Cass. pen., sez. VI, sentenza 10/05/2016, n. 25057
CASS
Sentenza 10 maggio 2016

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

Ai fini della punibilità della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, l'offensività della condotta non è esclusa dal mancato compimento del processo di maturazione dei vegetali, neppure quando risulti l'assenza di principio attivo ricavabile nell'immediatezza, se gli arbusti sono prevedibilmente in grado di rendere, all'esito di un fisiologico sviluppo, quantità significative di prodotto dotato di effetti droganti, in quanto il "coltivare" è attività che si riferisce all'intero ciclo evolutivo dell'organismo biologico. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione pronunciata in una fattispecie relativa a coltivazione di piante di marijuana in fase di iniziale fioritura e dunque prive di principio attivo).

Commentari9

Mostra tutto (9)
  • 1Coltivazione di cannabis e offensività: SS.UU. n. 12348/2020
    Andrea Baiguera Altieri · https://www.diritto.it/ · 5 marzo 2026

    2. Profili di Giurisprudenza costituzionale La Consulta, anche nell'ambito del comma 1 Art. 73 TU 309/90, ha sempre affermato che l'illiceità della coltivazione di stupefacenti dipende dalla concreta offensività, o meno, della condotta nei confronti del bene o dei beni costituzionalmente tutelati dalla norma incriminatrice. P.e., Consulta 62/1986 afferma che “il principio di offensività deve reggere ogni interpretazione delle norme penali”. Dunque, non esistono reati non offensivi di un bene costituzionalmente tutelato. Del pari, Consulta nn. 354/2002, 225/2008, 249/2010 e 139/2014 ribadiscono anch'esse che il Magistrato del merito deve focalizzarsi sulla “offensività in concreto” di …

     Leggi di più…

  • 2La cannabis “light”
    Andrea Baiguera Altieri · https://www.filodiritto.com/ · 23 aprile 2024

  • 3La penalmente lecita coltivazione di stupefacenti
    Ivano Ragnacci · https://www.diritto.it/ · 12 marzo 2021

    SOMMARIO: 1.Introduzione 2. La giurisprudenza di legittimità: il diritto vivente in materia di coltivazione di stupefacenti. 3. Un caso pratico: la liceità penale della coltivazione domestica 4. La Conclusioni. 1. Introduzione. La Sentenza n. 9952/2020, con la quale il Tribunale di Roma, VII^ Sezione Penale, in data 11 dicembre 2020, motivazioni depositate il 4 febbraio 2021, assolveva gli imputati dal reato ascritto di coltivazione (art. 73 D.p.R. 309/1990), di stupefacenti senza la prescritta autorizzazione ex art. 17 D.p.R. 309/1990, con la formula “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”, è l'occasione per dare una coerente rilettura dei più importanti arresti …

     Leggi di più…

  • 4L’offensività della coltivazione domestica di cannabis
    https://dirittopenaleuomo.org/ · 4 novembre 2020

    Fascicolo 11/2020 Abstract. L'elaborato, previa analisi e commento della recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 12348/2020, la cui motivazione è stata depositata il 16 aprile 2020, si propone di mettere in luce l'innovatività di tale sentenza e i risvolti applicativi dalla stessa indotti. SOMMARIO: 1. La quaestio. – 2. Il contrasto giurisprudenziale sugli elementi della fattispecie. – 3. La sentenza SS.UU. n. 12348/2020. – 4. Alcune considerazioni applicative. 1. La quaestio. Con ordinanza n. 35436 dell'11 giugno 2019 la Terza Sezione della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla rilevanza penale della condotta di coltivazione in forma domestica di …

     Leggi di più…

  • 5La coltivazione domestica di stupefacenti per uso personale non è reato
    Redazione · https://responsabilecivile.it/ · 22 aprile 2020
Mostra tutto (9)

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 10/05/2016, n. 25057
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 25057
Data del deposito : 10 maggio 2016

Testo completo