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Sentenza 9 settembre 2025
Sentenza 9 settembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Milano, sentenza 09/09/2025, n. 3654 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Milano |
| Numero : | 3654 |
| Data del deposito : | 9 settembre 2025 |
Testo completo
R.G. n. 7633/2025
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MILANO
Sezione lavoro
Il Giudice del lavoro del Tribunale di Milano, Luigi Pazienza, nella prosecuzione del verbale di udienza del 9.09.2025;
visto l'art. 429 c.p.c.;
pronunzia la seguente
SENTENZA nella controversia individuale di lavoro
Tra
, , Parte_1 Parte_2 Parte_3 Parte_4
, , ,
[...] Parte_5 Parte_6 Parte_7
rappresentati e difesi dagli Avv.ti D. Barboni Parte_8 Parte_9
, A. Nardone e F. poli;
e
, in persona del pro-tempore, Controparte_1 CP_1 rappresentato e difeso dall'Avv. F. Serafino e dell'Avv. S. Rovelli
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 18.06.2025 i ricorrenti hanno convenuto in giudizio il formulando le seguenti conclusioni: ” accertare e dichiarare il diritto Controparte_1 di parte ricorrente all'attribuzione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione
(c.d. carta docente) di importo pari a euro 500,00 annui prevista dall'art. 1 comma 121, L.
107/2015, con riferimento a tutti gli anni di servizio a t.d. resi in favore dell'amministrazione scolastica – come infra elencati - nei limiti della prescrizione di legge, come di seguito elencati:
• (4 anni): Parte_1
a.s. 2021/22: dal 18.10.2021 al 08.06.2022;
a.s. 2022/23: dal 27.09.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2023/24: dal 19.09.2023 al 30.06.2024;
a.s. 2024/25: dal 04.10.2024 al 30.06.2025.
• (4 anni): Parte_2
a.s. 2020/21: dal 01.09.2020 al 31.08.2021;
a.s. 2021/22: dal 01.09.2021 al 31.08.2022;
a.s. 2022/23: dal 01.09.2022 al 31.08.2023;
a.s. 2024/2025: dal 01.09.2024 al 31.08.2025;
• (4 anni): Parte_3
a.s. 2020/21: dal 29.10.2020 al 30.06.2021;
a.s. 2021/22: dal 08.10.2021 al 30.06.2022;
a.s. 2022/23: dal 29.09.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2024/25:
• dal 23.09.2024 al 27.10.2024;
• dal 28.10.2024 al 28.11.2024;
• dal 02.12.2024 al 05.12.2024;
• dal 09.12.2024 al 19.12.2024;
• dal 16.01.2025 al 31.01.2025;
• dall'1.02.2025 al 19.02.2025;
• dal 20.02.2025 al 17.03.2025;
• dal 18.03.2025 al 31.03.2025; •
•
dall'1.04.2025 al 06.06.2025;
(4 anni): Parte_4 a.s. 2020/21: dal 19.01.2021 al 24.06.2021;
a.s. 2021/22:
• dal 09.09.2021 al 30.06.2022;
• dal 20.11.2021 al 31.8.2022;
a.s. 2022/23: dal 28.11.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2023/2024: dal 18.09.2023 al 27.06.2024;
• (4 anni): Parte_5
a.s. 2020/21: dal 15.10.2020 al 31.08.2021;
a.s. 2021/22: dall'8.09.2021 al 31.08.2022;
a.s. 2022/23: dal 12.09.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2024/25: dal 01.09.2024 al 31.08.2025.
• (4 anni): Parte_6
a.s. 2021/22: dal 14.10.2021 al 12.07.2022;
a.s. 2022/23: dal 28.11.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2023/24: dal 10.11.2023 al 30.06.2024;
a.s. 2024/25: dal 23.10.2024 al 30.06.2025.
• (4 anni): Parte_7
a.s. 2020/21: dal 12.10.2020 al 30.06.2021;
a.s. 2021/22: dal 08.09.2021 al 30.06.2022;
a.s. 2022/23: dal 12.09.2022 al 31.08.2023;
a.s. 2024/25: dal 01.09.2024 al 31.08.2025.
• 4 anni): Parte_8
a.s. 2020/21: dal 03.02.2021 al 30.06.2021;
a.s. 2021/22: dal 01.10.2021 al 30.06.2022;
a.s. 2023/24: dal 09.10.2023 al 30.06.2024;
a.s. 2024/25: dal 01.09.2024 al 31.08.2025.
• 4 anni): Parte_9
a.s. 2020/21: dal 01.09.2020 al 31.08.2021;
a.s. 2021/22: dal 01.09.2021 al 31.08.2022; a.s. 2022/23: dal 01.09.2022 al 31.08.2023;
a.s. 2024/25: dal 01.09.2024 al 31.08.2025.
e per l'effetto condannare il , in persona del Controparte_1 CP_2
, il , in persona del legale
[...] Controparte_3
rappresentante pro tempore, il , in Controparte_4
persona del legale rappresentante pro tempore, a mettere a disposizione di parte ricorrente la Carta del docente (o altro equipollente) con l'accredito degli importi suddetti, affinché i ricorrenti ne possa fruire nel rispetto dei vincoli di legge, con riferimento a tutti gli anni di servizio a t.d. resi in favore dell'amministrazione scolastica nei limiti della prescrizione di legge, come sopra elencati;
condannare il , in persona Controparte_1
del , il , in persona Controparte_2 Controparte_3
del legale rappresentante pro tempore, il Controparte_4
, in persona del legale rappresentante pro tempore, al pagamento delle spese di
[...] giudizio – ivi compreso il contributo unificato - oltre IVA, CPA e 15% per spese generali da distrarsi, ex art. 93 c.p.c., a favore dei difensori antistatari.”.
Si è costituito in giudizio il resistente chiedendo, nel merito, il rigetto delle CP_1
domande.
Nel verbale di udienza il procuratore delle ricorrenti ha rinunciato alle domande relative agli anni scolastici 2024/2025 con scadenza al 31.08.2025 per i ricorrenti , , Pt_2 Parte_5
e . Pt_7 Parte_8 Pt_9
1.In via preliminare, stante la rinuncia formalizzata nel corso del giudizio, occorre dichiarare cessata la materia del contendere tra le ricorrenti , , , Pt_2 Parte_5 Pt_7 Parte_8
ed il resistente in relazione al bonus richiesto in relazione agli anni scolastici Pt_9 CP_5
2024/2025 con scadenza al 31.08.2025.
2.Le domande residue dei ricorrenti sono fondate e, pertanto, meritano di essere accolte.
Sulla questione relativa all'esclusione del personale docente a tempo determinato dal beneficio della Carta del Docente si è pronunciato il Consiglio di Stato, Sezione Settima, il quale, con sentenza n. 1842/2022 pubblicata il 16.3.2022, mutando il proprio precedente orientamento di cui alla sentenza n. 3979/2017, ha annullato gli atti amministrativi impugnati nella parte in cui non contemplavano i docenti non di ruolo tra i destinatori della carta del docente.
