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Sentenza 16 ottobre 2025
Sentenza 16 ottobre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Parma, sentenza 16/10/2025, n. 599 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Parma |
| Numero : | 599 |
| Data del deposito : | 16 ottobre 2025 |
Testo completo
N. R.G. 872/2013
TRIBUNALE ORDINARIO DI PARMA
Sezione Lavoro
Il Tribunale di Parma, in funzione di giudice del lavoro, nella persona del giudice designato per la trattazione, dott.ssa Ilaria Zampieri, nella causa iscritta al n.
872/2013 R.G., promossa da:
(C.F. ), con sede legale in Torrile (PR), Strada Parte_1 P.IVA_1
Provinciale Asolana n. 48, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa, giusta procura speciale versata in atti, dall'Avv. Caterina
Arcuri del Foro di Reggio Emilia, ed elettivamente domiciliata presso lo studio professionale dell'Avv. Claudia Manfredi sito in Parma, Strada Maestri n. 6;
OPPONENTE contro
, (C.F. , rappresentato e difeso, giusta Controparte_1 C.F._1
procura apposta in calce alla memoria difensiva, dall'Avv. Aldo Manco del Foro di
Parma, ed elettivamente domiciliato presso il relativo studio professionale sito in
Parma, Borgo Basini n. 1;
OPPOSTO ha pronunciato la seguente
SENTENZA
Svolgimento del processo – Motivi della decisione Occorre premettere, in punto di fatto:
- che con ricorso depositato in data 11.06.2013 e ritualmente Parte_1
notificato, proponeva opposizione avverso il D.I. 166/2013 – R.G. 496/2013, emesso in data 09.04.2013, con cui il Tribunale di Parma, in funzione di Giudice del Lavoro, le aveva ingiunto il pagamento, a favore di , della somma Controparte_1
complessiva di Euro 17.043,68, oltre interessi, rivalutazione monetaria e spese legali, chiedendo l'accoglimento delle seguenti conclusioni:
“Voglia l'Ill.mo Tribunale adito, ogni avversaria istanze eccezione e deduzione reietta:
1) accertati i fatti di cui in premessa annullare e/o revocare il decreto ingiuntivo opposto;
2) accertati i fatti di cui in premessa ed in accoglimento della riconvenzionale spiegata dichiarare il rapporto di lavoro risolto per colpa imputabile al sig. 3) accertati i fatti di cui in premessa ed in accoglimento Pt_2
della riconvenzionale spiegata condannare il sig. al risarcimento danni in Pt_2
favore di per effetto del comprtamento sleale e contrario ai doveri di Parte_1
fedeltà, correttezza e lealta nella somma che sarà calcolara in corso di causa, anche attraverso l'ausilio di CTU e/o in via equitativa dal Giudice e comunque a una somma non inferiore a Euro 17.043,68; 4) In via ulteriormente subordinata e accertati i fatti di causa dichiarare la compensazione tra le somme eventualmente contrapposte. Con vittoria di spese diritti ed onorario.”;
- che, con memoria difensiva depositata in data 18.10.2013, si costituiva in giudizio
, contestando la fondatezza delle deduzioni attoree e chiedendo Controparte_1
l'integrale reiezione dell'opposizione, con condanna della società opponente al risarcimento del danno per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c.;
- che, con ordinanza del 27.06.2014, il Giudice precedentemente assegnatario dichiarava l'interruzione del giudizio, a seguito dell'intervenuta dichiarazione di fallimento delle società Parte_1
- che il giudizio non veniva riassunto entro i termini di legge. Tanto premesso in fatto, si evidenzia che, stante la mancata riassunzione del Giudizio
a seguito di interruzione, la causa deve essere dichiarata estinta e cancellata dal ruolo, essendosi verificata l'ipotesi disciplinata dal combinato disposto di cui agli artt. 305 e
307, comma III°, c.p.c..
L'estinzione del giudizio dinnanzi al Tribunale in composizione monocratica – e, dunque, anche dinnanzi al Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro1 – essere dichiarata con sentenza, posto che la previsione di cui all'art. 307, ultimo comma c.p.c., a mente della quale l'estinzione è dichiarata con ordinanza dal giudice istruttore ovvero con sentenza dal collegio può trovare applicazione solo nelle cause di competenza del Tribunale in composizione collegiale;
e, ciò, in quanto il controllo del collegio sulle ordinanze di estinzione pronunciate del giudice istruttore è ipotizzabile solo nelle cause di competenza collegiale e non, per contro, in quelle in cui il giudice. istruttore svolge funzione di Giudice Unico.
