Sentenza 8 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Milano, sentenza 08/05/2025, n. 2125 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Milano |
| Numero : | 2125 |
| Data del deposito : | 8 maggio 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI MILANO
SEZIONE LAVORO
Udienza del 08/05/2025 N. 5776/2024 RG
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL GIUDICE DI MILANO
Dr Riccardo Atanasio quale giudice del lavoro ha pronunciato la seguente
SENTENZA ai sensi dell'art. 429 come modif dall'art 53 DL 25.6.2008 n. 112 conv. in L.
6.8.2008 n. 133
nella causa promossa
da
– – rappresentati e difesi Parte_1 Parte_2 Parte_3 dall'Avv.to LOPOPOLO ANTONELLA nonchè dall'Avv.to CHERUBINO LIVIA
( Indirizzo Telematico;
ed elett.te dom.ti presso lo studio in Indirizzo C.F._1
Telematico
RICORRENTI contro
rappresentata e difesa dall'Avv.to MORPURGO CLAUDIO DANIELE CP_1
MOSE' e dall'Avv.to MENICATTI ANNA ( ) VIA DURINI, 20 20122 C.F._2
MILANO; ed elett.te dom.ta presso lo studio in VIA DELL'ANNUNCIATA, 7 20121 MILANO
RESISTENTE
OGGETTO: inquadramento superiore
All'udienza di discussione i procuratori delle parti concludevano come in atti
1/9 Dott. Riccardo Atanasio
Con tre separati ricorsi – poi riuniti - depositati in data 10.5.24 i ricorrenti Parte_1
– – hanno convenuto in giudizio la società Parte_2 Parte_3
resistente chiedendo al Giudice di: CP_1
dichiarare il diritto dei ricorrenti al riconoscimento del livello C del c.c.n.l. applicato a far data dall'assunzione, ovvero dalla diversa data ritenuta di giustizia (e quanto al Ricchiuti - solo in via subordinata - a far data dal 1° luglio 2017); per l'effetto condannare al pagamento a favore dei ricorrenti delle relative CP_1 differenze retributive maturate, pari ad Euro 5.960,61, quanto a pari ad € 7.867,77 Pt_1 quanto a pari ad € 7.536,99 quanto a oltre relative incidenze sul TFR e Parte_2 Pt_3
istituti indiretti, ovvero nella diversa misura ritenuta di giustizia, maggiorate di interessi e rivalutazione;
accertare e dichiarare la sussistenza del danno da perdita di chance patito dai ricorrenti;
per l'effetto condannare al risarcimento del danno da perdita di chance a favore dei CP_1
ricorrenti da liquidarsi nella misura che verrà individuata dal Giudice in via equitativa nonché al risarcimento del danno da dequalificazione professionale da liquidarsi a favore dei ricorrenti nella misura del 30% della retribuzione mensile percepita dal ricorrente per l'intero periodo di dequalificazione, ovvero nella diversa somma ritenuta di giustizia;
in ogni caso, con vittoria di spese, diritti e onorari del presente giudizio e rimborso del contributo unificato versato dai ricorrenti.
Si è costituita la parte resistente contestando le avverse deduzioni e domande delle quali ha chiesto il rigetto con vittoria di spese.
Dopo l'esame dei testi, all'udienza di discussione, i procuratori hanno concluso come in atti.
IN DIRITTO
Le domande sono fondate.
Il ricorrente è dipendente di a far data dal 1° Marzo 2021 con un profilo di Pt_1 CP_1
Operatore Specializzato Manutenzione Rotabili ed attualmente inquadrato nel livello D3 del
CCNL Mobilità applicato.
Il ricorrente è dipendente di a far data dal 10 luglio 2017 con un profilo di Pt_3 CP_1
Operatore Specializzato Manutenzione Rotabili ed attualmente inquadrato nel livello D1 del
CCNL Mobilità applicato.
2/9 Dott. Riccardo Atanasio Il ricorrente è dipendente di a far data dal 5 novembre 2012 con un profilo di Parte_2 CP_1
Operatore Specializzato Manutenzione Rotabili ed attualmente inquadramento nel livello D1 del CCNL Mobilità applicato.
