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Sentenza 27 aprile 2025
Sentenza 27 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Trieste, sentenza 27/04/2025, n. 384 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Trieste |
| Numero : | 384 |
| Data del deposito : | 27 aprile 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE ORDINARIO DI TRIESTE
– Sezione Civile –
R.G. 3988/2023
Il Tribunale di Trieste – Sezione Civile, in persona del G.O.P. Carlo D'Angelillo, nel procedimento ex art. 281-decies e ss. c.p.c., recante il suindicato numero di R.G., avente ad oggetto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, promossa da:
1. , (20.03.1986 – Santa Maria - Brasil), in proprio e nella qualità Persona_1 di esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a sui Persona_2 minori:
2. (31.01.2006 – Capanema - Brasil); Controparte_1
3. (02.07.2015 - Capanema - Brasil); Controparte_2
4. (06.03.1989 – Santa Maria - Brasil), in proprio e nella qualità di Persona_3 esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a sui minori: Persona_4
5. (18.12.2020 – Capanema - Brasil); Controparte_3
6. (18.06.2023 - Capanema - Brasil); Controparte_4
7. (04.06.1990 – Santa Maria - Brasil), in proprio e nella qualità di Persona_5 esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a sulla minore: Controparte_5
8. (09.07.2023 – Capanema - Brasil); Parte_1 tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Vincenzo Carosi;
Contro il , in persona del rappresentato e difeso Controparte_6 CP_7 dall'Avvocatura distrettuale dello Stato;
Con l'intervento del Pubblico Ministero;
SCIOGLIENDO la riserva assunta all'udienza del 30/12/2024, VISTI gli atti di causa nonché le conclusioni riportate dalle parti, che ivi abbiansi per ripetute e trascritte, ESAMINATI i documenti della procedura, VISTO l'art. 281-sexies, c.p.c., per la REPUBBLICA ITALIANA e IN NOME
DEL POPOLO ITALIANO, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
La domanda dei ricorrenti è fondata e merita di essere accolta.
Preliminarmente, si evidenzia che gli atti di causa sono stati trasmessi al P.M., il quale nulla ha opposto.
Il convenuto , ritualmente evocato, si è regolarmente costituito. Controparte_6
La linea di discendenza risulta essere sufficientemente provata con la documentazione versata in atti, ove straniera, appositamente tradotta e apostillata.
L'avo da cui muove la discendenza iure sanguinis è , nato il [...], a [...] Persona_6
Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, all'epoca già territorio italiano (Comune annesso al
Regno d'Italia nel 1866 – https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi- bin/siusa/pagina.pl? Email_1
aCon=comune&RicVM=ricercasemplice&RicPag=3&RicSez=produttori).
Per i ricorrenti la linea di discendenza così è costituita:
1. ME AL MI: – , nato il [...], in Persona_6 Persona_7
Brasile – , nato il [...], in [...] – , Persona_8 Per_9 Parte_2 nato il [...], in [...];
Pag. 1 di 4 2. IN IA MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile – ; Persona_1
3. MA IA MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile – ; Persona_1
4. IE AL MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile;
5. : – , nato il [...], in [...] – CP_3 CP_3 Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile – ; Persona_3
6. : – , nato il [...], in [...] – Controparte_4 Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile – ; Persona_3
7. NN AL MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile;
8. LA ZE MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Per_9 Parte_2
26/08/1960, in Brasile – . Persona_5
In punto di diritto, rileva precisare che per lungo tempo, sia in epoca pre-unitaria che successivamente e fino all'ufficiale istituzione delle anagrafi civili presso i Comuni, era devoluto alle Parrocchie il compito di tenere registri civili di nascita (e di battesimo) dei soggetti nati presso la circoscrizione ecclesiastica. Pienamente probanti, dunque, i certificati di nascita estratti dai registri parrocchiali, (ugualmente dicasi per le circoscrizioni ecclesiali estere).
Inoltre, è principio consolidato l'ammissibilità di documentazione che presenti discordanza delle generalità dei cittadini che costituiscono la linea di discendenza. Tale discordanza – sempreché non metta fortemente in dubbio la riferibilità di un atto a un dato discendente – non è, infatti, motivo di diniego del provvedimento qualora, con altri elementi, sia desumibile il rapporto di parentela diretto che consente la trasmissione dello status civitatis.
Ancora, il figlio minore, all'esito del riconoscimento della cittadinanza italiana del genitore, acquisisce dalla nascita lo stato di cittadino italiano senza necessità di procedimenti aggiuntivi (art. 14, Legge n. 91/1992), tuttavia, nulla osta alla pronuncia anche nei suoi confronti dello status di cittadino italiano.