Detta conclusione è ribadita dalla conforme giurisprudenza di legittimità2. 1 Tale complesso di disposizioni trova, invero, pacificamente applicazione anche al rito speciale del lavoro, non essendo incompatibile con le ivi previste modalità introduttive del procedimento
(ricorso, in luogo della citazione) e non essendo stata attuata tale specialità attraverso un corpus autonomo di norme, ma con la previsione di una serie di disposizioni che si integrano e si completano, nei limiti della compatibilità, con quelle dettate per il rito ordinario. 2 Invero, “l'estinzione di un processo di cognizione ordinario, ...è regolata dalle disposizioni contenute nell'art. 307 c.p.c., comma 4, e negli arti. 308 e 309 c.p.c.. Queste norme debbono essere lette collegandole all'art. 178 c.p.c., comma 2, il quale dispone che l'ordinanza del giudice istruttore, che non operi in funzione di Giudice unico, quando dichiara l'estinzione del processo, è impugnabile dalle parti con reclamo immediato al collegio. Il combinato disposto delle norme ora indicate non indica espressamente la forma (e, quindi, il regime) del provvedimento di estinzione del processo di cognizione adottato dal Giudice unico;
nondimeno, nel sistema anteriore alla istituzione del Giudice unico di primo grado, avutasi con il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, la dottrina prevalente e la giurisprudenza di questa Corte ritenevano che l'estinzione del processo di cognizione dovesse essere dichiarata dal giudice monocratico con la forma della sentenza (Cass.
13 agosto 1987 n. 6924) e, se adottato con sentenza, era soggetto al regime ordinario delle impugnazioni. Queste regole valgono anche quando l'estinzione del processo è dichiarata dal Giudice unico di primo grado, poiché nei procedimenti che si svolgono davanti a detto giudice non
v'è spazio per una contrapposizione del giudice unico al collegio, sicché ...la pronuncia di estinzione a mezzo di ordinanza è rimedio impraticabile posto che "l'art. 308 citato, comma 1, secondo il quale contro l'ordinanza che dichiara l'estinzione è ammesso il reclamo al collegio, non trova spazio nei procedimenti che si svolgono davanti al Giudice unico di primo grado. In altri termini, in questi procedimenti ... l'estinzione del processo deve essere dichiarata con sentenza, la quale è soggetta ai mezzi di impugnazione ordinari propri delle sentenze” (Cass. Sez. 3 n. 14592 del22/06/2007, conf. Cass. 15 marzo 2007, n. 6023 e Cass. 18 gennaio 2005, n. 950). Di talché, il provvedimento dichiarativo dell'estinzione del processo adottato dal
Giudice monocratico del Tribunale ha natura sostanziale di sentenza, ancorché sia pronunciato in forma di ordinanza o decreto e, dunque, quando sia stato pronunciato in primo grado, è impugnabile con l'appello (cfr.: Cass. Civile, sez. I, 15 marzo 2007,
n. 6023 citata;
Cass. Civile, sez. I, 6 aprile 2006, n. 8041; Cass. Civile, sez. I, 28 aprile 2004, n. 8092;; Cass. Civile, sez. I, 25 febbraio 2004, n. 3733; Cass. Civile, sez. I, 22 ottobre 2002, n. 14889).
In ragione di quanto sopra, essendo il presente giudizio affidato alla cognizione del giudice istruttore in funzione di giudice unico, l'estinzione deve essere pronunciata con sentenza.
L'estinzione del procedimento comporta che le spese rimangono a carico delle parti che le hanno anticipate, secondo la regola generale di cui all'art. 310 u.c. c.p.c
P.Q.M.
Il Tribunale di Parma - Sezione Lavoro, in persona del Giudice, dott.ssa Ilaria
Zampieri, definitivamente pronunciando nella causa in epigrafe indicata, disattesa o assorbita ogni contraria istanza, eccezione e difesa, così provvede:
1) Dichiara l'estinzione del giudizio.
2) Spese a carico di chi le ha anticipate.
