Sentenza 3 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Cagliari, sentenza 03/03/2025, n. 19 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Cagliari |
| Numero : | 19 |
| Data del deposito : | 3 marzo 2025 |
Testo completo
P.U. N. 189/2024 sub. 1
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI CAGLIARI
in composizione collegiale nelle persone dei signori magistrati:
Dott. Gaetano Savona Presidente est.
Dott. Bruno Malagoli Giudice
Dott. Luca Angioi Giudice ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento iscritto al numero di ruolo P.U. 189/2024 sub 1 del procedimento unitario, per la dichiarazione della liquidazione giudiziale di
PO di LI ND & C. s.a.s. P.IVA 03457530925, con sede in Cagliari, via Filzi n. 18, rappresentata e difesa, giusta procura alle liti in atti, dall'avv. Libero Pusceddu, presso il cui studio in Quartucciu ha eletto domicilio;
e del socio illimitatamente responsabile ND LI, C.F. [...]; proposta da
Waterhouse s.p.a. (P.I. 13486701009), rappresentata, giusta procura alle liti in atti, e difesa dall'avv.
Leonardo Vesci, presso il cui studio in Roma ha eletto domicilio;
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con ricorso del 13.12.2024, Waterhouse s.p.a. ha richiesto l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di PO di LI ND & C. s.a.s e del socio illimitatamente responsabile, ND
LI, ritenendo sussistenti i presupposti di insolvenza dell'impresa convenuta.
Il ricorso è stato ritualmente notificato alla società a mezzo pec dalla Cancelleria del Tribunale e al socio illimitatamente responsabile a cura del ricorrente, a mezzo ufficiale giudiziario.
2. La società resistente si è costituita in data 15.12.2024, depositando la documentazione reddituale
Il socio illimitatamente responsabile non si è costituito.
3. All'esito dell'istruttoria, l'istanza di apertura della liquidazione giudiziale deve trovare accoglimento.
La convenuta, dalla documentazione agli atti, risulta essere una imprenditrice commerciale
(somministrazione di alimenti e bevande, in sede fissa e ambulante;
vedasi visura camerale in atti), come tale sottoposta alla disciplina sulla liquidazione giudiziale.
Ai sensi dell'art. 121 CCII, la disciplina sulla liquidazione giudiziale è riservata alle imprese che abbiano dichiarato, in uno degli esercizi ricadenti nel triennio antecedente la data di deposito del ricorso, un attivo patrimoniale superiore ad € 300.000,00 oppure ricavi superiori ad € 200.000,00, nonché alle imprese che, alla data in cui viene dichiarata la liquidazione giudiziale, abbiano debiti anche non scaduti superiori ad € 500.000,00.
Come si evince dal disposto dell'art. 121 CCII, l'onere della prova in ordine all'insussistenza dei requisiti dimensionali di cui all'art. 2, comma 1, lett. d CCII – e della conseguente non assoggettabilità alla liquidazione giudiziale – grava sul debitore convenuto.
Nella vicenda che ci occupa, risulta che la PO s.a.s. ha generato ricavi nell'esercizio 2022 per l'importo di 402.073,00 euro (vedasi dichiarazione dei redditi depositata dalla resistente).
Risulta quindi provata la sussistenza dei requisiti dimensionali necessari per l'assoggettamento della resistente alla procedura di liquidazione giudiziale.
4. Quanto allo stato d'insolvenza, lo stesso può essere desunto da indici sintomatici, ossia fatti esteriori che denotano con ragionevole certezza che la società non è più in grado di soddisfare con il proprio patrimonio i creditori.
Detti indici sintomatici sussistono e, precisamente sono: a) l'importante esposizione debitoria nei confronti dell'Erario, pari a circa 100.000,00 euro, come da informativa dell'Agenzia delle Entrate in atti;
b) l'incapacità della resistente di pagare il proprio debiti nei confronti della ricorrente, pur consacrato in titolo giudiziario, risalente al 2023; c) l'esito negativo del tentativo di pignoramento presso terzi esperito dalla ricorrente.
5. Accertata la sussistenza dello stato di insolvenza, si osserva che risulta superato anche il limite di procedibilità di cui all'art. 49, ultimo comma, d.lgs. 14 del 2019, posto che la resistente risulta gravata da debiti scaduti per oltre 30.000,00 euro (vedasi la già ricordata esposizione nei confronti dell'Agenzia delle Entrate Riscossione).
6. In conclusione, sussistendo tutte le condizioni oggettive e soggettive previste dall'art. 121 CCII, deve essere dichiarata l'apertura della liquidazione giudiziale della società convenuta.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando,
1. dichiara l'apertura della liquidazione giudiziale di PO di LI ND & C. s.a.s.
P.IVA 03457530925, con sede in Cagliari, via Filzi n. 18, e del socio illimitatamente responsabile ND LI, C.F. [...];
2. nomina il dott. Bruno Malagoli giudice delegato alla procedura e curatore la dott.ssa Silvia
Marci;
3. autorizza il curatore, con le modalità di cui agli articoli 155-quater, 155-quinquies e 155- sexies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile:
-ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
-ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
-ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all' articolo 21 del decreto- legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
-ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
-ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice.
4. ordina al debitore di depositare entro tre giorni i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie, in formato digitale qualora la documentazione sia tenuta ai sensi dell'art. 2215-bis c.c., i libri sociali, le dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA dei tre esercizi precedenti, nonché l'elenco dei creditori corredato dall'indicazione del loro domicilio digitale, se già non eseguito a norma dell'art. 39 CCII;
5. stabilisce il giorno 14.7.2025, ore 10:00, per l'adunanza dei creditori e per l'esame dello stato passivo dinanzi al giudice delegato;
6. assegna il termine perentorio di trenta giorni prima dell'adunanza per l'esame dello stato passivo, ai creditori ed a tutti i terzi che vantano diritti reali o personali su cose in possesso della società sottoposta a liquidazione giudiziale, perché presentino le relative domande di insinuazione e la documentazione allegata con le modalità di cui all'art. 201 CCII mediante trasmissione delle stesse all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore e con spedizione da un indirizzo di posta elettronica certificata;
7. avvisa i creditori e i terzi che tali modalità di presentazione non ammettono equipollenti, con la conseguenza che eventuali domande trasmesse mediante deposito o invio per posta presso la cancelleria e/o presso lo studio del Curatore, o mediante invio telematico presso la cancelleria, saranno considerate inammissibili e quindi come non pervenute;
nelle predette domande dovrà altresì essere indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale i ricorrenti intendono ricevere le comunicazioni dal Curatore, con la conseguenza che, in mancanza di tale indicazione, le comunicazioni successive verranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria ai sensi dell'art. art.10, co. 3, CCII;
8. segnala al Curatore che deve tempestivamente comunicare al Registro delle Imprese
l'indirizzo di posta elettronica certificata relativo alla procedura al quale dovranno essere trasmesse le domande da parte dei creditori e dei terzi che vantano diritti reali o personali su beni in possesso della fallita
9. dispone che la presente sentenza venga notificata al debitore soggetto a liquidazione giudiziale, comunicata al Curatore ed al ricorrente ed iscritta presso l'Ufficio del Registro delle imprese, ai sensi dell'art. 49, co.4, CCI.
Cagliari, 3 marzo 2025
Il Presidente est. dott. Gaetano Savona