Tutti sono inseriti nei cd turni di terza con turnazioni articolate in giornata, mattina, pomeriggio e notte.
Deducono di fare tutti parte di una squadra di turnisti assegnata al capannone 1 di Milano
Fiorenza, impianto di manutenzione;
ed espletano la loro mansione con le seguenti modalità: al loro arrivo in azienda vengono loro consegnati dal capo tecnico gli avvisi di manutenzione, che indicano dove sono ubicati i convogli che devono essere oggetto di lavorazione nonchè le operazioni di manutenzione da eseguire;
all'esito dello svolgimento di quelle attività, devono informare il capo tecnico di riferimento dell'esito della lavorazione e devono espletare le operazioni amministrative connesse, compilando gli avvisi di manutenzione;
svolgono le proprie mansioni in autonomia, ricercando il guasto anche per la sostituzione di pezzi;
quindi provvedono a firmare la documentazione attestante i controlli effettuati;
svolgono indifferentemente sia operazioni di manutenzione programmata che correttiva cioè conseguente alla segnalazione di guasti;
espletano le loro attività senza l'assistenza di alcuno ed in particolare senza l'assistenza di personale inquadrato nel livello C.
Sono in possesso delle seguenti abilitazioni: quanto al è in possesso delle abilitazioni relative alla manutenzione di tre grandi Pt_1
organi di sicurezza: impianti elettrici competenza 250, impianti porte competenza 260, impianti antincendio, competenza 280.
Ha inoltre conseguito una certificazione di sicurezza riguardante il rischio elettrico Persona
Esperta (PES) oltre ad essere designato quale addetto alla gestione delle emergenze ex d.lgs. n.81/2008.
Quanto al Ricchiuti è in possesso delle seguenti abilitazioni: telaio cassa 270; lavori in alta quota;
patente per il muletto;
rischio elettrico pes/pav; abilitazione a eseguire interventi fuori sede.
Quanto al è in possesso delle seguenti abilitazioni relative alla manutenzione di otto Pt_3
organi di sicurezza: Rodaggio competenza MV200, Carrello competenza MV 210, Freno competenza MV 220, Trazione e repulsione competenza MV 240, Impianti elettrici
3/9 Dott. Riccardo Atanasio competenza MV 250, Impianti porte competenza MV 260, Telaio-cassa competenza MV 270,
Impianti antincendio competenza MV 280.
Nel livello di operatore specializzato la relativa declaratoria prevede che:
Appartengono a questo livello i lavoratori che, sulla base di conoscenze professionali specifiche e di adeguata esperienza acquisita nell'esercizio delle proprie mansioni, ovvero attraverso specifici percorsi formativi, svolgono attività operative, tecniche ed amministrative, nell'ambito di metodi e procedure predefiniti comprese attività di addestramento al lavoro e di coordinamento di personale di livello pari o inferiore…….. Rientrano in tale livello i lavoratori che in possesso delle prescritte abilitazioni e sulla base delle conoscenze acquisite attraverso moduli formativi di specializzazione e/o esperienza professionale maturata nei livelli inferiori, nell'ambito dei rispettivi settori di attività, concorrono alla realizzazione dei processi produttivi anche attraverso il coordinamento dei processi e delle attività di personale di livello pari o inferiore.
Figure professionali esemplificative
Operatore Specializzato Manutenzione Rotabili
Lavoratori che svolgono attività pratico-operative relative a installazione, riparazione, manutenzione e verifica sul materiale rotabile e sulle apparecchiature, svolgendo altresì le mansioni di uso comune comprese le operazioni amministrative connesse;
effettuano, altresì, la messa in esercizio dei mezzi di
trazione.
Ebbene dalla lettura della declaratoria e del profilo si ricava che in quel livello sono inquadrati coloro che espletano attività di natura operativa (pratico operativa), di uso comune, per l'espletamento delle quali è sufficiente una solo adeguata (quindi minima) esperienza;
e si caratterizza per essere attività solo operativa ove manca qualsiasi autonomia (nemmeno menzionata) in quanto agiscono all'interno di procedure completamente predefinite.