Successivamente la Corte di Giustizia UE, sezione VI, con sentenza n. 450 del 18.5.2022 ha affermato che “La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e non al personale Controparte_1
docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un vantaggio finanziario CP_1
dell'importo di 500 euro all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
In particolare, va evidenziato che la carta del docente consiste in un bonus da utilizzare per l'acquisto di libri, riviste, ingressi nei musei, biglietti per eventi culturali, teatro e cinema o per iscriverti a corsi di laurea e master universitari, a corsi per attività di aggiornamento, svolti da enti qualificati o accreditati presso i Controparte_6
.
[...]
L'art. 1 comma 121 della L. 107/2015 prevede: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , a Controparte_7
corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Pi. nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria ne' reddito imponibile”. Il successivo comma 122 stabilisce che
“Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il
[...]
e con il Ministro dell'economia e delle finanze, Controparte_8
da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta di cui al comma 121,
l'importo da assegnare nell'ambito delle risorse disponibili di cui al comma 123, tenendo conto del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale, nonché le modalità per l'erogazione delle agevolazioni e dei benefici collegati alla Carta medesima. Il comma 124 sancisce poi che “nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale. Le attività di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell'offerta formativa e con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorità nazionali indicate nel Pi. nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del
[...]
, sentite le organizzazioni sindacali rappresentative di Controparte_8 categoria”.
L'art. 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 settembre 2015 (in GU n.
243 del 19.10.2015), recante le “Modalità di assegnazione e di utilizzo della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”, ha poi sancito che “1. I docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, hanno diritto all'assegnazione di una Carta, che é nominativa, personale e con trasferibile. La Carta é assegnata, nel suo importo massimo complessivo, esclusivamente al personale docente a tempo indeterminato di cui al comma 1. Nel caso in cui il docente sia stato sospeso per motivi disciplinari è vietato l'utilizzo della Carta e l'importo di cui all'art. 3 non può essere assegnato nel corso degli anni scolastici in cui interviene la sospensione. Qualora la sospensione intervenga successivamente all'assegnazione dell'importo, la somma assegnata è recuperata a valere sulle risorse disponibili sulla Carta e, ove non sufficienti, sull'assegnazione dell'anno scolastico successivo. Il MI. disciplina le modalità di revoca della Carta nel caso di interruzione del rapporto di lavoro nel corso dell'anno scolastico. La
Carta deve essere restituita all'atto della cessazione dal servizio”.
L'art. 2 del decreto legge n. 22/2020 ha, poi, statuito quanto segue: “3. In corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell'emergenza epidemiologica, il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione, potendo anche disporre per l'acquisto di servizi di connettività delle risorse di cui alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di cui all'articolo 1, comma
121, della legge n. 107/2015.”.
Richiamata la normativa di riferimento va rilevato che è controverso tra le parti se il bonus annuale di € 500 rientri o meno nelle “condizioni di impiego” ai sensi della clausola 4, punto
1, dell'accordo quadro. Mentre infatti il , valorizzando l'originaria dichiarata finalità CP_1 dì aggiornamento e formazione della somma di € 500 di cui all'art. 1 comma 121 della L
107/2015, propone un'interpretazione letterale e restrittiva della disposizione di cui trattasi, la parte ricorrente fonda la propria domanda su una interpretazione estensiva della disposizione, in quanto la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro mira ad applicare tale principio ai lavoratori a tempo determinato, al fine di impedire che un rapporto di impiego di tale natura venga utilizzato da un datore di lavoro per privare questi lavoratori di diritti che sono riconosciuti ai lavoratori a tempo indeterminato. Ciò posto, deve evidenziarsi che il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1842/2022, nel riformare la sentenza del TAR Lazio che aveva ritenuto legittima l'esclusione da parte del dei docenti a Controparte_1
tempo determinato dal beneficio della carta elettronica del docente, ha ritenuto, con argomentazioni del tutto condivisibili, che il sistema adottato dal convenuto CP_1 determini una sorta di formazione “a doppia trazione”, ossia quella dei docenti di ruolo, la cui formazione è obbligatoria, permanente e strutturale e quindi sostenuta sotto il profilo economico con l'erogazione della Carta, e quella dei docenti non di ruolo, per i quali non vi sarebbe alcuna obbligatorietà, e, dunque, alcun sostegno economico.
Peraltro, tale sistema viene a collidere con le disposizioni costituzionali degli artt. 3,35 e
97 della Costituzione, sia sotto il profilo della discriminazione a danno dei docenti non di ruolo sia per la lesione del principio di buon andamento della P.A., scontrandosi con l'esigenza del sistema scolastico di far sì che sia tutto il personale docente (e non solo quello di ruolo) a poter conseguire un livello adeguato di aggiornamento professionale e di formazione, onde garantire la qualità dell'insegnamento complessivo fornito agli studenti. La normativa primaria istitutiva della carta docente, secondo quanto affermato nella sentenza del Consiglio di Stato n. 1842/2022, può essere interpretata in chiave costituzionalmente orientata, tale da garantirne la conformità alla Costituzione e ciò tenendo in considerazione anche la disciplina prevista in tema di formazione dei docenti dal CCNL di categoria, da leggersi in chiave di complementarietà rispetto al disposto di cui all'art. 1 commi da 121 a 124 della legge n. 107/2015. Secondo quanto condivisibilmente affermato dal Consiglio di Stato nella sentenza in esame: “L'interpretazione di tali commi deve, cioè, tenere conto delle regole in materia di formazione del personale docente dettate dagli artt. 63 e 64 del C.C.N.L. di categoria: regole che pongono a carico dell'Amministrazione l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio” (così il comma 1 dell'art. 63 cit.). E non vi è dubbio che tra tali strumenti possa (e anzi debba) essere compresa la Carta del docente, di tal ché si può per tal via affermare che di essa sono destinatari anche i docenti a tempo determinato (come gli appellanti), così colmandosi la lacuna previsionale dell'art. 1, comma 121, della l. n. 107/2015, che menziona i soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio – la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamento – che consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna”.
La Corte di Giustizia UE, nella sentenza citata, emessa su rinvio disposto dal Tribunale di
Vercelli in una vertenza analoga alla presente, ha innanzitutto affermato che l'indennità di
€ 500,00 annui di cui alla c.d. “carta docenti” deve essere considerata come rientrante tra le “condizioni di impiego” ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro. Si legge, invero, nella sentenza suddetta che: “36 Infatti, conformemente all'articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, tale indennità è versata al fine di sostenere la formazione continua dei docenti, la quale è obbligatoria tanto per il personale a tempo indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il , e di valorizzarne le competenze CP_1
professionali. Inoltre, dall'adozione del decreto-legge dell'8 aprile 2020, n. 22, il versamento di detta indennità mira a consentire l'acquisto dei servizi di connettività necessari allo svolgimento, da parte dei docenti impiegati presso il , dei loro CP_1
compiti professionali a distanza. Il giudice del rinvio precisa altresì che la concessione di questa stessa indennità dipende in modo determinante dall'effettiva prestazione del servizio da parte di tali docenti.[…] “38 La circostanza che la carta elettronica possa essere utilizzata anche per l'acquisto di beni e servizi che non siano strettamente correlati alla formazione continua non è quindi determinante ai fini della qualificazione dell'indennità di cui al procedimento principale come «condizione di impiego».
