la dichiarazione resa in sede ispettiva dalla ricorrente in esame con specifico riferimento al periodo nel quale avrebbe lavorato nel 2020 (da marzo a dicembre) e l'allegazione contenuta nel ricorso introduttivo del giudizio (da febbraio a ottobre).
Ed ancora, la ha riferito agli ispettori di aver percepito una retribuzione netta di 30 euro al Pt_3 giorno negli anni 2018, 2019 e 2020 e di 35 euro al giorno nel 2021, mentre invece nel ricorso
25 introduttivo del giudizio non sono indicati importi della retribuzione giornaliera diversi a seconda delle annualità azionate.
Inoltre, contrariamente a quanto riferito da NG DI in sede ispettiva: “(…) Per lo spostamento delle merci utilizzo due furgoni cassonati, uno SCUDO ed un ma non ho mezzi Tes_1 per lo spostamento dei braccianti, che raggiungono il posto di lavoro con i loro mezzi e solo eccezionalmente, a qualcuno di DO, do io il passaggio con la mia macchina, una Ford Mondeo
Station Wagon blu notte, o una Punto bianca”, nel ricorso introduttivo del giudizio la ha Pt_3 dedotto che il datore di lavoro era solito prelevare una parte dei braccianti agricoli con un furgoncino davanti alla stazione di servizio di DO e trasportarla sui campi di lavoro.
Infine, non può farsi a meno di evidenziare che alcuni dei prodotti agricoli che la assume di Pt_3 aver raccolto, sia nella dichiarazione resa agli ispettori, che nel ricorso introduttivo del giudizio (es. OD, ODni e FI), non rientrano nella reale attività accertata dagli ispettori.
Ebbene, non vi è chi non veda che si è al cospetto di contraddizioni di non poco conto, anche e soprattutto perché vertenti su aspetti decisamente rilevanti (quali: periodo di lavoro, luogo di lavoro, tipo di prodotto trattato, retribuzione) e strettamente attinenti al tipo di attività svolta.
La circostanza che i ricorrenti nulla di specifico abbiano precisato e/o contestato, fa sì che l'attendibilità della prospettazione offerta in questa sede, sia fortemente minata.
Ciò in quanto, si ribadisce, che le incongruenze emerse ineriscono aspetti tutt'altro che marginali.
Milita in tal senso anche la circostanza che nessuno dei ricorrenti abbia menzionato, nell'atto introduttivo del giudizio, tra i prodotti trattati, il;
trattasi di un aspetto affatto trascurabile Pt_10 atteso che dall'accurata indagine ispettiva è emerso che tale fosse il prodotto maggiormente trattato dalla ditta.
Sempre in tale prospettiva non può non evidenziarsi che taluni ricorrenti hanno riferito di essersi occupati della raccolta di fragole e meloni, prodotti affatto trattati dalla ditta ispezionata.
Ed ancora, avvalora il convincimento giudiziale anche il fatto che le ricorrenti in sede Pt_2 Pt_3 ispettiva non abbiano fatto riferimento al punto di incontro mattutino presso la stazione di servizio di
DO, laddove tale circostanza è riferita in tutti i ricorsi, sia pure con riferimento ad una parte dei braccianti agricoli.
Del pari in tutti i ricorsi vi è riferimento ai terreni ubicati in Segezia;
tale località, tuttavia, non è mai stata menzionata dai lavoratori in sede ispettiva.
Infine, mina l'attendibilità della prospettazione attorea la circostanza che in giudizio tutti i ricorrenti hanno sostenuto di aver lavorato in terreni ubicati in Provincia di Foggia (Cerignola, Orta Nova e
DO), laddove gli ispettori hanno appurato, sulla scorta di rilevanze documentali oggettive, che la ditta DI conduceva terreni siti solo ad DO e Foggia.
26 Quanto alla prova testimoniale, pure domandata dai ricorrenti, è bene precisare che la stessa non è stata ammessa perché oggettivamente inidonea a colmare le forti contraddizioni di cui si è detto innanzi.
