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Sentenza 7 luglio 2025
Sentenza 7 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Torino, sentenza 07/07/2025, n. 3278 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Torino |
| Numero : | 3278 |
| Data del deposito : | 7 luglio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO Nona Sezione Civile
In persona del Giudice Monocratico Dott. Andrea Natale ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al N. R.G. 19511/2024 promossa da:
, nato il [...] a [...], Argentina, DNI 14.610.654, Parte_1 residente in [...] della Città Autonoma di Buenos Aires, Repubblica Argentina;
, nata il [...] a [...], Argentina, DNI 35.364.300, Parte_2 residente in [...], piano 14, interno “A” della Città Autonoma di
Buenos Aires;
, nata il [...] a [...], Argentina, DNI Parte_3
20.506.509, residente in [...] della Città Autonoma di Buenos Aires, Repubblica
Argentina;
, nato il [...] a [...], Argentina, DNI Persona_1
44.254.983, residente in [...] della Città Autonoma di Buenos Aires, Repubblica
Argentina;
, nato il [...] a [...], Argentina, DNI Parte_4
47.066.821, residente in [...] della Città Autonoma di Buenos Aires, Repubblica
Argentina; tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Claudia Santoro, presso il cui studio sono elettivamente domiciliati;
PARTE ATTRICE CONTRO
, in persona del Ministro pro tempore Controparte_1
PARTE CONVENUTA
Con l'intervento del P.M.
1 Oggetto: dichiarazione di accertamento di cittadinanza iure sanguinis
Conclusioni parte attrice: riconoscersi la cittadinanza italiana iure sanguinis;
Parte convenuta non costituita e non comparsa in giudizio.
MOTIVI IN FATTO
Premesso che:
- gli odierni ricorrenti sono discendenti diretti del IG. , nato a [...], il Persona_2
29.6.1868 (cfr. doc. 1, pagg. 1-2), cittadino italiano emigrato in Argentina, mai naturalizzatosi argentino (cfr. doc. 1, pagg. 36-42);
- il IG. ha contratto matrimonio con la IG.ra (cfr. doc. 1, Persona_2 Parte_5 pagg. 14-25) e dalla loro unione è nato il IG. , nato il [...] (cfr. doc. 2, pagg. Per_3
1-10);
- il IG. ha contratto matrimonio con la IG.ra (cfr. do. 2, Per_3 Parte_6 pagg. 11-21) e dalla loro unione è nato il IG. , nato l'[...] (cfr. Persona_4 doc. 3, pagg. 1-9);
- il IG. ha contratto matrimonio con la IG.ra Persona_4 CP_2
(cfr. doc. 3, pagg. 10-20) e dalla loro unione sono nati il IG.
[...] Parte_1
, nato il [...] (cfr. doc. 4, pagg. 1-12) e la IG.ra ,
[...] Parte_3 nata il [...] (cfr. doc. 5, pagg. 1-8), entrambi odierni ricorrenti;
- il IG. ha contratto matrimonio con la IG.ra (cfr. doc. 4, pagg. 14-38) Parte_1
e dalla loro unione è nata la IG.ra , nata il [...] (cfr. doc. 4a, pagg. Parte_2
1-11), odierna ricorrente;
- la IG.ra è genitore del IG. Parte_3 Persona_1
, nato il [...] (cfr. doc. 5a, pagg. 1-14) e del IG. ,
[...] Parte_4 nato il [...] (cfr. doc. 5b, pagg. 1-14), entrambi odierni ricorrenti;
- gli odierni ricorrenti hanno provato ad adire il Consolato Generale d'Italia a Buenos Aires, tramite il portale Prenot@mi, per vedersi riconosciuto il loro diritto di essere riconosciuti cittadini italiani, constatando l'impossibilità di ottenere un appuntamento (cfr. docc. 4, pagg. 39-44, 4a, pagg. 12-25,
5, pagg. 22-23, 5a, pagg. 15-17, 5b, pagg. 15-17);
Tutti questi eventi sono stati provati con documentazione legittima e tradotta in lingua italiana.
I ricorrenti hanno adito codesto Tribunale al fine di vedersi riconoscere il diritto alla cittadinanza italiana. Il non si è costituito in giudizio, seppur ritualmente citato. Il Pubblico Ministero CP_1 nulla ha opposto all'accoglimento del ricorso. All'udienza del 12.6.2025, la Difesa ha insistito per l'accoglimento, richiamandosi alle argomentazioni in atti e il fascicolo è stato trattenuto in decisione.
