Sentenza 17 maggio 2016
Massime • 1
Integra il reato di sostituzione di persona la falsa attribuzione della qualità di incaricata di una associazione di quartiere per la redazione di un questionario, trattandosi di qualifica che produce l'effetto giuridico di attribuire la facoltà di contattare i cittadini, anche mediante accesso alle private abitazioni, per acquisire informazioni.
Commentario • 1
- 1. Sostituzione di persona: che cos'è e quando si configura il reato previsto dall'art. 494 c.p.Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 5 maggio 2022
Indice: 1) Che cos'è e qual è la pena del reato di sostituzione di persona? 2) Quando si configura il reato di sostituzione di persona? 3. Qual è l'elemento psicologico del reato? 4. Il concorso di persone nel reato di sostituzione di persona 5. Le cause di giustificazione del reato 6. Il tentativo nel reato di sostituzione di persona 7. I rapporti con gli altri reati 1. Che cos'è e qual è la pena del reato di sostituzione di persona? La sostituzione di persona è reato procedibile d'ufficio, e di competenza del tribunale in composizione monocratica. Il delitto di sostituzione di persona è un reato sussidiario che ricorre solo quando la condotta non costituisce altro delitto contro la …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 17/05/2016, n. 35027 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 35027 |
| Data del deposito : | 17 maggio 2016 |
Testo completo
35027/ 16 REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo italiano LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUINTA SEZIONE PENALE Composta da - Presidente - Sent. n. 1557 MAURIZIO FUMO SILVANA DE BERARDINIS - Consigliere - -UP 17/05/2016 CARLO ZAZA - Consigliere rel. - R.G.N. 2152/2016 ENRICO VITTORIO STANISLAO SCARLINI - Consigliere - PAOLO MICHELI - Consigliere - ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da NO CA, nata a [...] il [...] avverso la sentenza del 06/10/2015 della Corte d'Appello di Bologna visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Carlo Zaza;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Giovanni Di Leo, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso;
+ RITENUTO IN FATTO Con la sentenza impugnata veniva confermata la sentenza del Tribunale di Bologna del 12/05/2015, con la quale CA NO era ritenuta responsabile del reato continuato di furto in luogo di dimora e sostituzione di persona, commesso il 18/06/2014 qualificandosi falsamente come incaricata dal Comune 1 2 di Bologna per la compilazione di un questionario ai fini dell'accesso a benefici assistenziali, introducendosi in tal modo nell'abitazione di Paola IA e sottraendovi preziosi del valore di € 100.000 circa;
e condannata alla pena di anni due e mesi otto di reclusione ed € 600 di multa, oltre al risarcimento dei danni in favore della parte civile. L'imputata ricorrente deduce: di legge e vizio1. violazione motivazionale sull'affermazione di responsabilità per il reato di sostituzione di persona;
la qualifica con cui l'imputata si presentava alla persona offesa, esposta per l'esattezza come quella di incaricata di quartiere per la compilazione di un questionario, non corrisponderebbe a quella di dipendente comunale contestata, e comunque non integrerebbe il reato in quanto non produttiva di effetti giuridici specifici, tale non essendo la generica abilitazione a contattare i privati valorizzata a tal fine nella sentenza impugnata;
2. violazione di legge e vizio motivazionale sull'aggravante della minorata difesa;
l'età della persona offesa, in base alla quale la Corte territoriale riteneva la sussistenza dell'aggravante, rileverebbe solo ove agevoli la condotta criminosa, condizione insussistente nel caso di specie, in cui la vittima, già docente universitaria, era comunque in grado di riferire i fatti e di descrivere e riconoscere la responsabile degli stessi;
3. violazione di legge e vizio motivazionale sul diniego delle attenuanti generiche;
la decisione sarebbe fondata sul mancato recupero della refurtiva e sull'assenza di resipiscenza, elementi irrilevanti laddove il soggetto imputato non è tenuto a comportamenti collaborativi, mentre non sarebbero state valutate le ammissioni della NO e la corretta condotta processuale della stessa nel rispetto delle prescrizioni cautelari. