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Sentenza 2 luglio 2025
Sentenza 2 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Avellino, sentenza 02/07/2025, n. 658 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Avellino |
| Numero : | 658 |
| Data del deposito : | 2 luglio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI AVELLINO
Settore Lavoro e Previdenza
Il Giudice Unico del lavoro, dott.ssa Monica d'Agostino, a seguito della trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c., pronuncia la seguente
S E N T E N Z A nella controversia iscritta al R.G. n.1931/ 2024 introdotta
D A
Parte_1 Parte_2 Parte_3 Parte_4
rappresentati e difesi dall'avv. Parte_5 Parte_6 Parte_7
VALLEFUOCO MARIA TERESA;
-ricorrente-
CONTRO
Controparte_1 Controparte_2
(C.F. ), in persona dei legali rappresentanti pro tempore,
[...] P.IVA_1 rappresentati e difesi, ai sensi dell'art. 417-bis, comma 1, c.p.c., dal Dirigente dott.ssa PAGLIUCA
FIORELLA;
-resistente-
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 10.6.2024, le parti ricorrenti in epigrafe indicate hanno adito l'intestato
Tribunale formulando le seguenti conclusioni: “-accertare e dichiarare il diritto alla corresponsione della carta del docente, pari ad euro 500 annui, ai sensi dell'art.1 co.121 della L. 104/2015, nonchè ai sensi degli artt. 64 e 65 CCNL di categoria vigente, a.s. 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 per aa.ss. 2017/2018, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 …. 2023 per Parte_1 [...]
; a.s. 2023/2024 per aa.ss. 2022/2023, 2023/2024 per Parte_2 Parte_3 Pt_4
, aa.ss. 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 per
[...] Parte_5
a.s. 2022/2023 per;
aa.ss. 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 per Parte_6 Parte_7
-condannarsi il al pagamento della somma di € 1500,00 in favore di Controparte_1
€ 2000,00 in favore di € 500,00 in favore di Parte_1 Parte_2 [...]
[..
[...] ; € 1000,00 in favore di;
€ 2500,00 in favore di € Parte_8 Parte_4 Parte_5
500,00 in favore di;
€ 1500,00 in favore di o per quelle somme Parte_6 Parte_7 minori o maggiori ritenute di giustizia, con attribuzione della carta del docente così come previsto e disciplinato dalla normativa in favore dei docenti a tempo indeterminato o anche a titolo di risarcimento del danno;
- Vittoria di spese e compensi professionali di causa, con attribuzione, ai sensi dell'art. 93 c.p.c., in favore del sottoscritto avvocato che dichiara di non aver riscosso i diritti e gli onorari”.
A fondamento delle proprie domande, i ricorrenti hanno dedotto di essere docenti in servizio presso le scuole pubbliche della di e di aver svolto la propria prestazione in forza di una CP_3 CP_2 pluralità di contratti a tempo determinato nei seguenti anni: in servizio di ruolo Parte_1 presso l'I.C. Di Meo di , a.s. 2018/2019 dal 27.10.2018 al 30.06.2019 presso Scuola Sec. I CP_2 grado – caposele (AV); a.s. 2019/2020 dal 03.10.2019 al 30.06.2020 presso I. “N. Iannaccone” (AV);
a.s. 2020/2021 dal 23.09.2020 al 31.08.2021 presso I.C. “N. Iannaccone” – Lacedonia (AV);
in servizio a tempo determinato presso l' , a.s. Parte_2 Controparte_4
2017/2018 dal 29.09.2017 al 30.06.2018 (scad. anticip. per dimissioni) presso I. – Brescia;
a.s.
2019/2020 dal 27.09.2019 al 30.06.2020 presso Liceo Statale “Macchiavelli” - Roma;
a.s.
2020/2021 dal 23.09.2020 al 30.06.2021 presso I.C. “F. De Sanctis” – Avellino;
a.s. 2021/2022 dal
27.09.2021 al 30.06.2022 presso I. D'Aquino – Montella AV;
dal 13.09.2021 al 26.09.2021 presso I.
D'Aquino” – Montella (AV); a.s. 2022/2023 dal 09.12.2022 al 20.02.2023 presso I. “Ruggiero
II”Ariano Irpino – (AV); dal 21.02.2023 al 05.05.2023 presso I. “Ruggiero II”Ariano Irpino – (AV); dal 06.05.2023 al 04.06.2023 presso I. “Ruggiero II”Ariano Irpino – (AV); dal 05.06.2023 al
10.06.2023 presso I. “Ruggiero II”Ariano Irpino – (AV); dal 11.06.2023 al 16.06.2023 presso I.
“Ruggiero II”Ariano Irpino – (AV); dal 17.06.2023 al 20.06.2023 presso I. “Ruggiero II”Ariano
Irpino – (AV); in servizio a tempo determinato presso l'I.C. di TT, Parte_3
a.s. 2023/2024 dal 23.11.2023 al 30.06.2024 presso I.C. TT (AV); dal 11.10.2023 al
21.10.2023 presso I.C. Lorenzo Milani” M. Irpino (AV); dal 22.10.2023 al 31.10.2023 presso I.C.
Lorenzo Milani” M. Irpino (AV); dal 13.11.2023 al 17.11.2023 presso I.C. Lorenzo Milani” M.
Irpino (AV). , in servizio a tempo determinato presso l'I.C. di S. Martino V.C. Parte_4 CP_5
AV, a.s. 2022/2023 dal 07.09.2022 al 30.06.2023 presso I.C. “A. Di meo” (AV); a.s. 2023/2024 dal
05.09.2023 al 30.06.2024 presso I. “C. Del Balzo” (AV). in servizio presso Parte_5
a.s.2019/2020 dal 15/10/2019 al 31/10/2019 presso Controparte_6 [...]
dal 04/11/2019 al 13/11/2019 presso Controparte_6 Controparte_6
dal 14/11/2019 al 15/11/2019 presso Controparte_6 Controparte_6
dal 16/11/2019 al 21/12/2019 presso – dal
[...] Controparte_6 CP_6 CP_6
2 07/01/2020 al 10/03/2020 presso dal 11/03/2020 al Controparte_6 CP_6 Controparte_6
06/06/2020 presso dal 08/06/2020 al 08/06/2020 presso Controparte_6
a.s. 2020/2021 dal 16/10/2020 al 31/01/2021 presso Controparte_6 [...]
