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Sentenza 18 settembre 2025
Sentenza 18 settembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Livorno, sentenza 18/09/2025, n. 405 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Livorno |
| Numero : | 405 |
| Data del deposito : | 18 settembre 2025 |
Testo completo
N. R.G. 695/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di LIVORNO
Sezione Lavoro
Il Tribunale, nella persona del Giudice, dott.ssa Sara Maffei, ha pronunciato all'esito della camera di consiglio dell'udienza odierna, alle ore 14:51, mediante lettura del dispositivo con motivazione contestuale assenti i procuratori, ex art. 429 c.p.c. la seguente
SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 695/2024 promossa da:
(C.F. ), con il patrocinio dell'avv. AURELI Parte_1 C.F._1
FRANCA, elettivamente domiciliato presso il difensore avv. AURELI FRANCA
PARTE RICORRENTE
Contro
(C.F. , con il patrocinio dell'avv. BENUCCI DANIELA, elettivamente CP_1 P.IVA_1 domiciliato in VIA PIERONI 11 (FAX 055/3205303) LIVORNO presso il difensore avv.
BENUCCI DANIELA
PARTE CONVENUTA
pagina 1 di 11 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO e MOTIVI DEL DECIDERE
Con ricorso depositato in data 12.6.2024, - premesso di aver iniziato a svolgere Parte_1 attività lavorativa nel 1986, come manovale, in edilizia civile, per la Ditta Salemmo, per 8 mesi;
di aver poi svolto, dal novembre 1986, attività come termo-idraulico, alle dipendenze di varie ditte
( Bandini, Mon.Te.Sa e Orlandi) fino al 1995; dal 1995 fino al luglio 2021, di essere stato Pt_2 titolare di una ditta individuale quale artigiano idraulico, effettuando sempre personalmente i lavori commissionati, e, dal 2021 fino al gennaio 2022, di aver avuto brevi rapporti di impiego alle dipendenze di varie ditte, sempre con stessa mansione di termo-idraulico - , ha dedotto di essere affetto da “Duplice ED L3-L4 con spondilodiscopatie lombari multiple”, “Rizoartrosi bilaterale”,
“Epicondilite calcifica gomito sinistro” e “Tendinopatia della cuffia dei rotatori alle spalle bilateralmente con calcificazioni”, in relazione alle quali patologie intraprendeva distinti procedimenti amministrativi conclusi con il rigetto dell' . Tanto esposto - e precisato di aver CP_1 esperito la relativa procedura amministrativa con esito negativo–, il ricorrente ha chiesto che venisse riconosciuto il suo diritto al risarcimento del danno biologico per dette patologie in misura pari rispettivamente: all'11% per l'ernia discale, al 6% per la rizoartrosi bilaterale, al 3% per la epicondilite calcifica sinistra e al 10% per la bilaterale tendinopatia della cuffia dei rotatori e, complessivamente, nella misura non inferiore al 26%; chiedeva pertanto che, considerata la misura complessiva dei postumi, parte convenuta fosse condannata al pagamento del relativo indennizzo, oltre accessori.
Ritualmente costituitosi in giudizio l' ha contestato la fondatezza della domanda, CP_1 chiedendone il rigetto.
La causa era istruita per testi, mediante l'esame dei documenti in atti versati e previa Ctu medico legale, ed all'udienza odierna la causa veniva infine discussa e decisa come da sentenza con motivazione contestuale.
In via preliminare, occorre premettere che, a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 13 del d.lgs. n.
38/2000, risulta più articolata la disciplina della rendita a carico dell' CP_1
pagina 2 di 11 Mentre in precedenza la prestazione era erogata solo in caso di inabilità permanente generica, assoluta o parziale che fosse (e cioè di una menomazione o di una esclusione definitiva delle attitudini psicofisiche dell'infortunato, genericamente riferite a qualsiasi proficuo lavoro ed in forma di rendita rapportata alla retribuzione ed al grado di inabilità), nel regime attuale, per effetto della estensione della tutela anche al cd. danno biologico, la determinazione dell'importo di detta prestazione viene effettuata attraverso la combinazione di due voci distinte: l'una relativa appunto al danno biologico, l'altra relativa alla riduzione della capacità lavorativa.
In particolare, la nuova prestazione indennizza integralmente il danno biologico, salvo che per le menomazioni di grado inferiore al 6%: tale indennizzo è “aredittuale” e viene erogato sotto forma di capitale quando la menomazione sia di grado inferiore al 16%, e sotto forma di rendita quando la menomazione superi tale ultima percentuale.
In tale ultimo caso, detta rendita viene integrata da una quota aggiuntiva destinata a ristorare anche le conseguenze patrimoniali del danno.
Deve anzitutto osservarsi che il teste sentito alla udienza del 14.11.2024 e Testimone_1 collega del ricorrente che aveva lavorato con lo stesso dal 1998 al 2016, confermava lo svolgimento delle attività lavorative descritte in ricorso ed in particolare le attività oggetto dei capp. 2, 3 e 4 e l'utilizzo degli strumenti ivi indicati. Anche il teste collega del ricorrente dal Testimone_2
1991-1992 che aveva lavorato insieme allo stesso come dipendente, sentito alla medesima udienza, confermava lo svolgimento delle attività lavorative descritte in ricorso da parte del Pt_1 mentre il teste intimato dall' e sentito alla stessa Testimone_3 CP_1 udienza del 14.11.2024, non era in grado di confermare o smentire alcunché.
pagina 3 di 11 Tanto premesso, quanto alla natura professionale delle patologie che affliggono il ricorrente non può mancare di osservarsi come, sulla base della documentazioni in atti e sottoposta a visita la persona dell'odierno attore, il consulente tecnico nominato, dott.ssa ha ampiamente Per_1 motivato in relazione alle patologie per cui è causa chiarendo “(..) 2) CONSIDERAZIONI
MEDICO LEGALI Sulla base della documentazione esaminata e da quanto appurato in sede di perizia medico- legale si può affermare che il Sig. è affetto da: 1) spondiloartrosi con duplice focalità discale L3- Parte_1
L4; protrusione discale L2-L3, L4-L5 e L5-S1 2) rizoartrosi alle mani bilaterale, trattata chirurgicamente a sinistra 3) tendinopatia della cuffia dei rotatori alle spalle bilaterali 4) epicondilite calcifica gomito sinistro. 1)
Spondilodiscoartrosi con duplice focalità discale L3-L4 e protrusioni discali L2-L3, L4-L5 e L5-S1 Da una
RMN del rachide effettuata nel 2022 risulta: “…Impegno degenerativo somatico e discale al tratto L2-S1.
