Cass. pen., sez. II, sentenza 09/04/2009, n. 30127
CASS
Sentenza 9 aprile 2009

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Massime1

Nella rapina impropria, la violenza o la minaccia possono realizzarsi anche in luogo diverso da quello della sottrazione della cosa e in pregiudizio di persona diversa dal derubato, sicché, per la configurazione del reato, non è richiesta la contestualità temporale tra sottrazione e uso della violenza o minaccia, essendo sufficiente che tra le due diverse attività intercorra un arco temporale idoneo a realizzare, secondo i principi di ordine logico, i requisiti della quasi flagranza e tale da non interrompere il nesso di contestualità dell'azione complessiva posta in essere al fine di impedire al derubato di rientrare in possesso della refurtiva o di assicurare al colpevole l'impunità. (Fattispecie nella quale, dopo il furto di due autovetture, c'era stato un inseguimento dei ladri da parte dei carabinieri, all'indirizzo dei quali i primi avevano tenuto un atteggiamento violento e minaccioso).

Commentario1

  • 1La rapina
    https://www.studiocataldi.it/

    Il delitto di rapina, inserito dal legislatore codicistico tra i reati contro il patrimonio, è previsto e punito dall'art. 628 del codice penale Cos'è la rapina Soggetti attivi e passivi Elemento oggettivo La violenza e la minaccia La condotta Elemento soggettivo Le aggravanti speciali Aspetti procedurali Cos'è la rapina La rapina è il reato commesso da "chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene" o da chi "adopera violenza o minaccia immediatamente dopo la sottrazione, per assicurare a sé o ad altri il possesso della cosa sottratta, o per procurare a sé o …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 09/04/2009, n. 30127
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 30127
Data del deposito : 9 aprile 2009

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