La Corte di Giustizia UE ha poi affermato che, dagli elementi del fascicolo forniti dal giudice del rinvio, risultava che la situazione dei docenti a tempo determinato e quella dei docenti a tempo indeterminato erano “comparabili dal punto di vista della natura del lavoro e delle competenze professionali richieste, e, dall'altro, che esiste una differenza di trattamento tra tali docenti a tempo indeterminato e i docenti assunti dal nell'ambito di rapporti CP_1
di lavoro a tempo determinato, in quanto questi ultimi non beneficiano del vantaggio finanziario di cui al procedimento principale”. La Corte ha poi verificato come non esista una ragione oggettiva che, ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro, che giustifichi la differenza di trattamento fra le due categorie di docenti. Invero, ha evidenziato la Corte che: “45 secondo una giurisprudenza costante della Corte, la nozione di «ragioni oggettive» richiede che la disparità di trattamento constatata sia giustificata dalla sussistenza di elementi precisi e concreti, che contraddistinguono il rapporto di impiego di cui trattasi, nel particolare contesto in cui s'inscrive e in base a criteri oggettivi e trasparenti, al fine di verificare se tale disparità risponda a una reale necessità, sia idonea a conseguire l'obiettivo perseguito e risulti necessaria a tal fine. Tali elementi possono risultare, segnatamente, dalla particolare natura delle funzioni per l'espletamento delle quali sono stati conclusi contratti a tempo determinato e dalle caratteristiche inerenti alle medesime o, eventualmente, dal perseguimento di una legittima finalità di politica sociale di uno Stato membro (sentenza del 20 giugno 2019, Ustariz Aróstegui, C-72/18, EU:C:2019:516, punto
40 e giurisprudenza ivi citata). 46 Per contro, il riferimento alla mera natura temporanea del lavoro degli impiegati amministrativi a contratto, come UC, non è conforme a tali requisiti e non può dunque costituire di per sé una ragione oggettiva, ai sensi della clausola
4, punto 1, dell'accordo quadro. Infatti, ammettere che la mera natura temporanea di un rapporto di lavoro sia sufficiente a giustificare una differenza di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato priverebbe di contenuto gli obiettivi della direttiva 1999/70 e dell'accordo quadro ed equivarrebbe a perpetuare il mantenimento di una situazione svantaggiosa per i lavoratori a tempo determinato (v., in tal senso, sentenza del 20 giugno 2019, Ustariz Aróstegui, C-72/18, EU:C:2019:516, punto
41 e giurisprudenza ivi citata). 47 A tale riguardo, il giudice del rinvio ha, in sostanza, precisato egli stesso che la differenza di trattamento di cui al procedimento principale non risulta RGL n. 2499/2022 giustificata da una ragione obiettiva e che, in ogni caso, essa non può essere giustificata dall'obiettivo di garantire la stabilità del rapporto dei docenti a tempo indeterminato. 48 Tenuto conto di tutte le considerazioni che precedono, occorre rispondere alle questioni pregiudiziali prima e seconda dichiarando che la clausola 4, punto
1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e CP_1
non al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un vantaggio CP_1
finanziario dell'importo di EU. 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
Alla luce delle argomentazioni svolte a sostegno della statuizione adottata dalla CGUE non può questo Giudice più dubitare della riconducibilità della “Carta Elettronica del docente” alle “condizioni di impiego” di cui alla clausola 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, e conseguentemente “della differenza di trattamento tra docenti a tempo indeterminato e i docenti assunti nell'ambito di rapporti di lavoro a tempo determinato, in quanto questi ultimi non beneficiano del vantaggio finanziario di cui al procedimento principale" (punto 43, ordinanza citata).
Avverso l'attribuzione della “Carta Elettronica del docente” al personale precario non pare possa neppure richiamarsi la sua natura strumentale all'attività di formazione del docente, in quanto tutti gli insegnanti, sia quelli di ruolo che quelli assunti con contratti a termine, svolgono le stesse mansioni e hanno l'obbligo di svolgere la medesima attività di aggiornamento e di qualificazione delle proprie competenze professionali.
Va poi evidenziato che le sentenze interpretative della CGUE, precisando il significato e la portata del diritto dell'UE, hanno effetto retroattivo, salvo il limite dei rapporti ormai esauriti, efficacia "erga omnes" nell'ambito dell'Unione (Cass. Sez. Civ. Ordinanza n. 2468 del
08/02/2016, e in termini: Cass. civ., sez. lav., 15/10/2020, n. 22401, e Cass. civ., sez. lav.,
17/05/2019, n. 13425) e sono vincolanti per i giudici nazionali che sono così tenuti a disapplicare la normativa interna contrastante con la normativa eurounitaria (Cfr. CGUE.
Gr. Sez. 22.2.2022, causa C-430/21, § 38 e ss).
Peraltro, l'interpretazione che equipara anche con riferimento alla Carta Docenti la posizione dei docenti non di ruolo a quella dei docenti di ruolo appare in linea anche con i principi affermati costantemente dalla Corte di Giustizia Europea, in relazione ad alcune note questioni come quella concernete il riconoscimento del servizio c.d. pre-ruolo svolto dai docenti precari nel periodo antecedente la stabilizzazione. Sul punto va ricordata la decisione della Corte di Giustizia 22.12.2010, nei procedimenti riuniti C-444/09, Gaviero e
C-456/09, Ig. To. in cui si afferma che “un'indennità per anzianità di servizio … rientra nell'ambito di applicazione della clausola 4, punto 1, dell'Accordo Quadro, in quanto costituisce una condizione d'impiego, per cui i lavoratori a tempo determinato possono opporsi ad un trattamento che, relativamente al versamento di tale indennità, al di fuori di qualsiasi giustificazione obiettiva, sia meno favorevole di quello riservato ai lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in una situazione comparabile. Il carattere temporaneo del rapporto di lavoro di taluni dipendenti pubblici non può costituire, di per sé, una ragione oggettiva ai sensi di tale clausola dell'Accordo Quadro” .