Ipertrofia dei massicci articolari posteriori al tratto lombare distale. Protrusione disco somatica ad ampio raggio con impegno discale pre ed intraforaminale sinistra a L2-L3. Duplice focalità discale paramediana-laterale bilateralmente a L3-L4 con impronta sul sacco ed obliterazione del tessuto adiposo periarticolare. Protrusione disco somatica ad ampio raggio a L4-L5 con impronta sul sacco ed obliterazione del tessuto adiposo periradicolare. A
L5-S1 impegno disco somatico del tratto antero inferiore del forame di coniugazione di sinistra con obliterazione del tessuto adiposo periradicolare”. Nella spondilodiscoartosi si hanno alterazioni dei corpi vertebrali in relazione alla progressiva dis idratazione, degenerazione e schiacciamento di uno o più dis chi intervertebrali adiacenti. I dischi intervertebrali sono composti da un anello fibroso e da un nucleo polposo;
il primo rappresenta la porzione periferica, di natura consistente ed elastica, costituito da lamelle disposte concentricamente, formate da f ibre collagene ed elastiche, mentre il secondo è costituito da una massa gelatinosa sferoidale posta al centro del disco intervertebrale con funzione di assorbire e ridistribuire uniformemente sulle superfici cartilaginee dei corpi vertebrali contigui, le sollecitazioni staticodinamiche ricevute. Dopo l'età di 40-50 anni tutti i dischi (ma soprattutto quelli del tr atto inferiore del rachide cervicale e lombare) vanno incontro a fenomeni regressivi : riduzione del tenore idrico del nucleo e perdita delle pro prietà elastiche dell'anulus. A causa della degenerazione discale le sollecitazioni di pressione si concentrano sui bordi dei corpi vertebrali, con sclerosi reattiva delle limitanti somatiche supe riore ed inferiore e proliferazione osteofitaria marginale c he, insieme alla riduzione dello spazio intersomatico, costituiscono la triade radiografica della spondilodiscoartrosi. La spondilodiscoartrosi è inserita fra le “work-related diseases”, cioè fra quelle patologie cronico-degenerative ad eziologia multifattoriale nelle quali il lavoro può assumere il ruolo di concausa efficiente. Fra i fattori causali extralavorati vi rientrano l'età, l'ereditarietà, l'obesità che determina sovraccarico sulle arti colazioni, le alterazioni metaboliche soprattutto a carico d el calcio, patologie preesistenti congenite o acquisite (spondilolisi, spondilolistesi, spondilite anchilosante, pregressi traumi rilevanti etc). I fattori pagina 4 di 11 lavorativi sono essenzialmente rappresentati dalla movimentazione manuale dei carichi (M.M.C.) e dalle vibrazioni interessanti l'intero corpo (W.B.V.). Il tratto della colonna vertebrale maggiormente interessato dal sovraccarico biomeccanico di origine lavorativa, è senza dubbio quello lombare. La Circolare 25/2004 dell' riporta: “il CP_1 distretto della colonna vertebrale maggiormente interessato dal sovraccarico biomeccanico di origine lavorativa è il tratto lombare e le relative cerniere dorso lombare e lombo sacrale. Il meccanismo patogenetico (c.d. a pompa) comporta una primitiva alterazione trof ica del disco intervertebrale attraverso fenomeni di disidratazione del nucleo polposo e perdita di elasticità con fissurazioni dell'anulus fibroso;
segue la protrusione e poi l'ernia del disco intervertebrale con eventuali quadri clinici connessi alla com pressione radicolare. L'alterazione del disco può comportare inoltre l' instaurarsi di un processo artrosico osteofitico per il concentrarsi delle sollecitazioni pressorie sui bordi delle limitanti dei corpi vertebrali. Sono pertanto da ritenere correlati al rischio di sollecitazioni biomeccaniche lav orative i quadri con impegno da compressione dell'apparato interv ertebrale (ernie discali e protrusioni discali), associati o meno a spondilodiscoartrosi lombare”. In merito alle categorie di lavoratori che svolgono attività che comportano la movimentazione manuale dei carichi, l' riporta: “L'analisi dei casi di patologie della colonna CP_1 vertebrale denunciati all' permette di confermare che le più comuni attività lavorative da considerarsi a CP_1 rischio, quando svolte in maniera esclusiva o prevalent e, sono le seguenti: - lavori di facchinaggio (porti, aeroporti, tras lochi, spedizione merc i ecc.) - lavori di magazzinaggio (supermercati ecc.) - lavoro del personale ausiliario e infermieristico in reparti nosocom iali e altre strutture ove è richiesta moviment azione assistita dei pazienti. - lavoro del manovale edile, quando la movimentazione manuale dei carichi costituisce l'attività prevalente.” Per quanto riguarda il caso in questione, dall'anamnesi lavorativa, risulta che il Sig. abbia svolto dal 1986 la Pt_1 mansione di addetto impianti termoidraulici L'attività comporta il sollevamento dei gravi, come dichiarato dal datore di lavoro dell'ultima ditta dove il ha lavorato e come risulta dalla valutazione del rischio effettuata presso Pt_1 la suddetta azienda (Indice sollevamento NIOSH superiore ad 1) 1 . Meno importante risulta essere stata l'esposizione a vibrazioni del corpo intero che si sarebbe realizzata per la guida del furgono utilizzato per i trasferimenti dal magazzino ai vari cantieri (A8=0,27 msec ) 2 . Per quanto riguarda i fattori di rischio extralavorativi (sopra elencati) non risultano presenti nell'anamnesi personale del ricorrente 2) Rizoartrosi alle mani bilaterale, trattata chirurgicamente a sinistra Alla visita ortopedica effettuata nel 2022 era stato evidenziato
”…affetto da rizoartrosi bilaterale, più grave alla mano sinistra. Si consiglia intervento di trapezioplastica”. Il paziente è stato sottoposto ad intervento chirurgico alla mano sinistra Con il termine rizoartrosi si intende l'artrosi dell'artic olazione trapezio-metacarpale delle mani. E' una malattia frequente, che rappresenta il 10% di tutte le localizzazione artrosiche del corpo umano e determina un progressivo deterioramento dell'articolazione, che limita il funzionamento della mano e sopratt utto del pollice, con dolore, impotenza funzionale e difficoltà progressiva pagina 5 di 11 nell'eseguire il proprio lavoro e i comuni gesti della vita quotidiana. La malattia colpisce prevalentemente il sesso femminile. Nelle donne in menopausa la frequenza è 20 volte maggiore che negli uomini. E' praticamente assente prima dei 40 anni. L'evoluzione della malattia è di solito lenta, ma progressiv a. E' spesso bilaterale. La rizoartrosi è causata soprattutto dalla instabilità dell'articolazione trapeziometacarpale. In casi particolari può essere la conseguenza di pre gresse fratture o lussazioni e di malattie infiammatorie e reumatiche (artrite reumatoide, gotta, artrite psoriasica). Talvolta la rizoartrosi evolve in un'artrosi peritrapeziale, una artrosi che interessa tutte le superfici articolari del trapezio. Il sintomo principale, sin dall'inizio della malattia, è i l dolore. Dapprima saltuario, poi sempre più costante, sia a riposo, ma soprattutto nel movimento. La sintomatologia dolorosa diviene progressivamente invalidante, impedendo al paziente di effettuare correttamente una valida pinza fra pollice e indice.
E' spesso presente una deformità a livello dell'articolazione, per la progressiva sublussazione della base del 1° metacarpo. Con il tempo sopravviene rigidità articolare e perdita della capacità di abduzione del pollice (cioè allontanarlo dall'indice). Con la presenza di deformità dell'articolazione trapezio metacarpale si manifestano ulteriori deformità al pollice, dovute a meccanismi spontanei di compenso. 3) Tendinopatia della cuffia dei rotatori alle spalle bilaterali Agli accertamenti specialistici effettuati nel 2022, fra cui la ecografia spalla destra ed ecografia spalla sinistra era stato segnalato: “Ecografia spalla destra: tendine sovraspinato con segni di tendinosi ed iniziale assottigliamento nel passaggio subacromiale dove si rileva piccola iniziale fissurazione. Artrosi acromion claveare.
