Sentenza 16 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Brescia, sentenza 16/04/2025, n. 1572 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Brescia |
| Numero : | 1572 |
| Data del deposito : | 16 aprile 2025 |
Testo completo
N. R.G. 2479/2024
RE PU BBLICA ITALIA
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA
Sezione Immigrazione, Protezione Internazionale e Libera Circolazione dei Cittadini dell'UE
Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei magistrati: Mariarosa Pipponzi Presidente Rel.
Luciano Ambrosoli Giudice
GiudiceChristian Colombo
letto il ricorso depositato in data 28 febbraio 2024 all'esito dell'udienza di trattazione scritta del 29 maggio 2024 pronunzia la seguente
SENTENZA
nella causa iscritta al numero sopra emarginato promossa da
C.F.
1 - C.U.I. P.IVA 1, elettivamente domiciliato Parte_1 (C.F. presso lo studio dell'avv. Andrea Vigani del foro di Brescia dal quale è rappresentato e difeso in virtù di procura a margine del ricorso
RICORRENTE
e
Controparte_1 in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici
è legalmente domiciliato in Brescia, Via Santa Caterina n. 6, che dichiara di voler ricevere comunicazioni e notificazione all'indirizzo p.e.c.: Email 1
RESISTENTE
RAGIONI DELLA DECISIONE
وCon il presente ricorso Parte 1 nato in [...] l'[...], di cittadinanza kosovara, ha impugnato il provvedimento Cat.A.12/2023/Immig/IV Sez./22BS041117 emesso dal
Questore di Brescia con il quale era rigettata la sua domanda di rinnovo di permesso di soggiorno per protezione speciale evidenziando che, diversamente da quanto ritenuto dalla parte convenuta, egli aveva diritto ad ottenere tale protezione complementare in applicazione dell'art. 8 CEDU che sarebbe stato violato in caso di rimpatrio. In particolare, ha evidenziato che non sarebbe stata
Per 1 medico psichiatra del 3° CPS di Brescia, il ricorrente risulta assunto in cura dal febbraio
2021 con la diagnosi di “disturbo psicotico nas e disturbo da alcool in remissione", in terapia farmacologica con ZA, ZO, Xanax. La diagnosi era successivamente riconfermata Cont in una relazione del medesimo in data 12 febbraio 2024.
A corredo della domanda ha presentato copiosa documentazione medica e verbale di accertamento dell'invalidità civile da cui risulta che al ricorrente è stata riconosciuta un'invalidità con riduzione permanente della capacità lavorativa del 75%. Il CP_1 convenuto, regolarmente citato, si è costituito in giudizio con memoria e nulla ha replicato in merito alla ricostruzione dei fatti operata dal ricorrente, concludendo per il rigetto del ricorso richiamando il parere negativo della Commissione Territoriale.
***
La causa sufficientemente istruita sulla base della documentazione prodotta è stata rimessa al Collegio dal Giudice relatore con provvedimento del 6 maggio 2024, all'esito dell'audizione del ricorrente.
***
La domanda di protezione speciale è fondata e deve essere accolta.
Il Collegio rileva che alla fattispecie è applicabile ratione temporis la disciplina introdotta dal decreto- legge n. 130/2020. In particolare, l'art. 1, comma 1, lettera e) ha modificato l'art. 19, comma 1.1,
D.Lvo 25 luglio 1998, n. 286, con le seguenti disposizioni «Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, a meno che esso non sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica.
Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in
Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine».
Il legislatore ha pertanto nuovamente conformato il diritto d'asilo ex articolo 10, comma 3,
Costituzione, nel rispetto dei vincoli costituzionali, a partire dai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale della comunità verso i cittadini nel caso stranieri (articolo 2, comma 2,
Costituzione), e di quelli europei ed internazionali ex articolo 117, comma 1, Costituzione (articoli
19, paragrafo 2, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, 3 e 8 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali).
Nel caso di specie ricorrono gli estremi della protezione richiesta rispetto alla seconda ipotesi normativa di cui all'articolo 19, comma 1.1, D.Lvo n. 286/1998 " Non sono altresì ammessi il 66
respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica nonché di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine".