Del resto, sempre in materia di anzianità di servizio, ma affermando un principio che presenta sicuramente dei profili di connessione con la questione in esame, la Corte di
Cassazione, con la nota sentenza n. 31149/2019, ha affermato che: “in tema di riconoscimento dell'anzianità di servizio dei docenti a tempo determinato poi definitivamente immessi nei ruoli dell'amministrazione scolastica, l'art. 485 del d.lgs. n. 297 del 1994 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nei casi in cui l'anzianità risultante dall'applicazione dei criteri dallo stesso indicati, unitamente a quello fissato dall'art. 489 dello stesso decreto, come integrato dall'art. 11, comma 14, della l. n. 124 del 1999, risulti essere inferiore a quella riconoscibile al docente comparabile assunto "ab origine" a tempo indeterminato;
il giudice del merito, per accertare la sussistenza di tale discriminazione, dovrà comparare il trattamento riservato all'assunto a tempo determinato poi immesso in ruolo, con quello del docente ab origine a tempo indeterminato, senza valorizzare, pertanto, le interruzioni fra un rapporto e l'altro, né applicare la regola dell'equivalenza fissata dal richiamato art. 489, e, in caso di disapplicazione, computare l'anzianità da riconoscere ad ogni effetto al docente assunto a tempo determinato, poi immesso in ruolo, sulla base dei medesimi criteri che valgono per l'assunto a tempo indeterminato” . Secondo i principi affermati dalla Suprema Corte, in particolare, occorre verificare che non vi siano in concreto ragioni che giustifichino la disparità di trattamento dei docenti assunti a tempo determinato, come ad esempio, lo svolgimento di compiti e mansioni non del tutto assimilabili a quelle svolte dai docenti assunti a tempo indeterminato.
Nel caso di specie, nulla è stato provato che possa giustificare il diverso trattamento dei docenti e ciò ancora di più se si considera che viene in rilievo la formazione e l'aggiornamento del docente che non può che essere considerata identica sia per i docenti assunti a tempo indeterminato che per quelli assunti a tempo determinato.
Opinando diversamente, infatti, si dovrebbe ipotizzare che l'attività svolta dai docenti c.d. precari possa essere caratterizzata da un minor grado di aggiornamento e, dunque, di professionalità, il che certamente risulterebbe irragionevole e in contrasto con il principio costituzionale di eguaglianza e finirebbe, in definitiva, anche con il ledere irrimediabilmente il diritto all'istruzione costituzionalmente garantito, considerando che si avrebbe un corpo docenti la cui formazione è differenziata a seconda della stabilità o meno del rapporto di lavoro.
In definitiva, pertanto, tenuto conto del disposto della sentenza della CGUE richiamata, deve disapplicarsi l'art. 1 della L. n. 107/2015 nella parte in cui non riconosce il godimento della “Carta Elettronica del docente” anche da parte del personale docente assunto con contratto a tempo determinato.
Il comportamento inadempiente del consiste nel mancato rilascio della Carta CP_1
elettronica: tale mancato rilascio ha provocato un evidente vulnus nella sfera giuridico- patrimoniale del ricorrente, il quale non ha goduto della stessa condizione riservata al collega a tempo indeterminato di acquistare gli strumenti necessari per effettuare quella formazione che deve essere costituzionalmente garantita a tutti i lavoratori indipendentemente dalla tipologia di contratto sottoscritto.
Non può condividersi quanto eccepito dal secondo cui il docente dovrebbe CP_1
fornire la prova dell'esborso di somme ai fini della formazione, perché una soluzione di questo tipo finirebbe con il ledere ulteriormente la posizione del docente non di ruolo che, oltre a non aver ottenuto la Carta elettronica nei tempi e con le stesse modalità previsti per i docenti di ruolo, avrebbe anche dovuto investire in autonomia sulla formazione senza nessuna certezza di ottenere il ristoro dell'esborso sostenuto. Il bonus in questione è da riconoscere anche nella ipotesi di supplenze brevi. A tal proposito la Cassazione con la sentenza n. 29961/2023 ha affermato che “l'avere il legislatore riferito quel beneficio all'anno scolastico non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura”. Sul punto la Corte ha ritenuto “in sé inidoneo (è) anche il dato normativo dei 180 giorni valorizzato da alcune norme del sistema scolastico”, in quanto tali disposizioni non si prestano (…) a costituire valido metro di paragone per le valutazioni qui necessarie per definire il senso dell'”annualità” di una “didattica”. Tuttavia la Corte di Cassazione non ha escluso “la possibilità di assimilare estensivamente alla didattica “annuale”, di cui all'art. 4, co. 1 e 2 della L. 124/1999, il caso in cui la sommatoria di supplenze temporanee sia tale da completare un periodo pari a quello minimo proprio della figura tipica dei contratti fino al termine delle attività di didattiche”.
Alla luce di ciò, la domanda residua va accolta e va dichiarato il diritto dei ricorrenti a ottenere il beneficio economico della cd. “Carta del docente” e, quindi, del relativo bonus di € 500 per gli anni scolastici indicati con conseguente condanna del
[...]
all'accredito dei relativi importi sulla Carta in questione, oltre accessori come Controparte_1
per legge.
Le spese di lite, liquidate come in dispositivo, devono essere in parte compensate, stante il non integrale accoglimento delle domande.
P.Q.M.
Il Giudice, Luigi Pazienza, definitivamente pronunziando sulle domande proposte da
[...]
, , , , Parte_1 Parte_2 Parte_3 Parte_4
, , , Parte_5 Parte_6 Parte_7 Parte_8
con ricorso depositato in data 18.06.2025, nei confronti
[...] Parte_9 del , così provvede: Controparte_1
1) dichiara cessata la materia del contendere tra i ricorrenti , , Pt_2 Parte_5 Pt_7
, ed il resistente in relazione al bonus richiesto in relazione Parte_8 Pt_9 CP_1
agli anni scolastici 2024/2025 con scadenza al 31.08.2025;
2) dichiara il diritto dei ricorrenti ,al conseguimento del beneficio economico della cd.
“Carta del docente” dell' importo annuo di € 500,00 per gli anni scolastici residui;
b) condanna il resistente a riconoscere in favore dei ricorrenti il beneficio CP_1 economico della cd. “Carta del docente” ed ad accreditare sulla carta in questione l'importo di Euro 2.000,00 in favore della di Euro 1.500,00 in favore della Parte_1
, di Euro 2.000,00 in favore della , di Euro 2.000,00 in favore d ella , Pt_2 Pt_3 Pt_4
di Euro 1.500,00 in favore della , di Euro 2.000,00 in favore della , di Parte_5 Parte_6
Euro 1.500,00 in favore della di Euro 1.500,00 in favore dello e di Pt_7 Parte_8
Euro 1.500,00 in favore del , oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nei Pt_9 limiti di cui all'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994 dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione;
3) condanna il resistente al pagamento in favore dei ricorrenti di 4/5 delle CP_1 spese di lite, che liquida per l'intero in complessivi Euro 2.500,00, con compensazione del residuo 1/5, oltre IVA, CPA e rimborso delle spese generali nella misura del 15% con distrazione in favore dei procuratori dichiaratisi anticipatari.
