Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/11/2018, n. 993
CASS
Sentenza 20 novembre 2018

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Integra il delitto di peculato la condotta del dipendente di Poste Italiane s.p.a. che si appropri di somme di denaro afferenti al risparmio postale, rivestendo questi la qualifica di incaricato di pubblico servizio, in quanto l'attività di raccolta del risparmio mediante libretti postali e buoni fruttiferi, contemplata dall'art. 2, comma 1, lett. b), d.P.R. n. 144 del 2002 ed effettuata per conto della Cassa depositi e prestiti, ha natura pubblicistica.

Commentario1

  • 1Penale Diritto e Procedura
    Guido Colaiacovo · https://www.penaledp.it/category/articoli/ · 12 dicembre 2024

    Cass., sez. VI, 29 maggio 2024 (dep. 1 agosto 2024), n. 31605, Di Stefano, Presidente, Riccio, Relatore Il caso In parziale riforma della sentenza di primo grado del tribunale di Lecce, la Corte d'appello del capoluogo salentino ha ridotto la pena irrogata all'imputato, confermando l'applicazione delle pene accessorie, in quanto ritenuto colpevole di peculato continuato per essersi appropriato, quale responsabile della sala consulenze di Poste Italiane S.p.a., di somme provenienti dal riscatto di buoni fruttiferi postali destinate a essere investite in altri strumenti finanziari. Avverso la pronuncia d'appello è stato proposto ricorso per Cassazione adducendo – nel quadro di una più …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/11/2018, n. 993
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 993
Data del deposito : 20 novembre 2018

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