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Sentenza 16 dicembre 2025
Sentenza 16 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Napoli, sentenza 16/12/2025, n. 9289 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Napoli |
| Numero : | 9289 |
| Data del deposito : | 16 dicembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI NAPOLI
- SEZIONE LAVORO -
Il Giudice Unico di Napoli in funzione di giudice del lavoro dr. Luigi Ruoppolo ha pronunciato all'esito dell'udienza di discussione del 16 dicembre 2025, la seguente SENTENZA Nella causa iscritta al n. 28582\2024 R.G. LAVORO E PREVIDENZA, cui risulta riunita la causa RG 21183\2023 (ATP), tra
nata a [...] il [...] Parte_1 elettivamente domiciliata in Orta di Atella (CE) alla via Santa Caterina da Siena n. 16 presso e nello studio degli Avv.ti Sonia Cicatiello e Fabio Pagano, da cui è rapp.ta e difesa, giusta mandato in atti RICORRENTE
E
in persona del legale rappresentante pro tempore, CP_1 CP_ elettivamente domiciliato in Napoli presso la sede dell' , in via A. De Gasperi n. 55, rapp.to e difeso dall'avv. Alessandra Maria Ingala, come da atti CONVENUTO
FATTO E DIRITTO La ricorrente in epigrafe propone opposizione, ex art. 445 bis c.p.c., avverso le conclusioni rese dal CTU nel giudizio RG 21183\2023, avente ad oggetto istanza per l'accertamento tecnico preventivo del requisito sanitario, richiesto dalla legge, per conseguire il diritto alle prestazioni assistenziali per gli invalidi civili. Chiede, pertanto, la rinnovazione della perizia medico –legale e l'accertamento del diritto alle prestazioni richieste (assegno invalidità CP_ civile) con condanna dell' al pagamento del dovuto. CP_ Si costituisce l' resistendo al ricorso e chiedendone il rigetto. Costituito regolarmente il contraddittorio, è emersa la necessità di disporre la rinnovazione della ctu con altro ausiliario rispetto a quello della fase di ATP. Disposta ed eseguita una ctu affidata a diverso ausiliario, ritenuta la causa matura per la decisione, la stessa viene decisa con la presente sentenza redatta e depositata in data odierna. Va preliminarmente disposta la riunione al presente giudizio di quello recante n. RG 21183\2023 relativo alla fase di ATP. Il ricorso è fondato solo parzialmente e nei limiti di cui alla seguente motivazione. Ritiene il tribunale di fare proprie le conclusioni di cui alla perizia resa nel presente giudizio, in seguito alla rinnovazione della CTU di prima fase. Il Ctu della presente fase, dott. ha ritenuto infine sussistere il requisito sanitario Per_1 richiesto per conseguire l'assegno d'invalidità civile, riconoscendo una percentuale invalidante pari al 75%, con decorrenza dalla data di giugno 2025. Deve ritenersi che le conclusioni del Ctu appaiono coerenti intrinsecamente e immuni da vizi, tenuto conto degli elementi di valutazione medico –legale espressi dall'ausiliario del tribunale e fondanti le conclusioni stesse. Le predette conclusioni si sono basate sulle risultanze documentali delle certificazioni sanitarie acquisite agli atti nonché sul dirimente esame clinico della ricorrente che ha condotto alla corretta diagnosi delle patologie a carico della stessa e delle ricadute funzionali delle stesse ai fini della valutazione dei requisiti sanitari in esame, in relazione al contenuto specifico dei requisiti in esame. Il Ctu ha in parte confermato le valutazioni del ctu della fase di atp per la patologia psichica, all'apparato riproduttivo e all'apparato uditivi, ma ha evidenziato la sussistenza di patologia rilevante all'apparato osteoarticolare, specificando che: “A carico dell' apparato osteo- articolare abbiamo riscontrato un' artropatia artrosica di grado moderato alla colonna vertebrale (corroborata da visita ortopedica del 23/5/24 e da visita fisiatrica del 5/9/24) su cui è venuto a sovrapporsi in data 15/6/25 un evento traumatico complicato da frattura della prima vertebra lombare. Per detto trauma la indossa busto ortopedico. All' obiettività clinica è ben Pt_1 apprezzabile una contrattura muscolare lombare con spinalgia pressoria e limitazione funzionale dolorosa nelle brusche sollecitazioni vertebrali con manovra di AS (dolore lungo il decorso del nervo sciatico ad arto inferiore esteso e con paziente in decubito supino) positiva bilateralmente ai gradi medi. La spondilodiscartrosi è ben documentata dalla visita ortopedica del 19/3/24 e dalla visita neurochirurgica del 15/6/25. Alla spondilodiscartrosi della fattispecie complicata dalla recente frattura vertebrale appare equo attribuire la percentuale invalidante del 20% secondo criterio analogico-proporzionale al codice 7010.” Il Ctu ha inoltre ritenuto che il complessivo quadro patologico riscontrato “ impatta sulla capacità lavorativa semispecifica della , che è una donna di modesto livello culturale Pt_1 (licenza elementare) e con poca esperienza lavorativa (in passato avrebbe svolto l' attività di baby-sitter) ed in considerazione che il quadro depressivo attuale poco le consente di interfacciarsi in maniera dinamica con il mondo esterno, riteniamo corretto aumentare la percentuale invalidante di 4 punti percentuali ai sensi del D.M. del 5/2/92, per un tasso invalidante globale del settantacinque per cento (75%).” Circa la decorrenza della sussistenza del predetto requisito il ctu dott. ha infine Per_1 precisato che: “ L' effetto invalidante (ai fini della concessione dell' assegno di invalidità) riteniamo debba retrodatarsi a partire dal giugno del 2025, epoca del trauma lombare complicato dalla frattura vertebrale che è venuto ad aggravare un già presente quadro sottostante di spondilodiscartrosi. In considerazione che l' infermità dominante - la patologia depressiva attualmente piuttosto severa – possa migliorare con adeguata terapia medica e supporto psicologico, suggeriamo visita di revisione a due anni dalla nostra visita, quindi nel luglio 2027.” Le conclusioni della Ctu si palesano coerenti intrinsecamente e compatibili con le altre risultanze istruttorie, nonché immuni da vizi logici. Non si ravvisano pertanto valide ragioni per discostarsi dalle conclusioni del CTU in atti, né i presupposti per disporre un rinnovo della perizia che appare pienamente conforme a legge. Il ricorso va pertanto accolto nei limiti predetti e va dichiarata la sussistenza del predetto requisito sanitario per l'assegno di invalidità civile, art. 13 legge 118\1971 e succ mod., con decorrenza da giugno 2025 e con rivedibilità a luglio 2027. Va rigettata ogni altra pretesa. Ritiene, invece, il tribunale inammissibile il capo di domanda volto ad ottenere CP_ l'accertamento del diritto della ricorrente al beneficio e la condanna dell' al pagamento delle prestazioni assistenziali economiche rispetto al quale l'accertamento del requisito sanitario è preordinato. Ritiene, invero, il tribunale di dover aderire alla ricostruzione della articolata fattispecie di cui all'art. 445 bis c.p.c. introdotto con decreto-legge n.98\2011 convertito in legge n. 11\2011 e successive modifiche, fornita dalla Suprema Corte di cassazione nelle sentenze nn. 6084 e 6085 del 2014. Il tratto essenziale della nuova fattispecie è la disposta scissione, in due diverse fasi, delle controversie intese al conseguimento delle prestazioni assistenziali e previdenziali connesse allo stato di invalidità. Mentre con la legislazione previgente occorreva verificare, in un ''unico'' giudizio, la ricorrenza sia dello stato di invalidità, sia dei requisiti non sanitari prescritti dalla legge come condizioni per il diritto alIa prestazione richiesta, con la nuova disposizione le controversie relative alle prestazioni previdenziali ed assistenziali si scindono invece in due diverse fasi : quella concernente l'accertamento sanitario, regolata da un rito speciale ( a contraddittorio posticipato ed eventuale) e quella ( non giudiziale, ma eventualmente anche giudiziale) di concessione della prestazione, in cui va verificata l'esistenza dei requisiti non sanitari. L'accertamento del requisito sanitario prevede una prima fase che può concludersi con la mancata contestazione delle parti alle conclusioni del ctu in ordine alla esistenza o meno del requisito sanitario. Solo se una delle parti contesta le conclusioni del CTU, si apre un procedimento contenzioso, con onere della parte dissenziente di proporre ricorso al giudice, in un termine perentorio, ricorso in cui, a pena di inammissibilità, deve specificare i motivi della contestazione alle conclusioni del perito. Si apre cosi una nuova fase contenziosa, ancora limitata "solo" alla discussione sulla invalidità, fase peraltro circoscritta agli elementi di contestazione proposti dalla parte dissenziente (ricorrente). In questa fase contenziosa si rimettono quindi in discussione le conclusioni cui il CTU era pervenuto nella fase anteriore ed il giudice può disporre ulteriori accertamenti, nonché apprezzare direttamente anche le questioni sanitarie, secondo il ruolo classico di peritus peritorum. Questa fase contenziosa ( appunto successiva ed eventuale, che si apre solo al cospetto di contestazioni all' ATP) si chiude con una sentenza, la quale non è appellabile. La non appellabilità e stata sancita dall'art. 27 comma 1 lettera f) della legge 183/2011, che ha aggiunto il comma 7 all'art. 445 bis del codice. Ne consegue che non dovrebbero più discutersi in appello questioni concernenti lo stato di invalidità perché o, in assenza di contestazioni, vi é stata la omologa, non impugnabile né modificabile, oppure - secondo caso - la contestazione vi è stata e si è aperto il procedimento contenzioso terminato con sentenza la quale non è soggetta ad appello.