Nel caso di specie il ricorrente, lasciava il proprio Paese ancora minorenne e giunto in Italia, veniva affidato ad una comunità per minori a Cremona. Lasciava la comunità dopo aver trovato un lavoro ad
Orzinuovi (BS) e otteneva regolare permesso di soggiorno. Tuttavia, nel 2013 perdeva il lavoro e dal
2015 risulta privo di permesso di soggiorno. Successivamente vive senza fissa dimora e nel 2019 è stato vittima di una violenza sessuale e, a seguito del processo penale, ha avuto un permesso di soggiorno per ragioni di giustizia. In seguito, il ricorrente è stato accolto presso l'Associazione
Dormitorio San Vincenzo de Paoli, tuttavia sono emersi comportamenti anomali e preoccupanti culminati nel 2020 con l'avvio di un percorso di cura psichiatrico volto a contenere i sintomi e rielaborare le esperienze passate. Nello specifico, al ricorrente è stato diagnosticato un disturbo psicotico nas e disturbo da alcool in remissione, segue una terapia farmacologica e dal 10 febbraio
2023 gli è stata riconosciuta un'invalidità con riduzione permanente della capacità lavorativa del
75%.
Il quadro clinico sopraesposto esplicativo di una vulnerabilità in capo al ricorrente verrebbe compromesso in caso di rimpatrio. Infatti, le fonti internazionali accreditate riportano quanto segue in merito al sistema sanitario in Kosovo.
L'organizzazione Borgen Project, segnala che “lo stato del sistema sanitario del Kosovo porta i segni della guerra. Dalla carenza di attrezzature mediche a servizi eccessivamente costosi, molti aspetti delle infrastrutture sanitarie pubbliche del Kosovo devono essere migliorati. (...) Alla fine della guerra nel giugno 1999, quasi il 90% di tutte le cliniche e gli ospedali aveva subito danni. Nel frattempo, la guerra ha distrutto quasi il 100% delle cliniche private appartenenti a medici albanesi.
Gli sforzi di ricostruzione postbellica alla fine hanno portato al sistema che costituisce oggi l'assistenza sanitaria in Kosovo. I donatori internazionali, che hanno favorito l'implementazione di un modello di assistenza sanitaria di base, hanno influenzato in modo significativo gli sforzi di recupero dopo la guerra. In questo modello, ci sono tre livelli di assistenza: primario, secondario e terziario."
L'assistenza primaria deve fungere da custode di servizi più specializzati, riducendo la dipendenza dalle istituzioni secondarie e terziarie per l'assistenza sanitaria di routine. Sia i ricercatori che i funzionari kosovari concordano sul fatto che il sistema ha in gran parte fallito a questo riguardo, principalmente a causa dell'incapacità di cambiare i modelli e gli atteggiamenti comportamentali.
In Kosovo, le persone possono accedere ai servizi di assistenza primaria presso i centri di medicina familiare (FMC), uno in ciascuno dei 38 comuni del paese. Ogni FMC ha, come minimo, due infermieri e un medico ogni 2.000 persone nell'area che serve il centro. Mentre il Controparte_3
[...] sovrintende ai servizi secondari e terziari, i servizi di assistenza primaria sono gestiti dal comune. (...) Sebbene siano in vigore alcune leggi che cercano di limitare pratiche come il rinvio di pazienti dalle istituzioni pubbliche a quelle private, il sistema sanitario del Kosovo ha bisogno di lavoro per affrontare la corruzione.
Secondo la legge sulla salute, che il governo del Kosovo ha convertito in legge nel 2004,
l'assicurazione sanitaria pubblica è un diritto umano. Nel 2014, il governo ha approvato la legge sull'assicurazione sanitaria nel tentativo di creare una base giuridica da cui potrebbe emergere un programma di assicurazione sanitaria pubblica. A partire dal 2019, tuttavia, il Fondo di assicurazione sanitaria descritto in questa legge non era diventato una realtà, né lo è stato finora nel 2020.
