Cass. pen., sez. VI, sentenza 12/05/2015, n. 25264
CASS
Sentenza 12 maggio 2015

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Massime1

Ai fini del diniego dell'attenuante della riparazione del danno, in presenza di una dichiarazione liberatoria della persona offesa, il giudice è tenuto a motivare specificamente sulle ragioni per cui ritenga tale dichiarazione inadeguata e il risarcimento, operato dall'imputato, comunque insufficiente. (Nella specie, relativa al delitto di estorsione della somma di Euro 300 in danno di un minore, la S.C. ha annullato la decisione con cui il giudice di merito aveva negato l'attenuante ponendo in dubbio l'integralità del risarcimento, senza espletare alcun accertamento al riguardo e nonostante la dichiarazione della madre della persona offesa circa l'avvenuto risarcimento anche del danno non patrimoniale, attraverso la ricezione della somma complessiva di Euro 1.500).

Commentario1

  • 1Danno risarcito, decide il giudice non la vittima (Cass.33795/21)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 10 luglio 2024

    Il risarcimento del danno deve essere integrale, ossia comprensivo della totale riparazione di ogni effetto dannoso, e la valutazione in ordine alla corrispondenza fra transazione e danno spetta al giudice, che può anche disattendere, con adeguata motivazione, ogni dichiarazione satisfattiva resa dalla parte lesa. CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE III penale Sent., (data ud. 21/04/2021) 13/09/2021, n. 33795 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ANDREAZZA Gastone - Presidente - Dott. ACETO Aldo - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso proposto da: L.F., nato a (OMISSIS); avverso la sentenza del 09/06/2020 della CORTE APPELLO di TORINO; visti gli …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 12/05/2015, n. 25264
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 25264
Data del deposito : 12 maggio 2015

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