Sentenza 5 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Milano, sentenza 05/02/2025, n. 564 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Milano |
| Numero : | 564 |
| Data del deposito : | 5 febbraio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MILANO
Sezione Lavoro
La dott.ssa Eleonora Maria Velia Porcelli in funzione di giudice del lavoro ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al N. 9916/2024 R.G. promossa da:
, con il patrocinio dell'avv. LARATRO MASSIMO, Parte_1 dell'avv. VITALE DOMENICO e dell'avv. PIRONTI ANTONIO, elettivamente domiciliato in
VIALE MONTE NERO, 28 MILANO contro con il patrocinio dell'avv. TANCA FRANCESCO Controparte_1
e dell'avv. BARZIZZA MARTA, elettivamente domiciliato in PIAZZA CINQUE GIORNATE, 10
MILANO
Oggetto: retribuzione tempo divisa
Svolgimento del processo
Con ricorso al Tribunale di Milano, sezione lavoro, depositato telematicamente in data 7-7-24, ha convenuto in giudizio la Parte_1 Controparte_2 per sentirla condannare al pagamento del complessivo importo lordo di €
[...]
8.682,88, oltre interessi e rivalutazione, a titolo di differenze retributive maturate per il cd. tempo di vestizione e svestizione, in relazione a tutto il periodo dal 1-12-05 al 31-5-24.
Premesso di essere dipendente della convenuta dal 1-12-2005, con inquadramento nel livello 4S del c.c.n.l. Uneba e mansioni di operatrice di assistenza, la ricorrente ha esposto di essere sempre stata dotata di una divisa aziendale, da usare esclusivamente durante il servizio e da indossare e togliere all'interno del luogo di lavoro;
ha aggiunto che la convenuta aveva sempre imposto di timbrare in entrata e di iniziare a lavorare solo dopo aver indossato pagina 1 di 6
Costituendosi ritualmente in giudizio, la convenuta ha contestato la fondatezza delle pretese avversarie, di cui ha chiesto il rigetto.
Esperito infruttuosamente il tentativo di conciliazione, ammessa ed espletata in parte la prova testimoniale dedotta, il Giudice ha invitato i procuratori delle parti alla discussione orale e ha pronunciato sentenza, dando lettura del dispositivo in udienza.
Motivi della decisione.
Il ricorso è infondato e deve essere rigettato.
Non e' contestato che la ricorrente, durante l'espletamento dell'attivita' lavorativa, debba indossare una divisa (casacca, pantaloni e scarpe) fornita dall'azienda e che presso il luogo di lavoro esistano appositi locali spogliatoio dove e' possibile cambiarsi e lasciare i propri effetti personali.
A prescindere da ogni considerazione circa la natura o meno di DPI di tale divisa o circa la natura preparatoria dell'attivita' di indossare e dismettere la divisa e del tragitto necessario per raggiungere gli spogliatoi e poi i reparti, dirimente risulta l'affermazione contenuta al punto
23 del ricorso: “Dunque, a far data dal 01.12.2005, la convenuta ha sempre CP_1
imposto e a tutt'oggi impone alla ricorrente di "timbrare in entrata" ed iniziare a lavorare solo dopo aver indossato la divisa e, quindi, di "timbrare in uscita" prima di aver dismesso la medesima divisa da lavoro e di aver posto quest'ultima presso un apposito carrello sito nel reparto lavanderia della struttura in questione”.
La convenuta sostiene invece di avere sempre richiesto la timbratura del personale in servizio, sia in entrata sia in uscita, in borghese. In particolare afferma che la ricorrente timbrava in entrata a ridosso o in coincidenza dell'inizio del turno e in uscita in coincidenza o prima della fine del turno e che per compensare gli eventuali tempi di vestizione e svestizione
( pari comunque a 4 minuti circa ciascuno) eccedenti l'orario di lavoro, in un contesto di ampia flessibilita' di orario, erano stati riconosciuti trattamenti di miglior favore, tra cui usufruire di pause retribuite in orario di lavoro, della durata di 10 minuti circa l'una, nonche' l'erogazione di un pasto completo al personale in servizio nella fascia mattutina e di un cestino alimentare al personale in servizio notturno. Secondo la convenuta, pertanto, il tempo richiesto per la vestizione e la vestizione della divisa, comprensivo del tempo necessario per dirigersi dalla pagina 2 di 6 timbratrice allo spogliatoio e dallo spogliatoio al piano di consegna, e' compreso nell'orario di lavoro ordinario.
Per accertare le concrete modalita' e tepistiche della timbratura e della vestizione e svestizione della divisa e' stata disposta la prova testimoniale.
