Cass. pen., sez. VI, sentenza 19/06/2009, n. 41398
CASS
Sentenza 19 giugno 2009

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In tema di responsabilità da reato degli enti, è inammissibile l'appello avverso il rigetto dell'istanza di restituzione dei beni sottoposti a sequestro preventivo presentata dal legale rappresentante della persona giuridica, divenuto incompatibile in quanto indagato o imputato del reato presupposto.

In tema di responsabilità da reato degli enti, la persona giuridica, non potendo costituirsi nel procedimento a suo carico attraverso il proprio rappresentante legale, qualora questi sia indagato o imputato del reato presupposto, deve provvedere alla sostituzione del rappresentante legale divenuto incompatibile ovvero nominarne altro con poteri limitati alla sola partecipazione al suddetto procedimento.

In tema di responsabilità da reato degli enti, il rappresentante legale incompatibile, perché indagato o imputato del reato presupposto, non può provvedere neppure alla nomina del difensore di fiducia dell'ente, per il generale e assoluto divieto di rappresentanza posto dall'art. 39 D.Lgs. n. 231 del 2001.

In tema di responsabilità da reato degli enti, i diritti di difesa, con esclusione degli atti difensivi cosiddetti personalissimi, possono essere esercitati in qualunque fase del procedimento dal difensore nominato d'ufficio, anche qualora la persona giuridica non si sia costituita ovvero quando la sua costituzione debba considerarsi inefficace a causa dell'incompatibilità del rappresentante legale perché indagato o imputato del reato presupposto.

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 39 D.Lgs. n. 231 del 2001, sollevata per la violazione degli artt. 3, 24 e 111 Cost., nella parte in cui impedisce all'ente di partecipare al procedimento a suo carico con il proprio rappresentante legale, quando questi risulti essere imputato del reato presupposto della responsabilità dell'ente medesimo.

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    1. Dato il manifesto contrasto insorto in ordine alla possibilità per l'ente incolpato di illecito amministrativo ai sensi del d. lgs. 8 giugno 2001 n. 231, che abbia scelto di non costituirsi nel procedimento, di proporre impugnazioni contro provvedimenti cautelari (o di sequestro penale: art. 53 d. lgs. n. 231 del 2001 - e, per rinvio, artt. 322, 322-bis c.p.p. - e art. 257 c.p.p.), era solo questione di tempo l'assegnazione alle Sezioni unite della Corte di cassazione del quesito, formulato nell'ordinanza in commento in questi termini: «se (...) sia ammissibile la richiesta di riesame ex art. 324 c.p.p. avverso il decreto di sequestro preventivo proposta dal difensore di fiducia …

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  • 3Art. 40 - Difensore di ufficio
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 19/06/2009, n. 41398
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 41398
Data del deposito : 19 giugno 2009

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