Quanto finora detto si riferisce esclusivamente alla fase di accertamento dello stato invalidante, ma non riguarda la fase successiva, relativa al riconoscimento del diritto alla prestazione assistenziale o previdenziale richiesta. Si comprende che quando il procedimento relativo alla verifica delle condizioni sanitarie (omologa, o conclusione del giudizio contenzioso conseguente alle contestazioni) si concluda con la verifica della inesistenza della invalidità, il giudizio si chiude, non essendovi più nulla da accertare, essendo evidente che la prestazione richiesta non compete. Quando invece, o attraverso la fase di omologa o attraverso quella contenziosa, si accerti l'esistenza di una invalidità che conferisce il diritto alla prestazione previdenziale o assistenziale richiesta, si apre necessariamente la fase successiva, quella cioè concernente la verifica delle ulteriori condizioni poste dalla legge per il suo riconoscimento. La legge non descrive espressamente i lineamenti di questa ulteriore fase, onerando semplicemente l'ente di previdenza di procedere al pagamento della prestazione entro 120 giorni, previa verifica, in sede amministrativa, di detti ulteriori requisiti. A questo punto spetterà all' ente previdenziale di compiere tale verifica, ancorché in molti casi essa debba essere effettuata alla luce di elementi probatori che è necessariamente onere della parte interessata di fornire (ad es. limiti reddituali). Ne deriva ancora che, ove l'ente di previdenza non provveda alla liquidazione della prestazione, la parte istante sarà tenuta a proporre un nuovo giudizio, che è a cognizione piena, ancorché limitato (essendo ormai intangibile l'accertamento sanitario) appunto alla verifica della esistenza di tutti i requisiti non sanitari prescritti dalla legge per il diritto alla prestazione richiesta. Il relativo giudizio, si concluderà, con una sentenza che, in assenza di contrarie indicazioni della legge, sarà soggetta agli ordinari mezzi di impugnazione, che dovranno ovviamente incentrarsi solo sulla verifica dei requisiti diversi dall'invalidità. Deve pertanto dichiararsi l'inammissibilità della richiesta di accertamento del diritto e condanna per come formulata nel presente giudizio. Sussistono i presupposti per la compensazione delle spese di lite di entrambe le fasi processuali, tenuto conto che il riconoscimento della sussistenza del requisito sanitario è avvenuto solo ai sensi dell'art. 149 disp att c.p.c. e per periodo successivo alla proposizione del ricorso giudiziaria. Le spese delle Ctu, resa nel presente giudizio e in quello per ATP, sono regolate come da separato decreto.
P.Q.M.