Invero, l'espletamento della prova non avrebbe in ogni caso consentito di superare le incongruenze tra quanto dedotto nei ricorsi e quanto dichiarato dai lavoratori in sede ispettiva.
Ciò anche e soprattutto in quanto i testi indicati nei ricorsi sono lavoratori parimenti disconosciuti o gli stessi lavoratori le cui dichiarazioni rese in sede ispettiva sono apparse fortemente contrastanti con la prospettazione offerta dai (presunti) colleghi di lavoro sia in questa sede sia in sede ispettiva.
Per questa ragione, in questa specifica ipotesi, in cui il disconoscimento dei rapporti di lavoro è fondato anche sulle dichiarazioni rese in sede ispettiva dai ricorrenti e dal soggetto che li ha denunciati come braccianti, la prova testimoniale, così come in concreto articolata (e a prescindere da eventuali profili di genericità, irrilevanza o dal carattere valutativo delle circostanze capitolate) non può considerarsi un idoneo ed adeguato elemento di contrasto probatorio, tanto più se si ha riguardo al silenzio serbato in giudizio dai ricorrenti rispetto alle richiamate incongruenze/lacune/contraddizioni che caratterizzano le loro stesse dichiarazioni.
In altri termini, a fronte della produzione in giudizio di queste ultime da parte dell' , i ricorrenti CP_2 non hanno inteso offrirne una lettura alternativa, tale da rendere necessario/opportuno disporre un supplemento di indagine attraverso l'espletamento della prova testimoniale.
I ricorrenti nulla, infatti, hanno dedotto circa le evidenti incongruenze tra quanto asserito nei ricorsi e quanti riferito in sede ispettiva.
In proposito appare opportuno richiamare i principi affermati da Cass. n. 20019/2018 (in motivazione): “… è stato in più occasioni affermato dalla giurisprudenza di legittimità che la valutazione delle emergenze probatorie, come la scelta, tra le varie risultanze, di quelle ritenute più idonee a sorreggere la motivazione, involgono apprezzamenti di fatto riservati al giudice del merito, il quale nel porre a fondamento della propria decisione una fonte di prova con esclusione di altre, non incontra altro limite che quello di indicare le ragioni del proprio convincimento, senza essere tenuto a discutere ogni singolo elemento o a confutare tutte le deduzioni difensive (cfr., e plurimis,
Cass. n. 17097 del 21/07/2010; Cass. n. 12362 del 24/05/2006; Cass. n. 11933 del 07/08/2003).
Inoltre, il giudice del gravame ha evidentemente ritenuto superflua l'ammissione della prova testimoniale come è dato evincere dal richiamo contenuto nella sentenza gravata ai principi affermati da questa Corte secondo cui ".... l'esclusione di un'efficacia diretta fino a querela di falso del contenuto intrinseco delle dichiarazioni rese agli ispettori dai lavoratori non implica che le stesse siano prive di qualsivoglia efficacia probatoria in difetto di una loro conferma in giudizio;
ove le dichiarazioni dei lavoratori siano univoche infatti, il giudice può ben ritenere superflua l'escussione
27 dei lavoratori in giudizio mediante prova testimoniale, tanto più se il datore di lavoro "non alleghi e dimostri eventuali contraddizioni delle dichiarazioni rese agli ispettori in grado di inficiarne
l'attendibilità. (Sez. L, Sentenza n. 15073 del 06/06/2008; Sez. L, Sentenza n. 3525 del 22/02/2005)
...".