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. I motivi dedotti sull'affermazione di responsabilità per il reato di sostituzione di persona sono infondati. Il dedotto contrasto fra la falsa qualifica attribuita alla NO nell'imputazione e quella realmente dichiarata dalla stessa veniva già risolto dalla Corte territoriale in senso sostanzialmente conforme a quello sostenuto dalla ricorrente, valutandosi la configurabilità del reato contestato con riguardo ad una condotta individuata nell'essersi l'imputata presentata alla persona offesa come incaricata di quartiere per la compilazione di un questionario diretto al conseguimento di benefici assistenziali. Ed in questa prospettiva la sentenza 2 と ८ impugnata era adeguatamente motivata nell'escludere, in primo luogo, che la fattispecie incriminatrice richieda necessariamente la falsa attribuzione al soggetto agente di una qualifica pubblicistica, essendo sufficiente l'esposizione di una qualità personale a cui la legge ricolleghi specifici effetti giuridici (Sez. 5, n. 11406 del 12/06/2014, dep. 2015, Resta, Rv. 263057; Sez. 6, n. 4394 del 08/01/2014, Spinelli, Rv. 258281). La formulazione della norma conferisce alla nozione di effetto giuridico, a tal fine rilevante, un ampio contenuto, comprensivo di conseguenze attinenti ai più vari aspetti dei rapporti sociali, purché determinate;
fra le quali, esemplificativamente, le facoltà connesse all'esercizio di una professione (Sez. 2, n. 30229 del 05/06/2014, Martini, Rv. 260034), il diritto alla retribuzione derivante da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato (Sez. 2, n. 44955 del 01/12/2010, Losi, Rv. 248731), gli aspetti civili ed amministrativi della qualità di ministro di culto (Sez. 5, n. 41142 del 19/06/2008, Prencipe, Rv. 241590) o la legittimazione del proprietario di un terreno ad ottenere un certificato di destinazione urbanistica dello stesso (Sez. 5, n. 19472 del 20/12/2006, dep. 2007, De Gregorio, Rv. 236632). Coerentemente con le indicazioni desumibili dai casi fini qui esposti, questa Corte Suprema ha già ritenuto doversi includere, fra gli effetti giuridici in esame, l'abilitazione alla richiesta di informazioni presso privati cittadini, connessa all'attribuzione della qualità di dipendente di un'associazione di servizio ed al conseguente affidamento che la stessa crea nel privato interlocutore (Sez. 5, n. 8670 del 11/12/2003, dep. 2004, Barcella, Rv. 228743). Orbene, le conclusioni dei giudici di merito nella situazione in esame sono particolarmente conformi a quest'ultimo principio, nel momento in cui si osservava che la qualità di incaricata da un'associazione di quartiere per la compilazione di un questionario, implicando necessariamente la raccolta di informazioni da cittadini residenti in quell'ambito territoriale, dava luogo allo specifico effetto giuridico costituito dalla facoltà di contattare i cittadini stessi, se del caso accedendo alle loro abitazioni, per acquisire tali informazioni. La falsa dichiarazione sulla predetta qualità era pertanto correttamente ritenuta tale da integrare il reato di sostituzione di persona.
2. Sono altresì infondati i motivi dedotti sull'aggravante della minorata difesa. Il riferimento della sentenza impugnata all'età avanzata della persona offesa conto dell'attuale formulazione della fattispecie teneva correttamente circostanziale, per la quale la presenza di situazioni tali da ostacolare la pubblica o privata difesa deve essere valutata anche in relazione a tale dato, in quanto 3 と potenzialmente produttivo di particolare vulnerabilità della vittima (Sez. 2, n. 8998 del 18/11/2014, dep. 2015, Genovese, Rv. 262564). Non vi è dubbio che, come rammentato dalla ricorrente, la rilevanza del fattore in esame debba essere verificata nella sua concreta incidenza in termini di agevolazione della condotta (Sez. 5, n. 38347 del 13/07/2011, Cavo', Rv. 250948). Contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, siffatta valutazione era tuttavia effettuata e coerentemente motivata dalla Corte territoriale, laddove l'età della persona offesa, esaminata unitamente alla solitudine abitativa ed alla mancanza di esperienza nei rapporti con persone quali quella che l'imputata diceva di essere, era ritenuta determinante nel consentire che la IA venisse raggirata dalla NO. Argomentazione questa, non compromessa nella sua logicità dai rilievi della ricorrente sulla professione già svolta dalla persona offesa, estranea alla situazione concreta nella quale maturava la vicenda, e sulla capacità di quest'ultima di descrivere e riconoscere solo a posteriori l'imputata.
3. Sono infine inammissibili i motivi dedotti sul diniego delle attenuanti generiche. La ricorrente si limita infatti a contrapporre elementi favorevoli all'imputata a quelli ritenuti rilevanti dalla Corte territoriale, individuati nella sparizione di refurtiva di elevato valore, nella proclività della NO al furto e nella mancanza di ravvedimento della stessa, e a proporre, su tale valutazione, considerazioni di merito non consentite in questa sede. Il ricorso deve in conclusione essere rigettato, seguendone condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
P. Q. M.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali. Così deciso il 17/05/2016 Il Consigliere estensore Il Presidente са мостmy Carlo Zaga Depositata in Cancelleria Roma, 11 18 AGO. 2016 Funzionario Giudiziario Tiziana PASQUAZI 4