Così deciso in Parma il 16 ottobre 2025.
Il Giudice
Dott.ssa Ilaria Zampieri
TRIBUNALE ORDINARIO DI PARMA
Sezione Lavoro
Il Tribunale di Parma, in funzione di giudice del lavoro, nella persona del giudice designato per la trattazione, dott.ssa Ilaria Zampieri, nella causa iscritta al n.
872/2013 R.G., promossa da:
(C.F. ), con sede legale in Torrile (PR), Strada Parte_1 P.IVA_1
Provinciale Asolana n. 48, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa, giusta procura speciale versata in atti, dall'Avv. Caterina
Arcuri del Foro di Reggio Emilia, ed elettivamente domiciliata presso lo studio professionale dell'Avv. Claudia Manfredi sito in Parma, Strada Maestri n. 6;
OPPONENTE contro
, (C.F. , rappresentato e difeso, giusta Controparte_1 C.F._1
procura apposta in calce alla memoria difensiva, dall'Avv. Aldo Manco del Foro di
Parma, ed elettivamente domiciliato presso il relativo studio professionale sito in
Parma, Borgo Basini n. 1;
OPPOSTO ha pronunciato la seguente
SENTENZA
Svolgimento del processo – Motivi della decisione Occorre premettere, in punto di fatto:
- che con ricorso depositato in data 11.06.2013 e ritualmente Parte_1
notificato, proponeva opposizione avverso il D.I. 166/2013 – R.G. 496/2013, emesso in data 09.04.2013, con cui il Tribunale di Parma, in funzione di Giudice del Lavoro, le aveva ingiunto il pagamento, a favore di , della somma Controparte_1
complessiva di Euro 17.043,68, oltre interessi, rivalutazione monetaria e spese legali, chiedendo l'accoglimento delle seguenti conclusioni:
“Voglia l'Ill.mo Tribunale adito, ogni avversaria istanze eccezione e deduzione reietta:
1) accertati i fatti di cui in premessa annullare e/o revocare il decreto ingiuntivo opposto;
2) accertati i fatti di cui in premessa ed in accoglimento della riconvenzionale spiegata dichiarare il rapporto di lavoro risolto per colpa imputabile al sig. 3) accertati i fatti di cui in premessa ed in accoglimento Pt_2
della riconvenzionale spiegata condannare il sig. al risarcimento danni in Pt_2
favore di per effetto del comprtamento sleale e contrario ai doveri di Parte_1
fedeltà, correttezza e lealta nella somma che sarà calcolara in corso di causa, anche attraverso l'ausilio di CTU e/o in via equitativa dal Giudice e comunque a una somma non inferiore a Euro 17.043,68; 4) In via ulteriormente subordinata e accertati i fatti di causa dichiarare la compensazione tra le somme eventualmente contrapposte. Con vittoria di spese diritti ed onorario.”;
- che, con memoria difensiva depositata in data 18.10.2013, si costituiva in giudizio
, contestando la fondatezza delle deduzioni attoree e chiedendo Controparte_1
l'integrale reiezione dell'opposizione, con condanna della società opponente al risarcimento del danno per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c.;
- che, con ordinanza del 27.06.2014, il Giudice precedentemente assegnatario dichiarava l'interruzione del giudizio, a seguito dell'intervenuta dichiarazione di fallimento delle società Parte_1
- che il giudizio non veniva riassunto entro i termini di legge. Tanto premesso in fatto, si evidenzia che, stante la mancata riassunzione del Giudizio
a seguito di interruzione, la causa deve essere dichiarata estinta e cancellata dal ruolo, essendosi verificata l'ipotesi disciplinata dal combinato disposto di cui agli artt. 305 e
307, comma III°, c.p.c..
L'estinzione del giudizio dinnanzi al Tribunale in composizione monocratica – e, dunque, anche dinnanzi al Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro1 – essere dichiarata con sentenza, posto che la previsione di cui all'art. 307, ultimo comma c.p.c., a mente della quale l'estinzione è dichiarata con ordinanza dal giudice istruttore ovvero con sentenza dal collegio può trovare applicazione solo nelle cause di competenza del Tribunale in composizione collegiale;
e, ciò, in quanto il controllo del collegio sulle ordinanze di estinzione pronunciate del giudice istruttore è ipotizzabile solo nelle cause di competenza collegiale e non, per contro, in quelle in cui il giudice. istruttore svolge funzione di Giudice Unico.