Altresì, occorre rilevare che la rappresentanza processuale del minore non cessa automaticamente allorché questi diventi maggiorenne ed acquisti, a sua volta, la capacità processuale, rendendosi necessario che il raggiungimento della maggiore età sia reso noto alle altre parti mediante dichiarazione, notifica o comunicazione con un atto del processo. Tale principio dell'ultrattività della rappresentanza opera – tuttavia – soltanto nell'ambito della stessa fase processuale, attesa l'autonomia dei singoli gradi di giudizio (Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19015 del 02/09/2010,
Rv. 615208 - 01).
Ulteriormente, si riporta l'orientamento della Cassazione a Sezioni Unite che, con le sentenze
25317 e 25318 dell'anno 2022, ha affermato che la perdita dello status di cittadino italiano deve avvenire mediante “una manifestazione esplicita di volontà sostanziale”. Nello specifico, la S.C. –
Pag. 2 di 4 nell'affrontare il tema della grande naturalizzazione brasiliana – ha precisato che la “persona all'epoca emigrata” perde lo status civitatis, con effetto sulla linea di trasmissione iure sanguinis ai discendenti, allorquando compia “un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera, … , senza che l'aver stabilito all'estero la residenza, o anche l'aver stabilizzato all'estero la propria condizione di vita, possa considerarsi bastevole, unitamente alla mancata reazione al provvedimento generalizzato di naturalizzazione, a integrare la fattispecie estintiva dello status per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento”. La rinuncia allo status civitatis deve, inoltre, essere supportata da una “prova piena” dalla quale emerga la volontà inequivocabile di rinunciare alla cittadinanza italiana. Tale prova, secondo le ordinarie regole processuali, deve essere fornita da chi solleva una contestazione sul punto. Ne discende, dunque, che hai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, non occorre depositare il cd. “certificato negativo di naturalizzazione”, e la prova di ogni eventuale interruzione della linea di discendenza ricadrà sul convenuto , che, nella specie, nulla ha dimostrato. Controparte_6
La richiesta formulata da parte del di “rigetto della domanda subordinata Controparte_6 finalizzata a porre a carico del resistente gli adempimenti connessi all'annotazione CP_6 dell'eventuale provvedimento favorevole” non può essere accolta nei termini di seguito esposti.
La domanda di cittadinanza iure sanguinis è una azione di mero accertamento, con cui è chiesto all'Autorità giudiziaria il riconoscimento dello status di cittadino italiano per discendenza. L'ordine richiesto dall'interessato e riportato, in caso di accoglimento della domanda, nel provvedimento del Giudice di intimare il convenuto e, in sua vece, l'ufficiale Controparte_6 dello stato civile competente, a procedere “alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti” non costituisce una condanna di facere in senso tecnico – ancor più se non è previsto l'annullamento di un provvedimento amministrativo di diniego
– in quanto la cogenza del dictum non deriva dal disposto della Autorità giudiziaria ma dal complesso di norme, costituzionali e non, che regolano le annotazioni nel registro dello stato civile e della cittadinanza.
Anche in assenza dell'ordine de quo pronunciato dal Giudice, all'esito dell'ammissione della domanda dello status civitatis, il , quale Autorità amministrativamente Controparte_6 competente che gestisce e coordina l'intera materia della cittadinanza e dello stato civile (art. 14 del D.Lgs. n. 300/99) e, per esso, l'ufficiale di stato civile, quale organo periferico della
Amministrazione statale (art. l, comma 2, del D.P.R. n. 396/00) ovvero il soggetto materialmente tenuto ad effettuare le varie trascrizioni, iscrizioni ed altri adempimenti (art. 14 del D.Lgs. n.
267/00), sono comunque tenuti a compiere tutti gli atti conseguenti al riconoscimento dello status di cittadino italiano iure sanguinis.
Un rifiuto in tal senso, dunque, non rappresenterebbe una inottemperanza a quanto stabilito dal
Giudice bensì costituirebbe una propria e vera violazione di legge.
La natura sostanzialmente amministrativa e non contenziosa della procedura, la assenza di un provvedimento di diniego proveniente dall'autorità amministrativa, giustifica la compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide:
- accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
Pag. 3 di 4 - ordina al e, per esso, all'Ufficiale dello stato civile competente, di procedere Controparte_6 alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
- compensa le spese di lite.