Non si rilevano segni di borsite, né alterazioni del t. capo lungo del bicipite e della sua guaina. Ecografia spalla sinistra: Tendine sovraspinato con segni di tendinosi e lieve assottigliamento in sede subacromiale. Lieve artrosi acromion claveare. Lieve distensione della guaina del t. capo lungo del bicipite. …”. L'affezione degenerativa a carico della cuffia dei rotatori dell'articolazione della spalla è comune sia nella donna che nell'uomo e si manifesta fra la quarta e la quinta decade di vita, molto spesso compare a carico dell'arto dominante, quello che in realtà si usa di più nelle attività lavorative o sport ive con i movimenti o le posizioni della spalla favorenti la sua insorgenza. Il sintomo principale, nelle fasi iniziali della malattia, è rappresentato dal dolore nell'eseguire i movimenti della spalla;
nelle fasi avanzate compaiono dolori anche notturni ed irradiati, con associata riduzione della funzione motoria.
Attualmente la sindrome del la cuffia dei rotatori, viene inquadrata con il termine di attrito/conflitto acromio- omerale (impingement syndrome). Le formazioni anatomiche interessate nella sindrome della cuffia dei rotatori sono i tendini, p rivi di guaina, dei muscoli sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare (muscoli extrarotatori dell'arto superiore) con funzione di contenere l'articolazione della spalla e permettere l'elevazione sul piano frontale. La sindrome della cuffia dei rotatori è una irritazione delle str utture sotto acromiali (i tendini della cuffia dei rotatori, la borsa sottoacromiale) dovuta ad una di minuita vascolarizzazione ed ad un processo degenerativo dei tess uti causati dal ripetuto schiacciamento (impingement) dei tendini della cuffia dei rotatori e della pagina 6 di 11 borsa sottoacromiale, durante i movimenti di elevazio ne dell'arto superiore (per esempio come nella semplice e comune manovra dell'indossare una maglia), tra la testa dell'omero ed il processo acromiale della scapola. I processi anatomopatologici consistono in una degenerazione, sino alla necrosi fibrillare, dei tendini con rottura parziale o completa, più frequentemente a carico del tendine del muscolo sopra spinoso e degli altri tendini dei muscoli rotatori alla inserzione omerale (entesopatia), nonché del tendine del capo lungo del bicipite brachiale. La rottura della cuffia
è la fase terminale di un impingement protratto e, spesso, coesiste una infiammazion e della borsa sottoacromiale. È frequente l'evoluzione calcifica. 4) epicondilite calcifica gomito sinistro Nel 2022 il ricorrente aveva eseguito ecografia del gomito sinistro che aveva evidenziato: “Nella regione laterale del gomito si documenta ispessimento, disomogeneità ed ipoecogenicità del tendine degli es tensori a livello dell'inserzione, apprezzando calcificazione grumosa di circa
10mm e modesto versamento fluido, associati. Nella regione mediale del gomito si documenta ispessimento, disomogeneità ed ipoecogenicità del tendine dei flessori a livello dell 'inserzione, apprezzando calcificazione laminare di circa 8 mm. Conclusione: i reperti suggeriscono epicondilite ed epitrocleite, marcate L' epicondilite è una sindrome dolorosa localizzata al gomito che consiste in una degenerazione delle fibre tendinee di quei muscoli dell'avambraccio che permettono l'estensione delle dita e del polso e che s' inseriscono sull' epicondilo. L'epitrocleite è una condizione dolorosa che colpisce l'inserzione dei tendini dei muscoli flessori e pronatori del braccio, nell'area dell'epitroclea (parte interna del gomito ). Le patologie che interessano l'arto superiore, sopra descritte, rientrano fra le patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Per quanto riguarda il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori per gli addetti che utilizzano utensili di un certo peso, per lunghi periodi della giornata lavorativa, con le braccia all'altezza delle spalle, con i gomiti posti in posizione flessa, l'analisi dell'andamento delle malattie professionali denunciate mostra proprio un aumento di quelle malattie che gravano sull'apparato osteoarticolare;
tale rischio è identificabile anche in funzione degli elementi caratterizzanti il binomio attrezzature-attività. Inoltre tali malattie, a eziopatogenesi multifattoriale, sono riscontrabili anche nella popolazione 'non esposta' per cause locali o cause generali legate a pregressi traumatismi, all'invecchiamento, a patologie dismetaboliche/reumatiche ecc..; analoghi meccanismi da sollecitazioni biomeccaniche si verificano inoltre in attività sportive e/o hobbistiche. Una situazione lavorativa di sovraccarico degli arti superiori si verifica quando i gesti lavorativi, compiuti con gli arti superiori, sono frequ enti, rapidamente ripetuti, uguali a se stessi per lunghi periodi del turn o di lavoro, richiedono sviluppo di forza manuale, comportano posture incongrue del segmento dell'arto superiore, non sono alternati con periodi di recupero o riposo. Altri fattori in grado di amplificare il rischio, quando concomitanti, sono l'utilizzo di strumenti vibranti e di utensili con impugnatura inadeguata, il contatto con il freddo, esecuzione di lavori di precisione, l'uso di guanti inadeguati e i ritmi di lavoro determinati dalla macchina. A titolo esemplificativo alcuni esempi di lavorazioni a rischio presunto di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e di alcune modalità pagina 7 di 11 operative che possono esporre al medesimo rischio sono: magazzinaggio, cassiera in supermercati, montaggio, assemblaggio su linea, preparazioni manuali, confezionamento imballaggi su linea, operazioni di cernita manuale, uso di attrezzi manuali che comportano uso di forza (leve, pinze, tenaglie, taglierine, raschietti, uso mole, frese, martelli et c..) In merito alla identificazione delle attività che riconoscono come rischio quello da sovraccarico biomeccanco degli arti superiori possiamo prendere di riferimento quanto riportato in letteratura da Parte_3 nel 2003 che individuano come primi segnalatori di presunta esposizione a movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori le condizioni di seguito elencate: 1) ripetitività: lavori che comportano la ripetizione degli stessi movimenti degli arti ogni pochi secondi oppure la ripetizione di un c iclo di movimenti per più di due volte al minuto per almeno due ore complessive nel turno di lavoro 2) uso di forza: lavoro con uso ripetuto (almeno 1 volta ogni 5 minuti) della forza delle mani per ameno due ore complessive nel turno lavorativo. Sono parimenti indicativi in proposito: - afferrare e sollevare con presa di forza della mano (grip) un oggetto che pesa più di 2.7 Kg o usare una equivalente forza di GRIP;
- afferrare e sollevare con presa di precisione della mano (o per lo più tra pollice ed indice, pinch), oggetti che pesano 900 grammi o usare una equivalente forza di PINCH;
- sviluppare su attrezzi, leve, pulsanti, etc, forze manuali pressochè massimali (stringere bulloni con chiavi, stringere viti con cacciaviti manuali, ecc); 3) posture incongrue: lavori che comportano il raggiungimento o il mantenimento di posizioni estreme della spalla e del polso o posture particolari degli arti per periodi di un'ora continuativa o di due ore complessive nel turno di lavoro.
Sono parametri indicativi al proposito: -posizione delle mani sopra la testa e/o posizione del braccio sollevato ad altezza delle spalle;
- posizione in evidente deviazione del polso 4) Impatti ripetuti: lavori che comportano l'uso della mano come attrezzo (ad es. usare la mano come un martello) per più di 10 volte all'ora per almeno due ore complessive sul turno di lavoro Il Sig. ha svolto dal 1986 attività lavorativa comportante esposizione a Pt_1 sovraccarico degli arti superiori, frequentemente con acquisizione di posture scorrette dei distretti dell'arto superiore;
inoltre è stato esposto a vibrazioni del sistema mano braccio, come dichiarato nel questionario redatto dall 'ultimo datore di lavoro e come è emerso dalla valutazione del rischio (valori al di sopra del livello di azione). In Italia, il D.