2 MOTIVI IN DIRITTO
In ordine alla competenza del Tribunale di Torino si osserva che l'art. 1, comma 36 della legge di riforma del processo civile n. 206 del 26.11.2021 ha modificato il comma 5 dell'art. 4 del decreto- legge 17.02.2017 n. 13, aggiungendo il seguente periodo: “Quando l'attore risiede all'estero, le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Pertanto, nel caso di specie, posto che le ricorrenti sono residenti all'estero, che il dante causa è nato a Garbagna (AL), che ricade nella giurisdizione del Distretto di Corte di appello di Torino, il Foro competente è inderogabilmente il Tribunale Civile di Torino, Sezione specializzata in materia di immigrazione.
Con riferimento all'interesse ad agire, merita evidenziare che, nonostante la norma preveda che i soggetti interessati debbano chiedere ed ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana all'Autorità Consolare presso il paese di residenza, è ormai da anni ben nota la situazione burocratica che affligge i vari Consolati italiani in Argentina, presso i quali il tempo medio di attesa per la convocazione può stimarsi in almeno dieci anni.
In questi casi è possibile adire direttamente il Tribunale in Italia per ottenere il riconoscimento della cittadinanza, senza attendere la fila del . Parte_7
L'orientamento che si sta consolidando nei Tribunali italiani, infatti, ritiene che i tempi di risposta dei siano irragionevoli e contraddicono l'articolo 3 del D.P.R 362/1994, che fissa in due anni - Parte_8
730 giorni - il termine per definire il procedimento di cittadinanza.
Inoltre, si deve tenere in considerazione l'operatività del termine generale per la conclusione del procedimento di cui all'art. 2 della Legge n. 241/1990, secondo cui procedimenti di competenza delle
Amministrazioni statali devono essere conclusi entro tempi determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del processo.
Invero, le lunghe tempistiche si traducono in un diniego di giustizia, per cui viene riconosciuta agli interessati la possibilità di ricorrere direttamente il Giudice, il quale, accertata la discendenza sulla base dei documenti sopra indicati, riconoscerà la cittadinanza italiana dei richiedenti.
Dunque, dopo aver infruttuosamente adito l'Autorità consolare (cfr. docc. 4, pagg. 39-44, 4a, pagg.
12-25, 5, pagg. 22-23, 5a, pagg. 15-17, 5b, pagg. 15-17), i ricorrenti hanno adito questo Tribunale.
** **
In linea di principio, il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis ai discendenti di emigrati italiani all'estero consiste nella ricognizione del possesso ininterrotto dalla nascita dello status civitatis di un soggetto, quale discendente di cittadino italiano per nascita (ex art. 1, comma 1,
L. n. 91/1992 “È cittadino per nascita: a) il figlio di padre o di madre cittadini;
b) chi è nato nel
3 territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono”.
La legislazione italiana, del resto, anche in regime della normativa precedentemente in vigore alla
Legge n. 91/1992, ossia la Legge n. 555/1912, ha sempre assunto e mantenuto, come principio cardine per l'acquisto della cittadinanza ab origine lo ius sanguinis, ponendo così in primo piano il legame di sangue tra genitore e figlio.
Di conseguenza, le condizioni richieste per il riconoscimento dello status civitatis italiano iure sanguinis ai discendenti da avo italiano emigrato all'estero si basano sulla dimostrazione dei due requisiti essenziali, ovvero:
1) discendenza dal soggetto originariamente investito dello status civitatis italiano (vale a dire l'avo emigrato);
2) prova dell'assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza.
Lo straniero, nato in [...] che lo riconosca suo cittadino per nascita e che sia discendente di avo cittadino italiano, può chiedere che gli venga riconosciuta la cittadinanza italiana per diritto di sangue.
* * *
Nel caso di specie, la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis è fondata.
I ricorrenti hanno agito in giudizio per il riconoscimento dello status di cittadini italiani in virtù della comune discendenza da cittadino italiano, emigrato in Argentina.
Dai documenti prodotti, risulta che l'avo italiano, IG. , non essendo mai stato Persona_2 naturalizzato cittadino argentino, non avesse perso la cittadinanza italiana, potendola dunque trasmettere, iure sanguinis, ai propri discendenti (cfr. doc. n. 1, pagg. 36-42, certificato negativo di naturalizzazione rilasciato dal Poter Giudiziario della Nazione – Camera Nazionale Elettorale, in
Argentina).
ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea maschile, al figlio , Persona_2 Per_3 il quale ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea maschile, al figlio Persona_4
.
[...]
ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea maschile, ai figli Persona_4
e , entrambi odierni Parte_1 Parte_3 ricorrenti.
ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea maschile, alla figlia Parte_1
, odierna ricorrente. Parte_2
ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea femminile, ai Parte_3 figli e , entrambi odierni Persona_1 Parte_4 ricorrenti.
4 Con riguardo alla trasmissione della cittadinanza in linea maschile e femminile (nati dopo la sentenza della Corte Costituzionale 30/1983), secondo la normativa italiana, la cittadinanza si trasmette per discendenza iure sanguinis, per cui alla nascita si acquista la cittadinanza del proprio genitore, ex articolo 1 della Legge n. 91/92: “è cittadino il figlio di padre o di madre cittadini confermando il principio del riconoscimento della cittadinanza italiana per derivazione paterna al figlio del cittadino, a prescindere dal luogo di nascita”.
Pertanto, colui che è nato in [...] ha diritto di essere riconosciuto cittadino italiano se dimostra di avere un avo italiano (maschio), senza limiti generazionali (purché l'antenato italiano sia deceduto dopo il 17 marzo 1861, data della proclamazione del Regno d'Italia, condizione soddisfatta nel caso di specie). L'unica condizione richiesta è che la catena di trasmissione della cittadinanza non si sia interrotta per naturalizzazione o per rinuncia di uno degli ascendenti prima della nascita del figlio cui si vorrebbe trasmettere la cittadinanza.
Nel caso di specie, risultano integralmente provati (mediante gli appositi certificati apostillati rilasciati dalle competenti Autorità diplomatico consolari italiane) i requisiti per riconoscere la cittadinanza italiana in capo ai ricorrenti e, pertanto, la domanda va accolta. Sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite, considerato che l'elevato numero di richieste amministrative non ne consente la tempestiva evasione.
P.Q.M.
Il Tribunale, in composizione monocratica:
RICONOSCE lo status di cittadini italiani iure sanguinis a
, nato il [...] a [...], Argentina;
Parte_1
, nata il [...] a [...], Argentina;
Parte_2
, nata il [...] a [...]; Parte_3
, nato il [...] a [...], Argentina;
Per_1 Persona_1
, nato il [...] a [...], Argentina;
Parte_4
ORDINA al e, per esso, all'Ufficiale di Stato Civile competente, di procedere Controparte_1 alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza italiana dei ricorrenti, provvedendo alle necessarie comunicazioni alle Autorità Consolari competenti;
COMPENSA le spese.
Si comunichi alle parti.
Torino, 12.6.2025
Il Giudice
Andrea Natale
5 6
In persona del Giudice Monocratico Dott. Andrea Natale ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al N. R.G. 19511/2024 promossa da:
, nato il [...] a [...], Argentina, DNI 14.610.654, Parte_1 residente in [...] della Città Autonoma di Buenos Aires, Repubblica Argentina;
, nata il [...] a [...], Argentina, DNI 35.364.300, Parte_2 residente in [...], piano 14, interno “A” della Città Autonoma di
Buenos Aires;
, nata il [...] a [...], Argentina, DNI Parte_3
20.506.509, residente in [...] della Città Autonoma di Buenos Aires, Repubblica
Argentina;
, nato il [...] a [...], Argentina, DNI Persona_1
44.254.983, residente in [...] della Città Autonoma di Buenos Aires, Repubblica
Argentina;
, nato il [...] a [...], Argentina, DNI Parte_4
47.066.821, residente in [...] della Città Autonoma di Buenos Aires, Repubblica
Argentina; tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Claudia Santoro, presso il cui studio sono elettivamente domiciliati;
PARTE ATTRICE CONTRO
, in persona del Ministro pro tempore Controparte_1
PARTE CONVENUTA
Con l'intervento del P.M.
1 Oggetto: dichiarazione di accertamento di cittadinanza iure sanguinis
Conclusioni parte attrice: riconoscersi la cittadinanza italiana iure sanguinis;
Parte convenuta non costituita e non comparsa in giudizio.
MOTIVI IN FATTO
Premesso che:
- gli odierni ricorrenti sono discendenti diretti del IG. , nato a [...], il Persona_2
29.6.1868 (cfr. doc. 1, pagg. 1-2), cittadino italiano emigrato in Argentina, mai naturalizzatosi argentino (cfr. doc. 1, pagg. 36-42);
- il IG. ha contratto matrimonio con la IG.ra (cfr. doc. 1, Persona_2 Parte_5 pagg. 14-25) e dalla loro unione è nato il IG. , nato il [...] (cfr. doc. 2, pagg. Per_3
1-10);
- il IG. ha contratto matrimonio con la IG.ra (cfr. do. 2, Per_3 Parte_6 pagg. 11-21) e dalla loro unione è nato il IG. , nato l'[...] (cfr. Persona_4 doc. 3, pagg. 1-9);
- il IG. ha contratto matrimonio con la IG.ra Persona_4 CP_2
(cfr. doc. 3, pagg. 10-20) e dalla loro unione sono nati il IG.