La mancanza delle infrastrutture necessarie è un ostacolo all'attuazione dell'assicurazione sanitaria pubblica, così come un alto tasso di disoccupazione. Ciò è rilevante in quanto un premio sui redditi kosovari finanzierebbe quasi interamente il Fondo di assicurazione sanitaria. Nel 2016, circa il 6% dei kosovari aveva acquistato un'assicurazione sanitaria privata. Ciò lascia una maggioranza significativa della popolazione del paese senza alcuna assicurazione sanitaria per contribuire ad alleviare il costo dei servizi;
con oltre il 20% del Kosovo che vive in povertà, l'assistenza sanitaria rimane proibitivamente costosa per molti.
Attualmente, il Kosovo è il terzo paese più povero d'Europa in termini di PIL pro capite, nonostante il suo reddito pro capite sia più che triplicato negli ultimi 19 anni. Il paese ha una delle popolazioni più giovani in Europa con un'età media di 28 anni e uno dei più alti tassi di disoccupazione giovanile al 55,3%. (...) L'aspettativa di vita nel 2018 era di 72,2 anni, quasi tre anni in più rispetto a un decennio prima. Dal 2000 al 2016, il tasso di mortalità infantile del Kosovo è diminuito da 29 decessi ogni 1.000 nati a 11. Sebbene sia ancora superiore alla media europea di 4,1 decessi ogni 1.000 nati, il Kosovo ha compiuto progressi significativi nell'abbassare il tasso di mortalità dei suoi neonati e bambini." (Borgen Project Org, AN OVERVIEW OF HEALTHCARE IN KOSOVO, AUGUST 21,
2020, https://borgenproject.org/healthcare-in-kosovo/)
IOM nel report del 2020: Il sistema sanitario in Kosovo è organizzato in tre settori, tra cui l'assistenza sanitaria primaria, secondaria e terziaria. L'assistenza sanitaria di base (PHC) a Per_2 è organizzata in tredici centri di medicina familiare e quindici unità di assistenza ambulatoriale. Questi centri di medicina familiare offrono servizi di assistenza primaria di base. L'assistenza sanitaria secondaria è decentralizzata in sette ospedali regionali che hanno ciascuno fino a 500 posti letto. Le regioni di Ferizaj, Gjakova, Per Gjilan, e Per 4 hanno ciascuna un ospedale regionale mentre la regione di Mitrovica ne ha due: uno a Mitrovic settentrionale e l'altro a Mitrovica meridionale. Per 2 non ha un ospedale regionale, invece, utilizza il Centro clinico universitario del Kosovo (UCCK) per i servizi sanitari.
Ci sono anche servizi domiciliari forniti a gruppi vulnerabili che difficilmente possono raggiungere le strutture sanitarie. L'assistenza sanitaria terziaria è fornita dal Centro clinico universitario del
Kosovo situato a Pristina. CP_4 è il principale istituto di sanità pubblica che comprende 15 cliniche sotto la sua supervisione.
Oltre alle istituzioni sanitarie pubbliche, ci sono numerose cliniche e ospedali privati in tutto il
Kosovo. Gli ospedali privati sono meglio attrezzati per offrire cure personalizzate, tempi di attesa più brevi rispetto a un ospedale pubblico come ricoveri a breve termine, servizi di pronto soccorso, servizi chirurgici generali e specialistici. Le istituzioni private hanno continuato a rimanere un'alternativa popolare alle istituzioni sanitarie pubbliche per una serie di ragioni. Per il personale sanitario, le istituzioni private sono un modo per integrare i propri redditi del settore pubblico. Per
i pazienti, le istituzioni private non richiedono il rinvio da parte dei centri di medicina familiare, e quindi i pazienti possono passare direttamente alle cure specialistiche. In Kosovo, i sistemi pubblico e privato dovrebbero funzionare separatamente e in modo indipendente. Per legge, ai medici è vietato indirizzare i pazienti dal settore pubblico al settore privato. In pratica, tali rinvii avvengono regolarmente. È normale che i medici lavorino contemporaneamente in entrambi i settori. Anche se l'assicurazione sanitaria pubblica è un diritto di tutti i cittadini, in Kosovo questo non è ancora diventato una realtà. Senza un'assicurazione sanitaria pubblica, alcune società hanno iniziato a offrire un'assicurazione sanitaria privata. Tuttavia, questa alternativa non é abbastanza sostenibile per la popolazione più ampia del Kosovo. (...) Anche le persone vulnerabili rientrano nelle categorie esentate dai pagamenti. Queste categorie includono veterani di guerra, beneficiari dell'assistenza sociale e bambini.