Lgs 81/08, prescrive le misure per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che sono esposti o possono essere esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. All'art. 201 viene riportato il livello di azione giornaliero ed il valore limite giornaliero di esposizione per i lavoratori che eseguono lavorazioni che comportano l'esposizione a vibrazioni del sis tema mano braccio. In caso di superamento dei livelli di azione i lavoratori vengono sottoposti alla sorveglianza sanitaria (Livello d'azione giornaliero di esposizione: 2,5 m/s2; Valore limite giornaliero di esposizione: 5 m/s2). Sia la tendinopatia del sovraspinato che l'epicondilite, che la rizoartrosi sono patologie ad etiologia multifattoriuale, quindi sono “riscontrabili anche nella popolazione 'non esposta' per cause locali o cause generali legate a pregressi traumatismi, all'invecchiamento, a patologie dismetaboliche/reumatiche ecc..; analoghi pagina 8 di 11 meccanismi da sollecitazioni biomeccaniche si verificano inoltre in attività sportive e/o hobbistiche. Per quanto riguarda il Sig non emergono in anamnesi traumatismi, attività sportive o patologie dismetaboliche o Pt_1 reumatiche che possono aver comportato l'insorgere delle malattie nei distretti osteoarticolari coinvolti, quindi non sono emersi fattori extralavorativi di rilievo, mentre i fattori di rischio professionale sembrano aver svolto un ruolo importante nel determinismo della malattia. ha sempre svolto il lavoro di addetto agli impianti Pt_1 termoidraulici. Ha iniziato a lavorare nel 1986. L'orario giornaliero era di 8 ore. Lavorava dalle 8.00 alle17.00 con una interruzione per la pausa pranzo di un'ora. Esiste quindi a parere della scrivente, un nesso quanto meno concausale fra attività lavorativa svolta e le affezioni presentate dal ricorrente, In relazione alla tabella delle menomazioni di cui al Decreto Legislativo 38/2000 sono previste, nel suddetto sistema tabellare: - per la patologia del rachide, la voce 213 “ernia discale del tratto lombare con disturbi trofico sensitivi persistenti“ (fino a 12%;), -per la patologia delle spalle sono prev iste le seguenti voci: la voce 227 “Esiti di lesione delle strutture muscolo tendinee della spalla apprezzabili strumentalmente, non comprensive del danno derivante dalla limitazione funzionale” (fino a 4%); voce 224: “limitazione dei movimenti dell'articolazione scapolo omerale ai gradi estremi” (3%), - per la patologia del gomito sinistro, è prevista la voce 232 “Esiti di epicondiliti, epitrocleiti e patologie muscolo tendinee assimilabili, apprezzabili strumentalmente , in assenza o con sfumata ripercussione funzionale, a seconda della mono o bilateralità” (fino a 5%); -per la patologia alle mani, è prevista la voce 267 “Esiti di tenovaginaliti del distretto poso-mano, apprezzabili strumentalmente, a seconda del grado dell'estensione, in assenza o con sfumata limitazione funzionale” (fino a 4%). Al danno anatomico deve assere aggiunto il danno funzionale;
per la valutazione di quest'ultimo possiamo fare riferimento, per analogia, alla voce 261 “anchilosi del pollice (metacarpofalangea e interfalangea in posizione favorevole”. Di seguito le valutazione per il caso del sig. -patologia del rachide: Pt_1
8% (otto per cento); -patologia delle mani bilateralmente: 6% (sei per cento); -patologia delle spalle bilateralmente:7% (sette per cento) -patologia del gomito sin: 2% Le patologie dell'arto superiore sono concorrenti per cui può essere attribuito il punteggio complessivo 14% (quattordici per cento) La patologia del rachide (8%) è coesistente per cui si applica il calcolo riduzionistico, valutazione globale 21% (ventuno per cento). La data di acquisizione è dalla domanda amministrativa: 25/05/2022 In considerazione che il Sig. ha un Pt_1 precedente riconoscimento del 3 % (09/12/2022) per trauma indiretto polso/avambraccio sin con lesione del t.flessore del carpo trattata chirurgicamente, la valutazione complessiva è 23 % (ventitre per cento) 3)
CONCLUSIONI Pertanto, sulla base delle considerazioni sopra riportate, rispondo ai quesiti postimi dall'Ill.mo
Sig. Giudice: − Il Signor è affetto da spondilodiscoartrosi con duplice focalità erniaria L3-L4 e Pt_1 protrusioni discali L2-L3. L4-L5, L5-S1, tendinopatia della spalla bilaterale, rizoartroai bilaterale, epicondilite sinistra. − Gli esami strumentali e le visite specialistiche effettuate hanno evidenziato le suddette patologie. − Il Sig pagina 9 di 11 presenta un precedente riconoscimento 3% (09/12/2022) per trauma indiretto Pt_1 CP_1 polso/avambraccio s in con lesione del t. flessore del carpo trattato chirurgicamente. − Esiste un nesso di compatibilità fra le patologia presentate e la lavorazione svolta (più di 20 anni di attività comportate il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, uso di strumenti vibranti e da movimentazione manuale dei carichi
(desunto dall'anamnesi, dai documenti del datore di lavoro dell'ultima ditta dove il ha lavorato, dall'esame Pt_1 obiettivo). − L'attività lavorativa è stata un fattore importante nel determinare la malattia;
a mio giudizio potrebbe essere definito con il termine sensibile il grado di incidenza causale dell'attività lavorativa sull'insorgere della malattia. Dall'anamnesi non sono emersi i fattori noti extralavorativi.. − La patologia determina degli esiti permanenti e comporta una diminuzione dell'integrità psico-fisica (danno biologico) pari al 21% (ventuno per cento).
La decorrenza è dalla data della domanda 25/05/2022. − La valutazione complessiva, considerando l'esito di infortunio all'arto superiore sinistro (09/12/2022) riconosciuto dall' (3%) è del 23 % (ventitre per CP_1 cento).” (cfr., ancora, elaborato peritale depositato).
Le risultanze della Ctu medico legale appaiono pienamente condivisibili, essendo la espletata indagine correttamente eseguita ed immune da profili di censurabilità, non evidenziati da alcuna delle parti nei termini assegnati.
In presenza del prescritto requisito medico-legale, va pertanto dichiarato il diritto della parte ricorrente all'indennizzo di legge ex D.l.vo 38/2000 nella misura del 23%, con decorrenza di legge.
Per l'effetto l' va condannato alla corresponsione del relativo indennizzo di legge e con la CP_1 indicata decorrenza, oltre interessi legali dal 121° giorno dalla domanda amministrativa e fino al saldo oltre accessori come per legge.
Quanto alle spese di lite, esse seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo, ex
DM 55/14, avuto riguardo a scaglione di valore, natura della causa (previdenziale) e ad attività svolta ed applicando la riduzione della metà ai sensi dell'art. 4, co. 1, dello stesso D.M. in ragione della non elevata complessità delle questioni di fatto e di diritto oggetto del giudizio;
come pure le spese di ctu, liquidate con separato decreto.
pagina 10 di 11
P.Q.M.