Trieste, 27 aprile 2025
Il Giudice Onorario di Pace
Carlo D'Angelillo
Pag. 4 di 4
– Sezione Civile –
R.G. 3988/2023
Il Tribunale di Trieste – Sezione Civile, in persona del G.O.P. Carlo D'Angelillo, nel procedimento ex art. 281-decies e ss. c.p.c., recante il suindicato numero di R.G., avente ad oggetto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, promossa da:
1. , (20.03.1986 – Santa Maria - Brasil), in proprio e nella qualità Persona_1 di esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a sui Persona_2 minori:
2. (31.01.2006 – Capanema - Brasil); Controparte_1
3. (02.07.2015 - Capanema - Brasil); Controparte_2
4. (06.03.1989 – Santa Maria - Brasil), in proprio e nella qualità di Persona_3 esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a sui minori: Persona_4
5. (18.12.2020 – Capanema - Brasil); Controparte_3
6. (18.06.2023 - Capanema - Brasil); Controparte_4
7. (04.06.1990 – Santa Maria - Brasil), in proprio e nella qualità di Persona_5 esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a sulla minore: Controparte_5
8. (09.07.2023 – Capanema - Brasil); Parte_1 tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Vincenzo Carosi;
Contro il , in persona del rappresentato e difeso Controparte_6 CP_7 dall'Avvocatura distrettuale dello Stato;
Con l'intervento del Pubblico Ministero;
SCIOGLIENDO la riserva assunta all'udienza del 30/12/2024, VISTI gli atti di causa nonché le conclusioni riportate dalle parti, che ivi abbiansi per ripetute e trascritte, ESAMINATI i documenti della procedura, VISTO l'art. 281-sexies, c.p.c., per la REPUBBLICA ITALIANA e IN NOME
DEL POPOLO ITALIANO, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
La domanda dei ricorrenti è fondata e merita di essere accolta.
Preliminarmente, si evidenzia che gli atti di causa sono stati trasmessi al P.M., il quale nulla ha opposto.
Il convenuto , ritualmente evocato, si è regolarmente costituito. Controparte_6
La linea di discendenza risulta essere sufficientemente provata con la documentazione versata in atti, ove straniera, appositamente tradotta e apostillata.
L'avo da cui muove la discendenza iure sanguinis è , nato il [...], a [...] Persona_6
Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, all'epoca già territorio italiano (Comune annesso al
Regno d'Italia nel 1866 – https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi- bin/siusa/pagina.pl? Email_1
aCon=comune&RicVM=ricercasemplice&RicPag=3&RicSez=produttori).
Per i ricorrenti la linea di discendenza così è costituita:
1. ME AL MI: – , nato il [...], in Persona_6 Persona_7
Brasile – , nato il [...], in [...] – , Persona_8 Per_9 Parte_2 nato il [...], in [...];
Pag. 1 di 4 2. IN IA MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile – ; Persona_1
3. MA IA MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile – ; Persona_1
4. IE AL MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile;
5. : – , nato il [...], in [...] – CP_3 CP_3 Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile – ; Persona_3
6. : – , nato il [...], in [...] – Controparte_4 Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile – ; Persona_3
7. NN AL MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Parte_3
26/08/1960, in Brasile;
8. LA ZE MI: – , nato il [...], in [...] – Persona_6 Persona_7
, nato il [...], in [...] – , nato il Persona_8 Per_9 Parte_2
26/08/1960, in Brasile – . Persona_5
In punto di diritto, rileva precisare che per lungo tempo, sia in epoca pre-unitaria che successivamente e fino all'ufficiale istituzione delle anagrafi civili presso i Comuni, era devoluto alle Parrocchie il compito di tenere registri civili di nascita (e di battesimo) dei soggetti nati presso la circoscrizione ecclesiastica. Pienamente probanti, dunque, i certificati di nascita estratti dai registri parrocchiali, (ugualmente dicasi per le circoscrizioni ecclesiali estere).
Inoltre, è principio consolidato l'ammissibilità di documentazione che presenti discordanza delle generalità dei cittadini che costituiscono la linea di discendenza. Tale discordanza – sempreché non metta fortemente in dubbio la riferibilità di un atto a un dato discendente – non è, infatti, motivo di diniego del provvedimento qualora, con altri elementi, sia desumibile il rapporto di parentela diretto che consente la trasmissione dello status civitatis.
Ancora, il figlio minore, all'esito del riconoscimento della cittadinanza italiana del genitore, acquisisce dalla nascita lo stato di cittadino italiano senza necessità di procedimenti aggiuntivi (art. 14, Legge n. 91/1992), tuttavia, nulla osta alla pronuncia anche nei suoi confronti dello status di cittadino italiano.
