Cass. civ., sez. II, sentenza 07/02/2001, n. 1773
CASS
Sentenza 7 febbraio 2001

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Massime1

Lo scioglimento del contratto per inadempimento - salvo che la risoluzione operi di diritto - consegue ad una pronuncia costitutiva, che presuppone da parte del giudice la valutazione della non scarsa importanza dell'inadempimento stesso, avuto riguardo all'interesse dell'altra parte. Tale valutazione viene operata alla stregua di un duplice criterio, applicandosi in primo luogo un parametro oggettivo, attraverso la verifica che l'inadempimento abbia inciso in modo apprezzabile nell'economia complessiva del rapporto (in astratto, per la sua entità e, in concreto in relazione al pregiudizio effettivamente causato all'altro contraente), sì da dar luogo ad uno squilibrio sensibile del sinallagma negoziale; completandosi, poi, l'indagine mediante la considerazione di eventuali elementi di carattere soggettivo, consistenti nel comportamento di entrambe le parti ( come un atteggiamento incolpevole o una tempestiva riparazione, ad opera dell'una, un reciproco inadempimento o una protratta tolleranza dell'altra), che possano, in relazione alle particolarità del caso, attenuare il giudizio di gravità, nonostante la rilevanza della prestazione mancata o ritardata.

Commentario1

  • 1Superbonus 110 perso? Non basta lamentarne la perdita ma va provato concretamente il danno e il nesso causale (Trib. Pavia 17.03.25)
    Studio Legale Calvello · https://www.studiolegalecalvello.it/articoli/ · 7 maggio 2025

    Il Tribunale di Pavia ribadisce che la mancata esecuzione dei lavori da parte dell'appaltatore legittima la risoluzione del contratto e la restituzione dell'acconto, ma il risarcimento della perdita del Superbonus 110% richiede la prova rigorosa del nesso causale e del danno patrimoniale effettivo. Il CASO Un committente stipula un contratto di appalto per l'esecuzione di importanti lavori di ristrutturazione edilizia, finalizzati a beneficiare del Superbonus 110%. Dopo il versamento di un acconto, l'appaltatore, pur avendo allestito il cantiere, non esegue i lavori pattuiti, nonostante diffide e solleciti. Il committente agisce quindi in giudizio chiedendo: A) la risoluzione del …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. II, sentenza 07/02/2001, n. 1773
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 1773
Data del deposito : 7 febbraio 2001

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