Cass. civ., sez. III, sentenza 14/03/2002, n. 3728
CASS
Sentenza 14 marzo 2002

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Presupposto necessario per il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno morale, ai sensi degli artt. 2059 cod. civ. e 185 cod. pen., è l'accertamento del fatto come reato, il cui elemento soggettivo è lo stato psicologico dell'autore di esso, da accertare in concreto e non in base ad una presunzione legale di responsabilità.

Nel caso in cui intercorra un apprezzabile lasso di tempo tra le lesioni colpose e la morte causata dalle stesse è configurabile un danno biologico risarcibile, da liquidarsi in relazione alla menomazione della integrità psicofisica patita dal danneggiato per il periodo di tempo indicato, e il diritto del danneggiato a conseguire il risarcimento del danno è trasmissibile agli eredi "iure hereditatis". (Enunciando il principio di cui in massima, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che non aveva riconosciuto la risarcibilità del danno biologico in un caso in cui il bambino, vittima dell'incidente stradale, era sopravvissuto cinque giorni, senza motivare sulla sussistenza della perdita della salute psicofisica in tale spazio di vita, ne', in particolare, sulla intensità della sofferenza in proporzione alla brevità della sopravvivenza).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. III, sentenza 14/03/2002, n. 3728
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 3728
Data del deposito : 14 marzo 2002

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