Milano, 9.09.2025
Il Giudice
( Luigi Pazienza)
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MILANO
Sezione lavoro
Il Giudice del lavoro del Tribunale di Milano, Luigi Pazienza, nella prosecuzione del verbale di udienza del 9.09.2025;
visto l'art. 429 c.p.c.;
pronunzia la seguente
SENTENZA nella controversia individuale di lavoro
Tra
, , Parte_1 Parte_2 Parte_3 Parte_4
, , ,
[...] Parte_5 Parte_6 Parte_7
rappresentati e difesi dagli Avv.ti D. Barboni Parte_8 Parte_9
, A. Nardone e F. poli;
e
, in persona del pro-tempore, Controparte_1 CP_1 rappresentato e difeso dall'Avv. F. Serafino e dell'Avv. S. Rovelli
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 18.06.2025 i ricorrenti hanno convenuto in giudizio il formulando le seguenti conclusioni: ” accertare e dichiarare il diritto Controparte_1 di parte ricorrente all'attribuzione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione
(c.d. carta docente) di importo pari a euro 500,00 annui prevista dall'art. 1 comma 121, L.
107/2015, con riferimento a tutti gli anni di servizio a t.d. resi in favore dell'amministrazione scolastica – come infra elencati - nei limiti della prescrizione di legge, come di seguito elencati:
• (4 anni): Parte_1
a.s. 2021/22: dal 18.10.2021 al 08.06.2022;
a.s. 2022/23: dal 27.09.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2023/24: dal 19.09.2023 al 30.06.2024;
a.s. 2024/25: dal 04.10.2024 al 30.06.2025.
• (4 anni): Parte_2
a.s. 2020/21: dal 01.09.2020 al 31.08.2021;
a.s. 2021/22: dal 01.09.2021 al 31.08.2022;
a.s. 2022/23: dal 01.09.2022 al 31.08.2023;
a.s. 2024/2025: dal 01.09.2024 al 31.08.2025;
• (4 anni): Parte_3
a.s. 2020/21: dal 29.10.2020 al 30.06.2021;
a.s. 2021/22: dal 08.10.2021 al 30.06.2022;
a.s. 2022/23: dal 29.09.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2024/25:
• dal 23.09.2024 al 27.10.2024;
• dal 28.10.2024 al 28.11.2024;
• dal 02.12.2024 al 05.12.2024;
• dal 09.12.2024 al 19.12.2024;
• dal 16.01.2025 al 31.01.2025;
• dall'1.02.2025 al 19.02.2025;
• dal 20.02.2025 al 17.03.2025;
• dal 18.03.2025 al 31.03.2025; •
•
dall'1.04.2025 al 06.06.2025;
(4 anni): Parte_4 a.s. 2020/21: dal 19.01.2021 al 24.06.2021;
a.s. 2021/22:
• dal 09.09.2021 al 30.06.2022;
• dal 20.11.2021 al 31.8.2022;
a.s. 2022/23: dal 28.11.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2023/2024: dal 18.09.2023 al 27.06.2024;
• (4 anni): Parte_5
a.s. 2020/21: dal 15.10.2020 al 31.08.2021;
a.s. 2021/22: dall'8.09.2021 al 31.08.2022;
a.s. 2022/23: dal 12.09.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2024/25: dal 01.09.2024 al 31.08.2025.
• (4 anni): Parte_6
a.s. 2021/22: dal 14.10.2021 al 12.07.2022;
a.s. 2022/23: dal 28.11.2022 al 30.06.2023;
a.s. 2023/24: dal 10.11.2023 al 30.06.2024;
a.s. 2024/25: dal 23.10.2024 al 30.06.2025.
• (4 anni): Parte_7
a.s. 2020/21: dal 12.10.2020 al 30.06.2021;
a.s. 2021/22: dal 08.09.2021 al 30.06.2022;
a.s. 2022/23: dal 12.09.2022 al 31.08.2023;
a.s. 2024/25: dal 01.09.2024 al 31.08.2025.
• 4 anni): Parte_8
a.s. 2020/21: dal 03.02.2021 al 30.06.2021;
a.s. 2021/22: dal 01.10.2021 al 30.06.2022;
a.s. 2023/24: dal 09.10.2023 al 30.06.2024;
a.s. 2024/25: dal 01.09.2024 al 31.08.2025.
• 4 anni): Parte_9
a.s. 2020/21: dal 01.09.2020 al 31.08.2021;
a.s. 2021/22: dal 01.09.2021 al 31.08.2022; a.s. 2022/23: dal 01.09.2022 al 31.08.2023;
a.s. 2024/25: dal 01.09.2024 al 31.08.2025.
e per l'effetto condannare il , in persona del Controparte_1 CP_2
, il , in persona del legale
[...] Controparte_3
rappresentante pro tempore, il , in Controparte_4
persona del legale rappresentante pro tempore, a mettere a disposizione di parte ricorrente la Carta del docente (o altro equipollente) con l'accredito degli importi suddetti, affinché i ricorrenti ne possa fruire nel rispetto dei vincoli di legge, con riferimento a tutti gli anni di servizio a t.d. resi in favore dell'amministrazione scolastica nei limiti della prescrizione di legge, come sopra elencati;
condannare il , in persona Controparte_1
del , il , in persona Controparte_2 Controparte_3
del legale rappresentante pro tempore, il Controparte_4
, in persona del legale rappresentante pro tempore, al pagamento delle spese di
[...] giudizio – ivi compreso il contributo unificato - oltre IVA, CPA e 15% per spese generali da distrarsi, ex art. 93 c.p.c., a favore dei difensori antistatari.”.
Si è costituito in giudizio il resistente chiedendo, nel merito, il rigetto delle CP_1
domande.
Nel verbale di udienza il procuratore delle ricorrenti ha rinunciato alle domande relative agli anni scolastici 2024/2025 con scadenza al 31.08.2025 per i ricorrenti , , Pt_2 Parte_5
e . Pt_7 Parte_8 Pt_9
1.In via preliminare, stante la rinuncia formalizzata nel corso del giudizio, occorre dichiarare cessata la materia del contendere tra le ricorrenti , , , Pt_2 Parte_5 Pt_7 Parte_8
ed il resistente in relazione al bonus richiesto in relazione agli anni scolastici Pt_9 CP_5
2024/2025 con scadenza al 31.08.2025.
2.Le domande residue dei ricorrenti sono fondate e, pertanto, meritano di essere accolte.
Sulla questione relativa all'esclusione del personale docente a tempo determinato dal beneficio della Carta del Docente si è pronunciato il Consiglio di Stato, Sezione Settima, il quale, con sentenza n. 1842/2022 pubblicata il 16.3.2022, mutando il proprio precedente orientamento di cui alla sentenza n. 3979/2017, ha annullato gli atti amministrativi impugnati nella parte in cui non contemplavano i docenti non di ruolo tra i destinatori della carta del docente.