Invece nel livello professionale C – tecnici la declaratoria relativa prevede:
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono con autonomia operativa e con margini di discrezionalità, nell'ambito di procedure e istruzioni ricevute, attività richiedenti un qualificato livello di conoscenze e professionalità nonché competenze tecniche, specialistiche, commerciali e/o gestionali, di protezione aziendale, finalizzate alla realizzazione dei processi produttivi, anche attraverso
l'addestramento al lavoro, il controllo di attività operative ed il coordinamento di personale di livello pari
o inferiore. …… Rientrano in tale livello i lavoratori che, in possesso delle prescritte abilitazioni/patenti
e sulla base delle conoscenze acquisite attraverso una specifica formazione o esperienza professionale maturata nelle posizioni retributive e nei livelli professionali inferiori, nell'ambito dei rispettivi settori di attività concorrono alla realizzazione dei processi produttivi anche attraverso il coordinamento ed il controllo delle attività di personale di livello pari o inferiore.
Figure professionali esemplificative: […]
4/9 Dott. Riccardo Atanasio Tecnico della Manutenzione Rotabili
Lavoratori che svolgono attività tecnico-operative di installazione e manutenzione degli apparati e del materiale rotabile, anche attraverso l'utilizzo di schemi disegni e tecnologie complesse, realizzando, inoltre, il connesso controllo amministrativo”.
Dall'esame della declaratoria e del profilo si evince che i tratti caratterizzanti il livello sono:
l'autonomia operativa (nemmeno riconosciuta al livello D) la quale consente – fissato l'obiettivo – di scegliere le modalità materiali per raggiungerlo ed alcuni margini di discrezionalità (che quindi consentono di scegliere, almeno in minima parte, tra una soluzione e l'altra). il livello di professionalità deve essere qualificato, e non già come, nel livello inferiore, con conoscenze specifiche e adeguata esperienza;
difatti viene richiesto il possesso di licenze e abilitazioni;
ed occorre essere in grado di leggere, schemi e disegni ed usare tecnologie complesse, ciò che manca del tutto nel livello D.
Dall'espletata istruttoria è emerso che i testi escussi hanno confermato integralmente le deduzioni dei ricorrenti.
Il teste ha dichiarato: Testimone_1
“Sono dipendente di dal 2010. CP_1
Io mi occupo di manutenzione, sono capo tecnico di una squadra manutentiva. In particolare, mi occupo di manutenzione programmata e anche correttiva, nel caso di guasti che verifichiamo durante
la manutenzione programmata. Lavoriamo su turni.
I tre ricorrenti sono miei colleghi.
I ricorrenti, come tutti noi, lavorano su organi di sicurezza, quali ad esempio i freni, le porte, antincendio, SCMT che è sul freno ed è un organo di sicurezza. Occorre essere abilitati per ognuno di questi organi di sicurezza e si può operare in autonomia solo su quelli abilitati. Un addetto può operare su un organo per il quale non è abilitato solo operando con un collega abilitato.
La squadra è composta da me più altri nove colleghi. Io ci sono sempre.
Io assegno il lavoro alla squadra;
cerco di assegnare ognuno agli organi per i quali è abilitato.
Ad inizio turno ci troviamo in ufficio, dove faccio le assegnazioni e loro le eseguono e compilano un avviso sull'attività svolta. Io poi leggo l'attività svolta, non sono in grado di fare un controllo completo sull'attività, perché sarebbe impossibile tenuto conto delle attività svolte da nove persone, posso farlo solo a campione eventualmente. Naturalmente, ognuno di loro svolge la propria attività, per la quale è abilitato, in autonomia.
Per l'abilitazione si deve fare un corso di qualche giorno, poi ci sono degli affiancamenti, circa otto o dieci, firmati dalla persona che viene affiancata. Al termine, viene effettuato un esame.
5/9 Dott. Riccardo Atanasio Per ogni abilitazione si deve effettuare questo percorso. Operando in concreto l'abilitazione viene progressivamente aggiornata.