Disattesa ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione, pronunciando sul ricorso:
- dichiara il diritto di parte ricorrente all'indennizzo per malattia professionale nella misura complessiva del 23%, con la decorrenza sopra indicata;
- condanna l' alla corresponsione in favore del ricorrente del predetto indennizzo, nella misura CP_1 di legge e con la indicata decorrenza, oltre accessori di legge dalla scadenza e fino al saldo;
- condanna l' al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 2.700,00 oltre IVA e CPA e CP_1
15% per spese generali, da distrarsi in favore del difensore dichiaratosi antistatario;
- pone definitivamente le spese di c.t.u., liquidate in separato decreto, a carico dell' . CP_1
LIVORNO, 18 settembre 2025
Il Giudice dott.ssa Sara Maffei
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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di LIVORNO
Sezione Lavoro
Il Tribunale, nella persona del Giudice, dott.ssa Sara Maffei, ha pronunciato all'esito della camera di consiglio dell'udienza odierna, alle ore 14:51, mediante lettura del dispositivo con motivazione contestuale assenti i procuratori, ex art. 429 c.p.c. la seguente
SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 695/2024 promossa da:
(C.F. ), con il patrocinio dell'avv. AURELI Parte_1 C.F._1
FRANCA, elettivamente domiciliato presso il difensore avv. AURELI FRANCA
PARTE RICORRENTE
Contro
(C.F. , con il patrocinio dell'avv. BENUCCI DANIELA, elettivamente CP_1 P.IVA_1 domiciliato in VIA PIERONI 11 (FAX 055/3205303) LIVORNO presso il difensore avv.
BENUCCI DANIELA
PARTE CONVENUTA
pagina 1 di 11 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO e MOTIVI DEL DECIDERE
Con ricorso depositato in data 12.6.2024, - premesso di aver iniziato a svolgere Parte_1 attività lavorativa nel 1986, come manovale, in edilizia civile, per la Ditta Salemmo, per 8 mesi;
di aver poi svolto, dal novembre 1986, attività come termo-idraulico, alle dipendenze di varie ditte
( Bandini, Mon.Te.Sa e Orlandi) fino al 1995; dal 1995 fino al luglio 2021, di essere stato Pt_2 titolare di una ditta individuale quale artigiano idraulico, effettuando sempre personalmente i lavori commissionati, e, dal 2021 fino al gennaio 2022, di aver avuto brevi rapporti di impiego alle dipendenze di varie ditte, sempre con stessa mansione di termo-idraulico - , ha dedotto di essere affetto da “Duplice ED L3-L4 con spondilodiscopatie lombari multiple”, “Rizoartrosi bilaterale”,
“Epicondilite calcifica gomito sinistro” e “Tendinopatia della cuffia dei rotatori alle spalle bilateralmente con calcificazioni”, in relazione alle quali patologie intraprendeva distinti procedimenti amministrativi conclusi con il rigetto dell' . Tanto esposto - e precisato di aver CP_1 esperito la relativa procedura amministrativa con esito negativo–, il ricorrente ha chiesto che venisse riconosciuto il suo diritto al risarcimento del danno biologico per dette patologie in misura pari rispettivamente: all'11% per l'ernia discale, al 6% per la rizoartrosi bilaterale, al 3% per la epicondilite calcifica sinistra e al 10% per la bilaterale tendinopatia della cuffia dei rotatori e, complessivamente, nella misura non inferiore al 26%; chiedeva pertanto che, considerata la misura complessiva dei postumi, parte convenuta fosse condannata al pagamento del relativo indennizzo, oltre accessori.
Ritualmente costituitosi in giudizio l' ha contestato la fondatezza della domanda, CP_1 chiedendone il rigetto.
La causa era istruita per testi, mediante l'esame dei documenti in atti versati e previa Ctu medico legale, ed all'udienza odierna la causa veniva infine discussa e decisa come da sentenza con motivazione contestuale.
In via preliminare, occorre premettere che, a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 13 del d.lgs. n.
38/2000, risulta più articolata la disciplina della rendita a carico dell' CP_1
pagina 2 di 11 Mentre in precedenza la prestazione era erogata solo in caso di inabilità permanente generica, assoluta o parziale che fosse (e cioè di una menomazione o di una esclusione definitiva delle attitudini psicofisiche dell'infortunato, genericamente riferite a qualsiasi proficuo lavoro ed in forma di rendita rapportata alla retribuzione ed al grado di inabilità), nel regime attuale, per effetto della estensione della tutela anche al cd. danno biologico, la determinazione dell'importo di detta prestazione viene effettuata attraverso la combinazione di due voci distinte: l'una relativa appunto al danno biologico, l'altra relativa alla riduzione della capacità lavorativa.
In particolare, la nuova prestazione indennizza integralmente il danno biologico, salvo che per le menomazioni di grado inferiore al 6%: tale indennizzo è “aredittuale” e viene erogato sotto forma di capitale quando la menomazione sia di grado inferiore al 16%, e sotto forma di rendita quando la menomazione superi tale ultima percentuale.
In tale ultimo caso, detta rendita viene integrata da una quota aggiuntiva destinata a ristorare anche le conseguenze patrimoniali del danno.
Deve anzitutto osservarsi che il teste sentito alla udienza del 14.11.2024 e Testimone_1 collega del ricorrente che aveva lavorato con lo stesso dal 1998 al 2016, confermava lo svolgimento delle attività lavorative descritte in ricorso ed in particolare le attività oggetto dei capp. 2, 3 e 4 e l'utilizzo degli strumenti ivi indicati. Anche il teste collega del ricorrente dal Testimone_2
1991-1992 che aveva lavorato insieme allo stesso come dipendente, sentito alla medesima udienza, confermava lo svolgimento delle attività lavorative descritte in ricorso da parte del Pt_1 mentre il teste intimato dall' e sentito alla stessa Testimone_3 CP_1 udienza del 14.11.2024, non era in grado di confermare o smentire alcunché.
pagina 3 di 11 Tanto premesso, quanto alla natura professionale delle patologie che affliggono il ricorrente non può mancare di osservarsi come, sulla base della documentazioni in atti e sottoposta a visita la persona dell'odierno attore, il consulente tecnico nominato, dott.ssa ha ampiamente Per_1 motivato in relazione alle patologie per cui è causa chiarendo “(..) 2) CONSIDERAZIONI
MEDICO LEGALI Sulla base della documentazione esaminata e da quanto appurato in sede di perizia medico- legale si può affermare che il Sig. è affetto da: 1) spondiloartrosi con duplice focalità discale L3- Parte_1
L4; protrusione discale L2-L3, L4-L5 e L5-S1 2) rizoartrosi alle mani bilaterale, trattata chirurgicamente a sinistra 3) tendinopatia della cuffia dei rotatori alle spalle bilaterali 4) epicondilite calcifica gomito sinistro. 1)
Spondilodiscoartrosi con duplice focalità discale L3-L4 e protrusioni discali L2-L3, L4-L5 e L5-S1 Da una
RMN del rachide effettuata nel 2022 risulta: “…Impegno degenerativo somatico e discale al tratto L2-S1.
