Cass. pen., sez. V, sentenza 23/02/2015, n. 23992
CASS
Sentenza 23 febbraio 2015

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

In tema di elemento soggettivo del reato, per la configurabilità del dolo eventuale, anche ai fini della distinzione rispetto alla colpa cosciente, occorre la rigorosa dimostrazione che l'agente si sia confrontato con la specifica categoria di evento che si è verificata nella fattispecie concreta aderendo psicologicamente ad essa e a tal fine l'indagine giudiziaria, volta a ricostruire l'"iter" e l'esito del processo decisionale, può fondarsi su una serie di indicatori quali: a) la lontananza della condotta tenuta da quella doverosa; b) la personalità e le pregresse esperienze dell'agente; c) la durata e la ripetizione dell'azione; d) il comportamento successivo al fatto; e) il fine della condotta e la compatibilità con esso delle conseguenze collaterali; f) la probabilità di verificazione dell'evento; g) le conseguenze negative anche per l'autore in caso di sua verificazione; h) il contesto lecito o illecito in cui si è svolta l'azione nonché la possibilità di ritenere, alla stregua delle concrete acquisizioni probatorie, che l'agente non si sarebbe trattenuto dalla condotta illecita neppure se avesse avuto contezza della sicura verificazione dell'evento. (Fattispecie in cui l'imputato, consapevole della propria malattia, aveva intrattenuto rapporti sessuali non protetti con l'amante, omettendo di informarla e trasmettendole il virus dell'epatite C).

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  • 1Le sorti di chi presta la propria auto ad un commando omicida secondo la Corte di Cassazione
    Jeannette Baracco · https://www.iusinitinere.it/

    La vicenda processuale. Con la sentenza 7 settembre 2020, n. 25221 (udienza. 16 luglio 2020) la Quinta sezione della Corte di Cassazione si è pronunciata, in tema di concorso di persone nel reato di omicidio doloso, circa l'indagine dell'elemento soggettivo in capo a colui che metta a disposizione dei componenti di un gruppo di fuoco la propria autovettura. La vicenda processuale merita di essere ripercorsa alla luce delle interessanti statuizioni in tema di elemento soggettivo nel concorso di persone rese nella sentenza testè indicata. Il g.i.p. napoletano e successivamente la Corte d'Assise d'Appello adita quale giudice di secondo grado, avevano ritenuto l'imputato responsabile di vari …

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  • 2Video senza consenso in casa privata, utilizzabile come prova? (Cass. 8602/26)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 8 marzo 2026

    Il reato di interferenze illecite nella vita privata tutela la riservatezza domiciliare e sanziona esclusivamente le condotte di captazione poste in essere da soggetti estranei agli atti di vita privata ripresi; non è pertanto configurabile quando chi effettua la ripresa partecipa direttamente alla scena domestica, condividendo il momento di vita privata oggetto della registrazione. Ai fini dell'integrazione del reato di cui all'art. 615-bis c.p., il criterio distintivo non è il luogo della ripresa né la natura del momento di riservatezza, ma la estraneità del soggetto agente rispetto all'atto di vita privata captato: risponde del reato chi predispone strumenti di captazione anche nella …

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  • 3Il video registrato dal coniuge in casa è utilizzabile nel processo se chi riprende partecipa alla scena (Cass. Pen. n. 8602/26)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 6 marzo 2026

    Massima In tema di interferenze illecite nella vita privata, non integra il reato di cui all'art. 615-bis c.p. la ripresa video effettuata da un soggetto che partecipa direttamente alla scena domestica oggetto della captazione. Ne consegue che il video realizzato dal coniuge all'interno dell'abitazione familiare è utilizzabile nel processo penale, anche in assenza del consenso dell'altro coniuge ripreso, purché chi effettua la registrazione non sia estraneo agli atti di vita privata documentati. 1. Riprese domestiche e prova nel processo penale La sentenza n. 8602 del 2026 affronta un tema ricorrente nella pratica processuale: l'utilizzabilità delle riprese video realizzate da uno dei …

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  • 4Applicazioni giurisprudenziali delle formule di Frank
    https://www.iusinitinere.it/

    Nella nota sentenza ThyssenKrupp[1], la Suprema Corte aveva chiarito definitivamente il sottile confine esistente tra dolo eventuale e colpa cosciente, evidenziando che ai fini dell'individuazione della responsabilità dell'agente, a titolo di dolo o colpa, è necessaria la valutazione di una serie di indici sintomatici in grado di ricostruire la volontà interiore dell'agente. In tale sede gli ermellini avevano richiamato la c.d. prima formula di Frank[2], secondo la quale il dolo eventuale si realizza quando “la previsione di tale evento in termini di certezza non avrebbe trattenuto l'agente dal compiere l'azione illecita”. Detta formula ha la funzione principale di accertare il processo …

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  • 5Quotidiano giuridico
    Marco Sicolo · https://ildiritto.it/ · 25 marzo 2024

    Misure cautelari e richiesta di riesame Le misure cautelari si sostanziano in limitazioni di carattere personale o reale, che vengono disposte dal giudice con ordinanza, in presenza di gravi indizi di colpevolezza o di pericolo di compromissione delle indagini. Le misure cautelari personali si dividono in misure coercitive (come, ad esempio, il divieto di espatrio, l'obbligo di dimora o gli arresti domiciliari) e misure interdittive (ad es., la sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio o il divieto temporaneo di esercitare una professione). Le misure cautelari reali, invece, sono il sequestro conservativo (previsto a garanzia del pagamento delle spese del processo) e il sequestro …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 23/02/2015, n. 23992
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 23992
Data del deposito : 23 febbraio 2015

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