[...
dal 01/02/2021 al 30/04/2021 presso CP_6 Controparte_6 Controparte_6
dal 01/05/2021 al 12/06/2021 presso Controparte_6 Controparte_6
dal 14/06/2021 al 14/06/2021 presso a.s.
[...] Controparte_6
2021/2022 dal 19/10/2021 al 25/10/2021 presso dal Controparte_6
26/10/2021 al 24/11/2021 presso dal 25/11/2021 al Controparte_6
22/12/2021 presso dal 23/12/2021 al 08/06/2022 presso Controparte_6
a.s. 2022/2023 dal 07/09/2022 al 30/06/2023 presso Controparte_6 [...]
a.s. 2023/2024 dal 05/09/2023 al 30/06/2024 presso Controparte_6 [...]
, in servizio di ruolo presso l' Controparte_6 Parte_6 [...]
, a.s. 2022/2023 dal 12.12.2022 al 31.08.2023 presso S.M. ” – Controparte_7 Controparte_8
Esperia (FR). in servizio fino al 30.06.2024 presso I.C. “G. pascoli” (AV) a.s. Parte_7
2021/2022 dal 09.09.2021 al 30.06.2022 presso IS“11 C.D.” “S. Filippo Neri” (BA); a.s. 2022/2023 dal 07.09.2022 al 30.06.2023 presso I.C. “TT” (AV); a.s. 2023/2024 dal 05.09.2023 al
30.06.2024 presso I.C. “G. pascoli” (AV)”.
La parte ricorrente, quindi, ha lamentato che in detto periodo non ha usufruito dell'erogazione della somma di € 500,00 annui, prevista dall'art. 1, comma 121, della L. 13 luglio 2015 n. 107, destinata allo sviluppo delle competenze professionali (c.d. «Carta Elettronica del docente»), pur avendo svolto mansioni identiche rispetto a quelle espletate dal personale di ruolo e pur essendo sottoposta agli stessi obblighi formativi gravanti su tutti gli altri docenti.
In particolare, la parte ricorrente ha esposto che l'art. 1, comma 121, della L. 107/2015 (c.d. Buona
Scuola) ha previsto espressamente che “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma
123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Controparte_9
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo
[...] professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e
3 spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma
124”.
Il successivo comma 122 della Legge suddetta ha demandato ad un decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri il compito di definire “i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della
Carta di cui al comma 121”, che il resistente, dunque, diramava alcune indicazioni CP_1 operative per le modalità di assegnazione ed utilizzo della suddetta Carta attraverso il D.P.C.M. n.
32313 del 23 settembre 2015 e che in tal sede venivano previsti come destinatari i docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti in periodo di formazione e prova, che tanto veniva ribadito dalla nota di CP_10 cui al prot. 15219 del 15 ottobre 2015.
Pertanto, tale importo non è stato corrisposto agli insegnanti assunti dall'Amministrazione resistente con contratto a tempo determinato, sebbene il profilo professionale e le mansioni svolte da questi ultimi fossero pienamente equiparate a quelle dei docenti assunti con contratto a tempo indeterminato.
La parte ricorrente ha dedotto, quindi, che il diverso trattamento tra docenti assunti a tempo indeterminato e docenti precari è privo di qualsiasi ragione oggettiva, in quanto gli artt. 63 e 64 del
CCNL del 29/11/2007, nel disciplinare gli obblighi di formazione, non distinguono tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato e che una diversa disposizione si porrebbe in contrasto con l'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, recepito dalla Direttiva 1999/70/CE, così come rilevato di recente dal Consiglio di Stato, da una serie di pronunce di merito dei giudici italiani e dalla Corte di Cassazione.
Ritualmente instaurato il contraddittorio, si è costituita in giudizio l'Amministrazione convenuta, la quale ha eccepito l'incompetenza del G.O. in favore del G.A. nonché la prescrizione quinquennale del diritto dedotto in giudizio;
nel merito l'infondatezza della domanda stante l'esplica esclusione normativa del beneficio de quo nei confronti dei docenti a tempo determinato. Ha concluso per il rigetto del ricorso.
Questo GDL, letti gli atti e ritenuta la causa matura per la decisione, così provvede.
Il ricorso è parzialmente fondato e deve essere accolto per quanto di ragione.
Innanzitutto, deve rigettarsi l'eccezione sollevata dall'Amministrazione resistente circa il difetto di giurisdizione del giudice adito.
Sul punto, va richiamato il principio da ultimo affermato dalla S.C., secondo cui: “nella materia dell'impiego pubblico privatizzato, se, in base al criterio del petitum sostanziale, si accerta che la controversia attiene alla lesione di un diritto soggettivo derivante da un atto o da un comportamento posto in essere dalla P.A. con i poteri del privato datore di lavoro, la giurisdizione compete al giudice
4 ordinario, senza che rilevi che la pretesa giudiziale sia stata prospettata come richiesta di annullamento di un atto amministrativo (cfr. tra le altre, Cass., Sez. Un., 15 gennaio 2021 n. 616).
Pertanto, precisato che il presente giudizio è stato incardinato correttamente innanzi al G.O., deve osservarsi che, nel merito, lo stesso risulta fondato, anche alla luce della recente pronuncia della Corte di cassazione n. 29961 del 27.10.2023.
Deve inoltre ritenersi decaduta dall'eccezione di prescrizione la parte resistente, stante la sua costituzione tardiva.
Nel merito, invece, deve rilevarsi che l'art. 1, co. 121, della L. 107 del 2015 ha statuito che “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dell'importo nominale di euro 500,00 annui per ciascun anno scolastico…”, ed il successivo comma 122 del medesimo articolo ha previsto che con un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottarsi di concerto con il e con il Ministro Controparte_11 dell'economia e delle finanze sarebbero stati definiti i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta di cui al comma 121.