Ipertrofia dei massicci articolari posteriori al tratto lombare distale. Protrusione disco somatica ad ampio raggio con impegno discale pre ed intraforaminale sinistra a L2-L3. Duplice focalità discale paramediana-laterale bilateralmente a L3-L4 con impronta sul sacco ed obliterazione del tessuto adiposo periarticolare. Protrusione disco somatica ad ampio raggio a L4-L5 con impronta sul sacco ed obliterazione del tessuto adiposo periradicolare. A
L5-S1 impegno disco somatico del tratto antero inferiore del forame di coniugazione di sinistra con obliterazione del tessuto adiposo periradicolare”. Nella spondilodiscoartosi si hanno alterazioni dei corpi vertebrali in relazione alla progressiva dis idratazione, degenerazione e schiacciamento di uno o più dis chi intervertebrali adiacenti. I dischi intervertebrali sono composti da un anello fibroso e da un nucleo polposo;
il primo rappresenta la porzione periferica, di natura consistente ed elastica, costituito da lamelle disposte concentricamente, formate da f ibre collagene ed elastiche, mentre il secondo è costituito da una massa gelatinosa sferoidale posta al centro del disco intervertebrale con funzione di assorbire e ridistribuire uniformemente sulle superfici cartilaginee dei corpi vertebrali contigui, le sollecitazioni staticodinamiche ricevute. Dopo l'età di 40-50 anni tutti i dischi (ma soprattutto quelli del tr atto inferiore del rachide cervicale e lombare) vanno incontro a fenomeni regressivi : riduzione del tenore idrico del nucleo e perdita delle pro prietà elastiche dell'anulus. A causa della degenerazione discale le sollecitazioni di pressione si concentrano sui bordi dei corpi vertebrali, con sclerosi reattiva delle limitanti somatiche supe riore ed inferiore e proliferazione osteofitaria marginale c he, insieme alla riduzione dello spazio intersomatico, costituiscono la triade radiografica della spondilodiscoartrosi. La spondilodiscoartrosi è inserita fra le “work-related diseases”, cioè fra quelle patologie cronico-degenerative ad eziologia multifattoriale nelle quali il lavoro può assumere il ruolo di concausa efficiente. Fra i fattori causali extralavorati vi rientrano l'età, l'ereditarietà, l'obesità che determina sovraccarico sulle arti colazioni, le alterazioni metaboliche soprattutto a carico d el calcio, patologie preesistenti congenite o acquisite (spondilolisi, spondilolistesi, spondilite anchilosante, pregressi traumi rilevanti etc). I fattori pagina 4 di 11 lavorativi sono essenzialmente rappresentati dalla movimentazione manuale dei carichi (M.M.C.) e dalle vibrazioni interessanti l'intero corpo (W.B.V.). Il tratto della colonna vertebrale maggiormente interessato dal sovraccarico biomeccanico di origine lavorativa, è senza dubbio quello lombare. La Circolare 25/2004 dell' riporta: “il CP_1 distretto della colonna vertebrale maggiormente interessato dal sovraccarico biomeccanico di origine lavorativa è il tratto lombare e le relative cerniere dorso lombare e lombo sacrale. Il meccanismo patogenetico (c.d. a pompa) comporta una primitiva alterazione trof ica del disco intervertebrale attraverso fenomeni di disidratazione del nucleo polposo e perdita di elasticità con fissurazioni dell'anulus fibroso;
segue la protrusione e poi l'ernia del disco intervertebrale con eventuali quadri clinici connessi alla com pressione radicolare. L'alterazione del disco può comportare inoltre l' instaurarsi di un processo artrosico osteofitico per il concentrarsi delle sollecitazioni pressorie sui bordi delle limitanti dei corpi vertebrali. Sono pertanto da ritenere correlati al rischio di sollecitazioni biomeccaniche lav orative i quadri con impegno da compressione dell'apparato interv ertebrale (ernie discali e protrusioni discali), associati o meno a spondilodiscoartrosi lombare”. In merito alle categorie di lavoratori che svolgono attività che comportano la movimentazione manuale dei carichi, l' riporta: “L'analisi dei casi di patologie della colonna CP_1 vertebrale denunciati all' permette di confermare che le più comuni attività lavorative da considerarsi a CP_1 rischio, quando svolte in maniera esclusiva o prevalent e, sono le seguenti: - lavori di facchinaggio (porti, aeroporti, tras lochi, spedizione merc i ecc.) - lavori di magazzinaggio (supermercati ecc.) - lavoro del personale ausiliario e infermieristico in reparti nosocom iali e altre strutture ove è richiesta moviment azione assistita dei pazienti. - lavoro del manovale edile, quando la movimentazione manuale dei carichi costituisce l'attività prevalente.” Per quanto riguarda il caso in questione, dall'anamnesi lavorativa, risulta che il Sig. abbia svolto dal 1986 la Pt_1 mansione di addetto impianti termoidraulici L'attività comporta il sollevamento dei gravi, come dichiarato dal datore di lavoro dell'ultima ditta dove il ha lavorato e come risulta dalla valutazione del rischio effettuata presso Pt_1 la suddetta azienda (Indice sollevamento NIOSH superiore ad 1) 1 . Meno importante risulta essere stata l'esposizione a vibrazioni del corpo intero che si sarebbe realizzata per la guida del furgono utilizzato per i trasferimenti dal magazzino ai vari cantieri (A8=0,27 msec ) 2 . Per quanto riguarda i fattori di rischio extralavorativi (sopra elencati) non risultano presenti nell'anamnesi personale del ricorrente 2) Rizoartrosi alle mani bilaterale, trattata chirurgicamente a sinistra Alla visita ortopedica effettuata nel 2022 era stato evidenziato
”…affetto da rizoartrosi bilaterale, più grave alla mano sinistra. Si consiglia intervento di trapezioplastica”. Il paziente è stato sottoposto ad intervento chirurgico alla mano sinistra Con il termine rizoartrosi si intende l'artrosi dell'artic olazione trapezio-metacarpale delle mani. E' una malattia frequente, che rappresenta il 10% di tutte le localizzazione artrosiche del corpo umano e determina un progressivo deterioramento dell'articolazione, che limita il funzionamento della mano e sopratt utto del pollice, con dolore, impotenza funzionale e difficoltà progressiva pagina 5 di 11 nell'eseguire il proprio lavoro e i comuni gesti della vita quotidiana. La malattia colpisce prevalentemente il sesso femminile. Nelle donne in menopausa la frequenza è 20 volte maggiore che negli uomini. E' praticamente assente prima dei 40 anni. L'evoluzione della malattia è di solito lenta, ma progressiv a. E' spesso bilaterale. La rizoartrosi è causata soprattutto dalla instabilità dell'articolazione trapeziometacarpale. In casi particolari può essere la conseguenza di pre gresse fratture o lussazioni e di malattie infiammatorie e reumatiche (artrite reumatoide, gotta, artrite psoriasica). Talvolta la rizoartrosi evolve in un'artrosi peritrapeziale, una artrosi che interessa tutte le superfici articolari del trapezio. Il sintomo principale, sin dall'inizio della malattia, è i l dolore. Dapprima saltuario, poi sempre più costante, sia a riposo, ma soprattutto nel movimento. La sintomatologia dolorosa diviene progressivamente invalidante, impedendo al paziente di effettuare correttamente una valida pinza fra pollice e indice.
E' spesso presente una deformità a livello dell'articolazione, per la progressiva sublussazione della base del 1° metacarpo. Con il tempo sopravviene rigidità articolare e perdita della capacità di abduzione del pollice (cioè allontanarlo dall'indice). Con la presenza di deformità dell'articolazione trapezio metacarpale si manifestano ulteriori deformità al pollice, dovute a meccanismi spontanei di compenso. 3) Tendinopatia della cuffia dei rotatori alle spalle bilaterali Agli accertamenti specialistici effettuati nel 2022, fra cui la ecografia spalla destra ed ecografia spalla sinistra era stato segnalato: “Ecografia spalla destra: tendine sovraspinato con segni di tendinosi ed iniziale assottigliamento nel passaggio subacromiale dove si rileva piccola iniziale fissurazione. Artrosi acromion claveare.
Non si rilevano segni di borsite, né alterazioni del t. capo lungo del bicipite e della sua guaina. Ecografia spalla sinistra: Tendine sovraspinato con segni di tendinosi e lieve assottigliamento in sede subacromiale. Lieve artrosi acromion claveare. Lieve distensione della guaina del t. capo lungo del bicipite. …”. L'affezione degenerativa a carico della cuffia dei rotatori dell'articolazione della spalla è comune sia nella donna che nell'uomo e si manifesta fra la quarta e la quinta decade di vita, molto spesso compare a carico dell'arto dominante, quello che in realtà si usa di più nelle attività lavorative o sport ive con i movimenti o le posizioni della spalla favorenti la sua insorgenza. Il sintomo principale, nelle fasi iniziali della malattia, è rappresentato dal dolore nell'eseguire i movimenti della spalla;
nelle fasi avanzate compaiono dolori anche notturni ed irradiati, con associata riduzione della funzione motoria.
