Sentenza 10 aprile 2008
Massime • 1
Il reato di abuso di ufficio finalizzato ad arrecare ad altri un danno ingiusto ha natura plurioffensiva, in quanto è idoneo a ledere, oltre all'interesse pubblico al buon andamento e alla trasparenza della P.A., il concorrente interesse del privato a non essere turbato nei suoi diritti dal comportamento illegittimo e ingiusto del pubblico ufficiale.Ne consegue che il privato danneggiato riveste la qualità di persona offesa dal reato ed è legittimato a proporre opposizione avverso la richiesta di archiviazione del P.M..
Commentari • 5
- 1. La particolare tenuità dell'offesa: questioni di diritto penaleLuigi Pacifici · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/
- 2. L'abuso d'ufficiohttps://www.studiocataldi.it/
L'abuso d'ufficio è un reato proprio, disciplinato dall'art. 323 c.p., che può commettere sia un pubblico ufficiale che un incaricato di pubblico servizio Cos'è l'abuso d'ufficio Il bene giuridico protetto Soggetti del reato L'elemento oggettivo La condotta L'evento e la c.d. "doppia ingiustizia" L'elemento soggettivo La pena Cos'è l'abuso d'ufficio L'abuso d'ufficio è un reato contro la pubblica amministrazione che si verifica quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, "nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino …
Leggi di più… - 3. I reati contro la Pubblica Amministrazione: i caratteri dell’abuso d’ufficioClaudia Ercolini · https://www.iusinitinere.it/
Al fine di comprendere i tratti essenziali del reato di abuso d'ufficio occorre partire dalla disposizione normativa di riferimento. L'art. 323 c.p. così recita: “Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.” In premessa occorre …
Leggi di più… - 4. La timida riforma del reato d’abuso d’ufficio e del danno erarialePaolo Gentilucci · https://www.diritto.it/ · 29 luglio 2020
Sommario La cornice normativa emergenziale in Italia. Il travagliato percorso del reato d'abuso d'ufficio. Il danno erariale e la responsabilità dei dipendenti della pubblica amministrazione. Il decreto legge 16 luglio 2020, n. 76 e i possibili rischi di anticostituzionalità. Conclusioni 1. La cornice normativa emergenziale in Italia L'attuale periodo caratterizzato dal contagio del “Covid–19”, ancora presente in maniera significativa a livello globale, dopo aver insidiato i principi costituzionali del nostro ordinamento giuridico, è ora giunto anche a mettere a fuoco uno dei reati più controversi del nostro sistema penale, quello dell'abuso d'ufficio nonché a delimitare l'area della …
Leggi di più… - 5. La legittimazione a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione nei delitti contro la Pubblica Amministrazione e l’amministrazione della giustiziaPaolanti Daniele · https://www.diritto.it/ · 1 aprile 2016
Premessa L'art. 408 del codice di procedura penale dispone che la persona offesa, laddove ne faccia espressa richiesta, ha il diritto di essere informata circa la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero. Il comma 2 del predetto articolo dispone infatti che “L'avviso della richiesta è notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa l'eventuale archiviazione”. Dalla disamina del testo normativo si apprende, quindi, che affinché possa essere disposta la notifica alla persona offesa del reato della richiesta di archiviazione è necessario …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 10/04/2008, n. 17642 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 17642 |
| Data del deposito : | 10 aprile 2008 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. DE ROBERTO Giovanni - Presidente - del 10/04/2008
Dott. OLIVA Bruno - Consigliere - SENTENZA
Dott. MANNINO Saverio F. - Consigliere - N. 993
Dott. MILO Nicola - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. COLLA Giorgio - Consigliere - N. 1428/2008
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
OR PE;
nel procedimento nei confronti di:
LF PE e ER EL LO BE;
avverso il decreto del G.i.p. del Tribunale di Lecce in data 13 novembre 2007;
udita la relazione fatta dal Consigliere Dott. COLLA Giorgio;
letta la requisitoria scritta del Procuratore generale, che ha concluso per l'annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato. FATTO E DIRITTO
Con il decreto in epigrafe, il G.i.p. del Tribunale di Lecce ha disposto de plano l'archiviazione del procedimento nei confronti di PE LF e BE ER EL ST, iscritto nel registro delle notizie di reato a seguito di denuncia di OR PE per il reato di cui all'art. 323 c.p., rilevando che tale reato non offende il privato, non legittimato a proporre l'opposizione, ma esclusivamente la pubblica amministrazione. Propongono ricorso per Cassazione personalmente il OR nonché il suo difensore i quali, con un primo mezzo, deducono la violazione degli artt. 408, 409 e 410 c.p.p. e dell'art. 323 c.p., perché il G.i.p. avrebbe archiviato de plano il procedimento senza rilevare alcuna insufficienza o mancanza nella indicazione delle indagini suppletive e cadendo in evidente errore di diritto nell'affermare che il reato di abuso di ufficio non offenderebbe il privato. Con un secondo motivo, chiariscono che il procedimento odierno per abuso di ufficio aveva avuto origine da una denuncia proposta dal OR nei confronti del P.m. e del G.i.p. di Trani, accusati di avere abusivamente archiviato, con provvedimento del 9 novembre 2006, una denuncia per falsa testimonianza in un processo civile nei quale il ricorrente era coinvolto come parte, il cui esito aveva portato al dissesto della sua azienda. Osserva la Corte che il ricorso merita accoglimento, essendo fondato e rilevante il motivo concernente la offensività del reato di cui all'art. 323 c.p., motivo che ha natura pregiudiziale e assorbente rispetto a ogni altra questione.
La giurisprudenza di questa Corte è infatti orientata nel ritenere che il reato di abuso di ufficio commesso in danno di privati (e non finalizzato a concedere un ingiusto vantaggio da parte del pubblico ufficiale) abbia natura plurioffensiva, ledendo l'interesse della pubblica amministrazione ma anche quello del privato che ben può proporre opposizione alla richiesta di archiviazione. Il provvedimento impugnato va quindi annullato senza rinvio. Va disposta la trasmissione degli atti al Tribunale di Lecce per nuovo esame.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio il decreto impugnato e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Lecce per l'ulteriore corso.
Così deciso in Roma, il 10 aprile 2008.
Depositato in Cancelleria il 30 aprile 2008