Successivamente la Corte di Giustizia UE, sezione VI, con sentenza n. 450 del 18.5.2022 ha affermato che “La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e non al personale Controparte_1
docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un vantaggio finanziario CP_1
dell'importo di 500 euro all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
In particolare, va evidenziato che la carta del docente consiste in un bonus da utilizzare per l'acquisto di libri, riviste, ingressi nei musei, biglietti per eventi culturali, teatro e cinema o per iscriverti a corsi di laurea e master universitari, a corsi per attività di aggiornamento, svolti da enti qualificati o accreditati presso i Controparte_6
.
[...]
L'art. 1 comma 121 della L. 107/2015 prevede: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , a Controparte_7
corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Pi. nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria ne' reddito imponibile”. Il successivo comma 122 stabilisce che
“Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il
[...]
e con il Ministro dell'economia e delle finanze, Controparte_8
da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta di cui al comma 121,
l'importo da assegnare nell'ambito delle risorse disponibili di cui al comma 123, tenendo conto del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale, nonché le modalità per l'erogazione delle agevolazioni e dei benefici collegati alla Carta medesima. Il comma 124 sancisce poi che “nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale. Le attività di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell'offerta formativa e con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorità nazionali indicate nel Pi. nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del
[...]
, sentite le organizzazioni sindacali rappresentative di Controparte_8 categoria”.
L'art. 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 settembre 2015 (in GU n.
243 del 19.10.2015), recante le “Modalità di assegnazione e di utilizzo della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”, ha poi sancito che “1. I docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, hanno diritto all'assegnazione di una Carta, che é nominativa, personale e con trasferibile. La Carta é assegnata, nel suo importo massimo complessivo, esclusivamente al personale docente a tempo indeterminato di cui al comma 1. Nel caso in cui il docente sia stato sospeso per motivi disciplinari è vietato l'utilizzo della Carta e l'importo di cui all'art. 3 non può essere assegnato nel corso degli anni scolastici in cui interviene la sospensione. Qualora la sospensione intervenga successivamente all'assegnazione dell'importo, la somma assegnata è recuperata a valere sulle risorse disponibili sulla Carta e, ove non sufficienti, sull'assegnazione dell'anno scolastico successivo. Il MI. disciplina le modalità di revoca della Carta nel caso di interruzione del rapporto di lavoro nel corso dell'anno scolastico. La
Carta deve essere restituita all'atto della cessazione dal servizio”.
L'art. 2 del decreto legge n. 22/2020 ha, poi, statuito quanto segue: “3. In corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell'emergenza epidemiologica, il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione, potendo anche disporre per l'acquisto di servizi di connettività delle risorse di cui alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di cui all'articolo 1, comma
121, della legge n. 107/2015.”.
Richiamata la normativa di riferimento va rilevato che è controverso tra le parti se il bonus annuale di € 500 rientri o meno nelle “condizioni di impiego” ai sensi della clausola 4, punto
1, dell'accordo quadro. Mentre infatti il , valorizzando l'originaria dichiarata finalità CP_1 dì aggiornamento e formazione della somma di € 500 di cui all'art. 1 comma 121 della L
107/2015, propone un'interpretazione letterale e restrittiva della disposizione di cui trattasi, la parte ricorrente fonda la propria domanda su una interpretazione estensiva della disposizione, in quanto la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro mira ad applicare tale principio ai lavoratori a tempo determinato, al fine di impedire che un rapporto di impiego di tale natura venga utilizzato da un datore di lavoro per privare questi lavoratori di diritti che sono riconosciuti ai lavoratori a tempo indeterminato. Ciò posto, deve evidenziarsi che il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1842/2022, nel riformare la sentenza del TAR Lazio che aveva ritenuto legittima l'esclusione da parte del dei docenti a Controparte_1
tempo determinato dal beneficio della carta elettronica del docente, ha ritenuto, con argomentazioni del tutto condivisibili, che il sistema adottato dal convenuto CP_1 determini una sorta di formazione “a doppia trazione”, ossia quella dei docenti di ruolo, la cui formazione è obbligatoria, permanente e strutturale e quindi sostenuta sotto il profilo economico con l'erogazione della Carta, e quella dei docenti non di ruolo, per i quali non vi sarebbe alcuna obbligatorietà, e, dunque, alcun sostegno economico.
Peraltro, tale sistema viene a collidere con le disposizioni costituzionali degli artt. 3,35 e
97 della Costituzione, sia sotto il profilo della discriminazione a danno dei docenti non di ruolo sia per la lesione del principio di buon andamento della P.A., scontrandosi con l'esigenza del sistema scolastico di far sì che sia tutto il personale docente (e non solo quello di ruolo) a poter conseguire un livello adeguato di aggiornamento professionale e di formazione, onde garantire la qualità dell'insegnamento complessivo fornito agli studenti. La normativa primaria istitutiva della carta docente, secondo quanto affermato nella sentenza del Consiglio di Stato n. 1842/2022, può essere interpretata in chiave costituzionalmente orientata, tale da garantirne la conformità alla Costituzione e ciò tenendo in considerazione anche la disciplina prevista in tema di formazione dei docenti dal CCNL di categoria, da leggersi in chiave di complementarietà rispetto al disposto di cui all'art. 1 commi da 121 a 124 della legge n. 107/2015. Secondo quanto condivisibilmente affermato dal Consiglio di Stato nella sentenza in esame: “L'interpretazione di tali commi deve, cioè, tenere conto delle regole in materia di formazione del personale docente dettate dagli artt. 63 e 64 del C.C.N.L. di categoria: regole che pongono a carico dell'Amministrazione l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio” (così il comma 1 dell'art. 63 cit.). E non vi è dubbio che tra tali strumenti possa (e anzi debba) essere compresa la Carta del docente, di tal ché si può per tal via affermare che di essa sono destinatari anche i docenti a tempo determinato (come gli appellanti), così colmandosi la lacuna previsionale dell'art. 1, comma 121, della l. n. 107/2015, che menziona i soli docenti di ruolo: sussiste, infatti, un'indiscutibile identità di ratio – la già ricordata necessità di garantire la qualità dell'insegnamento – che consente di colmare in via interpretativa la predetta lacuna”.
La Corte di Giustizia UE, nella sentenza citata, emessa su rinvio disposto dal Tribunale di
Vercelli in una vertenza analoga alla presente, ha innanzitutto affermato che l'indennità di
€ 500,00 annui di cui alla c.d. “carta docenti” deve essere considerata come rientrante tra le “condizioni di impiego” ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro. Si legge, invero, nella sentenza suddetta che: “36 Infatti, conformemente all'articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, tale indennità è versata al fine di sostenere la formazione continua dei docenti, la quale è obbligatoria tanto per il personale a tempo indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il , e di valorizzarne le competenze CP_1
professionali. Inoltre, dall'adozione del decreto-legge dell'8 aprile 2020, n. 22, il versamento di detta indennità mira a consentire l'acquisto dei servizi di connettività necessari allo svolgimento, da parte dei docenti impiegati presso il , dei loro CP_1
compiti professionali a distanza. Il giudice del rinvio precisa altresì che la concessione di questa stessa indennità dipende in modo determinante dall'effettiva prestazione del servizio da parte di tali docenti.[…] “38 La circostanza che la carta elettronica possa essere utilizzata anche per l'acquisto di beni e servizi che non siano strettamente correlati alla formazione continua non è quindi determinante ai fini della qualificazione dell'indennità di cui al procedimento principale come «condizione di impiego».