Attualmente la sindrome del la cuffia dei rotatori, viene inquadrata con il termine di attrito/conflitto acromio- omerale (impingement syndrome). Le formazioni anatomiche interessate nella sindrome della cuffia dei rotatori sono i tendini, p rivi di guaina, dei muscoli sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare (muscoli extrarotatori dell'arto superiore) con funzione di contenere l'articolazione della spalla e permettere l'elevazione sul piano frontale. La sindrome della cuffia dei rotatori è una irritazione delle str utture sotto acromiali (i tendini della cuffia dei rotatori, la borsa sottoacromiale) dovuta ad una di minuita vascolarizzazione ed ad un processo degenerativo dei tess uti causati dal ripetuto schiacciamento (impingement) dei tendini della cuffia dei rotatori e della pagina 6 di 11 borsa sottoacromiale, durante i movimenti di elevazio ne dell'arto superiore (per esempio come nella semplice e comune manovra dell'indossare una maglia), tra la testa dell'omero ed il processo acromiale della scapola. I processi anatomopatologici consistono in una degenerazione, sino alla necrosi fibrillare, dei tendini con rottura parziale o completa, più frequentemente a carico del tendine del muscolo sopra spinoso e degli altri tendini dei muscoli rotatori alla inserzione omerale (entesopatia), nonché del tendine del capo lungo del bicipite brachiale. La rottura della cuffia
è la fase terminale di un impingement protratto e, spesso, coesiste una infiammazion e della borsa sottoacromiale. È frequente l'evoluzione calcifica. 4) epicondilite calcifica gomito sinistro Nel 2022 il ricorrente aveva eseguito ecografia del gomito sinistro che aveva evidenziato: “Nella regione laterale del gomito si documenta ispessimento, disomogeneità ed ipoecogenicità del tendine degli es tensori a livello dell'inserzione, apprezzando calcificazione grumosa di circa
10mm e modesto versamento fluido, associati. Nella regione mediale del gomito si documenta ispessimento, disomogeneità ed ipoecogenicità del tendine dei flessori a livello dell 'inserzione, apprezzando calcificazione laminare di circa 8 mm. Conclusione: i reperti suggeriscono epicondilite ed epitrocleite, marcate L' epicondilite è una sindrome dolorosa localizzata al gomito che consiste in una degenerazione delle fibre tendinee di quei muscoli dell'avambraccio che permettono l'estensione delle dita e del polso e che s' inseriscono sull' epicondilo. L'epitrocleite è una condizione dolorosa che colpisce l'inserzione dei tendini dei muscoli flessori e pronatori del braccio, nell'area dell'epitroclea (parte interna del gomito ). Le patologie che interessano l'arto superiore, sopra descritte, rientrano fra le patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Per quanto riguarda il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori per gli addetti che utilizzano utensili di un certo peso, per lunghi periodi della giornata lavorativa, con le braccia all'altezza delle spalle, con i gomiti posti in posizione flessa, l'analisi dell'andamento delle malattie professionali denunciate mostra proprio un aumento di quelle malattie che gravano sull'apparato osteoarticolare;
tale rischio è identificabile anche in funzione degli elementi caratterizzanti il binomio attrezzature-attività. Inoltre tali malattie, a eziopatogenesi multifattoriale, sono riscontrabili anche nella popolazione 'non esposta' per cause locali o cause generali legate a pregressi traumatismi, all'invecchiamento, a patologie dismetaboliche/reumatiche ecc..; analoghi meccanismi da sollecitazioni biomeccaniche si verificano inoltre in attività sportive e/o hobbistiche. Una situazione lavorativa di sovraccarico degli arti superiori si verifica quando i gesti lavorativi, compiuti con gli arti superiori, sono frequ enti, rapidamente ripetuti, uguali a se stessi per lunghi periodi del turn o di lavoro, richiedono sviluppo di forza manuale, comportano posture incongrue del segmento dell'arto superiore, non sono alternati con periodi di recupero o riposo. Altri fattori in grado di amplificare il rischio, quando concomitanti, sono l'utilizzo di strumenti vibranti e di utensili con impugnatura inadeguata, il contatto con il freddo, esecuzione di lavori di precisione, l'uso di guanti inadeguati e i ritmi di lavoro determinati dalla macchina. A titolo esemplificativo alcuni esempi di lavorazioni a rischio presunto di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e di alcune modalità pagina 7 di 11 operative che possono esporre al medesimo rischio sono: magazzinaggio, cassiera in supermercati, montaggio, assemblaggio su linea, preparazioni manuali, confezionamento imballaggi su linea, operazioni di cernita manuale, uso di attrezzi manuali che comportano uso di forza (leve, pinze, tenaglie, taglierine, raschietti, uso mole, frese, martelli et c..) In merito alla identificazione delle attività che riconoscono come rischio quello da sovraccarico biomeccanco degli arti superiori possiamo prendere di riferimento quanto riportato in letteratura da Parte_3 nel 2003 che individuano come primi segnalatori di presunta esposizione a movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori le condizioni di seguito elencate: 1) ripetitività: lavori che comportano la ripetizione degli stessi movimenti degli arti ogni pochi secondi oppure la ripetizione di un c iclo di movimenti per più di due volte al minuto per almeno due ore complessive nel turno di lavoro 2) uso di forza: lavoro con uso ripetuto (almeno 1 volta ogni 5 minuti) della forza delle mani per ameno due ore complessive nel turno lavorativo. Sono parimenti indicativi in proposito: - afferrare e sollevare con presa di forza della mano (grip) un oggetto che pesa più di 2.7 Kg o usare una equivalente forza di GRIP;
- afferrare e sollevare con presa di precisione della mano (o per lo più tra pollice ed indice, pinch), oggetti che pesano 900 grammi o usare una equivalente forza di PINCH;
- sviluppare su attrezzi, leve, pulsanti, etc, forze manuali pressochè massimali (stringere bulloni con chiavi, stringere viti con cacciaviti manuali, ecc); 3) posture incongrue: lavori che comportano il raggiungimento o il mantenimento di posizioni estreme della spalla e del polso o posture particolari degli arti per periodi di un'ora continuativa o di due ore complessive nel turno di lavoro.
Sono parametri indicativi al proposito: -posizione delle mani sopra la testa e/o posizione del braccio sollevato ad altezza delle spalle;
- posizione in evidente deviazione del polso 4) Impatti ripetuti: lavori che comportano l'uso della mano come attrezzo (ad es. usare la mano come un martello) per più di 10 volte all'ora per almeno due ore complessive sul turno di lavoro Il Sig. ha svolto dal 1986 attività lavorativa comportante esposizione a Pt_1 sovraccarico degli arti superiori, frequentemente con acquisizione di posture scorrette dei distretti dell'arto superiore;
inoltre è stato esposto a vibrazioni del sistema mano braccio, come dichiarato nel questionario redatto dall 'ultimo datore di lavoro e come è emerso dalla valutazione del rischio (valori al di sopra del livello di azione). In Italia, il D.