Con il D.P.C.M. n. 32313 del 23 settembre 2015, quindi, si è stabilito, all'art. 2, che solo “I docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova hanno diritto all'assegnazione di una Carta, che è nominativa, personale e non trasferibile” e che “Il
[...]
assegna la Carta a ciascuno dei docenti di cui al comma 1, per il Controparte_9 tramite delle Istituzioni scolastiche”.
Successivamente, con il D.P.C.M. del 28 novembre 2016 il legislatore ha confermato all'art. 3 che
“La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova,
i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari”.
Pertanto, come già osservato dalla giurisprudenza, per effetto del combinato disposto della normativa primaria e secondaria appena richiamata, tutti i docenti assunti a tempo indeterminato, ancorché assunti con contratto a tempo parziale, ed anche se poi non confermati in ruolo e per intero, anche se assunti in corso d'anno, hanno diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, da utilizzare fino a concorrenza di € 500,00 annui, non oltre il decorso di due anni decorrenti dalla data di inizio dell'anno scolastico in relazione al quale la somma è stata assegnata (l'art. 6, co.
5 6, del DPCM del 28 novembre 2016, infatti, prevede espressamene che le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico di riferimento sono rese disponibili nella Carta dell'anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate).
Il quadro normativo rappresentato, quindi, ha completamente escluso dal beneficio de quo il personale docente a tempo determinato, tra cui i ricorrenti, pur svolgendo mansioni identiche rispetto a quelle espletate dal personale di ruolo e pur essendo la stessa sottoposta agli stessi obblighi formativi.
La questione così come esposta è stata analizzata dalla CGUE con l'ordinanza del 18 maggio 2022, resa nella causa C-450/21, in cui la stessa ha affermato che “La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e
CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del
[...]
, e non al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un Controparte_9 CP_1 vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
La Corte di giustizia dell'Unione europea ha altresì precisato che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sancisce il divieto, per quanto riguarda le condizioni di impiego, di trattare i lavoratori a tempo determinato in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in una situazione comparabile, per il solo fatto che essi lavorano a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive”, che “conformemente all'articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, tale indennità è versata al fine di sostenere la formazione continua dei docenti, la quale è obbligatoria tanto per il personale a tempo indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il , e di valorizzarne le competenze professionali”, che “il CP_1 principio di non discriminazione è stato attuato e concretizzato dall'accordo quadro soltanto riguardo alle differenze di trattamento tra i lavoratori a tempo determinato e i lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in situazioni comparabili”, che “Secondo una giurisprudenza costante
6 della Corte, la nozione di «ragioni oggettive» richiede che la disparità di trattamento constatata sia giustificata dalla sussistenza di elementi precisi e concreti, che contraddistinguono il rapporto di impiego di cui trattasi, nel particolare contesto in cui s'inscrive e in base a criteri oggettivi e trasparenti, al fine di verificare se tale disparità risponda a una reale necessità, sia idonea a conseguire l'obiettivo perseguito e risulti necessaria a tal fine. Tali elementi possono risultare, segnatamente, dalla particolare natura delle funzioni per l'espletamento delle quali sono stati conclusi contratti a tempo determinato e dalle caratteristiche inerenti alle medesime o, eventualmente, dal perseguimento di una legittima finalità di politica sociale di uno Stato membro
(sentenza del 20 giugno 2019, Ustariz Aróstegui, C-72/18, punto 40 e giurisprudenza ivi citata). Per contro, il riferimento alla mera natura temporanea del lavoro degli impiegati amministrativi a contratto, come UC, non è conforme a tali requisiti e non può dunque costituire di per sé una ragione oggettiva, ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro. Infatti, ammettere che la mera natura temporanea di un rapporto di lavoro sia sufficiente a giustificare una differenza di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato priverebbe di contenuto gli obiettivi della direttiva 1999/70 e dell'accordo quadro ed equivarrebbe a perpetuare il mantenimento di una situazione svantaggiosa per i lavoratori a tempo determinato (v., in tal senso, sentenza del 20 giugno 2019, Ustariz Aróstegui, C-72/18, punto 41 e giurisprudenza ivi citata)”. Infine, la Corte ha chiarito che “a tale riguardo, il giudice del rinvio ha, in sostanza, precisato egli stesso che la differenza di trattamento di cui al procedimento principale non risulta giustificata da una ragione obiettiva e che, in ogni caso, essa non può essere giustificata dall'obiettivo di garantire la stabilità del rapporto dei docenti a tempo indeterminato”.
Sulla specifica questione, si è espresso anche il Consiglio di Stato, secondo cui “l'illegittimità degli atti impugnati (in specie: il d.P.C.M. del 23 settembre 2015 e la nota del n. 15219 del 15 CP_10 ottobre 2015) nella parte in cui escludono i docenti non di ruolo dall'erogazione della cd. Carta del docente, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti degli artt. 3, 35 e 97 Cost.: ciò che, come già visto, consente di prescindere dalla questione – dedotta con gli altri motivi dell'appello
– della conformità della succitata esclusione alla normativa comunitaria, perché, in disparte la fondatezza o meno della questione pregiudiziale comunitaria, gli atti impugnati sono in ogni caso viziati in parte qua […]” e che “la questione dei destinatari della Carte del docente va riguardata tenendo conto anche della disciplina prevista in tema di formazione dei docenti dal C.C.N.L. di categoria: questa va letta in chiave non di incompatibilità, ma di complementarietà rispetto al disposto dell'art. 1, commi da 121 a 124, della l. n. 107/2015. L'interpretazione di tali commi deve, cioè, tenere conto delle regole in materia di formazione del personale docente dettate dagli artt. 63
e 64 del C.C.N.L. di categoria: regole che pongono a carico dell'Amministrazione l'obbligo di fornire
7 a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio” (così il comma 1 dell'art. 63 cit.). E non vi è dubbio che tra tali strumenti possa (e anzi debba) essere compresa la Carta del docente, di tal ché si può per tal via affermare che di essa sono destinatari anche i docenti a tempo determinato (come gli appellanti), così colmandosi la lacuna previsionale dell'art. 1, comma 121, della l. n. 107/2015, che menziona i soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio – la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamento
– che consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna”.
