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Sentenza 5 febbraio 2025
Sentenza 5 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Lecce, sentenza 05/02/2025, n. 378 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Lecce |
| Numero : | 378 |
| Data del deposito : | 5 febbraio 2025 |
Testo completo
R E P U B B LI C A I T A L I A N A In nome del Popolo Italiano
Tribunale di Lecce sezione lavoro
Il giudice, dott. Giovanni De Palma, ha pronunziato, ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., la seguente SENTENZA nella controversia di previdenza ed assistenza sociale promossa da:
, rappresentata e difesa dall' avvocato Laura Croce, ricorrente;
Parte_1
e in persona del legale rappresentante in carica, rappresentato e difeso dall' CP_1 avvocato Fanigliuolo Fabio, resistente;
oggetto: indennità di accompagnamento;
situazione di handicap grave ex art. 3 co. 3 L.n. 104/92 Fatto e diritto Con atto depositato in data 22.03.2024, la parte ricorrente - a seguito dell'esito negativo della verifica del requisito sanitario svolta in sede di procedimento per accertamento tecnico preventivo obbligatorio di cui all'art. 445 bis c.p.c. - contestando le valutazioni espresse dal CTU nella relazione peritale depositata in detta sede, ha chiesto al Giudice del Lavoro adito di voler dichiarare la sussistenza dei requisiti per la attribuzione in suo favore della prestazione assistenziale di cui in oggetto, con conseguente condanna dell'istituto previdenziale convenuto al pagamento dei ratei spettanti. L' costituitosi, ha contestato l'ammissibilità e la fondatezza della domanda. CP_1
Istruita per il tramite della documentazione prodotta e con il rinnovo della consulenza tecnica medico legale, previa sostituzione dell'udienza di discussione con il deposito di note ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., la controversia è stata decisa in data odierna a mezzo della presente sentenza.
Deve preliminarmente rilevarsi che l'azione giudiziaria è proponibile (in quanto risulta presentata la domanda amministrativa), nonché procedibile (in quanto risulta preceduta dall'espletamento dell'accertamento tecnico preventivo, essendo pacificamente applicabile ratione temporis la norma di cui all'art. 445 bis c.p.c.) e, altresì, che non sussiste decadenza dalla domanda giudiziale ai sensi dell'art. 42, comma 3, D. L. n. 269/03, conv. in L.n. 326/03, in quanto il ricorso ex art. 445-bis c.p.c. è stato depositato entro i sei mesi dalla data della visita ovvero di comunicazione del provvedimento amministrativo. Inoltre, l'opposizione al vaglio è da ritenere ammissibile, avendo la parte ricorrente depositato la preventiva dichiarazione di dissenso entro il termine perentorio di 30 giorni dalla data della comunicazione delle operazioni di consulenza tecnica in sede di accertamento tecnico preventivo obbligatorio ed essendo stati sufficientemente specificati i motivi della contestazione.
1 Sulla scorta dell'approfondimento medico legale resosi necessaria a seguito della produzione di nuova documentazione sanitaria attestante il potenziale aggravamento delle condizioni di salute dell'assistibile, il consulente tecnico dott. , dopo Persona_1 aver significativamente evidenziato che “la valutazione obiettiva e funzionale che ne deriva dalla visita peritale, unitamente all'analisi della documentazione in atti, permettono di stabilire che l'istante è affetta da un quadro morboso caratterizzato da una compromissione prevalente dell'apparato osteo-articolare che caratterizza una poli-artrosi ad incidenza funzionale elevata che ha determinato la compromissione della deambulazione, con la necessità di utilizzare ausili per soddisfare l'autonomia per alcune attività della vita di relazione: in atti si ricava che nonostante la ridotta motricità in ambito domiciliare poté soddisfare l'uso del bagno, così come la vestizione, l'alimentazione. Nel marzo 2024 l'evento critico dell'intervento cardiochirurgico per coronaropatia critica poli-vasale, ha minato la sua relativa autonomia con delle gravi sequele: incontinenza urinaria (per l'uso continuativo di catetere vescicale), notevole affaticamento nella marcia, ancorché ausiliata, spesso costretta in sedia (agli atti risulta prescrizione di sedia a rotelle in data 20.02.2024) per gli spostamenti in ambito domiciliare, necessità di sorveglianza per l'assunzione di farmaci salvavita prescritti dopo l'intervento cardiochirurgico. Il quadro morboso descritto comporta, allo stato attuale, ripercussioni funzionali tali da determinare la compromissione delle autonomie di base della vita quotidiana o ADL (capacità di vestizione, uso del bagno, manovre igieniche personali, motricità in ambito domiciliare, alimentazione e continenza)”, ha in termini convincenti concluso nel senso di ritenere che “a carico della ricorrente siano sopravvenute delle infermità che possono ritenersi gravi che hanno determinato a carico della ricorrente il bisogno di assistenza continuativa per le attività di base della vita quotidiana e tali da configurare anche lo stato di Handicap grave (comma 3 art 3 della legge 104/92)”, ciò con decorrenza dal mese di aprile 2024. Le