Cass. pen., sez. V, sentenza 17/02/2014, n. 23579
CASS
Sentenza 17 febbraio 2014

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

Sussiste l'esimente di cui all'art. 51 cod. pen. nel caso in cui un correntista indirizzi una missiva alle autorità sovraordinate delle banche e allo stesso operatore di riferimento attribuendogli, sia pure indirettamente, 'meschini comportamentì, qualora essa si sostanzi in una rimostranza rispetto ad una situazione ritenuta ingiustamente lesiva dei propri diritti (mancata chiusura del conto corrente), trattandosi di contesto 'conflittualè tra istituto di credito e correntista in cui la missiva di quest'ultimo ha per obiettivo la descrizione della propria versione dei fatti intesa a sollecitare l'intervento delle autorità competenti, mentre le espressioni utilizzate, pur aspre e polemiche, non trasmodano in aggressioni gratuite essendo preordinate al ripristino di comportamenti corretti.

Commentari4

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 17/02/2014, n. 23579
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 23579
Data del deposito : 17 febbraio 2014

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