La teste , indicata dalla ricorrente, ha dichiarato: “Dal 2016 Testimone_1
lavoro alle dipendenze della convenuta. Sono operatore sanitario.
Ho promosso una vertenza nei confronti della convenuta;
la causa si e' conclusa con una sentenza.
Per attestare la nostra presenza, dobbiamo timbrare con un badge;
la timbratrice si trova dopo la porta d'accesso, a dieci passi sulla sinistra.
Io arrivo sempre un po' prima, perche' devo andare al quarto piano allo spogliatoio, mi cambio, poi scendo, timbro e poi vado alla consegna, al quarto piano: dopo aver timbrato dobbiamo andare tutti li' e poi ognuno va nel suo reparto. La consegna inizia alle 7 e dura
20/25 minuti.
Quando finisco di lavorare vado ancora alla consegna alle 14, come tutti, poi vado a timbrare alla fine della consegna ma non prima delle 14,30 e poi vado a cambiarmi.
A.D.R. Ci sono altri spogliatoi: uno e' dietro alla timbratrice e uno e' al piano -1.
Credo che la ricorrente utilizzi lo spogliatoio dietro alla timbratrice.
A.D.R. Io non faccio pause perche' c'e' tanto da fare.
Mi danno un pasto a spese della , ma io non lo mangio perche' non e' tanto CP_1 buono”.
La teste indicata dalla ricorrente, ha riferito: “Dal 2008 al 2021 ho lavorato per Testimone_2 la convenuta. Il rapporto e' cessato per dimissioni.
Non ho mai promosso vertenze nei confronti della convenuta. Ero operatrice socio sanitaria.
Avevamo un badge per timbrare la presenza, la timbratrice era a piano terra, dopo il secondo ingresso : quando si entra c'e un atrio e poi si passa nel locale dove c'e la timbratrice.
Io entravo, andavo a cambiarmi, poi scendevo a timbrare e poi andavo in consegna.
Alla fine del turno timbravo e poi andavo a cambiarmi.
Nessuno mi aveva detto di fare cosi'.
C'era mezz'ora di pausa, se si riusciva a farla.
Nel turno del mattino c'era la possibilita' di mangiare in mensa, chi voleva. Per il turno notturno c'era un panino.
Per la consegna andavo prima al primo, poi al secondo e infine al quarto piano.
pagina 3 di 6 Al mattino dovevo essere alla consegna alle 7 in punto o anche prima, al pomeriggio alle
14,00 e alla sera alle 21”.
La teste Rio, indicata dalla ricorrente, ha dichiarato: “Dal 1998 Testimone_3
lavoro alle dipendenze della convenuta come operatore socio sanitario.
Non ho mai promosso vertenze nei confronti della convenuta.
Quando arrivo alla RSA entro e vado a cambiarmi allo spogliatoio del piano -1. Di solito arrivo un po' prima dell'orario.
Dopo essermi cambiata vado a timbrare e poi vado al quarto piano per vedere a quale reparto verro' assegnata: in particolar c'e un salone dove ci riuniamo per fare la consegna.
La timbratrice e' a piano terra , vicino all'ingresso.
Finisco di lavorare alle 20, scendo a timbrare e poi vado allo spogliatoio.
Anche la ricorrente utilizza lo spogliatoio collocato al piano -1.
Faccio il turno dalle 13 alle 20, senza pausa”.
Quanto ai testi di parte convenuta, la teste ha dichiarato: “Da 18 anni Testimone_4
lavoro alle dipendenze della convenuta. Sono operatore sanitario.
Per timbrare la presenza abbiamo un badge.
La timbratrice e' a piano terra, nell'ingresso, vicino agli ascensori.
Io entro , timbro alla macchinetta e poi vado allo spogliatoio a cambiarmi. Alla fine del turno scendo dal piano, vado a cambiarmi e timbro e poi esco.
Io mi cambio allo spogliatoio a piano terra, dietro alla timbratrice.
La ricorrente utilizza lo spogliatoio al piano meno 1.
Al mattino, dopo aver timbrato e esserci cambiati, andiamo alla consegna, che dura 5/10 massimo 15 minuti e poi prendiamo il caffe': iniziamo a lavorare verso le 7,25.
A meta' mattina, se tutto va liscio, abbiamo un'altra pausa di 10/15 minuti.
Per la pausa pranzo strimbriamo e timbriamo. La fondazione ci fornisce un pasto Lo stesso per il turno pomeridiano. Per il turno notturno ci lasciano il cesto dei panini e ci fermiamo”. Perso La teste ha riferito: “Da dodici anni lavoro per la convenuta. Sono Testimone_5
Utilizziamo un badge per la presenza. La timbratrice e' a piano terra, all'ingresso.