I tipi di assicurazioni mediche per i cittadini e tutte le comunità in Kosovo sono: • Assicurazione medica di base - è un'assicurazione obbligatoria per tutti i cittadini che hanno un rapporto di lavoro formale e per le persone fisiche e giuridiche, in conformità con la legge. •Assicurazione medica privata - è un'assicurazione volontaria dei cittadini in cui l'assicurazione è fornita dai cittadini e / o dai datori di lavoro nelle organizzazioni costituite in conformità con la legge. I costi di partecipazione in aziende private sono di 35 euro.
Le farmacie e le strutture sanitarie del Kosovo fanno molto affidamento su apparecchiature mediche e prodotti farmaceutici importati. Per quanto riguarda i costi, i pazienti devono pagare i servizi come segue: nel settore primario, se i pazienti non hanno alcuna esenzione, devono pagare la quota di servizio base fino a 2 euro. Mentre per il settore secondario e terziario le tariffe dei servizi dipendono dal tipo di cura e dall'istituto medico. Istituzioni diverse addebitano commissioni di servizio diverse.
Il sistema di assicurazione sanitaria non è stato ancora implementato. I farmaci essenziali dovrebbero essere disponibili gratuitamente in ogni centro di assistenza sanitaria pubblica, ma accade spesso che siano senza scorte e non disponibili nelle cliniche pubbliche. Le farmacie indipendenti possono essere in grado di importare i farmaci necessari, ma è probabile che siano costosi. (IOM, Kosovo, Country Sheet 2020,Fact https://kosovo.iom.int/sites/default/files/CFS_2020 Kosovo_EN.pdf#overlay-context-country-fact- sheet-kosovo-2020
Non esiste ancora un sistema di assicurazione sanitaria pubblica. Tuttavia, esiste un sistema di esenzione consolidato. Quando si visita un istituto di sanità pubblica, i pazienti che appartengono a categorie di esenzione predefinite pagano una quota di partecipazione simbolica. Questo non si applica quando sono richiesti servizi specializzati.
E 'prevista una partecipazione al paziente di un euro per coloro che non appartengono alle suddette categorie di esonero. Inoltre, a seconda del servizio richiesto, i pazienti possono sostenere dei costi.
A livello locale, i pazienti stessi di solito devono finanziare i loro farmaci, poiché le istituzioni mediche generalmente devono affrontare carenze di approvvigionamento. Per quanto riguarda il livello regionale e nazionale, le tariffe dipendono dal tipo di trattamento e dall'istituto medico. Ad esempio, un trattamento specializzato nella clinica psichiatrica della KUCC costa cinque euro;
altre cliniche potrebbero addebitare un prezzo diverso. I farmaci essenziali dovrebbero essere disponibili gratuitamente in ogni centro di assistenza sanitaria pubblica. Tuttavia, spesso non sono disponibili e non sono disponibili nelle cliniche pubbliche. (IOM, Kosovo, Country Fact Sheet 2019, https://files.returningfromgermany.de/files/CFS_2019 Kosovo_EN.pdf )
Dal report in nota del 2017 pubblicato da WHO:
Nel 2014, la rete sanitaria privata era composta da 1.069 istituzioni autorizzate, 305 (28,5%) delle quali sono studi dentistici. Nel 2014 i posti letto pubblici erano 3.767 (2020 nell'assistenza secondaria e 1.747 negli istituti terziari) e 325 posti letto (8%) negli istituti privati, per un totale di 4.092 posti letto o 2,2 per 1000 abitanti, che è meno della metà del Media UE di 5,3 posti letto ogni
1000 abitanti. Nell'assistenza primaria ci sono 1.068 medici, nell'assistenza secondaria 546 e nell'assistenza terziaria 1.050. Nella rete sanitaria privata gli operatori sanitari occupati sono 3.024, di cui 1.457 (48%) sono medici. Ci sono 2,2 medici ogni 1000 abitanti, che è molto al di sotto della media UE di 3,4 medici ogni 1000 cittadini. Il settore sanitario in Kosovo è in gran parte finanziato dalle tasse generali e municipali e dai pagamenti diretti. In Kosovo, la spesa sanitaria totale nel 2013 è stata stimata al 6,6% del PIL. La spesa sanitaria del settore pubblico (governativo) è stata solo del 2,7% del PIL, mentre il 3,9% era privato (out-of-pocket). La maggior parte delle spese vive è avvenuta nel settore privato e nel pagamento dei medicinali. Nel 2014, ci sono state solo 0,57 visite ambulatoriali per cittadino effettuate negli ospedali pubblici in Kosovo, che è molto al di sotto della media UE di 6,3 visite.