Lgs 81/08, prescrive le misure per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che sono esposti o possono essere esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. All'art. 201 viene riportato il livello di azione giornaliero ed il valore limite giornaliero di esposizione per i lavoratori che eseguono lavorazioni che comportano l'esposizione a vibrazioni del sis tema mano braccio. In caso di superamento dei livelli di azione i lavoratori vengono sottoposti alla sorveglianza sanitaria (Livello d'azione giornaliero di esposizione: 2,5 m/s2; Valore limite giornaliero di esposizione: 5 m/s2). Sia la tendinopatia del sovraspinato che l'epicondilite, che la rizoartrosi sono patologie ad etiologia multifattoriuale, quindi sono “riscontrabili anche nella popolazione 'non esposta' per cause locali o cause generali legate a pregressi traumatismi, all'invecchiamento, a patologie dismetaboliche/reumatiche ecc..; analoghi pagina 8 di 11 meccanismi da sollecitazioni biomeccaniche si verificano inoltre in attività sportive e/o hobbistiche. Per quanto riguarda il Sig non emergono in anamnesi traumatismi, attività sportive o patologie dismetaboliche o Pt_1 reumatiche che possono aver comportato l'insorgere delle malattie nei distretti osteoarticolari coinvolti, quindi non sono emersi fattori extralavorativi di rilievo, mentre i fattori di rischio professionale sembrano aver svolto un ruolo importante nel determinismo della malattia. ha sempre svolto il lavoro di addetto agli impianti Pt_1 termoidraulici. Ha iniziato a lavorare nel 1986. L'orario giornaliero era di 8 ore. Lavorava dalle 8.00 alle17.00 con una interruzione per la pausa pranzo di un'ora. Esiste quindi a parere della scrivente, un nesso quanto meno concausale fra attività lavorativa svolta e le affezioni presentate dal ricorrente, In relazione alla tabella delle menomazioni di cui al Decreto Legislativo 38/2000 sono previste, nel suddetto sistema tabellare: - per la patologia del rachide, la voce 213 “ernia discale del tratto lombare con disturbi trofico sensitivi persistenti“ (fino a 12%;), -per la patologia delle spalle sono prev iste le seguenti voci: la voce 227 “Esiti di lesione delle strutture muscolo tendinee della spalla apprezzabili strumentalmente, non comprensive del danno derivante dalla limitazione funzionale” (fino a 4%); voce 224: “limitazione dei movimenti dell'articolazione scapolo omerale ai gradi estremi” (3%), - per la patologia del gomito sinistro, è prevista la voce 232 “Esiti di epicondiliti, epitrocleiti e patologie muscolo tendinee assimilabili, apprezzabili strumentalmente , in assenza o con sfumata ripercussione funzionale, a seconda della mono o bilateralità” (fino a 5%); -per la patologia alle mani, è prevista la voce 267 “Esiti di tenovaginaliti del distretto poso-mano, apprezzabili strumentalmente, a seconda del grado dell'estensione, in assenza o con sfumata limitazione funzionale” (fino a 4%). Al danno anatomico deve assere aggiunto il danno funzionale;
per la valutazione di quest'ultimo possiamo fare riferimento, per analogia, alla voce 261 “anchilosi del pollice (metacarpofalangea e interfalangea in posizione favorevole”. Di seguito le valutazione per il caso del sig. -patologia del rachide: Pt_1
8% (otto per cento); -patologia delle mani bilateralmente: 6% (sei per cento); -patologia delle spalle bilateralmente:7% (sette per cento) -patologia del gomito sin: 2% Le patologie dell'arto superiore sono concorrenti per cui può essere attribuito il punteggio complessivo 14% (quattordici per cento) La patologia del rachide (8%) è coesistente per cui si applica il calcolo riduzionistico, valutazione globale 21% (ventuno per cento). La data di acquisizione è dalla domanda amministrativa: 25/05/2022 In considerazione che il Sig. ha un Pt_1 precedente riconoscimento del 3 % (09/12/2022) per trauma indiretto polso/avambraccio sin con lesione del t.flessore del carpo trattata chirurgicamente, la valutazione complessiva è 23 % (ventitre per cento) 3)
CONCLUSIONI Pertanto, sulla base delle considerazioni sopra riportate, rispondo ai quesiti postimi dall'Ill.mo
Sig. Giudice: − Il Signor è affetto da spondilodiscoartrosi con duplice focalità erniaria L3-L4 e Pt_1 protrusioni discali L2-L3. L4-L5, L5-S1, tendinopatia della spalla bilaterale, rizoartroai bilaterale, epicondilite sinistra. − Gli esami strumentali e le visite specialistiche effettuate hanno evidenziato le suddette patologie. − Il Sig pagina 9 di 11 presenta un precedente riconoscimento 3% (09/12/2022) per trauma indiretto Pt_1 CP_1 polso/avambraccio s in con lesione del t. flessore del carpo trattato chirurgicamente. − Esiste un nesso di compatibilità fra le patologia presentate e la lavorazione svolta (più di 20 anni di attività comportate il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, uso di strumenti vibranti e da movimentazione manuale dei carichi
(desunto dall'anamnesi, dai documenti del datore di lavoro dell'ultima ditta dove il ha lavorato, dall'esame Pt_1 obiettivo). − L'attività lavorativa è stata un fattore importante nel determinare la malattia;
a mio giudizio potrebbe essere definito con il termine sensibile il grado di incidenza causale dell'attività lavorativa sull'insorgere della malattia. Dall'anamnesi non sono emersi i fattori noti extralavorativi.. − La patologia determina degli esiti permanenti e comporta una diminuzione dell'integrità psico-fisica (danno biologico) pari al 21% (ventuno per cento).
La decorrenza è dalla data della domanda 25/05/2022. − La valutazione complessiva, considerando l'esito di infortunio all'arto superiore sinistro (09/12/2022) riconosciuto dall' (3%) è del 23 % (ventitre per CP_1 cento).” (cfr., ancora, elaborato peritale depositato).
Le risultanze della Ctu medico legale appaiono pienamente condivisibili, essendo la espletata indagine correttamente eseguita ed immune da profili di censurabilità, non evidenziati da alcuna delle parti nei termini assegnati.
In presenza del prescritto requisito medico-legale, va pertanto dichiarato il diritto della parte ricorrente all'indennizzo di legge ex D.l.vo 38/2000 nella misura del 23%, con decorrenza di legge.
Per l'effetto l' va condannato alla corresponsione del relativo indennizzo di legge e con la CP_1 indicata decorrenza, oltre interessi legali dal 121° giorno dalla domanda amministrativa e fino al saldo oltre accessori come per legge.
Quanto alle spese di lite, esse seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo, ex
DM 55/14, avuto riguardo a scaglione di valore, natura della causa (previdenziale) e ad attività svolta ed applicando la riduzione della metà ai sensi dell'art. 4, co. 1, dello stesso D.M. in ragione della non elevata complessità delle questioni di fatto e di diritto oggetto del giudizio;
come pure le spese di ctu, liquidate con separato decreto.
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P.Q.M.
Disattesa ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione, pronunciando sul ricorso:
- dichiara il diritto di parte ricorrente all'indennizzo per malattia professionale nella misura complessiva del 23%, con la decorrenza sopra indicata;
- condanna l' alla corresponsione in favore del ricorrente del predetto indennizzo, nella misura CP_1 di legge e con la indicata decorrenza, oltre accessori di legge dalla scadenza e fino al saldo;
- condanna l' al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 2.700,00 oltre IVA e CPA e CP_1
15% per spese generali, da distrarsi in favore del difensore dichiaratosi antistatario;
- pone definitivamente le spese di c.t.u., liquidate in separato decreto, a carico dell' . CP_1
LIVORNO, 18 settembre 2025
Il Giudice dott.ssa Sara Maffei
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