Da ultimo, sulla fattispecie in esame si è pronunciata la Suprema Corte con la summenzionata sentenza n. 29961/2023, la quale, richiamando la giurisprudenza comunitaria (in particolare la pronuncia del 18 maggio 2022), ha affermato che “l'avere il legislatore riferito quel beneficio all'
“anno scolastico” non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura. […] Quanto appena detto consente dunque di dire, muovendosi lungo i concetti propri della Corte di Giustizia, che sono proprio le ragioni obiettive perseguite dal legislatore, sotto il profilo del sostegno alla didattica annua, ad impedire che, quando si presenti il medesimo dato temporale, il beneficio formativo sia sottratto ai docenti precari. Essi, infatti, allorquando svolgano una prestazione lavorativa pienamente compatibile, devono consequenzialmente ricevere analogo trattamento”. La S.C. ha poi precisato che, onde evitare il realizzarsi di una discriminazione alla rovescia, in contrasto con l'art. 3 della Costituzione, il beneficio non può essere riconosciuto a tutti i docenti precari, ma solo in favore di coloro i quali hanno ricevuto degli incarichi annuali di supplenza secondo quanto disposto dall'art. 4, comma 1 e 2, della L. 124/1999: “In altre parole, l'art. 1, co. 121 della L. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nella parte in cui limita il riconoscimento del diritto alla Carta Docenti ai soli insegnanti di ruolo e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (art. 4, co. 1, L. 124/1999) o fino al termine delle attività didattiche (art. 4, co.2, L. 124/1999). Il che comporta, di converso, l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in misura piena quello stesso beneficio”. La citata pronuncia affronta altresì la questione legata alle modalità di erogazione del beneficio e chiarisce che la ratio della norma è quella di fornire un sostegno alla didattica annua, consentendo l'acquisto di specifici beni e servizi funzionali alla formazione del docente. Pertanto, attribuire al docente una somma liquida varrebbe a dire che “gli si darebbe un'utilità diversa da quella voluta dalla legge e ne verrebbe vanificato l'impianto normativo finalizzato in modo stringente ad assicurare proprio beni e servizi formativi, e non somme in quanto tali […] Quindi, se il docente precario che, in una certa annualità, abbia maturato il diritto alla
8 Carta, resti iscritto nelle graduatorie (ad esaurimento, provinciali o di istituto) per le supplenze e, eventualmente, riceva anche incarichi di supplenza, permane l'inserimento nel sistema scolastico che giustifica l'esercizio del diritto all'adempimento ed ancora più se poi egli transiti in ruolo. Al contrario, se un tale docente, dopo l'annualità in cui è maturato il diritto alla Carta, sia cancellato dalle graduatorie, il diritto all'adempimento cessa con tale cancellazione, per fuoriuscita dal sistema scolastico. In tal caso resta solo il diritto al risarcimento del danno […]”. Inoltre, “questa Corte ha già affermato, ed il principio deve essere qui ribadito, che la domanda di adempimento contrattuale proposta dall'assunto a tempo determinato e fondata sulla clausola 4 dell'Accordo Quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE soggiace alle medesime regole che valgono per la domanda che l'assunto a tempo indeterminato potrebbe, in ipotesi, azionare qualora quella stessa obbligazione non fosse correttamente adempiuta, il che comporta l'applicazione del termine quinquennale, non decennale, di prescrizione […] L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta
Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, L. n. 124/1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica
[…]”.
Ciò chiarito in punto di diritto, dando applicazione ai principi giurisprudenziali esposti, deve rilevarsi che la , la , la , la e la anno dimostrato di aver Pt_1 Pt_4 Pt_7 Pt_3 Pt_6 svolto la propria prestazione lavorativa per tutti gli anni scolastici dedotti in ricorso in virtù di contratti a tempo determinato che corrispondono alle tipologie di cui all'art. 4 della L. 124/1999, siccome indicati dalla Suprema Corte. Quanto invece alle ricorrenti e , Pt_2 Parte_5 deve rilevarsi che le stesse hanno dedotto e provato di aver svolto la propria prestazione in virtù di contratti a tempo determinato protrattisi fino al 30.06 o al 31.08 solo per alcuni degli anni dedotti in giudizio (aa.ss. 2017/2018, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 la e aa.ss. 2022/2023 e Pt_2
2023/2024 la ), con la conseguenza che per gli altri anni scolastici la domanda non può Parte_5 essere accolta.
Ne consegue, dunque, l'accoglimento parziale delle domande accertamento del diritto al beneficio di cui all'art. 1, comma 121 e ss. per gli anni scolastici di servizio svolto in virtù dei contratti a tempo determinato allegati e per i quali è documentato e non contestato lo svolgimento dell'attività di docente.
Le spese del giudizio possono essere compensate stante l'accoglimento parziale del ricorso.
P.Q.M.
9 Il Tribunale di Avellino, in persona del giudice dr. Monica d'Agostino, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza od eccezione:
a) dichiara il diritto delle ricorrenti ad usufruire del beneficio della carta elettronica previsto e disciplinato dall'art. 1, comma 121, della L. n. 107/2015 per i seguenti anni: a.s. 2018/2019,
2019/2020 e 2020/2021 per;
a.s. 2017/2018, 2019/2020, 2020/2021, Parte_1
2021/2022 per;
a.s. 2023/2024 per;
Parte_2 Parte_3
a.s. 2022/2023 e 2023/2024 per;
a.s, 2022/2023, 2023/2024 per Parte_4
; a.s. 2022/2023 per;
a.s. 2021/2022, Parte_5 Parte_6
2022/2023 e 2023/2024 per;
Parte_7
b) condanna il alla relativa carta attivazione con l'importo di € 1.500,00 Controparte_1 per , € 2.000,00 per;
€ 500,00 per Parte_1 Parte_2 [...]
; € 1.000,00 per;
€ 1.000,00 per;
Parte_3 Parte_4 Parte_5
€500,00 per;
€ 1.500,00 per;
Parte_6 Parte_7
c) compensa le spese di lite.
