Cass. pen., sez. IV, sentenza 23/01/2014, n. 6783
CASS
Sentenza 23 gennaio 2014

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, emessa il 23 gennaio 2014, con il relatore Dott. Marco Dell'Utri. L'imputato ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte d'appello di Cagliari, che aveva confermato la condanna per naufragio colposo. Le richieste dell'imputato includevano l'assunzione di prove decisive, ritenute omesse dalla corte territoriale, e la contestazione della ricostruzione del nesso di causalità tra la sua condotta e il naufragio. L'imputato sosteneva che l'urto fosse avvenuto a causa di un corpo sommerso, escludendo la sua colpa.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo infondati i motivi di doglianza. Ha argomentato che le prove richieste dall'imputato erano meramente congetturali e non avrebbero certamente modificato l'esito del processo. La Corte ha confermato la ricostruzione dei fatti operata dalla corte d'appello, evidenziando che l'urto con le rocce era stato provato da elementi oggettivi e testimonianze attendibili. Inoltre, ha sottolineato che l'imputato non aveva rispettato i doveri di diligenza nella navigazione, contribuendo così al naufragio. La decisione si fonda su un'interpretazione logica e coerente delle prove, escludendo vizi di motivazione.

Il contenuto è stato generato dall'intelligenza artificiale. Verifica le informazioni.

Massime1

Deve ritenersi "decisiva", secondo la previsione dell'art. 606 lett. d) cod. proc. pen., la prova che, confrontata con le argomentazioni contenute nella motivazione, si riveli tale da dimostrare che, ove esperita, avrebbe sicuramente determinato una diversa pronuncia; ovvero quella che, non assunta o non valutata, vizia la sentenza intaccandone la struttura portante. (Nel caso di specie, relativo a sentenza di condanna emessa per il delitto di naufragio colposo, la Corte ha escluso la 'decisività' dei mezzi di prova suppletivi invocati dal ricorrente, avuto riguardo alla scarsa affidabilità delle fonti indicate e al carattere "meramente congetturale" delle conseguenze che la difesa intendeva trarne, in tema di esatta identificazione delle cause della falla dello scafo della motonave condotta dall'imputato).

Commentari7

Mostra tutto (7)
  • 1ACQUE: Impianti di autolavaggio inquinamento per sversamento a suolo.
    Di Redazione · https://www.quotidianolegale.it/ambientediritto-20-anni/

    1° massima ACQUA – INQUINAMENTO IDRICO – Impianti di autolavaggio – Natura di insediamenti produttivi – Qualità inquinante delle acque – Sversamento sul suolo – Acque reflue industriali – Configurabilità del reato – Artt. 74, 133, 137, 256, c.1, d.lgs. n. 152/2006 – GIURISPRUDENZA. Gli impianti di autolavaggio, hanno natura di insediamenti produttivi e non di insediamenti civili in considerazione della qualità inquinante dei reflui, diversa e più grave rispetto a quella dei normali scarichi da abitazioni, e per la presenza di residui quali oli minerali e sostanze chimiche contenute nei detersivi e nelle vernici eventualmente staccatesi da vetture usurate (così Sez. 3, n. 5143 del …

     Leggi di più…

  • 2Rinnovazione dibattimento prove decisive secondo Cassazione
    Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 14 aprile 2026

    Quali prove possono considerarsi decisive ai fini della valutazione della necessità di procedere alla rinnovazione della istruzione dibattimentale delle prove dichiarative? Per supporto ai professionisti, abbiamo pubblicato il Formulario annotato del processo penale 2026, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon. Si consigliano anche il Codice Penale e norme complementari 2026 – Aggiornato a Legge AI e Conversione dei decreti giustizia e terra dei fuochi, acquistabile sullo Shop Maggioli e su Amazon, e il Codice di Procedura Penale e norme complementari, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon. 1. Il caso: prescrizione in appello e mancata rinnovazione istruttoria La Corte di Appello di …

     Leggi di più…

  • 3Truffa online: chi incassa il profitto sulla propria PostePay è presumibilmente concorrente nel reato
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 27 maggio 2026

    Massima In tema di truffa, costituisce massima di esperienza il fatto che il soggetto che percepisce il profitto dell'illecito sia anche colui che ha posto in essere la condotta decettiva o vi abbia concorso, poiché il vantaggio patrimoniale rappresenta lo sbocco fisiologico dell'artificio o del raggiro. Ne consegue che grava sull'imputato destinatario del provento l'onere di allegare concreti ed oggettivi elementi fattuali idonei a collocarlo al di fuori della catena causale tipica, senza che ciò comporti un'inversione dell'onere della prova. Vuoi approfondire l'argomento? La sentenza integrale Cassazione penale sez. II, 23/04/2026, (ud. 23/04/2026- dep. 07/05/2026) - n. 16493 RITENUTO …

     Leggi di più…

  • 4Violenza sessuale, attendibilità del minore e consulenza tecnica (Cass.13129/20)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 18 maggio 2020

  • 5Mutamento del giudice nell'abbreviato condizionato (Cass. 6930/19)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 16 febbraio 2019
Mostra tutto (7)

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 23/01/2014, n. 6783
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 6783
Data del deposito : 23 gennaio 2014

Testo completo