Sentenza 18 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Venezia, sez. I, sentenza 18/02/2025, n. 232 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Venezia |
| Numero : | 232 |
| Data del deposito : | 18 febbraio 2025 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
N. 00232/2025 REG.PROV.COLL.
N. 01420/2024 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1420 del 2024, proposto da
TE EN, rappresentata e difesa dall'avvocato Amedeo Stoppa, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Ministero dell’Istruzione e del Merito, non costituito in giudizio;
per l’esatta esecuzione
della sentenza n. 331/2023 pubbl. il 29/06/2023, emessa dal Tribunale di Padova, Sez. Lavoro, RG n. 1612/2022 con il seguente dispositivo: “ Il Giudice, definitivamente decidendo, ogni diversa domanda ed eccezione rigettata, dichiara prescritto il diritto alla carta docente per l’anno scolastico 2016/17; dichiara il diritto di TE EN di usufruire della carta docente per gli anni di insegnamento 2017/18; 2019/20; 2020/21; dichiara tenuto e condanna il Ministero convenuto a rilasciare a TE EN una carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, da impiegare con le medesime modalità previste per i docenti a tempo indeterminato e con accredito, per gli anni passati, della somma di € 1500,00; condanna il Ministero dell’Istruzione a rifondere le spese di causa, che liquida in € 2500,00 di compensi, oltre spese generali, cp e iva; da distrarsi in favore dei procuratori antistatari ”.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'art. 114 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 12 febbraio 2025 il dott. Alberto Ramon e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. La ricorrente, docente precaria, esclusa dall’assegnazione della “ Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado ” di cui all’art. 1, comma 121, della legge 13 luglio 2015, n. 107, del valore di € 500,00 annui, si è rivolta al Tribunale di Padova al fine di ottenere tale forma di contributo riconosciuta al personale di ruolo, con riferimento ad ogni anno scolastico in cui ha prestato servizio a tempo determinato per il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
2. Con la sentenza in epigrafe descritta, il giudice ordinario ha dichiarato “ prescritto il diritto alla carta docente per l’anno scolastico 2016/17 ”, mentre ha riconosciuto “ il diritto di TE EN di usufruire della carta docente per gli anni di insegnamento 2017/18, 2019/20, 2020/21 ”; condannando quindi “ il Ministero convenuto a rilasciare a TE EN una carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, da impiegare con le medesime modalità previste per i docenti a tempo indeterminato e con accredito, per gli anni passati, della somma di € 1500,00 ”.
3. In data 26 febbraio 2024, parte ricorrente ha notificato la sentenza presso la sede reale dell’Amministrazione destinataria della condanna al fine di chiederne l’esecuzione.
4. Poiché la pronuncia non è stata spontaneamente eseguita dall’Amministrazione, l’interessata ha proposto il presente giudizio per l’ottemperanza della stessa, onde ottenere l’attivazione della Carta elettronica del docente con l’accredito della somma di € 1.500,00. La ricorrente ha finanche chiesto la nomina di un commissario ad acta per il caso di eventuale successivo inadempimento e la fissazione della somma di denaro dovuta dal Ministero resistente per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato, ai sensi dell’art. 115, comma 4, lett. e) , cod. proc. amm.
5. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, seppur regolarmente intimato, non si è costituito in giudizio.
6. In esito alla camera di consiglio del 12 febbraio 2025, la causa è stata trattenuta in decisione.
7. Il ricorso dev’essere accolto.
7.1. In via preliminare, deve ritenersi che sussistano i requisiti di ammissibilità della domanda, perché la parte ricorrente ha provato il passaggio in giudicato della sentenza da eseguire (certificato ex art. 124 disp. att. cod. proc. civ. del 20 novembre 2024) e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo presso la sede reale dell’Amministrazione – ancorché senza l’apposizione della formula esecutiva, non più necessaria ai fini dell’ammissibilità del giudizio di ottemperanza in seguito all’entrata in vigore del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 (c.d. Riforma Cartabia), che ha modificato l’art. 475 cod. proc. civ. e l’art. 115 cod. proc. amm. – di cui all’art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30.
7.2. Nel merito, va ricordato che, ai sensi dell’art. 112, comma 2, lett. c) , cod. proc. amm., l’Amministrazione ha l’obbligo di conformarsi al giudicato formatosi sul provvedimento giurisdizionale.
È circostanza di fatto incontestata che l’Amministrazione intimata non abbia dato esecuzione alla sentenza di cui in epigrafe e che quindi essa sia ancora inadempiente.
In conformità alla domanda proposta, l’Amministrazione intimata deve essere conseguentemente condannata a dare esecuzione alla sentenza ottemperanda, che ha riconosciuto alla parte ricorrente la spettanza del contributo destinato all’aggiornamento e alla formazione professionale per gli anni scolastici in cui ha prestato servizio quale docente precaria.
