Cass. pen., sez. I, sentenza 24/09/2013, n. 40394
CASS
Sentenza 24 settembre 2013

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In materia di applicazione dell'indulto, di cui alla legge 31 aprile 2006, n. 241, il divieto di concessione del beneficio in ordine ai reati aggravati dalla circostanza prevista dall'art. 7 D.L. 13 maggio 1991, n. 152, non può estendersi agli altri reati concorrenti per i quali la medesima aggravante non sia stata formalmente contestata, ritenendone l'esistenza sulla base di una interpretazione contenutistica della sentenza. (In applicazione del principio la Corte ha annullato l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva esteso il divieto di applicazione dell'indulto per il reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso ai reati di omicidio e detenzione armi, per i quali non era stata formalmente contestata la circostanza, ritenendola contenuta nelle aggravanti formalmente contestate dei motivi abietti e del nesso teleologico).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 24/09/2013, n. 40394
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 40394
    Data del deposito : 24 settembre 2013

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