Cass. pen., sez. VI, sentenza 23/02/2016, n. 15959
CASS
Sentenza 23 febbraio 2016

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In tema di corruzione, lo stabile asservimento del pubblico ufficiale ad interessi personali di terzi, attraverso il sistematico ricorso ad atti contrari ai doveri di ufficio non predefiniti, né specificamente individuabili "ex post", ovvero mediante l'omissione o il ritardo di atti dovuti, integra il reato di cui all'art. 319 cod. pen. e non il più lieve reato di corruzione per l'esercizio della funzione di cui all'art. 318 cod. pen., il quale ricorre, invece, quando l'oggetto del mercimonio sia costituito dal compimento di atti dell'ufficio.

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  • 1La corruzione “funzionale” e il contrastato rapporto con la corruzione propria
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    di Giorgio Fidelbo Sommario: 1. L'incremento sanzionatorio previsto per il reato di corruzione “funzionale”. – 2. I reati di corruzione nella giurisprudenza precedente alla riforma del 2012: il passaggio dall'atto alla funzione. – 3. L'introduzione del reato di corruzione per l'esercizio della funzione. – 4. La figura di corruzione per asservimento della funzione e le interpretazioni della giurisprudenza dopo la riforma del 2012. – 5. Nuovi confini tra corruzione propria e corruzione per l'esercizio della funzione. – 6. Esercizio della funzione e discrezionalità. – 7. Limiti dell'attuale assetto normativo. 1. L'incremento sanzionatorio previsto per il reato di corruzione “funzionale” La …

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  • 3Corruzione propria e corruzione per l'esercizio della funzione: rapporti e differenze tra le due fattispecie
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  • 4Corruzione per l’esercizio della funzione
    https://www.studiolegalederosamistretta.it/articoli-blog/ · 30 aprile 2022

    La corruzione per l'esercizio della funzione (c.d. “corruzione impropria”, in contrapposizione a quella “propria”, ossia la corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio) è quel reato commesso, ad esempio, dall'agente della Guardia di Finanza il quale percepisca somme di denaro da soggetti privati interessati ad acquisire informazioni sugli accertamenti fiscali svolti a carico delle loro società, senza che questi debba svolgere atti contrari ai doveri dell'ufficio di appartenenza. Ancora, sempre con riguardo alle ipotesi di corruzione impropria, si pensi alla condotta del dipendente di un ente concessionario di pubblico servizio di esazione tributi il quale percepisca una somma di …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 23/02/2016, n. 15959
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 15959
Data del deposito : 23 febbraio 2016

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