Altresì, occorre rilevare che la rappresentanza processuale del minore non cessa automaticamente allorché questi diventi maggiorenne ed acquisti, a sua volta, la capacità processuale, rendendosi necessario che il raggiungimento della maggiore età sia reso noto alle altre parti mediante dichiarazione, notifica o comunicazione con un atto del processo. Tale principio dell'ultrattività della rappresentanza opera – tuttavia – soltanto nell'ambito della stessa fase processuale, attesa l'autonomia dei singoli gradi di giudizio (Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19015 del 02/09/2010,
Rv. 615208 - 01).
Ulteriormente, si riporta l'orientamento della Cassazione a Sezioni Unite che, con le sentenze
25317 e 25318 dell'anno 2022, ha affermato che la perdita dello status di cittadino italiano deve avvenire mediante “una manifestazione esplicita di volontà sostanziale”. Nello specifico, la S.C. –
Pag. 2 di 4 nell'affrontare il tema della grande naturalizzazione brasiliana – ha precisato che la “persona all'epoca emigrata” perde lo status civitatis, con effetto sulla linea di trasmissione iure sanguinis ai discendenti, allorquando compia “un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera, … , senza che l'aver stabilito all'estero la residenza, o anche l'aver stabilizzato all'estero la propria condizione di vita, possa considerarsi bastevole, unitamente alla mancata reazione al provvedimento generalizzato di naturalizzazione, a integrare la fattispecie estintiva dello status per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento”. La rinuncia allo status civitatis deve, inoltre, essere supportata da una “prova piena” dalla quale emerga la volontà inequivocabile di rinunciare alla cittadinanza italiana. Tale prova, secondo le ordinarie regole processuali, deve essere fornita da chi solleva una contestazione sul punto. Ne discende, dunque, che hai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, non occorre depositare il cd. “certificato negativo di naturalizzazione”, e la prova di ogni eventuale interruzione della linea di discendenza ricadrà sul convenuto , che, nella specie, nulla ha dimostrato. Controparte_6
La richiesta formulata da parte del di “rigetto della domanda subordinata Controparte_6 finalizzata a porre a carico del resistente gli adempimenti connessi all'annotazione CP_6 dell'eventuale provvedimento favorevole” non può essere accolta nei termini di seguito esposti.
La domanda di cittadinanza iure sanguinis è una azione di mero accertamento, con cui è chiesto all'Autorità giudiziaria il riconoscimento dello status di cittadino italiano per discendenza. L'ordine richiesto dall'interessato e riportato, in caso di accoglimento della domanda, nel provvedimento del Giudice di intimare il convenuto e, in sua vece, l'ufficiale Controparte_6 dello stato civile competente, a procedere “alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti” non costituisce una condanna di facere in senso tecnico – ancor più se non è previsto l'annullamento di un provvedimento amministrativo di diniego
– in quanto la cogenza del dictum non deriva dal disposto della Autorità giudiziaria ma dal complesso di norme, costituzionali e non, che regolano le annotazioni nel registro dello stato civile e della cittadinanza.
Anche in assenza dell'ordine de quo pronunciato dal Giudice, all'esito dell'ammissione della domanda dello status civitatis, il , quale Autorità amministrativamente Controparte_6 competente che gestisce e coordina l'intera materia della cittadinanza e dello stato civile (art. 14 del D.Lgs. n. 300/99) e, per esso, l'ufficiale di stato civile, quale organo periferico della
Amministrazione statale (art. l, comma 2, del D.P.R. n. 396/00) ovvero il soggetto materialmente tenuto ad effettuare le varie trascrizioni, iscrizioni ed altri adempimenti (art. 14 del D.Lgs. n.
267/00), sono comunque tenuti a compiere tutti gli atti conseguenti al riconoscimento dello status di cittadino italiano iure sanguinis.
Un rifiuto in tal senso, dunque, non rappresenterebbe una inottemperanza a quanto stabilito dal
Giudice bensì costituirebbe una propria e vera violazione di legge.
La natura sostanzialmente amministrativa e non contenziosa della procedura, la assenza di un provvedimento di diniego proveniente dall'autorità amministrativa, giustifica la compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide:
- accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
Pag. 3 di 4 - ordina al e, per esso, all'Ufficiale dello stato civile competente, di procedere Controparte_6 alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
- compensa le spese di lite.
Trieste, 27 aprile 2025
Il Giudice Onorario di Pace
Carlo D'Angelillo
Pag. 4 di 4