Al mattino entro, timbro e poi vado a cambiarmi allo spogliatoio al quarto piano.
Se non sbaglio la ricorrente si cambia l piano -1.
Alla fine del turno mi cambio, timbro e poi esco.
pagina 4 di 6 Dopo essermi cambiata, vado alla consegna delle ore 7 al mattino e delle ore 14 al pomeriggio. Dopo la consegna, di solito ci fermiamo per una pausa. La consegna dura circa venti minuti e ci fermiamo per circa dieci minuti.
Durante il turno non riesco a fermarmi perche' lavoro in un reparto impegnativo.
Nel turno di mattina c'e' una pausa di mezz'ora e possiamo fruire della mensa.: dobbiamo timbrare in uscita e in entrata.
Per il turno notturno arriva un cestino con qualcosa per il pasto notturno: qualcosa di freddo, di solito un panino”.
Infine la teste ha dichiarato: “Da 22 anni lavoro alle dipendenze Testimone_6
della convenuta;
prima ero OSS;
dal 2018 sono aiuto animazione per un problema di salute.
Quando arrivo sul posto di lavoro timbro e poi vado a cambiare la divisa.
La timbratrice e' all'ingresso, vicino a uno dei due ascensori.
Quando finisco il turno prima mi cambio e poi timbro.
Lavoro dalle 9,30 alle 18 da lunedi' a venerdi'. Come OSS facevo dalle e 7 alle 14,30 o dalle
14 alle 21 o dalle 21 alle 7: facevo una pausa di 10/15 minuti oltre alla pausa pranzo.
Per il turno mattutino aveva una pausa di mezz'ora timbrata e c'era il servizio mensa. Per il servizio notturno la cucina lasciava un cestino.
Nel turno pomeridiano potevamo fare anche un'ulteriore pausa di 10/15 minuti, dopo aver dato dam mangiare agli ospiti, per mangiare qualcosa”.
Le deposizioni delle testi relative alla timbratura sono risultate diametralmente opposte: le testi di parte ricorrente hanno riferito che la timbratura avveniva dopo aver indossato la divisa a inizio turno e prima di dismetterla a fine turno e le testi di parte convenuta hanno riferito che a timbratura avveniva prima di indossare la divisa a inizio turno e dopo averla dismessa a fine turno.
Peraltro le testi di parte ricorrente hanno riferito quello che era il loro comportamento, ma non hanno affermato che cio' fosse stato loro imposto o fosse frutto di disposizioni aziendali: la teste a precisato che nessuno le aveva detto di fare cosi'. Tes_2
All'esito dell'istruttoria svolta, non si puo' ritenere che sia stata raggiunta adeguata prova della necessita', imposta dalla convenuta, di timbrare in entrata solo dopo aver indossato la divisa e, in uscita, solo dopo averla dismessa, tenuto conto della pacifica collocazione della macchina timbratrice all'ingresso della struttura.
Le testi hanno riferito che la timbratrice e' collocata al piano terra, vicino all'ingresso principale, mentre gli spogliatori sono collocati nel seminterrato: e' logico dedurne che le pagina 5 di 6 lavoratrici timbrano l'ingresso entrando nella RSA e poi si recano negli spogliatoi e quindi in reparto;
alla fine del turno le lavoratrici timbrano uscendo dall'edificio, dopo essere passate dallo spogliatoio.
Si aggiunga che le testi di parte convenuta hanno confermato la possibilita' di usufruire di pause retribuite, a compensazione di eventuali tempi di vestizione/svestizione eccedenti il normale orario di lavoro.
Le testi di parte ricorrente hanno escluso la presenza di pause, ma due di loro hanno promosso un giudizio nei confronti della convenuta, con conseguente minore attendibilita' della loro deposizione.
Pertanto deve ritenersi che il tempo di vestizione/svestizione sia collocato all'interno del turno assegnato e venga regolarmente retribuito.
Infatti, in assenza di ulteriori deduzioni e specificazioni, deve ritenersi che l'orario di lavoro retribuito sia quello risultante dai rilevatori marca tempo e dalle timbrature delle presenze effettuate dai lavoratori.
Ne' in ricorso viene dedotta la mancata retribuzione delle ore di lavoro risultanti dalle timbrature o la retribuzione di un orario diverso rispetto a quello risultante dalle timbrature.
Si ritiene sussistano eque ragioni per l'integrale compensazione tra le parti delle spese di lite.
P.Q.M.
Definitivamente pronunciando, rigetta il ricorso;
compensa integralmente tra le parti le spese di lite;
fissa termine di sessanta giorni per il deposito della sentenza.
Milano, 05/02/2025 il Giudice
Dott. Eleonora Maria Velia Porcelli
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