Vengono utilizzati attrezzi da lavoro classici e attrezzature più specifiche, come il pc per collegarsi al software oppure quella particolare prevista per l'SCMT, vengono usati anche schemi/disegni dell'impianto elettrico o della cassa della carrozza. Questo perché per ogni carrozza esistono schemi
e disegni differenti di cui sono in possesso e metto a disposizione di volta in volta.
Svolgo la funzione di capo tecnico dal 2021.
Oltre alla manutenzione programmata e correttiva di cui ho già parlato, può capitare di fare una correttiva al momento in cui una carrozza ci viene portata direttamente nel deposito, perché il guasto è avvenuto in quel momento e la riparazione si può fare solo con la strumentazione di cui noi disponiamo nel deposito.
Faccio presente che durante il turno di notte i ragazzi operano soprattutto all'aperto direttamente sulla carrozza che presenta il guasto.
Può capitare che siano loro stessi ad evidenziare un guasto nell'ambito dell'attività di controllo della carrozza, a quel punto io apro un avviso, mettendo a disposizione ciò di cui essi hanno bisogno.
Può capitare che io dica loro di soprassedere alla riparazione di un guasto, ad esempio una tendina rotta, qualora questo vada ad impattare sull'orario di partenza del treno, quindi riserviamo ad un altro momento la riparazione.
Io devo prendere atto dell'attività di riparazione o invece del guasto non riparabile secondo le indicazioni dei tecnici, alle quali mi attengo, tenuto conto che loro sono specificamente abilitati e non posso certo mettere in dubbio quello che loro mi attestano.
Il teste ha poi ricordato: Testimone_2
Sono dipendente di dal luglio 2018. CP_1
Io sono responsabile dell'impianto di manutenzione di Milano-Fiorenza.
Conosco i ricorrenti. Loro si trovano all'interno della squadra con capo tecnico e svolgono Tes_1 attività di manutenzione programmata o correttiva all'interno del deposito 1 al quale sono addetti.
La manutenzione programmata è sostanzialmente un tagliando, o a tempo o a scadenza chilometrica, con una check list che va compilata in base al tipo di tagliando, più corto o più lungo.
La manutenzione correttiva è l'individuazione e la riparazione di un guasto. La necessità di manutenzione correttiva dipende dai rilievi del personale di bordo che ha rilevato situazioni anomale oppure dalla stessa attività di manutenzione programmata. Oppure può sorgere anche dal controllo generale di funzionalità del treno che entra nel deposito.
Ogni tecnico ha una o più abilitazioni. Il capo tecnico, con gli avvisi di manutenzione, fa una spunta dell'attività da eseguire e assegna l'attività da svolgere agli operatori. L'operatore abilitato può svolgere l'intervento in autonomia. L'attività svolta viene poi riportata al capo tecnico, che non deve necessariamente controllare ogni riparazione effettuata, ma può decidere se farlo o meno.
6/9 Dott. Riccardo Atanasio Per ottenere l'abilitazione serve un corso di abilitazione interno con una parte teorica ed un esame finale e poi degli affiancamenti pratici con un istruttore che testimonia l'acquisizione dell'esperienza necessaria. C'è un registro degli affiancamenti.
Ogni anno si fa almeno una verifica del mantenimento della competenza e durante l'anno è necessario operare un certo numero di volte su quell'abilitazione per mantenerla attiva.
Sono responsabile di Milano-Fiorenza da luglio 2022.
Nell'impianto ci sono cinque siti. I dipendenti nell'impianto sono circa 240.
Io ho un ufficio all'interno dell'impianto, in particolare nel deposito 1.
Gli operai possono consultare schemi e disegni che si trovano in un armadio alle spalle dell'ufficio del capo tecnico.
Di solito il guasto e il tipo di guasto vengono individuati da chi lo segnala, per cui poi i manutentori operano sapendo cosa riparare.
In caso di guasti più complessi, quale può essere un convertitore di trazione, pur essendo stato individuato il guasto, può non conoscersi la causa;
in quel caso occorre effettuare la ricerca anche con la collaborazione del capo tecnico oppure del primo tecnico specializzato in quel tipo di riparazione.