conclusioni cui il consulente è pervenuto, a seguito di accurati esami clinici e strumentali e di attento studio della documentazione prodotta, appaiono pienamente condivisibili in quanto sorrette da adeguata motivazione medico-legale, del tutto immune da vizi logico-giuridici, non essendo peraltro stati evidenziati, in maniera specifica, eventuali errori o omissioni e dovendosi ovviamente ritenere che la consulenza tecnica d'ufficio può integrare, per relationem, la motivazione in fatto della presente sentenza (cfr. CASS. LAV. 27 LUGLIO 2006 N° 17178 e le molteplici ivi citate, nonché CASS. SEZ. I, 4 MAGGIO 2009 N° 10222). Tanto, ancor più in assenza di contrarie e specifiche argomentazioni delle parti tali da condurre ad una decisione diversa da quella adottata (cfr. anche CASS. SEZ. III, 30 APRILE 2009 N. 10123). E', invece, da dichiarare inammissibile la domanda di condanna dell' al CP_1 pagamento della prestazione assistenziale di cui trattasi, esulando dal presente giudizio di opposizione ai risultati dell'ATP, l'accertamento dei requisiti ulteriori rispetto a quello propriamente sanitario, atteso, principalmente, che il ricorso per accertamento tecnico preventivo non include la domanda diretta al conseguimento della prestazione assistenziale e che il successivo giudizio di opposizione postula la formulazione di specifiche doglianze modulate sui motivi di contestazione delle risultanze della c.t.u..
2 Il ricorso deve essere, dunque, accolto nei limiti dappresso precisati, mentre le spese di lite - attesa la predetta data di insorgenza del diritto, successiva alla data di presentazione della domanda amministrativa - devono intendersi compensate. Il costo dell'indagine peritale svolta in sede di accertamento tecnico preventivo obbligatorio è da porre a carico dell' che deve farne anticipazione, quale unico CP_1 titolare (dal lato passivo) del rapporto fatto valere in giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale di Lecce, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando sul ricorso proposto, con atto depositato in data 22.03.2024, da Pt_1 nei confronti dell' così provvede: dichiara che si trova nella
[...] CP_1 Parte_1 condizione sanitaria che dà diritto alla indennità di accompagnamento e che ingenera una situazione di handicap grave ex art 3, comma 3, L.n. 104/1992, dal mese di aprile 2024; compensa le spese di lite;
pone definitivamente a carico dell' le spese di consulenza CP_1 tecnica, liquidate con separato decreto. Lecce, 5 febbraio 2025.
il giudice dott. Giovanni De Palma
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Tribunale di Lecce sezione lavoro
Il giudice, dott. Giovanni De Palma, ha pronunziato, ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., la seguente SENTENZA nella controversia di previdenza ed assistenza sociale promossa da:
, rappresentata e difesa dall' avvocato Laura Croce, ricorrente;
Parte_1
e in persona del legale rappresentante in carica, rappresentato e difeso dall' CP_1 avvocato Fanigliuolo Fabio, resistente;
oggetto: indennità di accompagnamento;
situazione di handicap grave ex art. 3 co. 3 L.n. 104/92 Fatto e diritto Con atto depositato in data 22.03.2024, la parte ricorrente - a seguito dell'esito negativo della verifica del requisito sanitario svolta in sede di procedimento per accertamento tecnico preventivo obbligatorio di cui all'art. 445 bis c.p.c. - contestando le valutazioni espresse dal CTU nella relazione peritale depositata in detta sede, ha chiesto al Giudice del Lavoro adito di voler dichiarare la sussistenza dei requisiti per la attribuzione in suo favore della prestazione assistenziale di cui in oggetto, con conseguente condanna dell'istituto previdenziale convenuto al pagamento dei ratei spettanti. L' costituitosi, ha contestato l'ammissibilità e la fondatezza della domanda. CP_1
Istruita per il tramite della documentazione prodotta e con il rinnovo della consulenza tecnica medico legale, previa sostituzione dell'udienza di discussione con il deposito di note ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., la controversia è stata decisa in data odierna a mezzo della presente sentenza.
Deve preliminarmente rilevarsi che l'azione giudiziaria è proponibile (in quanto risulta presentata la domanda amministrativa), nonché procedibile (in quanto risulta preceduta dall'espletamento dell'accertamento tecnico preventivo, essendo pacificamente applicabile ratione temporis la norma di cui all'art. 445 bis c.p.c.) e, altresì, che non sussiste decadenza dalla domanda giudiziale ai sensi dell'art. 42, comma 3, D. L. n. 269/03, conv. in L.n. 326/03, in quanto il ricorso ex art. 445-bis c.p.c. è stato depositato entro i sei mesi dalla data della visita ovvero di comunicazione del provvedimento amministrativo. Inoltre, l'opposizione al vaglio è da ritenere ammissibile, avendo la parte ricorrente depositato la preventiva dichiarazione di dissenso entro il termine perentorio di 30 giorni dalla data della comunicazione delle operazioni di consulenza tecnica in sede di accertamento tecnico preventivo obbligatorio ed essendo stati sufficientemente specificati i motivi della contestazione.