La Corte di Giustizia UE ha poi affermato che, dagli elementi del fascicolo forniti dal giudice del rinvio, risultava che la situazione dei docenti a tempo determinato e quella dei docenti a tempo indeterminato erano “comparabili dal punto di vista della natura del lavoro e delle competenze professionali richieste, e, dall'altro, che esiste una differenza di trattamento tra tali docenti a tempo indeterminato e i docenti assunti dal nell'ambito di rapporti CP_1
di lavoro a tempo determinato, in quanto questi ultimi non beneficiano del vantaggio finanziario di cui al procedimento principale”. La Corte ha poi verificato come non esista una ragione oggettiva che, ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro, che giustifichi la differenza di trattamento fra le due categorie di docenti. Invero, ha evidenziato la Corte che: “45 secondo una giurisprudenza costante della Corte, la nozione di «ragioni oggettive» richiede che la disparità di trattamento constatata sia giustificata dalla sussistenza di elementi precisi e concreti, che contraddistinguono il rapporto di impiego di cui trattasi, nel particolare contesto in cui s'inscrive e in base a criteri oggettivi e trasparenti, al fine di verificare se tale disparità risponda a una reale necessità, sia idonea a conseguire l'obiettivo perseguito e risulti necessaria a tal fine. Tali elementi possono risultare, segnatamente, dalla particolare natura delle funzioni per l'espletamento delle quali sono stati conclusi contratti a tempo determinato e dalle caratteristiche inerenti alle medesime o, eventualmente, dal perseguimento di una legittima finalità di politica sociale di uno Stato membro (sentenza del 20 giugno 2019, Ustariz Aróstegui, C-72/18, EU:C:2019:516, punto
40 e giurisprudenza ivi citata). 46 Per contro, il riferimento alla mera natura temporanea del lavoro degli impiegati amministrativi a contratto, come UC, non è conforme a tali requisiti e non può dunque costituire di per sé una ragione oggettiva, ai sensi della clausola
4, punto 1, dell'accordo quadro. Infatti, ammettere che la mera natura temporanea di un rapporto di lavoro sia sufficiente a giustificare una differenza di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato priverebbe di contenuto gli obiettivi della direttiva 1999/70 e dell'accordo quadro ed equivarrebbe a perpetuare il mantenimento di una situazione svantaggiosa per i lavoratori a tempo determinato (v., in tal senso, sentenza del 20 giugno 2019, Ustariz Aróstegui, C-72/18, EU:C:2019:516, punto
41 e giurisprudenza ivi citata). 47 A tale riguardo, il giudice del rinvio ha, in sostanza, precisato egli stesso che la differenza di trattamento di cui al procedimento principale non risulta RGL n. 2499/2022 giustificata da una ragione obiettiva e che, in ogni caso, essa non può essere giustificata dall'obiettivo di garantire la stabilità del rapporto dei docenti a tempo indeterminato. 48 Tenuto conto di tutte le considerazioni che precedono, occorre rispondere alle questioni pregiudiziali prima e seconda dichiarando che la clausola 4, punto
1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e CP_1
non al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un vantaggio CP_1
finanziario dell'importo di EU. 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
Alla luce delle argomentazioni svolte a sostegno della statuizione adottata dalla CGUE non può questo Giudice più dubitare della riconducibilità della “Carta Elettronica del docente” alle “condizioni di impiego” di cui alla clausola 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, e conseguentemente “della differenza di trattamento tra docenti a tempo indeterminato e i docenti assunti nell'ambito di rapporti di lavoro a tempo determinato, in quanto questi ultimi non beneficiano del vantaggio finanziario di cui al procedimento principale" (punto 43, ordinanza citata).
Avverso l'attribuzione della “Carta Elettronica del docente” al personale precario non pare possa neppure richiamarsi la sua natura strumentale all'attività di formazione del docente, in quanto tutti gli insegnanti, sia quelli di ruolo che quelli assunti con contratti a termine, svolgono le stesse mansioni e hanno l'obbligo di svolgere la medesima attività di aggiornamento e di qualificazione delle proprie competenze professionali.
Va poi evidenziato che le sentenze interpretative della CGUE, precisando il significato e la portata del diritto dell'UE, hanno effetto retroattivo, salvo il limite dei rapporti ormai esauriti, efficacia "erga omnes" nell'ambito dell'Unione (Cass. Sez. Civ. Ordinanza n. 2468 del
08/02/2016, e in termini: Cass. civ., sez. lav., 15/10/2020, n. 22401, e Cass. civ., sez. lav.,
17/05/2019, n. 13425) e sono vincolanti per i giudici nazionali che sono così tenuti a disapplicare la normativa interna contrastante con la normativa eurounitaria (Cfr. CGUE.
Gr. Sez. 22.2.2022, causa C-430/21, § 38 e ss).
Peraltro, l'interpretazione che equipara anche con riferimento alla Carta Docenti la posizione dei docenti non di ruolo a quella dei docenti di ruolo appare in linea anche con i principi affermati costantemente dalla Corte di Giustizia Europea, in relazione ad alcune note questioni come quella concernete il riconoscimento del servizio c.d. pre-ruolo svolto dai docenti precari nel periodo antecedente la stabilizzazione. Sul punto va ricordata la decisione della Corte di Giustizia 22.12.2010, nei procedimenti riuniti C-444/09, Gaviero e
C-456/09, Ig. To. in cui si afferma che “un'indennità per anzianità di servizio … rientra nell'ambito di applicazione della clausola 4, punto 1, dell'Accordo Quadro, in quanto costituisce una condizione d'impiego, per cui i lavoratori a tempo determinato possono opporsi ad un trattamento che, relativamente al versamento di tale indennità, al di fuori di qualsiasi giustificazione obiettiva, sia meno favorevole di quello riservato ai lavoratori a tempo indeterminato che si trovano in una situazione comparabile. Il carattere temporaneo del rapporto di lavoro di taluni dipendenti pubblici non può costituire, di per sé, una ragione oggettiva ai sensi di tale clausola dell'Accordo Quadro” .