I testi quindi hanno confermato che i ricorrenti sono forniti di una professionalità tecnica acquisita attraverso una specifica formazione teorica e pratica che si conclude con un esame;
e ciò avviene proprio in funzione dell'acquisizione di ogni abilitazione perché devono operare anche su strumentazione di particolare importanza ai fini della sicurezza della circolazione;
a ciò deve aggiungersi che la formazione non è statica ma deve essere anche nel tempo rinnovata e verificata.
Devono poi essere in grado di leggere schemi e disegni.
I ricorrenti, come del resto i loro colleghi, operano in autonomia per evidenti ragioni: per un verso i capo tecnici non posseggono nemmeno tutte le abilitazioni necessarie per consentire loro di consigliare e eterodirigere la riparazione;
il capotecnico non è quasi mai presente alle riparazioni tenuto conto che i ricorrenti e gli altri colleghi operano a turni distribuiti nell'arco della intera giornata che non può essere integralmente coperta dal capotecnico;
ed infine si deve osservare che vi è una assoluta sproporzione di numeri tra le riparazioni effettuate dai 9 tecnici nel corso dell'intera giornata e la limitata presenza del capotecnico il quale è da solo ed è spesso impegnato a svolgere attività di natura amministrativa.
Da ciò si ricava che necessariamente i ricorrenti operano in autonomia facendo di volta in volta le scelte più opportune per la risoluzione del guasto.
Va pertanto dichiarato il diritto dei ricorrenti al riconoscimento del livello C del C.C.N.L. applicato, a far data dall'assunzione.
7/9 Dott. Controparte_2 [
va condannata al pagamento a favore dei ricorrenti delle relative differenze
[...] retributive maturate, pari ad Euro 5.960,61 in favore di pari ad € 7.867,77 in favore di Pt_1
pari ad € 7.536,99 in favore di oltre relative incidenze sul TFR e istituti Parte_2 Pt_3
indiretti.
Devono essere invece rigettate le altre domande.
Per quanto riguarda il danno da perdita di chance i ricorrenti nulla deducono circa la chance che sarebbe stata persa in considerazione del mancato superiore inquadramento.
I ricorrenti avrebbero dovuto dedurre quali occasioni sono state perse, a quali concorsi o corsi non avessero potuto partecipare o a quali riqualificazioni.
In mancanza la domanda deve essere respinta.
Allo stesso modo deve essere respinta la domanda di risarcimento del danno alla professionalità; i ricorrenti hanno espletano le mansioni superiori che oggi rivendicano;
nessun pregiudizio la loro professionalità ha subito, essendosi anzi arricchita con lo svolgimento della mansione superiore rispetto a quella che avrebbero dovuto espletare tenuto conto del loro inquadramento iniziale.
Compensate tra le parti 1/3 delle spese di lite in ragione della reciproca parziale soccombenza va condannata a rimborsare ai ricorrenti gli altri 2/3 delle CP_1 spese di lite che si determinano in € 4.000 oltre accessori ed oltre 15% per spese generali nonché € 777 per contributo unificato (259 x 3).
Sentenza esecutiva ex art. 431 cpc
PQM
dichiara il diritto dei ricorrenti al riconoscimento del livello C del C.C.N.L. applicato, a far data dall'assunzione; condanna al pagamento a favore dei ricorrenti delle relative differenze CP_1 retributive maturate, pari ad Euro 5.960,61 in favore di pari ad € 7.867,77 in favore di Pt_1
pari ad € 7.536,99 in favore di oltre relative incidenze sul TFR e istituti Parte_2 Pt_3
indiretti; rigetta le altre domande;
compensato tra le parti 1/3 delle spese di lite, condanna a rimborsare ai CP_1 ricorrenti gli altri due terzi delle spese di lite che liquida in € 4.000 oltre accessori ed oltre 15% per spese generali nonché € 777 per contributo unificato.
Sentenza esecutiva
8/9 Dott. Riccardo Atanasio Milano, 08/05/2025
il Giudice del Lavoro
Dott. Riccardo Atanasio
9/9 Dott. Riccardo Atanasio