Così deciso in Avellino, il 2.7.2025
IL GIUDICE DEL LAVORO
Dott.ssa Monica d'Agostino
10
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI AVELLINO
Settore Lavoro e Previdenza
Il Giudice Unico del lavoro, dott.ssa Monica d'Agostino, a seguito della trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c., pronuncia la seguente
S E N T E N Z A nella controversia iscritta al R.G. n.1931/ 2024 introdotta
D A
Parte_1 Parte_2 Parte_3 Parte_4
rappresentati e difesi dall'avv. Parte_5 Parte_6 Parte_7
VALLEFUOCO MARIA TERESA;
-ricorrente-
CONTRO
Controparte_1 Controparte_2
(C.F. ), in persona dei legali rappresentanti pro tempore,
[...] P.IVA_1 rappresentati e difesi, ai sensi dell'art. 417-bis, comma 1, c.p.c., dal Dirigente dott.ssa PAGLIUCA
FIORELLA;
-resistente-
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 10.6.2024, le parti ricorrenti in epigrafe indicate hanno adito l'intestato
Tribunale formulando le seguenti conclusioni: “-accertare e dichiarare il diritto alla corresponsione della carta del docente, pari ad euro 500 annui, ai sensi dell'art.1 co.121 della L. 104/2015, nonchè ai sensi degli artt. 64 e 65 CCNL di categoria vigente, a.s. 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 per aa.ss. 2017/2018, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 …. 2023 per Parte_1 [...]
; a.s. 2023/2024 per aa.ss. 2022/2023, 2023/2024 per Parte_2 Parte_3 Pt_4
, aa.ss. 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 per
[...] Parte_5
a.s. 2022/2023 per;
aa.ss. 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 per Parte_6 Parte_7
-condannarsi il al pagamento della somma di € 1500,00 in favore di Controparte_1
€ 2000,00 in favore di € 500,00 in favore di Parte_1 Parte_2 [...]
[..
[...] ; € 1000,00 in favore di;
€ 2500,00 in favore di € Parte_8 Parte_4 Parte_5
500,00 in favore di;
€ 1500,00 in favore di o per quelle somme Parte_6 Parte_7 minori o maggiori ritenute di giustizia, con attribuzione della carta del docente così come previsto e disciplinato dalla normativa in favore dei docenti a tempo indeterminato o anche a titolo di risarcimento del danno;
- Vittoria di spese e compensi professionali di causa, con attribuzione, ai sensi dell'art. 93 c.p.c., in favore del sottoscritto avvocato che dichiara di non aver riscosso i diritti e gli onorari”.
A fondamento delle proprie domande, i ricorrenti hanno dedotto di essere docenti in servizio presso le scuole pubbliche della di e di aver svolto la propria prestazione in forza di una CP_3 CP_2 pluralità di contratti a tempo determinato nei seguenti anni: in servizio di ruolo Parte_1 presso l'I.C. Di Meo di , a.s. 2018/2019 dal 27.10.2018 al 30.06.2019 presso Scuola Sec. I CP_2 grado – caposele (AV); a.s. 2019/2020 dal 03.10.2019 al 30.06.2020 presso I. “N. Iannaccone” (AV);
a.s. 2020/2021 dal 23.09.2020 al 31.08.2021 presso I.C. “N. Iannaccone” – Lacedonia (AV);
in servizio a tempo determinato presso l' , a.s. Parte_2 Controparte_4
2017/2018 dal 29.09.2017 al 30.06.2018 (scad. anticip. per dimissioni) presso I. – Brescia;
a.s.
2019/2020 dal 27.09.2019 al 30.06.2020 presso Liceo Statale “Macchiavelli” - Roma;
a.s.
2020/2021 dal 23.09.2020 al 30.06.2021 presso I.C. “F. De Sanctis” – Avellino;
a.s. 2021/2022 dal
27.09.2021 al 30.06.2022 presso I. D'Aquino – Montella AV;
dal 13.09.2021 al 26.09.2021 presso I.
D'Aquino” – Montella (AV); a.s. 2022/2023 dal 09.12.2022 al 20.02.2023 presso I. “Ruggiero
II”Ariano Irpino – (AV); dal 21.02.2023 al 05.05.2023 presso I. “Ruggiero II”Ariano Irpino – (AV); dal 06.05.2023 al 04.06.2023 presso I. “Ruggiero II”Ariano Irpino – (AV); dal 05.06.2023 al
10.06.2023 presso I. “Ruggiero II”Ariano Irpino – (AV); dal 11.06.2023 al 16.06.2023 presso I.
“Ruggiero II”Ariano Irpino – (AV); dal 17.06.2023 al 20.06.2023 presso I. “Ruggiero II”Ariano
Irpino – (AV); in servizio a tempo determinato presso l'I.C. di TT, Parte_3
a.s. 2023/2024 dal 23.11.2023 al 30.06.2024 presso I.C. TT (AV); dal 11.10.2023 al
21.10.2023 presso I.C. Lorenzo Milani” M. Irpino (AV); dal 22.10.2023 al 31.10.2023 presso I.C.
Lorenzo Milani” M. Irpino (AV); dal 13.11.2023 al 17.11.2023 presso I.C. Lorenzo Milani” M.
Irpino (AV). , in servizio a tempo determinato presso l'I.C. di S. Martino V.C. Parte_4 CP_5
AV, a.s. 2022/2023 dal 07.09.2022 al 30.06.2023 presso I.C. “A. Di meo” (AV); a.s. 2023/2024 dal
05.09.2023 al 30.06.2024 presso I. “C. Del Balzo” (AV). in servizio presso Parte_5
a.s.2019/2020 dal 15/10/2019 al 31/10/2019 presso Controparte_6 [...]
dal 04/11/2019 al 13/11/2019 presso Controparte_6 Controparte_6
dal 14/11/2019 al 15/11/2019 presso Controparte_6 Controparte_6
dal 16/11/2019 al 21/12/2019 presso – dal
[...] Controparte_6 CP_6 CP_6
2 07/01/2020 al 10/03/2020 presso dal 11/03/2020 al Controparte_6 CP_6 Controparte_6
06/06/2020 presso dal 08/06/2020 al 08/06/2020 presso Controparte_6
a.s. 2020/2021 dal 16/10/2020 al 31/01/2021 presso Controparte_6 [...]