Tuttavia, tenendo conto che la cifra dell'UE include anche dati provenienti da ospedali privati e non conoscendo il numero di visite ambulatoriali in cliniche private in Kosovo, potremmo concludere che in Kosovo questa cifra dovrebbe essere più alta a causa delle visite a fornitori privati. Le ragioni sono molteplici: la cosa più importante è che il ruolo dell'assistenza primaria non è ancora pienamente funzionante.
Negli ospedali pubblici ci sono stati 175.016 pazienti dimessi, 93.599 da ospedali regionali e 81.417 dall'UCKK (nel 2014). Con un tasso di ospedalizzazione di 94,88 pazienti trattati ogni 1000 abitanti, il Kosovo era molto al di sotto della media UE di 173 nel 2012. Anche se quel numero esclude i pazienti trattati in ospedali privati, la differenza è ancora sostanziale. Si potrebbe concludere che i livelli di attività negli ospedali pubblici in Kosovo sono bassi. (...) L'obiettivo di migliorare la protezione finanziaria e l'accesso all'assistenza sanitaria sarà affrontato dall'introduzione dell'assicurazione sanitaria obbligatoria (MHI) a partire dal 2017, con un unico fondo di assicurazione sanitaria (HIF) legale. Fino a quando l'HIF non inizierà le sue operazioni, la sua funzione sarà svolta dalla Controparte_5 istituita come agenzia esecutiva del
MoH. Il pagamento dei contributi (chiamati "premi" in Kosovo) dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2017. Il contributo sarà pagato da tutti i dipendenti. Una vasta gamma di gruppi è esentata dal pagamento di tali contributi: famiglie povere sottoposte a assistenza sociale, detenuti, individui che vivono in istituzioni statali (es. Bambini in affidamento e tutela), persone anziane e disabili, persone rimpatriate durante il primo anno di rimpatrio, vittime di guerra e il loro coniuge e figli, vittime di tratta durante il primo anno dopo la loro registrazione ufficiale, residenti permanenti di insediamenti informali in Kosovo che non sono registrati e vittime di violenza domestica.
I cittadini avranno diritto ai servizi di assistenza sanitaria definiti in un pacchetto di prestazioni di base (BBP). I servizi sanitari di base coperti dall'HIF saranno determinati all'inizio di ogni anno fiscale da un comitato tecnico nominato dal Comitato direttivo dell'HIF e approvato dal governo in conformità con le risorse finanziarie disponibili e le esigenze sanitarie della popolazione. In generale, il BBP potrebbe potenzialmente includere: protezione e miglioramento della salute dei cittadini attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce di malattie e altri disturbi di salute;
procedure mediche volte alla diagnosi precoce delle malattie, al trattamento e al monitoraggio delle condizioni di salute dei cittadini;
trattamento di malattie, lesioni e altri disturbi della salute;
cure ospedaliere stazionarie e ambulatoriali;
uso di farmaci e altre forniture mediche da un elenco definito di medicinali essenziali;
uso di ausili dentali e protesici;
uso di ausili ortopedici e ortoprotesici e altre forniture e ausili medici.
