Cass. pen., sez. VI, sentenza 07/02/2003, n. 23248
CASS
Sentenza 7 febbraio 2003

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Il delitto di corruzione è reato di evento, caratterizzato dalla particolarità di perfezionarsi, alternativamente, con l'accettazione della promessa ovvero con il ricevimento dell'utilità da parte del pubblico ufficiale; quando entrambi questi eventi si realizzano in logica successione temporale, il secondo non degrada a "post factum" irrilevante, giacché il reato si consuma in tal caso nel momento della dazione effettiva del compenso. Ne segue che, nel caso in cui l'accordo criminoso preveda un versamento in più rate, il momento consumativo del reato coincide di volta in volta con i singoli versamenti (sulla base di tale principio la Corte ha escluso che, nel caso di specie, il termine di prescrizione del reato potesse decorrere dalla conclusione del patto corruttivo)

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    Con la sentenza in argomento, la Suprema Corte ha affermato che, in tema di responsabilità da reato degli enti, la cancellazione dell'ente dal registro delle imprese non determina l'estinzione dell'illecito previsto dal d.lg. 8 giugno 2001, n. 231 , commesso nell'interesse ed a vantaggio dello stesso. (Fattispecie relativa alla responsabilità di una società di capitali per l'illecito previsto dall' art. 25-septies, comma 3, del citato d.lg. , in relazione al reato di cui all' art. 590 c.p. , in cui la Corte ha precisato che all'estinzione della persona giuridica consegue il passaggio diretto della titolarità dell'impresa ai singoli soci, non venendo meno i rapporti sorti anteriormente …

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    Indice: Il fatto I motivi addotti nel ricorso per Cassazione La posizione assunta dalla Procura generale Le valutazioni giuridiche formulate dalla Cassazione Conclusioni Il fatto La Corte di Appello di Bologna confermava integralmente una sentenza con la quale il Tribunale di Modena, all'esito del giudizio abbreviato, riconosceva gli imputati responsabili del reato di lesioni colpose, con violazione della disciplina antinfortunistica, entrambi in veste di legali rappresentanti di una s.r.l., a sua volta era reputata responsabile dell'illecito amministrativo di cui all'art. 25-septies, comma 3, del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, in relazione al reato di cui all'art. 590 cod. pen., e …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 07/02/2003, n. 23248
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 23248
Data del deposito : 7 febbraio 2003

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