[...] Parte_1
, nato il [...] (cfr. doc. 4, pagg. 1-12) e la IG.ra ,
[...] Parte_3 nata il [...] (cfr. doc. 5, pagg. 1-8), entrambi odierni ricorrenti;
- il IG. ha contratto matrimonio con la IG.ra (cfr. doc. 4, pagg. 14-38) Parte_1
e dalla loro unione è nata la IG.ra , nata il [...] (cfr. doc. 4a, pagg. Parte_2
1-11), odierna ricorrente;
- la IG.ra è genitore del IG. Parte_3 Persona_1
, nato il [...] (cfr. doc. 5a, pagg. 1-14) e del IG. ,
[...] Parte_4 nato il [...] (cfr. doc. 5b, pagg. 1-14), entrambi odierni ricorrenti;
- gli odierni ricorrenti hanno provato ad adire il Consolato Generale d'Italia a Buenos Aires, tramite il portale Prenot@mi, per vedersi riconosciuto il loro diritto di essere riconosciuti cittadini italiani, constatando l'impossibilità di ottenere un appuntamento (cfr. docc. 4, pagg. 39-44, 4a, pagg. 12-25,
5, pagg. 22-23, 5a, pagg. 15-17, 5b, pagg. 15-17);
Tutti questi eventi sono stati provati con documentazione legittima e tradotta in lingua italiana.
I ricorrenti hanno adito codesto Tribunale al fine di vedersi riconoscere il diritto alla cittadinanza italiana. Il non si è costituito in giudizio, seppur ritualmente citato. Il Pubblico Ministero CP_1 nulla ha opposto all'accoglimento del ricorso. All'udienza del 12.6.2025, la Difesa ha insistito per l'accoglimento, richiamandosi alle argomentazioni in atti e il fascicolo è stato trattenuto in decisione.
2 MOTIVI IN DIRITTO
In ordine alla competenza del Tribunale di Torino si osserva che l'art. 1, comma 36 della legge di riforma del processo civile n. 206 del 26.11.2021 ha modificato il comma 5 dell'art. 4 del decreto- legge 17.02.2017 n. 13, aggiungendo il seguente periodo: “Quando l'attore risiede all'estero, le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Pertanto, nel caso di specie, posto che le ricorrenti sono residenti all'estero, che il dante causa è nato a Garbagna (AL), che ricade nella giurisdizione del Distretto di Corte di appello di Torino, il Foro competente è inderogabilmente il Tribunale Civile di Torino, Sezione specializzata in materia di immigrazione.
Con riferimento all'interesse ad agire, merita evidenziare che, nonostante la norma preveda che i soggetti interessati debbano chiedere ed ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana all'Autorità Consolare presso il paese di residenza, è ormai da anni ben nota la situazione burocratica che affligge i vari Consolati italiani in Argentina, presso i quali il tempo medio di attesa per la convocazione può stimarsi in almeno dieci anni.
In questi casi è possibile adire direttamente il Tribunale in Italia per ottenere il riconoscimento della cittadinanza, senza attendere la fila del . Parte_7
L'orientamento che si sta consolidando nei Tribunali italiani, infatti, ritiene che i tempi di risposta dei siano irragionevoli e contraddicono l'articolo 3 del D.P.R 362/1994, che fissa in due anni - Parte_8
730 giorni - il termine per definire il procedimento di cittadinanza.
Inoltre, si deve tenere in considerazione l'operatività del termine generale per la conclusione del procedimento di cui all'art. 2 della Legge n. 241/1990, secondo cui procedimenti di competenza delle
Amministrazioni statali devono essere conclusi entro tempi determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del processo.
Invero, le lunghe tempistiche si traducono in un diniego di giustizia, per cui viene riconosciuta agli interessati la possibilità di ricorrere direttamente il Giudice, il quale, accertata la discendenza sulla base dei documenti sopra indicati, riconoscerà la cittadinanza italiana dei richiedenti.
Dunque, dopo aver infruttuosamente adito l'Autorità consolare (cfr. docc. 4, pagg. 39-44, 4a, pagg.
12-25, 5, pagg. 22-23, 5a, pagg. 15-17, 5b, pagg. 15-17), i ricorrenti hanno adito questo Tribunale.