Di conseguenza, va dichiarato l’obbligo del Ministero dell’Istruzione e del Merito di attivare, a favore della parte ricorrente, la Carta elettronica del docente e di rendere disponibile su tale strumento di pagamento la somma complessiva di € 1.500,00 (millecinquecento/00), esclusi ulteriori accessori, atteso che l’importo in questione non può essere equiparato a voci retributive.
Il Ministero intimato dovrà provvedere in tal senso entro il termine di 60 (sessanta) giorni decorrente dalla comunicazione della presente sentenza o, se anteriore, dalla notifica della stessa a cura della parte ricorrente.
7.3. Una volta decorso infruttuosamente tale termine, provvederà un Commissario ad acta che sin d’ora si nomina nel Direttore generale della “ Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione ” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con facoltà di subdelegare gli adempimenti esecutivi ad altro dirigente dello stesso Ufficio, il quale vi dovrà provvedere nell’ulteriore termine di 60 (sessanta) giorni successivi alla comunicazione che gli dovrà a tal fine essere effettuata a cura della parte ricorrente.
Si precisa che, trattandosi di funzioni commissariali affidate ad un dipendente pubblico già inserito nella struttura dell’Amministrazione debitrice, non si darà luogo alla liquidazione di alcun compenso al predetto Commissario ad acta .
7.4. Per quanto riguarda la domanda di condanna dell'Amministrazione al pagamento della penalità di mora (cd. astreinte ) di cui all’articolo 114, comma 4, lett. e) , cod. proc. amm., essa va respinta in considerazione dell’importo contenuto da corrispondere, nonché dell’avvenuta nomina del commissario ad acta per il caso di perdurante inerzia dell’Amministrazione, di cui al §7.3.
Sul punto, occorre nondimeno evidenziare che il Consiglio di Stato, nel rilevare l'assenza di preclusioni astratte sul piano dell'ammissibilità dell'istituto giuridico in esame nei confronti dell’Amministrazione inadempiente, ha tuttavia chiarito che “ l'art. 114, comma 4, lett. e), cod. proc. amm., proprio in considerazione della specialità, in questo caso favorevole, del debitore pubblico – con specifico riferimento alle difficoltà nell'adempimento collegate a vincoli normativi e di bilancio, allo stato della finanza pubblica e alla rilevanza di specifici interessi pubblici – ha aggiunto al limite negativo della manifesta iniquità, previsto nel codice di rito civile, quello, del tutto autonomo, della sussistenza di «altre ragioni ostative» ” (cfr. Consiglio di Stato, Ad. Plen., 25 giugno 2014, n. 15).
Orbene, alla luce della richiamata decisione dell'Adunanza Plenaria, il Collegio ritiene che la crisi della finanza pubblica e l'ammontare del debito pubblico giustifichino, in concreto, la mancata condanna della parte pubblica al pagamento dell' astreinte (cfr. T.A.R. Campania, Salerno, Sez. I, 22 novembre 2021, n. 2501; T.A.R. Lazio, Sez. III, 23 agosto 2018, n. 9022).
Ciò trova altresì conferma in considerazione del fatto che l’esecuzione delle sentenze di condanna all’attivazione della Carta elettronica del docente comporta l’attivazione di un procedimento complesso che coinvolge più soggetti, quali gli Uffici territoriali competenti per il pagamento delle spese di giudizio e accessori di legge e gli Uffici centrali del Ministero per la predisposizione della suddetta Carta e per l’assegnazione delle relative risorse finanziarie.
Sicché, alla luce di quanto precede, la domanda volta a conseguire la condanna dell’Amministrazione al pagamento della penalità di mora non può essere accolta.
8. Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate nell’importo di € 800,00 (ottocento/00), in considerazione del carattere seriale e del non elevato livello di complessità della causa – un importo che la decisione del Cons. Stato, Sez. VII, 9 dicembre 2024, n. 9832, resa in una causa del tutto sovrapponibile alla presente, ha ritenuto proporzionato all’attività difensiva svolta e rispettoso del decoro professionale –, oltre restituzione del contributo unificato versato, spese generali nella misura del 15% e accessori come per legge, a favore del difensore dichiaratosi antistatario.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione.
Condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento, in favore della parte ricorrente, delle spese e delle competenze di causa liquidandole nella complessiva somma di € 800,00 (ottocento/00), oltre restituzione del contributo unificato versato, spese generali nella misura del 15% e accessori come per legge, disponendone la distrazione a favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 12 febbraio 2025 con l'intervento dei magistrati:
Leonardo Pasanisi, Presidente
Filippo Dallari, Primo Referendario
Alberto Ramon, Referendario, Estensore
| L'ESTENSORE | IL PRESIDENTE |
| Alberto Ramon | Leonardo Pasanisi |
IL SEGRETARIO