[...
dal 01/02/2021 al 30/04/2021 presso CP_6 Controparte_6 Controparte_6
dal 01/05/2021 al 12/06/2021 presso Controparte_6 Controparte_6
dal 14/06/2021 al 14/06/2021 presso a.s.
[...] Controparte_6
2021/2022 dal 19/10/2021 al 25/10/2021 presso dal Controparte_6
26/10/2021 al 24/11/2021 presso dal 25/11/2021 al Controparte_6
22/12/2021 presso dal 23/12/2021 al 08/06/2022 presso Controparte_6
a.s. 2022/2023 dal 07/09/2022 al 30/06/2023 presso Controparte_6 [...]
a.s. 2023/2024 dal 05/09/2023 al 30/06/2024 presso Controparte_6 [...]
, in servizio di ruolo presso l' Controparte_6 Parte_6 [...]
, a.s. 2022/2023 dal 12.12.2022 al 31.08.2023 presso S.M. ” – Controparte_7 Controparte_8
Esperia (FR). in servizio fino al 30.06.2024 presso I.C. “G. pascoli” (AV) a.s. Parte_7
2021/2022 dal 09.09.2021 al 30.06.2022 presso IS“11 C.D.” “S. Filippo Neri” (BA); a.s. 2022/2023 dal 07.09.2022 al 30.06.2023 presso I.C. “TT” (AV); a.s. 2023/2024 dal 05.09.2023 al
30.06.2024 presso I.C. “G. pascoli” (AV)”.
La parte ricorrente, quindi, ha lamentato che in detto periodo non ha usufruito dell'erogazione della somma di € 500,00 annui, prevista dall'art. 1, comma 121, della L. 13 luglio 2015 n. 107, destinata allo sviluppo delle competenze professionali (c.d. «Carta Elettronica del docente»), pur avendo svolto mansioni identiche rispetto a quelle espletate dal personale di ruolo e pur essendo sottoposta agli stessi obblighi formativi gravanti su tutti gli altri docenti.
In particolare, la parte ricorrente ha esposto che l'art. 1, comma 121, della L. 107/2015 (c.d. Buona
Scuola) ha previsto espressamente che “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma
123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Controparte_9
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo
[...] professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e
3 spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma
124”.
Il successivo comma 122 della Legge suddetta ha demandato ad un decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri il compito di definire “i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della
Carta di cui al comma 121”, che il resistente, dunque, diramava alcune indicazioni CP_1 operative per le modalità di assegnazione ed utilizzo della suddetta Carta attraverso il D.P.C.M. n.
32313 del 23 settembre 2015 e che in tal sede venivano previsti come destinatari i docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti in periodo di formazione e prova, che tanto veniva ribadito dalla nota di CP_10 cui al prot. 15219 del 15 ottobre 2015.
Pertanto, tale importo non è stato corrisposto agli insegnanti assunti dall'Amministrazione resistente con contratto a tempo determinato, sebbene il profilo professionale e le mansioni svolte da questi ultimi fossero pienamente equiparate a quelle dei docenti assunti con contratto a tempo indeterminato.
La parte ricorrente ha dedotto, quindi, che il diverso trattamento tra docenti assunti a tempo indeterminato e docenti precari è privo di qualsiasi ragione oggettiva, in quanto gli artt. 63 e 64 del
CCNL del 29/11/2007, nel disciplinare gli obblighi di formazione, non distinguono tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato e che una diversa disposizione si porrebbe in contrasto con l'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, recepito dalla Direttiva 1999/70/CE, così come rilevato di recente dal Consiglio di Stato, da una serie di pronunce di merito dei giudici italiani e dalla Corte di Cassazione.
Ritualmente instaurato il contraddittorio, si è costituita in giudizio l'Amministrazione convenuta, la quale ha eccepito l'incompetenza del G.O. in favore del G.A. nonché la prescrizione quinquennale del diritto dedotto in giudizio;
nel merito l'infondatezza della domanda stante l'esplica esclusione normativa del beneficio de quo nei confronti dei docenti a tempo determinato. Ha concluso per il rigetto del ricorso.
Questo GDL, letti gli atti e ritenuta la causa matura per la decisione, così provvede.
Il ricorso è parzialmente fondato e deve essere accolto per quanto di ragione.
Innanzitutto, deve rigettarsi l'eccezione sollevata dall'Amministrazione resistente circa il difetto di giurisdizione del giudice adito.
Sul punto, va richiamato il principio da ultimo affermato dalla S.C., secondo cui: “nella materia dell'impiego pubblico privatizzato, se, in base al criterio del petitum sostanziale, si accerta che la controversia attiene alla lesione di un diritto soggettivo derivante da un atto o da un comportamento posto in essere dalla P.A. con i poteri del privato datore di lavoro, la giurisdizione compete al giudice
4 ordinario, senza che rilevi che la pretesa giudiziale sia stata prospettata come richiesta di annullamento di un atto amministrativo (cfr. tra le altre, Cass., Sez. Un., 15 gennaio 2021 n. 616).
Pertanto, precisato che il presente giudizio è stato incardinato correttamente innanzi al G.O., deve osservarsi che, nel merito, lo stesso risulta fondato, anche alla luce della recente pronuncia della Corte di cassazione n. 29961 del 27.10.2023.
Deve inoltre ritenersi decaduta dall'eccezione di prescrizione la parte resistente, stante la sua costituzione tardiva.
Nel merito, invece, deve rilevarsi che l'art. 1, co. 121, della L. 107 del 2015 ha statuito che “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dell'importo nominale di euro 500,00 annui per ciascun anno scolastico…”, ed il successivo comma 122 del medesimo articolo ha previsto che con un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottarsi di concerto con il e con il Ministro Controparte_11 dell'economia e delle finanze sarebbero stati definiti i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta di cui al comma 121.
