Cass. civ., sez. II, sentenza 18/03/2002, n. 3941
CASS
Sentenza 18 marzo 2002

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In materia di ricorso per cassazione, non rileva incide ai fini dell'ammissibilità del motivo l'erronea qualificazione formale data in epigrafe al vizio di diritto denunciato (nella specie, violazione di norme anziché falsa applicazione), in quanto ciò che rileva è che in concreto il ricorrente abbia chiaramente esposto le ragioni di diritto per cui, a suo avviso, la statuizione impugnata avrebbe violato le norme indicate, poiché è solo tale esposizione che chiarisce e qualifica sotto il profilo giuridico il contenuto della censura.

In caso di crediti di natura omogenea, la facoltà accordata al solo debitore dall'art. 1193, comma primo, cod. civ., di indicare a quale debito debba essere imputato il pagamento, va esercitata e si consuma all'atto del pagamento medesimo, sicché una successiva dichiarazione del debitore, senza l'adesione del creditore, è giuridicamente inefficace. Peraltro, i criteri legali d'imputazione, quali previsti dall'art. 1193 citato, riguardano solo le obbligazioni per le quali il creditore possa pretendere l'adempimento e non si riferiscano, quindi, ai debiti prescritti, il cui pagamento costituisce un caso di adempimento di obbligazione naturale e, pertanto, esaurisce i suoi effetti nella "soluti retentio", senza che, pertanto, tali obbligazioni possano essere compresi tra quelli cui riferire il pagamento effettuato dal debitore.

La domanda di risarcimento del danno per responsabilità aggravata a norma dell'art. 96 cod. proc. civ. non attiene al merito della controversia, (i cui termini, con riferimento all'oggetto ed alla "causa petendi" delle domande rispettivamente proposte dalle parti, restano immutati) e, pertanto, può essere formulata per la prima volta anche all'udienza di precisazione delle conclusioni, in quanto la parte istante, sovente solo al termine dell'istruttoria, è in grado di valutarne la fondatezza e/o di determinare l'entità del danno subito. Peraltro, la liquidazione di tale danno, ancorché possa effettuarsi anche d'ufficio, postula pur sempre la prova sia dell'"an" sia del "quantum" o almeno la desumibilità di tali elementi dagli atti di causa.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. II, sentenza 18/03/2002, n. 3941
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 3941
Data del deposito : 18 marzo 2002

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