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Sentenza 13 marzo 2025
Sentenza 13 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Roma, sentenza 13/03/2025, n. 3082 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Roma |
| Numero : | 3082 |
| Data del deposito : | 13 marzo 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI ROMA
SEZIONE LAVORO
Il Giudice dott.ssa Renata Quartulli in funzione di giudice del lavoro all'udienza del 13/03/2025 svoltasi mediante deposito di note scritte, ai sensi dell'art. 127-ter cpc ha pronunciato la seguente sentenza nella causa n.
17436 / 2024 tra avv.VICARI DONATELLA ) Parte_1
e in persona del legale rappresentante p.t. ( avv. IANDOLO GUSTAVO ) CP_1
FATTO E DIRITTO
La parte ricorrente in epigrafe, contestando le risultanze peritali del giudizio di accertamento tecnico preventivo ex art. 445 bis cpc. svoltosi inter partes, ha proposto domanda giudiziale per ottenere il riconoscimento del requisito sanitario ai fini:- dell' assegno di invalidità ( art 1 l 222/84);
- della pensione di inabilità ( art 2 l 222/84) sin dalla data di presentazione dell'istanza amministrativa e per l'effetto la condanna dell” al pagamento dei ratei maturati e maturandi con la CP_1 decorrenza di legge, oltre accessori.
L' si è costituito contestando la fondatezza della domanda . CP_1
Il ricorso è fondato nei limiti di cui appresso.
Gli stati patologici riscontrati dal c.t.u. sono quelli descritti dettagliatamente nella relazione depositata agli atti (1) tireopatia nodulare con note di tiroidite cronica autoimmune, non in terapia;
2) esiti di asportazione chirurgica di polipi alle corde vocali;
3) cardiopatia ipertensiva con valori non controllati dalla terapia abitualmente in uso e dislipidemia in terapia (II classe funzionale NYHA);
4) esiti di meniscectomia mediale al ginocchio destro, consistenti in ipotono- trofia muscolare di coscia e di gamba, aumento di volume del ginocchio con do-lore locale e limitazione del movimento di flessione;
5) sindrome da conflitto subacromiale alla spalla sinistra con tendinopatia della cuffia dei rotatori, consistente in dolore locale e limitazione della motilità dell'articolazione scapolo-omerale in arto dominante;
6) spondilodiscoartrosi diffusa, più accentuata a livello cervicale e lombare, con inversione della fisiologica lordosi cervicale e appianamento della lombare, dolore locale con irradiazione agli arti superiori e inferiori, limitazione della mo-tilità del capo e del tronco con risentimento sciatalgico bilaterale;
7) esiti chirurgici di annessiectomia destra;
8) gastrite cronica in trattamento con gastroprotettori;
9) disturbo depressivo-ansioso).
Essi sono tali da determinare, fin dall'epoca di presentazione della domanda
(20.12.2022), una permanente riduzione a meno di un terzo della capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle sue attitudini, ex art. 1 della legge 12 giugno 1984, n. 222. Tali conclusioni sono pienamente condivisibili, in quanto il CTU ha esaminato in modo approfondito la documentazione sanitaria prodotta e ha condotto una visita medico-legale, accertando il quadro clinico del periziando, con criteri scientifici e oggettivi. Le conclusioni raggiunte risultano motivate con un'attenta valutazione della natura, della gravità e della incidenza funzionale delle patologie riscontrate. Non emergono elementi di errore o incongruenze tali da inficiare la validità dell'elaborato peritale, che appare completo, imparziale e supportato da retti criteri medico-legali .
La domanda di condanna al pagamento dei ratei deve invece ritenersi inammissibile in questa sede . Sul punto la Cassazione ( sent. 6085/14) ha precisato che se : “una delle parti contesta le conclusioni del CTU, si apre … una nuova fase contenziosa, ancora limitata "solo" alla discussione sulla invalidità, fase peraltro circoscritta agli elementi di contestazione proposti dalla parte dissenziente (ricorrente). In questa fase contenziosa si rimettono quindi in discussione le conclusioni cui il CTU era pervenuto nella fase anteriore ed il giudice può disporre ulteriori accertamenti, nonché apprezzare direttamente anche le questioni sanitarie, secondo il ruolo classico di peritus peritorum. Questa fase contenziosa … si chiude con una sentenza, la quale non
è appellabile…
Quanto finora detto si riferisce esclusivamente alla fase di accertamento dello stato invalidante, ma non riguarda la fase successiva, relativa al riconoscimento del diritto alla prestazione assistenziale o previdenziale richiesta. Quando invece, o attraverso la fase di omologa o attraverso quella contenziosa, si accerti l'esistenza di una invalidità che conferisce il diritto alla prestazione previdenziale o assistenziale richiesta, si apre necessariamente la fase successiva, quella cioè concernente la verifica delle ulteriori condizioni poste dalla legge per il suo riconoscimento.
La legge non descrive espressamente i lineamenti di questa ulteriore fase, onerando semplicemente l'ente di previdenza di procedere al pagamento della prestazione entro 120 giorni, previa verifica, in sede amministrativa, di detti ulteriori requisiti. A questo punto spetterà all'ente previdenziale di compiere tale verifica, ancorché in molti casi essa debba essere effettuata alla luce di elementi probatori che è necessariamente onere della parte interessata di fornire (ad es. limiti reddituali).
Ne deriva ancora che, ove l'ente di previdenza non provveda alla liquidazione della prestazione, la parte istante sarà tenuta a proporre un nuovo giudizio, che è a cognizione piena, ancorché limitato (essendo ormai intangibile l'accertamento sanitario) appunto alla verifica della esistenza di tutti i requisiti non sanitari prescritti dalla legge per il diritto alla prestazione richiesta.
Il relativo giudizio, si concluderà, con una sentenza che, in assenza di contrarie indicazioni della legge, sarà soggetta agli ordinari mezzi di impugnazione, che dovranno ovviamente incentrarsi solo sulla verifica dei requisiti diversi dall'invalidità”. In tal senso anche Cass 9876/19 secondo cui : “ il thema decidendum del giudizio di merito è, dunque, incentrato sulla contestazione delle conclusioni del consulente tecnico…” e la pronuncia è “per legge, destinata a riguardare solo un elemento della fattispecie costitutiva, il requisito sanitario per beneficiare di una prestazione previdenziale o assistenziale, sicché quanto in essa deciso non può contenere un'efficace declaratoria sul diritto alla prestazione, destinata a sopravvenire solo in esito ad ulteriori accertamenti, per quanto relativi a fatti antecedenti o concomitanti rispetto ad essa (v., in termini, Cass. n.27010 del 2018). .E ancora meno, in definitiva, può contenere una condanna dell'ente previdenziale all'erogazione del beneficio il cui compendio di elementi costitutivi, extrasanitari e sanitari, non sia stato ancora integralmente accertato, per essere avulso dal thema decidendum, … il vaglio di elementi extrasanitari neanche verificati, in sede amministrativa, prima della proposizione dell'accertamento tecnico preventivo”.
Le spese seguono la soccombenza
PQM
Dichiara che la ricorrente presenta fin dall'epoca di presentazione della domanda (20.12.2022) una permanente riduzione a meno di un terzo della capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle sue attitudini, ex art. 1 della legge 12 giugno 1984, n. 222
Dichiara inammissibile la domanda di condanna al pagamento dei ratei.
Condanna l' al pagamento di euro 2697 a titolo di compensi professionali CP_1 oltre spese forfettarie con distrazione
Pone definitivamente a carico dell' le spese di ctu liquidate con separato CP_1 decreto.
Il Giudice