Detta conclusione è ribadita dalla conforme giurisprudenza di legittimità2. 1 Tale complesso di disposizioni trova, invero, pacificamente applicazione anche al rito speciale del lavoro, non essendo incompatibile con le ivi previste modalità introduttive del procedimento
(ricorso, in luogo della citazione) e non essendo stata attuata tale specialità attraverso un corpus autonomo di norme, ma con la previsione di una serie di disposizioni che si integrano e si completano, nei limiti della compatibilità, con quelle dettate per il rito ordinario. 2 Invero, “l'estinzione di un processo di cognizione ordinario, ...è regolata dalle disposizioni contenute nell'art. 307 c.p.c., comma 4, e negli arti. 308 e 309 c.p.c.. Queste norme debbono essere lette collegandole all'art. 178 c.p.c., comma 2, il quale dispone che l'ordinanza del giudice istruttore, che non operi in funzione di Giudice unico, quando dichiara l'estinzione del processo, è impugnabile dalle parti con reclamo immediato al collegio. Il combinato disposto delle norme ora indicate non indica espressamente la forma (e, quindi, il regime) del provvedimento di estinzione del processo di cognizione adottato dal Giudice unico;
nondimeno, nel sistema anteriore alla istituzione del Giudice unico di primo grado, avutasi con il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, la dottrina prevalente e la giurisprudenza di questa Corte ritenevano che l'estinzione del processo di cognizione dovesse essere dichiarata dal giudice monocratico con la forma della sentenza (Cass.
13 agosto 1987 n. 6924) e, se adottato con sentenza, era soggetto al regime ordinario delle impugnazioni. Queste regole valgono anche quando l'estinzione del processo è dichiarata dal Giudice unico di primo grado, poiché nei procedimenti che si svolgono davanti a detto giudice non
v'è spazio per una contrapposizione del giudice unico al collegio, sicché ...la pronuncia di estinzione a mezzo di ordinanza è rimedio impraticabile posto che "l'art. 308 citato, comma 1, secondo il quale contro l'ordinanza che dichiara l'estinzione è ammesso il reclamo al collegio, non trova spazio nei procedimenti che si svolgono davanti al Giudice unico di primo grado. In altri termini, in questi procedimenti ... l'estinzione del processo deve essere dichiarata con sentenza, la quale è soggetta ai mezzi di impugnazione ordinari propri delle sentenze” (Cass. Sez. 3 n. 14592 del22/06/2007, conf. Cass. 15 marzo 2007, n. 6023 e Cass. 18 gennaio 2005, n. 950). Di talché, il provvedimento dichiarativo dell'estinzione del processo adottato dal
Giudice monocratico del Tribunale ha natura sostanziale di sentenza, ancorché sia pronunciato in forma di ordinanza o decreto e, dunque, quando sia stato pronunciato in primo grado, è impugnabile con l'appello (cfr.: Cass. Civile, sez. I, 15 marzo 2007,
n. 6023 citata;
Cass. Civile, sez. I, 6 aprile 2006, n. 8041; Cass. Civile, sez. I, 28 aprile 2004, n. 8092;; Cass. Civile, sez. I, 25 febbraio 2004, n. 3733; Cass. Civile, sez. I, 22 ottobre 2002, n. 14889).
In ragione di quanto sopra, essendo il presente giudizio affidato alla cognizione del giudice istruttore in funzione di giudice unico, l'estinzione deve essere pronunciata con sentenza.
L'estinzione del procedimento comporta che le spese rimangono a carico delle parti che le hanno anticipate, secondo la regola generale di cui all'art. 310 u.c. c.p.c
P.Q.M.
Il Tribunale di Parma - Sezione Lavoro, in persona del Giudice, dott.ssa Ilaria
Zampieri, definitivamente pronunciando nella causa in epigrafe indicata, disattesa o assorbita ogni contraria istanza, eccezione e difesa, così provvede:
1) Dichiara l'estinzione del giudizio.
2) Spese a carico di chi le ha anticipate.
Così deciso in Parma il 16 ottobre 2025.
Il Giudice
Dott.ssa Ilaria Zampieri