Con il D.P.C.M. n. 32313 del 23 settembre 2015, quindi, si è stabilito, all'art. 2, che solo “I docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova hanno diritto all'assegnazione di una Carta, che è nominativa, personale e non trasferibile” e che “Il
[...]
assegna la Carta a ciascuno dei docenti di cui al comma 1, per il Controparte_9 tramite delle Istituzioni scolastiche”.
Successivamente, con il D.P.C.M. del 28 novembre 2016 il legislatore ha confermato all'art. 3 che
“La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova,
i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari”.
Pertanto, come già osservato dalla giurisprudenza, per effetto del combinato disposto della normativa primaria e secondaria appena richiamata, tutti i docenti assunti a tempo indeterminato, ancorché assunti con contratto a tempo parziale, ed anche se poi non confermati in ruolo e per intero, anche se assunti in corso d'anno, hanno diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, da utilizzare fino a concorrenza di € 500,00 annui, non oltre il decorso di due anni decorrenti dalla data di inizio dell'anno scolastico in relazione al quale la somma è stata assegnata (l'art. 6, co.
5 6, del DPCM del 28 novembre 2016, infatti, prevede espressamene che le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico di riferimento sono rese disponibili nella Carta dell'anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate).
Il quadro normativo rappresentato, quindi, ha completamente escluso dal beneficio de quo il personale docente a tempo determinato, tra cui i ricorrenti, pur svolgendo mansioni identiche rispetto a quelle espletate dal personale di ruolo e pur essendo la stessa sottoposta agli stessi obblighi formativi.
La questione così come esposta è stata analizzata dalla CGUE con l'ordinanza del 18 maggio 2022, resa nella causa C-450/21, in cui la stessa ha affermato che “La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e
CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del
[...]
, e non al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un Controparte_9 CP_1 vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
La Corte di giustizia dell'Unione europea ha altresì precisato che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sancisce il divieto, per quanto riguarda le condizioni di impiego, di trattare i lavoratori a tempo determinato in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in una situazione comparabile, per il solo fatto che essi lavorano a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive”, che “conformemente all'articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, tale indennità è versata al fine di sostenere la formazione continua dei docenti, la quale è obbligatoria tanto per il personale a tempo indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il , e di valorizzarne le competenze professionali”, che “il CP_1 principio di non discriminazione è stato attuato e concretizzato dall'accordo quadro soltanto riguardo alle differenze di trattamento tra i lavoratori a tempo determinato e i lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in situazioni comparabili”, che “Secondo una giurisprudenza costante
6 della Corte, la nozione di «ragioni oggettive» richiede che la disparità di trattamento constatata sia giustificata dalla sussistenza di elementi precisi e concreti, che contraddistinguono il rapporto di impiego di cui trattasi, nel particolare contesto in cui s'inscrive e in base a criteri oggettivi e trasparenti, al fine di verificare se tale disparità risponda a una reale necessità, sia idonea a conseguire l'obiettivo perseguito e risulti necessaria a tal fine. Tali elementi possono risultare, segnatamente, dalla particolare natura delle funzioni per l'espletamento delle quali sono stati conclusi contratti a tempo determinato e dalle caratteristiche inerenti alle medesime o, eventualmente, dal perseguimento di una legittima finalità di politica sociale di uno Stato membro
(sentenza del 20 giugno 2019, Ustariz Aróstegui, C-72/18, punto 40 e giurisprudenza ivi citata). Per contro, il riferimento alla mera natura temporanea del lavoro degli impiegati amministrativi a contratto, come UC, non è conforme a tali requisiti e non può dunque costituire di per sé una ragione oggettiva, ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro. Infatti, ammettere che la mera natura temporanea di un rapporto di lavoro sia sufficiente a giustificare una differenza di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato priverebbe di contenuto gli obiettivi della direttiva 1999/70 e dell'accordo quadro ed equivarrebbe a perpetuare il mantenimento di una situazione svantaggiosa per i lavoratori a tempo determinato (v., in tal senso, sentenza del 20 giugno 2019, Ustariz Aróstegui, C-72/18, punto 41 e giurisprudenza ivi citata)”. Infine, la Corte ha chiarito che “a tale riguardo, il giudice del rinvio ha, in sostanza, precisato egli stesso che la differenza di trattamento di cui al procedimento principale non risulta giustificata da una ragione obiettiva e che, in ogni caso, essa non può essere giustificata dall'obiettivo di garantire la stabilità del rapporto dei docenti a tempo indeterminato”.
Sulla specifica questione, si è espresso anche il Consiglio di Stato, secondo cui “l'illegittimità degli atti impugnati (in specie: il d.P.C.M. del 23 settembre 2015 e la nota del n. 15219 del 15 CP_10 ottobre 2015) nella parte in cui escludono i docenti non di ruolo dall'erogazione della cd. Carta del docente, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti degli artt. 3, 35 e 97 Cost.: ciò che, come già visto, consente di prescindere dalla questione – dedotta con gli altri motivi dell'appello
– della conformità della succitata esclusione alla normativa comunitaria, perché, in disparte la fondatezza o meno della questione pregiudiziale comunitaria, gli atti impugnati sono in ogni caso viziati in parte qua […]” e che “la questione dei destinatari della Carte del docente va riguardata tenendo conto anche della disciplina prevista in tema di formazione dei docenti dal C.C.N.L. di categoria: questa va letta in chiave non di incompatibilità, ma di complementarietà rispetto al disposto dell'art. 1, commi da 121 a 124, della l. n. 107/2015. L'interpretazione di tali commi deve, cioè, tenere conto delle regole in materia di formazione del personale docente dettate dagli artt. 63
e 64 del C.C.N.L. di categoria: regole che pongono a carico dell'Amministrazione l'obbligo di fornire
7 a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio” (così il comma 1 dell'art. 63 cit.). E non vi è dubbio che tra tali strumenti possa (e anzi debba) essere compresa la Carta del docente, di tal ché si può per tal via affermare che di essa sono destinatari anche i docenti a tempo determinato (come gli appellanti), così colmandosi la lacuna previsionale dell'art. 1, comma 121, della l. n. 107/2015, che menziona i soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio – la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamento
– che consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna”.
