Cass. pen., sez. III, sentenza 19/05/2015, n. 36357
CASS
Sentenza 19 maggio 2015

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In tema di stupefacenti, anche il giudice dell'esecuzione - richiesto di adeguare il trattamento sanzionatorio in precedenza determinato per l'illecita detenzione di "droghe leggere" sulla base dei limiti edittali di cui all'art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990, come modificato dalla legge n. 49 del 2006, in vigore al momento del fatto, ma dichiarato successivamente incostituzionale con sentenza n. 32 del 2014 - deve procedere alla rideterminazione della pena sulla base dei criteri previsti dall'art. 133 cod. pen., sia nel caso di pena illegale in quanto superiore ai limiti edittali previsti dalla normativa oggetto di reviviscenza, sia nel caso in cui la pena concretamente inflitta sia compresa entro i limiti edittali appena indicati. (Fattispecie relativa al reato ex art. 73, comma quarto, d.P.R. n. 309 del 1990, in cui la Corte ha osservato che è inibita qualsiasi operazione di riduzione della pena meramente automatica o aritmetico-proporzionale, dovendo il giudice fare necessariamente uso dei poteri discrezionali ed adeguare in tal modo la sanzione al disvalore del fatto, tenendo conto dei limiti edittali minimi e massimi previsti dalla fattispecie ripristinata).

Commentari4

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    Stefano Tocci · https://www.giustiziainsieme.it/it/home

    di Stefano Tocci Alla luce dei percorsi interpretativi della Corte europea e della Corte costituzionale l'autore osserva come sia stato eroso il principio del cd. mito del giudicato, che resiste per l'accertamento del fatto ma è sgretolato in punto di pena. Se pertanto per l'accertamento del fatto il “giudicato” costituisce un mito, in relazione alla pena è ormai diventato leggenda. Sommario: 1. Il “mito” del giudicato. - 2. Superamento del giudicato in sede processuale: revisione e ricorso straordinario ex art. 625 bis c.p.p. - 2.2. Dilatazione dell'operatività dell' art. 625 bis c.p.p.; 3.- La “flessibilità” del giudicato in punto di pena. 4. - Casi di “illegalità della pena” 1. Il …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 19/05/2015, n. 36357
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 36357
Data del deposito : 19 maggio 2015

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