Peraltro, deve in ogni caso ritenersi che l'eventuale espletamento della prova orale non avrebbe in ogni caso consentito di superare le forti contraddizioni di cui si è dato atto innanzi, avuto anche riguardo alla circostanza che i ricorrenti hanno indicato come testi soggetti i cui rapporti di lavoro sono stati, a loro volta, disconosciuti, senza dagli atti di causa risulti la riabilitazione degli stessi rapporti di lavoro in sede giudiziaria (v., anzi, per i testi e la Persona_7 Testimone_2 sentenza, a loro sfavorevole, n. 3232/2024 pubbl. il 26/11/2024, Giudice est. Dott.ssa TI); ciò che pure contribuisce a rendere superfluo l'espletamento della prova testimoniale.
In definitiva, alla luce di quanto premesso, le domande attoree, aventi ad oggetto l'accertamento del diritto alla iscrizione negli elenchi OTD, appaiono infondate.
In definitiva, i ricorsi riuniti devono essere integralmente rigettati, restando assorbite le questioni preliminari.
4. - Con riferimento alla regolamentazione delle spese di lite, non sussistono i presupposti per tenere il ricorrente , integralmente soccombente al pari delle altre ricorrenti, esente dalla Parte_1 rifusione delle spese alla controparte, non potendo le dichiarazioni ex art. 152 disp. att. c.p.c. in atti considerarsi valide ai fini dell'esenzione poiché i relativi giudizi non sono stati promossi per ottenere il pagamento di “prestazioni previdenziali o assistenziali”, ma l'accertamento del diritto alla iscrizione (sul punto si veda Cass. Civ. sez. Lav.
4.8.2020 n. 16676 e, più di recente, Cass. Civ., Sesta
Sez. Civ. Lav., ord. n. 16535/2021).
Ne consegue che, in ossequio al criterio legale della soccombenza, tutti i ricorrenti sono tenuti a rifondere all' le spese di lite. CP_2
La relativa liquidazione è rimessa al dispositivo ex D.M. n. 147 del 13/08/2022 pubblicato sulla G.U.
n. 236 del 08/10/2022 e in vigore dal 23 ottobre 2022 e viene effettuata tenendo conto della tipologia di causa (procedimento in materia di previdenza), del valore della controversia (di valore indeterminabile, scaglione da €.
5.200 ad €. 26.000, stante la natura seriale del contenzioso alla quale essa appartiene e il non elevato numero delle questioni trattate: v. Cass. ord. n. 955/2025), delle fasi in cui si è articolata l'attività difensiva espletata nel presente giudizio (inclusa quella di istruttoria e/o di trattazione: v., da ultimo, Cass. Civ. 3242/2024; Cass. 8561/2923; 28627/2023) e con esclusione di I.V.A. e C.P.A. (Cass. civ. Sez. Lav. 2.3.2023, n. 6346).
Viene riconosciuto l'aumento del 30% ex art. 4, co. 2 D.M. 55/2014, come modificato dal d.m. n.
37/2018 sul compenso unico per la fase decisionale in base a quanto previsto dalla disposizione
28 normativa da ultimo richiamata, a mente della quale “Quando in una causa l'avvocato assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, il compenso unico può di regola essere aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 30 per cento, fino ad un massimo di dieci soggetti, e del
10 per cento per ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a un massimo di trenta. La disposizione di cui al periodo precedente si applica quando più cause vengono riunite, dal momento dell'avvenuta riunione e nel caso in cui l'avvocato assiste un solo soggetto contro più soggetti” ed al principio, di matrice giurisprudenziale, secondo cui nell'ipotesi di più cause, successivamente riunite, deve essere liquidato un distinto compenso per ciascuna di esse, con riguardo alle attività compiute prima della riunione (Cass. 3 settembre 2013, n. 20147).
P. Q. M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando sui ricorsi riuniti in epigrafe indicati, così provvede:
- rigetta i ricorsi riuniti;
- condanna i ricorrenti al pagamento, in favore della controparte, delle spese di lite, che liquida in complessivi €. 6.675,60 (comprensivo dell'aumento per i procedimenti riuniti) oltre rimborso spese forfettarie 15%.
Foggia, 19.11.2025
La Giudice dott.ssa Valentina di Leo
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