Cass. pen., sez. II, sentenza 20/11/2012, n. 10061
CASS
Sentenza 20 novembre 2012

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Massime1

Il dovere del P.M. di svolgere attività di indagine a favore dell'indagato non è presidiato da alcuna sanzione processuale, sicché la sua violazione non può essere dedotta con ricorso per cassazione proposto per mancata assunzione di una prova decisiva. (Nella specie, la Corte ha evidenziato che la difesa può comunque svolgere attività di indagine in via autonoma rispetto al P.M. nonché formulare proprie richieste istruttorie nel giudizio ordinario o abbreviato).

Commentari2

  • 1Indagini a favore dell’indagato: l’omissione del P.M. non comporta nullità del provvedimento cautelare (Cass. Pen. n. 30196/25)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 5 ottobre 2025

    Massima di diritto La Sesta sezione, in tema di indagini a favore dell'indagato ex art. 358 c.p.p., ha affermato che l'obbligo del Pubblico Ministero di svolgere accertamenti anche favorevoli alla difesa non è assistito da sanzione processuale: la sua eventuale inosservanza non comporta nullità né vizio dell'ordinanza cautelare, poiché la valutazione sull'opportunità di acquisire elementi a discarico rientra nel merito dell'attività requirente ed è quindi insindacabile in cassazione. La sentenza integrale Cassazione penale sez. VI, 04/07/2025, (ud. 04/07/2025, dep. 03/09/2025), n.30196 RILEVATO IN FATTO 1. Con l'ordinanza impugnata il Tribunale di Messina, accogliendo parzialmente …

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  • 2PM inerente sulle prove a discarico, a chi importa (Cass. 32938/25)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 21 dicembre 2025

    RITENUTO IN FATTO 1. Con l'ordinanza impugnata il Tribunale del riesame di Messina, in riforma dell'ordinanza del Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Messina del 19 dicembre 2024, ha sostituito la misura della custodia cautelare in carcere applicata a Sa.Fa. con quella degli arresti domiciliari, in relazione al reato di peculato aggravato ex art. 416-bis 1. di cui al capo 3) di incolpazione provvisoria. Secondo quanto risulta dal provvedimento impugnato, il reato di peculato è stato contestato al ricorrente, in concorso, oltre che con terzi (tra cui, Of.Do., il nipote Of.Gi. e la madre di costui, Al.Lu.), con Vi.Sa., amministratore giudiziario della impresa Be.Ca., …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 20/11/2012, n. 10061
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 10061
Data del deposito : 20 novembre 2012

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