Del resto, sempre in materia di anzianità di servizio, ma affermando un principio che presenta sicuramente dei profili di connessione con la questione in esame, la Corte di
Cassazione, con la nota sentenza n. 31149/2019, ha affermato che: “in tema di riconoscimento dell'anzianità di servizio dei docenti a tempo determinato poi definitivamente immessi nei ruoli dell'amministrazione scolastica, l'art. 485 del d.lgs. n. 297 del 1994 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nei casi in cui l'anzianità risultante dall'applicazione dei criteri dallo stesso indicati, unitamente a quello fissato dall'art. 489 dello stesso decreto, come integrato dall'art. 11, comma 14, della l. n. 124 del 1999, risulti essere inferiore a quella riconoscibile al docente comparabile assunto "ab origine" a tempo indeterminato;
il giudice del merito, per accertare la sussistenza di tale discriminazione, dovrà comparare il trattamento riservato all'assunto a tempo determinato poi immesso in ruolo, con quello del docente ab origine a tempo indeterminato, senza valorizzare, pertanto, le interruzioni fra un rapporto e l'altro, né applicare la regola dell'equivalenza fissata dal richiamato art. 489, e, in caso di disapplicazione, computare l'anzianità da riconoscere ad ogni effetto al docente assunto a tempo determinato, poi immesso in ruolo, sulla base dei medesimi criteri che valgono per l'assunto a tempo indeterminato” . Secondo i principi affermati dalla Suprema Corte, in particolare, occorre verificare che non vi siano in concreto ragioni che giustifichino la disparità di trattamento dei docenti assunti a tempo determinato, come ad esempio, lo svolgimento di compiti e mansioni non del tutto assimilabili a quelle svolte dai docenti assunti a tempo indeterminato.
Nel caso di specie, nulla è stato provato che possa giustificare il diverso trattamento dei docenti e ciò ancora di più se si considera che viene in rilievo la formazione e l'aggiornamento del docente che non può che essere considerata identica sia per i docenti assunti a tempo indeterminato che per quelli assunti a tempo determinato.
Opinando diversamente, infatti, si dovrebbe ipotizzare che l'attività svolta dai docenti c.d. precari possa essere caratterizzata da un minor grado di aggiornamento e, dunque, di professionalità, il che certamente risulterebbe irragionevole e in contrasto con il principio costituzionale di eguaglianza e finirebbe, in definitiva, anche con il ledere irrimediabilmente il diritto all'istruzione costituzionalmente garantito, considerando che si avrebbe un corpo docenti la cui formazione è differenziata a seconda della stabilità o meno del rapporto di lavoro.
In definitiva, pertanto, tenuto conto del disposto della sentenza della CGUE richiamata, deve disapplicarsi l'art. 1 della L. n. 107/2015 nella parte in cui non riconosce il godimento della “Carta Elettronica del docente” anche da parte del personale docente assunto con contratto a tempo determinato.
Il comportamento inadempiente del consiste nel mancato rilascio della Carta CP_1
elettronica: tale mancato rilascio ha provocato un evidente vulnus nella sfera giuridico- patrimoniale del ricorrente, il quale non ha goduto della stessa condizione riservata al collega a tempo indeterminato di acquistare gli strumenti necessari per effettuare quella formazione che deve essere costituzionalmente garantita a tutti i lavoratori indipendentemente dalla tipologia di contratto sottoscritto.
Non può condividersi quanto eccepito dal secondo cui il docente dovrebbe CP_1
fornire la prova dell'esborso di somme ai fini della formazione, perché una soluzione di questo tipo finirebbe con il ledere ulteriormente la posizione del docente non di ruolo che, oltre a non aver ottenuto la Carta elettronica nei tempi e con le stesse modalità previsti per i docenti di ruolo, avrebbe anche dovuto investire in autonomia sulla formazione senza nessuna certezza di ottenere il ristoro dell'esborso sostenuto. Il bonus in questione è da riconoscere anche nella ipotesi di supplenze brevi. A tal proposito la Cassazione con la sentenza n. 29961/2023 ha affermato che “l'avere il legislatore riferito quel beneficio all'anno scolastico non consente di escludere da un'identica percezione di esso quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura”. Sul punto la Corte ha ritenuto “in sé inidoneo (è) anche il dato normativo dei 180 giorni valorizzato da alcune norme del sistema scolastico”, in quanto tali disposizioni non si prestano (…) a costituire valido metro di paragone per le valutazioni qui necessarie per definire il senso dell'”annualità” di una “didattica”. Tuttavia la Corte di Cassazione non ha escluso “la possibilità di assimilare estensivamente alla didattica “annuale”, di cui all'art. 4, co. 1 e 2 della L. 124/1999, il caso in cui la sommatoria di supplenze temporanee sia tale da completare un periodo pari a quello minimo proprio della figura tipica dei contratti fino al termine delle attività di didattiche”.
Alla luce di ciò, la domanda residua va accolta e va dichiarato il diritto dei ricorrenti a ottenere il beneficio economico della cd. “Carta del docente” e, quindi, del relativo bonus di € 500 per gli anni scolastici indicati con conseguente condanna del
[...]
all'accredito dei relativi importi sulla Carta in questione, oltre accessori come Controparte_1
per legge.
Le spese di lite, liquidate come in dispositivo, devono essere in parte compensate, stante il non integrale accoglimento delle domande.
P.Q.M.
Il Giudice, Luigi Pazienza, definitivamente pronunziando sulle domande proposte da
[...]
, , , , Parte_1 Parte_2 Parte_3 Parte_4
, , , Parte_5 Parte_6 Parte_7 Parte_8
con ricorso depositato in data 18.06.2025, nei confronti
[...] Parte_9 del , così provvede: Controparte_1
1) dichiara cessata la materia del contendere tra i ricorrenti , , Pt_2 Parte_5 Pt_7
, ed il resistente in relazione al bonus richiesto in relazione Parte_8 Pt_9 CP_1
agli anni scolastici 2024/2025 con scadenza al 31.08.2025;
2) dichiara il diritto dei ricorrenti ,al conseguimento del beneficio economico della cd.
“Carta del docente” dell' importo annuo di € 500,00 per gli anni scolastici residui;
b) condanna il resistente a riconoscere in favore dei ricorrenti il beneficio CP_1 economico della cd. “Carta del docente” ed ad accreditare sulla carta in questione l'importo di Euro 2.000,00 in favore della di Euro 1.500,00 in favore della Parte_1
, di Euro 2.000,00 in favore della , di Euro 2.000,00 in favore d ella , Pt_2 Pt_3 Pt_4
di Euro 1.500,00 in favore della , di Euro 2.000,00 in favore della , di Parte_5 Parte_6
Euro 1.500,00 in favore della di Euro 1.500,00 in favore dello e di Pt_7 Parte_8
Euro 1.500,00 in favore del , oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nei Pt_9 limiti di cui all'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994 dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione;
3) condanna il resistente al pagamento in favore dei ricorrenti di 4/5 delle CP_1 spese di lite, che liquida per l'intero in complessivi Euro 2.500,00, con compensazione del residuo 1/5, oltre IVA, CPA e rimborso delle spese generali nella misura del 15% con distrazione in favore dei procuratori dichiaratisi anticipatari.
Milano, 9.09.2025
Il Giudice
( Luigi Pazienza)