Cass. pen., sez. I, sentenza 16/02/2017, n. 39566
CASS
Sentenza 16 febbraio 2017

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Il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche può essere legittimamente motivato dal giudice con l'assenza di elementi o circostanze di segno positivo, a maggior ragione dopo la riforma dell'art. 62-bis, disposta con il d.l. 23 maggio 2008, n. 92, convertito con modifiche nella legge 24 luglio 2008, n. 125, per effetto della quale, ai fini della concessione della diminuente, non è più sufficiente il solo stato di incensuratezza dell'imputato.

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  • 1Incidente ubriaco, non serve collisione (Cass. 6198/26)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 18 febbraio 2026

    Il concetto di "incidente stradale" richiamato, ai fini dell'integrazione dell'aggravante della guida in stato di ebbrezza, è ben più ampio di quelli d'investimento e di collisione tra autoveicoli: infatti, esso non implica necessariamente la produzione di danni a cose proprie o altrui o lo scontro con altri veicoli o comunque il coinvolgimento di terze persone con danni alle stesse, bensì qualunque situazione che esorbiti dalla normale marcia del veicolo in area aperta alla pubblica circolazione, con pericolo per l'incolumità altrui e dello stesso conducente. La previsione, infatti, non è diretta ad evitare ingorghi o rallentamenti, ma situazioni di grave pericolo, derivanti dalle …

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  • 2Coltivazione non è domestica se. .. (Cass. 33193/25)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 12 ottobre 2025

    Anche nel caso di poche piante di marijuana, l'offensività della condotta e quindi la sussistenza del reato può essere affermata non solo in virtù della conformità delle piante al tipo botanico previsto, ma anche per per precedenti penali del detentore, occultamento in soffitta delle piante e presenza di un bilancino. Corte di Cassazione sez. IV penale, ud. 24 giugno 2025 (dep. 8 ottobre 2025), n. 33193 Ritenuto in fatto 1. Con la sentenza indicata in epigrafe, la Corte di appello di Salerno ha confermato la sentenza emessa dal Tribunale locale nei confronti di R.V. che era stato ritenuto responsabile del reato di cui all'art. 73, co. 4 e 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, così …

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  • 3Tenuità del fatto: il giudice può rilevarla d’ufficio, ma serve una motivazione concreta (Cass. Pen. n. 34965/25)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 30 ottobre 2025

    La massima La causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. può essere rilevata d'ufficio anche in sede di legittimità, ma il ricorrente deve indicare in modo specifico gli elementi dai quali desumere la tenuità della condotta e la minima offensività del fatto; la mera affermazione della “tenuità” è motivo generico e inammissibile. La sentenza integrale Cassazione penale sez. II, 22/10/2025, (ud. 22/10/2025, dep. 27/10/2025), n.34965 RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza in data 14 febbraio 2025 la Corte di Appello di Roma, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Cassino del 4 dicembre 2023, ha: - assolto As.Gi. in relazione alla contestazione di cui all'art. 6, comma 1, e 75, …

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  • 4Attenuanti generiche: non bastano incensuratezza e collaborazione post delictum (Cass. Pen. n. 35857/25)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 5 novembre 2025

    La massima Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche è legittimo ove non emergano concreti elementi positivi ex art. 62-bis c.p.; non sono sufficienti né l'incensuratezza, né condotte “collaborative” successive al fatto, soprattutto in presenza di modalità esecutive di particolare efferatezza. La sentenza integrale Cassazione penale sez. I, 22/10/2025, (ud. 22/10/2025, dep. 03/11/2025), n.35857 RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza in data 12/02/2025, la Corte di assise di appello di Bari, in parziale riforma della sentenza della Corte di assise di Bari, ha ridotto ad anni quattordici e mesi otto di reclusione la pena inflitta a Ok.Ro., ritenuto responsabile dell'omicidio di …

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  • 5Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza impugnata la Corte d'Appello di Milano ha confermato la pronunzia di primo grado, con la quale F. Spartaco, F. Ernesto e P. Lenka erano stati ritenuti responsabili del delitto di cui agli artt. 110 c.p. e 185 d.lgs. 58/1998, per avere, in concorso tra loro e tramite una pluralità di proposte di negoziazione (165 sedute e 330 aste), operato su azioni di Terni Energia s.p.a. (società operante nel settore fotovoltaico), in un periodo immediatamente successivo alla quotazione della società sul mercato Expandi (a seguito della comunicazione di un collocamento riservato agli investitori istituzionali - c.d. I.P.O. - luglio 2008) ed in vista di un successivo …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 16/02/2017, n. 39566
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 39566
Data del deposito : 16 febbraio 2017

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