Da ultimo, sulla fattispecie in esame si è pronunciata la Suprema Corte con la summenzionata sentenza n. 29961/2023, la quale, richiamando la giurisprudenza comunitaria (in particolare la pronuncia del 18 maggio 2022), ha affermato che “l'avere il legislatore riferito quel beneficio all'
“anno scolastico” non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura. […] Quanto appena detto consente dunque di dire, muovendosi lungo i concetti propri della Corte di Giustizia, che sono proprio le ragioni obiettive perseguite dal legislatore, sotto il profilo del sostegno alla didattica annua, ad impedire che, quando si presenti il medesimo dato temporale, il beneficio formativo sia sottratto ai docenti precari. Essi, infatti, allorquando svolgano una prestazione lavorativa pienamente compatibile, devono consequenzialmente ricevere analogo trattamento”. La S.C. ha poi precisato che, onde evitare il realizzarsi di una discriminazione alla rovescia, in contrasto con l'art. 3 della Costituzione, il beneficio non può essere riconosciuto a tutti i docenti precari, ma solo in favore di coloro i quali hanno ricevuto degli incarichi annuali di supplenza secondo quanto disposto dall'art. 4, comma 1 e 2, della L. 124/1999: “In altre parole, l'art. 1, co. 121 della L. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nella parte in cui limita il riconoscimento del diritto alla Carta Docenti ai soli insegnanti di ruolo e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (art. 4, co. 1, L. 124/1999) o fino al termine delle attività didattiche (art. 4, co.2, L. 124/1999). Il che comporta, di converso, l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in misura piena quello stesso beneficio”. La citata pronuncia affronta altresì la questione legata alle modalità di erogazione del beneficio e chiarisce che la ratio della norma è quella di fornire un sostegno alla didattica annua, consentendo l'acquisto di specifici beni e servizi funzionali alla formazione del docente. Pertanto, attribuire al docente una somma liquida varrebbe a dire che “gli si darebbe un'utilità diversa da quella voluta dalla legge e ne verrebbe vanificato l'impianto normativo finalizzato in modo stringente ad assicurare proprio beni e servizi formativi, e non somme in quanto tali […] Quindi, se il docente precario che, in una certa annualità, abbia maturato il diritto alla
8 Carta, resti iscritto nelle graduatorie (ad esaurimento, provinciali o di istituto) per le supplenze e, eventualmente, riceva anche incarichi di supplenza, permane l'inserimento nel sistema scolastico che giustifica l'esercizio del diritto all'adempimento ed ancora più se poi egli transiti in ruolo. Al contrario, se un tale docente, dopo l'annualità in cui è maturato il diritto alla Carta, sia cancellato dalle graduatorie, il diritto all'adempimento cessa con tale cancellazione, per fuoriuscita dal sistema scolastico. In tal caso resta solo il diritto al risarcimento del danno […]”. Inoltre, “questa Corte ha già affermato, ed il principio deve essere qui ribadito, che la domanda di adempimento contrattuale proposta dall'assunto a tempo determinato e fondata sulla clausola 4 dell'Accordo Quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE soggiace alle medesime regole che valgono per la domanda che l'assunto a tempo indeterminato potrebbe, in ipotesi, azionare qualora quella stessa obbligazione non fosse correttamente adempiuta, il che comporta l'applicazione del termine quinquennale, non decennale, di prescrizione […] L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta
Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, L. n. 124/1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica
[…]”.
Ciò chiarito in punto di diritto, dando applicazione ai principi giurisprudenziali esposti, deve rilevarsi che la , la , la , la e la anno dimostrato di aver Pt_1 Pt_4 Pt_7 Pt_3 Pt_6 svolto la propria prestazione lavorativa per tutti gli anni scolastici dedotti in ricorso in virtù di contratti a tempo determinato che corrispondono alle tipologie di cui all'art. 4 della L. 124/1999, siccome indicati dalla Suprema Corte. Quanto invece alle ricorrenti e , Pt_2 Parte_5 deve rilevarsi che le stesse hanno dedotto e provato di aver svolto la propria prestazione in virtù di contratti a tempo determinato protrattisi fino al 30.06 o al 31.08 solo per alcuni degli anni dedotti in giudizio (aa.ss. 2017/2018, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 la e aa.ss. 2022/2023 e Pt_2
2023/2024 la ), con la conseguenza che per gli altri anni scolastici la domanda non può Parte_5 essere accolta.
Ne consegue, dunque, l'accoglimento parziale delle domande accertamento del diritto al beneficio di cui all'art. 1, comma 121 e ss. per gli anni scolastici di servizio svolto in virtù dei contratti a tempo determinato allegati e per i quali è documentato e non contestato lo svolgimento dell'attività di docente.
Le spese del giudizio possono essere compensate stante l'accoglimento parziale del ricorso.
P.Q.M.
9 Il Tribunale di Avellino, in persona del giudice dr. Monica d'Agostino, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza od eccezione:
a) dichiara il diritto delle ricorrenti ad usufruire del beneficio della carta elettronica previsto e disciplinato dall'art. 1, comma 121, della L. n. 107/2015 per i seguenti anni: a.s. 2018/2019,
2019/2020 e 2020/2021 per;
a.s. 2017/2018, 2019/2020, 2020/2021, Parte_1
2021/2022 per;
a.s. 2023/2024 per;
Parte_2 Parte_3
a.s. 2022/2023 e 2023/2024 per;
a.s, 2022/2023, 2023/2024 per Parte_4
; a.s. 2022/2023 per;
a.s. 2021/2022, Parte_5 Parte_6
2022/2023 e 2023/2024 per;
Parte_7
b) condanna il alla relativa carta attivazione con l'importo di € 1.500,00 Controparte_1 per , € 2.000,00 per;
€ 500,00 per Parte_1 Parte_2 [...]
; € 1.000,00 per;
€ 1.000,00 per;
Parte_3 Parte_4 Parte_5
€500,00 per;
€ 1.500,00 per;
Parte_6 Parte_7
c) compensa le spese di lite.
Così deciso in Avellino, il 2.7.2025
IL GIUDICE DEL LAVORO
Dott.ssa Monica d'Agostino
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