Il Tribunale di Napoli, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, così provvede: accoglie parzialmente il ricorso e per l'effetto dichiara la sussistenza del requisito sanitario per l'assegno di invalidità civile, art. 13 legge 118\1971 e succ mod., con decorrenza da giugno 2025 e con rivedibilità a luglio 2027; rigetta ogni altra pretesa;
compensa le spese di lite per la fase di ATP e per il giudizio di opposizione. liquida le spese di CTU, come da separato decreto. Napoli, 16.12.2025 Il Giudice del lavoro Dott. Luigi Ruoppolo
TRIBUNALE ORDINARIO DI NAPOLI
- SEZIONE LAVORO -
Il Giudice Unico di Napoli in funzione di giudice del lavoro dr. Luigi Ruoppolo ha pronunciato all'esito dell'udienza di discussione del 16 dicembre 2025, la seguente SENTENZA Nella causa iscritta al n. 28582\2024 R.G. LAVORO E PREVIDENZA, cui risulta riunita la causa RG 21183\2023 (ATP), tra
nata a [...] il [...] Parte_1 elettivamente domiciliata in Orta di Atella (CE) alla via Santa Caterina da Siena n. 16 presso e nello studio degli Avv.ti Sonia Cicatiello e Fabio Pagano, da cui è rapp.ta e difesa, giusta mandato in atti RICORRENTE
E
in persona del legale rappresentante pro tempore, CP_1 CP_ elettivamente domiciliato in Napoli presso la sede dell' , in via A. De Gasperi n. 55, rapp.to e difeso dall'avv. Alessandra Maria Ingala, come da atti CONVENUTO
FATTO E DIRITTO La ricorrente in epigrafe propone opposizione, ex art. 445 bis c.p.c., avverso le conclusioni rese dal CTU nel giudizio RG 21183\2023, avente ad oggetto istanza per l'accertamento tecnico preventivo del requisito sanitario, richiesto dalla legge, per conseguire il diritto alle prestazioni assistenziali per gli invalidi civili. Chiede, pertanto, la rinnovazione della perizia medico –legale e l'accertamento del diritto alle prestazioni richieste (assegno invalidità CP_ civile) con condanna dell' al pagamento del dovuto. CP_ Si costituisce l' resistendo al ricorso e chiedendone il rigetto. Costituito regolarmente il contraddittorio, è emersa la necessità di disporre la rinnovazione della ctu con altro ausiliario rispetto a quello della fase di ATP. Disposta ed eseguita una ctu affidata a diverso ausiliario, ritenuta la causa matura per la decisione, la stessa viene decisa con la presente sentenza redatta e depositata in data odierna. Va preliminarmente disposta la riunione al presente giudizio di quello recante n. RG 21183\2023 relativo alla fase di ATP. Il ricorso è fondato solo parzialmente e nei limiti di cui alla seguente motivazione. Ritiene il tribunale di fare proprie le conclusioni di cui alla perizia resa nel presente giudizio, in seguito alla rinnovazione della CTU di prima fase. Il Ctu della presente fase, dott. ha ritenuto infine sussistere il requisito sanitario Per_1 richiesto per conseguire l'assegno d'invalidità civile, riconoscendo una percentuale invalidante pari al 75%, con decorrenza dalla data di giugno 2025. Deve ritenersi che le conclusioni del Ctu appaiono coerenti intrinsecamente e immuni da vizi, tenuto conto degli elementi di valutazione medico –legale espressi dall'ausiliario del tribunale e fondanti le conclusioni stesse. Le predette conclusioni si sono basate sulle risultanze documentali delle certificazioni sanitarie acquisite agli atti nonché sul dirimente esame clinico della ricorrente che ha condotto alla corretta diagnosi delle patologie a carico della stessa e delle ricadute funzionali delle stesse ai fini della valutazione dei requisiti sanitari in esame, in relazione al contenuto specifico dei requisiti in esame. Il Ctu ha in parte confermato le valutazioni del ctu della fase di atp per la patologia psichica, all'apparato riproduttivo e all'apparato uditivi, ma ha evidenziato la sussistenza di patologia rilevante all'apparato osteoarticolare, specificando che: “A carico dell' apparato osteo- articolare abbiamo riscontrato un' artropatia artrosica di grado moderato alla colonna vertebrale (corroborata da visita ortopedica del 23/5/24 e da visita fisiatrica del 5/9/24) su cui è venuto a sovrapporsi in data 15/6/25 un evento traumatico complicato da frattura della prima vertebra lombare. Per detto trauma la indossa busto ortopedico. All' obiettività clinica è ben Pt_1 apprezzabile una contrattura muscolare lombare con spinalgia pressoria e limitazione funzionale dolorosa nelle brusche sollecitazioni vertebrali con manovra di AS (dolore lungo il decorso del nervo sciatico ad arto inferiore esteso e con paziente in decubito supino) positiva bilateralmente ai gradi medi. La spondilodiscartrosi è ben documentata dalla visita ortopedica del 19/3/24 e dalla visita neurochirurgica del 15/6/25. Alla spondilodiscartrosi della fattispecie complicata dalla recente frattura vertebrale appare equo attribuire la percentuale invalidante del 20% secondo criterio analogico-proporzionale al codice 7010.” Il Ctu ha inoltre ritenuto che il complessivo quadro patologico riscontrato “ impatta sulla capacità lavorativa semispecifica della , che è una donna di modesto livello culturale Pt_1 (licenza elementare) e con poca esperienza lavorativa (in passato avrebbe svolto l' attività di baby-sitter) ed in considerazione che il quadro depressivo attuale poco le consente di interfacciarsi in maniera dinamica con il mondo esterno, riteniamo corretto aumentare la percentuale invalidante di 4 punti percentuali ai sensi del D.M. del 5/2/92, per un tasso invalidante globale del settantacinque per cento (75%).” Circa la decorrenza della sussistenza del predetto requisito il ctu dott. ha infine Per_1 precisato che: “ L' effetto invalidante (ai fini della concessione dell' assegno di invalidità) riteniamo debba retrodatarsi a partire dal giugno del 2025, epoca del trauma lombare complicato dalla frattura vertebrale che è venuto ad aggravare un già presente quadro sottostante di spondilodiscartrosi. In considerazione che l' infermità dominante - la patologia depressiva attualmente piuttosto severa – possa migliorare con adeguata terapia medica e supporto psicologico, suggeriamo visita di revisione a due anni dalla nostra visita, quindi nel luglio 2027.” Le conclusioni della Ctu si palesano coerenti intrinsecamente e compatibili con le altre risultanze istruttorie, nonché immuni da vizi logici. Non si ravvisano pertanto valide ragioni per discostarsi dalle conclusioni del CTU in atti, né i presupposti per disporre un rinnovo della perizia che appare pienamente conforme a legge. Il ricorso va pertanto accolto nei limiti predetti e va dichiarata la sussistenza del predetto requisito sanitario per l'assegno di invalidità civile, art. 13 legge 118\1971 e succ mod., con decorrenza da giugno 2025 e con rivedibilità a luglio 2027. Va rigettata ogni altra pretesa. Ritiene, invece, il tribunale inammissibile il capo di domanda volto ad ottenere CP_ l'accertamento del diritto della ricorrente al beneficio e la condanna dell' al pagamento delle prestazioni assistenziali economiche rispetto al quale l'accertamento del requisito sanitario è preordinato. Ritiene, invero, il tribunale di dover aderire alla ricostruzione della articolata fattispecie di cui all'art. 445 bis c.p.c. introdotto con decreto-legge n.98\2011 convertito in legge n. 11\2011 e successive modifiche, fornita dalla Suprema Corte di cassazione nelle sentenze nn. 6084 e 6085 del 2014. Il tratto essenziale della nuova fattispecie è la disposta scissione, in due diverse fasi, delle controversie intese al conseguimento delle prestazioni assistenziali e previdenziali connesse allo stato di invalidità. Mentre con la legislazione previgente occorreva verificare, in un ''unico'' giudizio, la ricorrenza sia dello stato di invalidità, sia dei requisiti non sanitari prescritti dalla legge come condizioni per il diritto alIa prestazione richiesta, con la nuova disposizione le controversie relative alle prestazioni previdenziali ed assistenziali si scindono invece in due diverse fasi : quella concernente l'accertamento sanitario, regolata da un rito speciale ( a contraddittorio posticipato ed eventuale) e quella ( non giudiziale, ma eventualmente anche giudiziale) di concessione della prestazione, in cui va verificata l'esistenza dei requisiti non sanitari. L'accertamento del requisito sanitario prevede una prima fase che può concludersi con la mancata contestazione delle parti alle conclusioni del ctu in ordine alla esistenza o meno del requisito sanitario. Solo se una delle parti contesta le conclusioni del CTU, si apre un procedimento contenzioso, con onere della parte dissenziente di proporre ricorso al giudice, in un termine perentorio, ricorso in cui, a pena di inammissibilità, deve specificare i motivi della contestazione alle conclusioni del perito. Si apre cosi una nuova fase contenziosa, ancora limitata "solo" alla discussione sulla invalidità, fase peraltro circoscritta agli elementi di contestazione proposti dalla parte dissenziente (ricorrente). In questa fase contenziosa si rimettono quindi in discussione le conclusioni cui il CTU era pervenuto nella fase anteriore ed il giudice può disporre ulteriori accertamenti, nonché apprezzare direttamente anche le questioni sanitarie, secondo il ruolo classico di peritus peritorum. Questa fase contenziosa ( appunto successiva ed eventuale, che si apre solo al cospetto di contestazioni all' ATP) si chiude con una sentenza, la quale non è appellabile. La non appellabilità e stata sancita dall'art. 27 comma 1 lettera f) della legge 183/2011, che ha aggiunto il comma 7 all'art. 445 bis del codice. Ne consegue che non dovrebbero più discutersi in appello questioni concernenti lo stato di invalidità perché o, in assenza di contestazioni, vi é stata la omologa, non impugnabile né modificabile, oppure - secondo caso - la contestazione vi è stata e si è aperto il procedimento contenzioso terminato con sentenza la quale non è soggetta ad appello.