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In linea di principio, il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis ai discendenti di emigrati italiani all'estero consiste nella ricognizione del possesso ininterrotto dalla nascita dello status civitatis di un soggetto, quale discendente di cittadino italiano per nascita (ex art. 1, comma 1,
L. n. 91/1992 “È cittadino per nascita: a) il figlio di padre o di madre cittadini;
b) chi è nato nel
3 territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono”.
La legislazione italiana, del resto, anche in regime della normativa precedentemente in vigore alla
Legge n. 91/1992, ossia la Legge n. 555/1912, ha sempre assunto e mantenuto, come principio cardine per l'acquisto della cittadinanza ab origine lo ius sanguinis, ponendo così in primo piano il legame di sangue tra genitore e figlio.
Di conseguenza, le condizioni richieste per il riconoscimento dello status civitatis italiano iure sanguinis ai discendenti da avo italiano emigrato all'estero si basano sulla dimostrazione dei due requisiti essenziali, ovvero:
1) discendenza dal soggetto originariamente investito dello status civitatis italiano (vale a dire l'avo emigrato);
2) prova dell'assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza.
Lo straniero, nato in [...] che lo riconosca suo cittadino per nascita e che sia discendente di avo cittadino italiano, può chiedere che gli venga riconosciuta la cittadinanza italiana per diritto di sangue.
* * *
Nel caso di specie, la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis è fondata.
I ricorrenti hanno agito in giudizio per il riconoscimento dello status di cittadini italiani in virtù della comune discendenza da cittadino italiano, emigrato in Argentina.
Dai documenti prodotti, risulta che l'avo italiano, IG. , non essendo mai stato Persona_2 naturalizzato cittadino argentino, non avesse perso la cittadinanza italiana, potendola dunque trasmettere, iure sanguinis, ai propri discendenti (cfr. doc. n. 1, pagg. 36-42, certificato negativo di naturalizzazione rilasciato dal Poter Giudiziario della Nazione – Camera Nazionale Elettorale, in
Argentina).
ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea maschile, al figlio , Persona_2 Per_3 il quale ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea maschile, al figlio Persona_4
.
[...]
ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea maschile, ai figli Persona_4
e , entrambi odierni Parte_1 Parte_3 ricorrenti.
ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea maschile, alla figlia Parte_1
, odierna ricorrente. Parte_2
ha trasmesso la cittadinanza italiana, per linea femminile, ai Parte_3 figli e , entrambi odierni Persona_1 Parte_4 ricorrenti.
4 Con riguardo alla trasmissione della cittadinanza in linea maschile e femminile (nati dopo la sentenza della Corte Costituzionale 30/1983), secondo la normativa italiana, la cittadinanza si trasmette per discendenza iure sanguinis, per cui alla nascita si acquista la cittadinanza del proprio genitore, ex articolo 1 della Legge n. 91/92: “è cittadino il figlio di padre o di madre cittadini confermando il principio del riconoscimento della cittadinanza italiana per derivazione paterna al figlio del cittadino, a prescindere dal luogo di nascita”.
Pertanto, colui che è nato in [...] ha diritto di essere riconosciuto cittadino italiano se dimostra di avere un avo italiano (maschio), senza limiti generazionali (purché l'antenato italiano sia deceduto dopo il 17 marzo 1861, data della proclamazione del Regno d'Italia, condizione soddisfatta nel caso di specie). L'unica condizione richiesta è che la catena di trasmissione della cittadinanza non si sia interrotta per naturalizzazione o per rinuncia di uno degli ascendenti prima della nascita del figlio cui si vorrebbe trasmettere la cittadinanza.
Nel caso di specie, risultano integralmente provati (mediante gli appositi certificati apostillati rilasciati dalle competenti Autorità diplomatico consolari italiane) i requisiti per riconoscere la cittadinanza italiana in capo ai ricorrenti e, pertanto, la domanda va accolta. Sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite, considerato che l'elevato numero di richieste amministrative non ne consente la tempestiva evasione.
P.Q.M.
Il Tribunale, in composizione monocratica:
RICONOSCE lo status di cittadini italiani iure sanguinis a
, nato il [...] a [...], Argentina;
Parte_1
, nata il [...] a [...], Argentina;
Parte_2
, nata il [...] a [...]; Parte_3
, nato il [...] a [...], Argentina;
Per_1 Persona_1
, nato il [...] a [...], Argentina;
Parte_4
ORDINA al e, per esso, all'Ufficiale di Stato Civile competente, di procedere Controparte_1 alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza italiana dei ricorrenti, provvedendo alle necessarie comunicazioni alle Autorità Consolari competenti;
COMPENSA le spese.
Si comunichi alle parti.
Torino, 12.6.2025
Il Giudice
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