Cass. pen., sez. IV, sentenza 14/09/2023, n. 37484
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Sentenza 14 settembre 2023

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La Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, ha esaminato il ricorso proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli, la quale aveva confermato la sua responsabilità per i reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali, in parziale riforma della sentenza di primo grado. La vicenda traeva origine da un sinistro stradale in cui l'imputato, eseguendo una manovra di svolta a sinistra, aveva impattato frontalmente con un motociclo proveniente dalla sua destra, cagionando la morte del conducente del motociclo e lesioni al passeggero. L'imputato, tramite il proprio difensore, aveva sollevato due motivi di ricorso: il primo, relativo alla violazione di legge penale con riferimento al principio di affidamento nella circolazione stradale, sostenendo l'imprevedibilità del sopraggiungere del motoveicolo a causa della sua elevata velocità (superiore ai 100 km/h in un'area con limite di 30 km/h), della sua condotta esibizionistica su una ruota e della scarsa visibilità dovuta agli alberi ai margini della strada; il secondo motivo riguardava un vizio di motivazione e travisamento della prova in riferimento a specifici punti della sentenza di appello. Il Procuratore Generale aveva concluso per l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata.

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso, assorbente rispetto al secondo. Ha richiamato il consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui il principio di affidamento nella circolazione stradale è temperato dalla responsabilità per il comportamento imprudente altrui, purché rientri nei limiti della prevedibilità concreta. La prevedibilità, secondo la Corte, deve essere valutata non in astratto, ma in relazione alle specifiche contingenze del caso concreto e alle diverse classi di agenti modello. Nel caso di specie, la Corte ha evidenziato come la velocità del motociclo (100-110 km/h), la sua condotta su una ruota con il faro orientato verso l'alto e la parziale ostruzione della visibilità rendessero l'avvicinamento del mezzo meno prevedibile. La sentenza impugnata, basando la prevedibilità sulla mera percezione del rumore della moto, aveva omesso di considerare che, anche in tal caso, la velocità del motociclo non avrebbe consentito all'imputato di evitare la collisione. Pertanto, la valutazione della prevedibilità da parte della Corte territoriale è stata ritenuta astratta e non concreta. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli, demandando a quest'ultima anche la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. IV, sentenza 14/09/2023, n. 37484
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 37484
    Data del deposito : 14 settembre 2023

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