Sentenza 29 marzo 2012
Massime • 1
Il privato danneggiato dal reato di abuso di ufficio, è legittimato a proporre opposizione avverso la richiesta di archiviazione del P.M., potendo dirsi persona offesa alla luce della plurioffensività dell'illecito previsto dall'art. 323 cod. pen. lesivo sia del buon andamento della P.A. che dei diritti del singolo.
Commentario • 1
- 1. L’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Prospettive e criticità di una scelta sistemicaLuca Zeno · https://www.salvisjuribus.it/category/civile/
di Luca ZENO (*) Abstract. L'abolizione del reato di abuso d'ufficio, operata dal legislatore italiano nel 2024 attraverso l'abrogazione dell'art. 323 c.p., ha suscitato un intenso dibattito scientifico e istituzionale. Tale decisione normativa, giustificata con esigenze di certezza giuridica e di contrasto alla cosiddetta “burocrazia difensiva”, ha determinato un vuoto significativo nella tutela penalistica della legalità amministrativa. Il presente contributo intende esaminare le implicazioni derivanti da questa riforma, anche alla luce della questione di legittimità costituzionale recentemente sollevata. Particolare attenzione sarà riservata agli obblighi sovranazionali assunti …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 29/03/2012, n. 13179 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 13179 |
| Data del deposito : | 29 marzo 2012 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. DI VIRGINIO Adolfo - Presidente - del 29/03/2012
Dott. GRAMENDOLA Francesco P. - Consigliere - SENTENZA
Dott. PETRUZZELLIS Anna - Consigliere - N. 509
Dott. CITTERIO Carlo - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. FIDELBO Giorgio - rel. Consigliere - N. 43382/2011
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
AL EU, nato a [...] il [...];
avverso il decreto del 9 novembre 2009 emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza;
visti gli atti, il decreto impugnato e il ricorso;
letta la richiesta del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale SELVAGGI Eugenio, che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso;
udita la relazione del consigliere Dott. Fidelbo Giorgio. RITENUTO IN FATTO
EU AL, per mezzo del suo difensore di fiducia munito di procura speciale, ha proposto ricorso per cassazione contro il decreto emesso il 9 novembre 2009 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza con cui è stata disposta l'archiviazione del procedimento a carico di CA AU e VE IC, indagati per i reati di cui agli artt. 323 e 378 c.p., deducendo la violazione degli artt. 408 e 409 c.p.p. per non essere stato avvisato, in qualità di persona offesa, della richiesta di archiviazione, nonostante avesse dichiarato di volerne essere informato ai sensi dell'art. 408 c.p.p., comma 2. Il ricorrente ha anche depositato una memoria difensiva in cui, evidenziata la natura plurioffensiva del reato di abuso d'ufficio, ha rivendicato la qualifica di persona offesa.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è fondato.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza ha disposto l'archiviazione de plano, omettendo di instaurare il contraddittorio tra le parti, sebbene la persona offesa avesse dichiarato di volere essere informata dell'eventuale richiesta di archiviazione.
Probabilmente la scelta di procedere con decreto è stata determinata dalla considerazione che il reato di abuso d'ufficio tutela interessi pubblicistici, afferenti alla amministrazione pubblica, sicché il privato non acquista lo stato di persona offesa e per questo non ha diritto a ricevere alcun avviso nell'ipotesi in cui viene richiesta l'archiviazione del procedimento. D'altra parte, è questa la tesi sostenuta anche dal sostituto procuratore generale di questa Corte, che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso. Si tratta di una tesi che non può essere condivisa, in quanto la giurisprudenza di questa Corte è orientata, da tempo, nel ritenere che il reato di abuso di ufficio quando sia commesso in danno di privati (e non sia cioè finalizzato a concedere un ingiusto vantaggio da parte del pubblico ufficiale) abbia natura plurioffensiva, nel senso che lede l'interesse della pubblica amministrazione ma, contemporaneamente, anche quello del privato, che ben può proporre opposizione alla richiesta di archiviazione (tra le tante, Sez. 6, 10 aprile 2008, n. 17642, Cortellino). Nella specie, da quanto prospettato nel ricorso e da quanto emerge dallo stesso decreto di archiviazione, risulta che l'ipotizzato reato di cui all'art. 323 c.p. avrebbe prodotto un danno ingiusto al privato, al quale deve essere riconosciuta la qualifica di persona offesa.
Il provvedimento impugnato va quindi annullato senza rinvio, disponendo la trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il Tribunale di Potenza, perché provveda alla notifica dell'avviso della richiesta di archiviazione alla persona offesa.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio il decreto impugnato e dispone la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica preso il Tribunale di Potenza per quanto di competenza.
Così deciso in Roma, il 29 marzo 2012.
Depositato in Cancelleria il 5 aprile 2012