Quanto finora detto si riferisce esclusivamente alla fase di accertamento dello stato invalidante, ma non riguarda la fase successiva, relativa al riconoscimento del diritto alla prestazione assistenziale o previdenziale richiesta. Si comprende che quando il procedimento relativo alla verifica delle condizioni sanitarie (omologa, o conclusione del giudizio contenzioso conseguente alle contestazioni) si concluda con la verifica della inesistenza della invalidità, il giudizio si chiude, non essendovi più nulla da accertare, essendo evidente che la prestazione richiesta non compete. Quando invece, o attraverso la fase di omologa o attraverso quella contenziosa, si accerti l'esistenza di una invalidità che conferisce il diritto alla prestazione previdenziale o assistenziale richiesta, si apre necessariamente la fase successiva, quella cioè concernente la verifica delle ulteriori condizioni poste dalla legge per il suo riconoscimento. La legge non descrive espressamente i lineamenti di questa ulteriore fase, onerando semplicemente l'ente di previdenza di procedere al pagamento della prestazione entro 120 giorni, previa verifica, in sede amministrativa, di detti ulteriori requisiti. A questo punto spetterà all' ente previdenziale di compiere tale verifica, ancorché in molti casi essa debba essere effettuata alla luce di elementi probatori che è necessariamente onere della parte interessata di fornire (ad es. limiti reddituali). Ne deriva ancora che, ove l'ente di previdenza non provveda alla liquidazione della prestazione, la parte istante sarà tenuta a proporre un nuovo giudizio, che è a cognizione piena, ancorché limitato (essendo ormai intangibile l'accertamento sanitario) appunto alla verifica della esistenza di tutti i requisiti non sanitari prescritti dalla legge per il diritto alla prestazione richiesta. Il relativo giudizio, si concluderà, con una sentenza che, in assenza di contrarie indicazioni della legge, sarà soggetta agli ordinari mezzi di impugnazione, che dovranno ovviamente incentrarsi solo sulla verifica dei requisiti diversi dall'invalidità. Deve pertanto dichiararsi l'inammissibilità della richiesta di accertamento del diritto e condanna per come formulata nel presente giudizio. Sussistono i presupposti per la compensazione delle spese di lite di entrambe le fasi processuali, tenuto conto che il riconoscimento della sussistenza del requisito sanitario è avvenuto solo ai sensi dell'art. 149 disp att c.p.c. e per periodo successivo alla proposizione del ricorso giudiziaria. Le spese delle Ctu, resa nel presente giudizio e in quello per ATP, sono regolate come da separato decreto.
P.Q.M.
Il Tribunale di Napoli, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, così provvede: accoglie parzialmente il ricorso e per l'effetto dichiara la sussistenza del requisito sanitario per l'assegno di invalidità civile, art. 13 legge 118\1971 e succ mod., con decorrenza da giugno 2025 e con rivedibilità a luglio 2027; rigetta ogni altra pretesa;
compensa le spese di lite per la fase di ATP e per il giudizio di opposizione. liquida le spese di CTU, come da separato decreto. Napoli, 16.12.2025 Il Giudice del lavoro Dott. Luigi Ruoppolo