Il listino prezzi per i servizi di assistenza sanitaria di base sarà applicabile a tutti gli operatori sanitari del settore pubblico. I servizi sanitari supplementari, cioè i servizi sanitari al di fuori del
BBP, saranno forniti a prezzi di mercato, con i pazienti che pagheranno di tasca propria a meno che non siano coperti da regimi di assicurazione sanitaria privata.
A partire da luglio 2016, alcune delle attività legate al MHI sono già state implementate (...) Tuttavia,
è necessario un maggiore sviluppo delle capacità affinché il sistema MHI diventi pienamente operativo. (European Observatory on Health Systems and Policies, Persona 5 Robert. et al. (2017). Health care reform Per 10 Per 11 Per 6, Per 7 Per 8, Per 9 in Kosovo. Eurohealth, 23 (1), 20
- 23. Controparte_6 Controparte 7
[...] https://apps.who.int/iris/handle/10665/332655)
Nell'ambito della strategia del settore sanitario per il 2017-2021, le autorità sanitarie centrali del
Kosovo cercano di rafforzare l'assistenza sanitaria di base basata sulla medicina di famiglia (PHC)
e di imporre un ruolo di gatekeeper e coordinatore dei medici di famiglia. (...) In Kosovo, meno persone che in altri paesi europei sono soddisfatte delle loro visite a PHC (7,8) e gli studi indicano che le aspettative dei pazienti per i servizi PHC in Kosovo non sono state soddisfatte. PHC in Kosovo
è organizzato attraverso una rete di centri di medicina di famiglia di proprietà dei comuni locali.
(...) Le visite in loco mostrano che PHC fornisce servizi reattivi, risolvendo i problemi di salute presentati, concentrandosi su prescrizioni e rinvii a specialisti.
I medicinali dell'elenco dei farmaci essenziali approvato nel 2015 vengono acquistati a livello centrale e distribuiti tra i centri di medicina di famiglia. Se un medico prescrive un medicinale, i pazienti possono ottenerlo gratuitamente. La domanda di medicinali è superiore all'offerta, quindi non tutti i medicinali sono disponibili, il che spesso limita l'accessibilità economica del trattamento a lungo termine per le malattie non trasmissibili. Tuttavia, i medici di famiglia hanno riferito che la fornitura di medicinali da parte delle autorità sanitarie centrali è migliorata da gennaio 2018. I principali centri di medicina di famiglia avevano medicine sufficienti disponibili, ma i centri di medicina di famiglia affiliati hanno un accesso limitato ai medicinali. Questo è stato segnalato come uno dei motivi per cui i pazienti spesso aggirano i centri di medicina di famiglia affiliati e affrontano i problemi di salute direttamente ai principali centri di medicina di famiglia.
PHC è finanziato tramite sovvenzioni delle autorità sanitarie centrali presentate attraverso i comuni.
(...) Dalle visite in loco è emerso che i contributi delle Autorità Sanitarie Centrali ammontano a circa
30 euro pro capite. Le quote di partecipazione dei pazienti sono di 1 € per ogni visita a un centro di medicina di famiglia e di 4 € per una serie base di test di laboratorio. I test della glicemia per le persone con diabete che ricevono terapia insulinica sono gratuiti. I pagamenti sono richiesti per le persone con diabete ma non in terapia con insulina e per le persone con altre malattie.