1 Sulla scorta dell'approfondimento medico legale resosi necessaria a seguito della produzione di nuova documentazione sanitaria attestante il potenziale aggravamento delle condizioni di salute dell'assistibile, il consulente tecnico dott. , dopo Persona_1 aver significativamente evidenziato che “la valutazione obiettiva e funzionale che ne deriva dalla visita peritale, unitamente all'analisi della documentazione in atti, permettono di stabilire che l'istante è affetta da un quadro morboso caratterizzato da una compromissione prevalente dell'apparato osteo-articolare che caratterizza una poli-artrosi ad incidenza funzionale elevata che ha determinato la compromissione della deambulazione, con la necessità di utilizzare ausili per soddisfare l'autonomia per alcune attività della vita di relazione: in atti si ricava che nonostante la ridotta motricità in ambito domiciliare poté soddisfare l'uso del bagno, così come la vestizione, l'alimentazione. Nel marzo 2024 l'evento critico dell'intervento cardiochirurgico per coronaropatia critica poli-vasale, ha minato la sua relativa autonomia con delle gravi sequele: incontinenza urinaria (per l'uso continuativo di catetere vescicale), notevole affaticamento nella marcia, ancorché ausiliata, spesso costretta in sedia (agli atti risulta prescrizione di sedia a rotelle in data 20.02.2024) per gli spostamenti in ambito domiciliare, necessità di sorveglianza per l'assunzione di farmaci salvavita prescritti dopo l'intervento cardiochirurgico. Il quadro morboso descritto comporta, allo stato attuale, ripercussioni funzionali tali da determinare la compromissione delle autonomie di base della vita quotidiana o ADL (capacità di vestizione, uso del bagno, manovre igieniche personali, motricità in ambito domiciliare, alimentazione e continenza)”, ha in termini convincenti concluso nel senso di ritenere che “a carico della ricorrente siano sopravvenute delle infermità che possono ritenersi gravi che hanno determinato a carico della ricorrente il bisogno di assistenza continuativa per le attività di base della vita quotidiana e tali da configurare anche lo stato di Handicap grave (comma 3 art 3 della legge 104/92)”, ciò con decorrenza dal mese di aprile 2024. Le conclusioni cui il consulente è pervenuto, a seguito di accurati esami clinici e strumentali e di attento studio della documentazione prodotta, appaiono pienamente condivisibili in quanto sorrette da adeguata motivazione medico-legale, del tutto immune da vizi logico-giuridici, non essendo peraltro stati evidenziati, in maniera specifica, eventuali errori o omissioni e dovendosi ovviamente ritenere che la consulenza tecnica d'ufficio può integrare, per relationem, la motivazione in fatto della presente sentenza (cfr. CASS. LAV. 27 LUGLIO 2006 N° 17178 e le molteplici ivi citate, nonché CASS. SEZ. I, 4 MAGGIO 2009 N° 10222). Tanto, ancor più in assenza di contrarie e specifiche argomentazioni delle parti tali da condurre ad una decisione diversa da quella adottata (cfr. anche CASS. SEZ. III, 30 APRILE 2009 N. 10123). E', invece, da dichiarare inammissibile la domanda di condanna dell' al CP_1 pagamento della prestazione assistenziale di cui trattasi, esulando dal presente giudizio di opposizione ai risultati dell'ATP, l'accertamento dei requisiti ulteriori rispetto a quello propriamente sanitario, atteso, principalmente, che il ricorso per accertamento tecnico preventivo non include la domanda diretta al conseguimento della prestazione assistenziale e che il successivo giudizio di opposizione postula la formulazione di specifiche doglianze modulate sui motivi di contestazione delle risultanze della c.t.u..
2 Il ricorso deve essere, dunque, accolto nei limiti dappresso precisati, mentre le spese di lite - attesa la predetta data di insorgenza del diritto, successiva alla data di presentazione della domanda amministrativa - devono intendersi compensate. Il costo dell'indagine peritale svolta in sede di accertamento tecnico preventivo obbligatorio è da porre a carico dell' che deve farne anticipazione, quale unico CP_1 titolare (dal lato passivo) del rapporto fatto valere in giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale di Lecce, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando sul ricorso proposto, con atto depositato in data 22.03.2024, da Pt_1 nei confronti dell' così provvede: dichiara che si trova nella
[...] CP_1 Parte_1 condizione sanitaria che dà diritto alla indennità di accompagnamento e che ingenera una situazione di handicap grave ex art 3, comma 3, L.n. 104/1992, dal mese di aprile 2024; compensa le spese di lite;
pone definitivamente a carico dell' le spese di consulenza CP_1 tecnica, liquidate con separato decreto. Lecce, 5 febbraio 2025.
il giudice dott. Giovanni De Palma
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