Gli stipendi rappresentano circa il 65% del budget totale. Gli stipendi dei medici di famiglia sono gli stessi degli specialisti, circa 630 euro mensili. Lo stipendio è di circa 50 € in meno per i medici di base e di 200 € in meno per gli infermieri di famiglia. Nonostante gli stessi stipendi per gli specialisti, i medici di famiglia hanno segnalato migliori opportunità per gli specialisti di guadagnare denaro aggiuntivo da uno studio privato. I comuni spesso forniscono finanziamenti aggiuntivi per medicinali, esami di laboratorio e odontoiatria, circa 15 € a persona all'anno. Venti comuni hanno beneficiato dal 2014 del progetto di capitation basato sulla performance finanziato dalla Banca Mondiale. Tutti
i centri di medicina di famiglia di 20 comuni hanno ricevuto 2,5 euro annui aggiuntivi per persona che ha visitato PHC almeno una volta. Il progetto dovrebbe contribuire a migliorare la copertura della popolazione con i servizi PHC. Tuttavia, a causa dei limiti del sistema informativo sanitario, il progetto non è stato in grado di raccogliere prove sul miglioramento delle prestazioni PHC. (WHO
European Framework for Action on Integrated Health Services Delivery Primary health care in
Kosovoa rapid assessment, 2019, https://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0013/402250/KOS-PHC-Report-WEB-090519.pdf
)
La Parte_2 della Parte_3 svizzera "i costi delle cure, la discriminazione e la corruzione, in particolare, ostacolano l'efficacia del sistema. Inoltre, il budget investito nell'ambito della salute, 2,9% del PIL nel 2015, non permette di coprire i bisogni di tutti e i malati devono spesso anticipare fondi personali per ottenere servizi di qualità. In assenza di mezzi sufficienti, i gruppi vulnerabili sono le prime vittime di questa situazione. Alcuni studi mostrano, ad esempio, che i tassi di vaccinazione presso alcuni gruppi Rom sono pari al 30% contro il 78% dell'insieme della popolazione. Per la prima volta, il Governo kosovaro ha comunque stabilito che la sanità è una priorità per il periodo 2015-2018." (Confederazione svizzera, DSC, [...] MIGLIORARE L'ACCESSO A SERVIZI SANITARI DI QUALITÀ Parte 2 https://www.eda.admin.ch/dam/deza/it/documents/aktivitaeten-IN KOSOVO, 2017, projekte/projekte/factsheet-kosovo-AQH_IT.pdf)
"Servizi sanitari e fattori ambientali inadeguati hanno prodotto tassi di mortalità per COVID-19 sproporzionatamente elevati. L CP 8 ha riferito a luglio che, nonostante abbiano ricevuto pagamenti sociali aggiuntivi, rom, ashkali ed egiziani erano sproporzionatamente svantaggiati nell'accesso ai test COVID-19. AI Controparte_9 Kosovo 2020, 7 April 2021 https://www.ecoi.net/en/document/2048706.html (accessed on 9 April 2021).
Sulla scorta di tali presupposti, ritiene il Collegio che nel caso in esame sussistono tutti i requisiti previsti dalla normativa per il rilascio del permesso di protezione per cure mediche di cui all'art. 19 comma 2 lettera d bis del D. Lgs. n. 286/98 e successive modificazioni. Trattasi, infatti, di una pluralità di patologie, tutte definibili "gravi", che richiedono trattamenti costanti e ripetuti nel tempo, in grado di arrecare al paziente un grave pregiudizio in caso di rientro nel Paese d'origine.
Pertanto, il ricorso deve essere parzialmente accolto, con conseguente diritto del ricorrente al rilascio di un permesso di soggiorno per cure mediche. Nulla sulle spese di lite atteso che il ricorrente è ammesso al patrocinio a spese dello Stato.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
(C.F.: C.F. 1in parziale accoglimento del ricorso, riconosce Parte 1
C.U.I. 031°11), nato in [...] l'[...], di cittadinanza kosovara, il diritto al rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche ai sensi dell'art 19 co. 2 lett. d-bis) D.Lgs. 286/1998, della durata massima di un anno e rinnovabile;
dispone la trasmissione degli atti al Questore del luogo di domicilio del ricorrente per il rilascio nei suoi confronti del relativo permesso di soggiorno con decorrenza dalla data di pubblicazione del presente decreto;
nulla sulle spese.
Manda alla Cancelleria per quanto di competenza.
Si precisa che il presente provvedimento produce i suoi effetti dalla relativa pubblicazione.
Così deciso in Brescia nella Camera di Consiglio del giorno 19 novembre 2024
Il presidente Est.
Dott.ssa Mariarosa Pipponzi