Cass. pen., sez. III, sentenza 26/06/2014, n. 40554
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Sentenza 26 giugno 2014

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, presieduta dal Dott. Aldo Fiale, il 26 giugno 2014. Il ricorrente, un imprenditore, contestava la condanna inflittagli dal tribunale di Benevento per aver detenuto alimenti in cattivo stato di conservazione, sostenendo che la semplice conservazione promiscuamente di carne, pesce e verdure non integrasse il reato contestato. Le richieste delle parti vertevano sulla legittimità della condanna e sull'assenza di prove sufficienti a dimostrare il cattivo stato di conservazione degli alimenti.

Il giudice ha rigettato il ricorso, affermando che il reato di cui alla L. n. 283 del 1962, art. 5, lett. b), è configurabile anche in assenza di un accertamento tecnico specifico, basandosi su evidenze oggettive come la promiscuità degli alimenti e la loro conservazione in condizioni inadeguate. La Corte ha sottolineato che la modalità di conservazione degli alimenti è cruciale per garantire la loro salubrità e che la mancanza di etichettatura e di condizioni igieniche adeguate è sufficiente a integrare il reato. Inoltre, il giudice ha ritenuto infondata la richiesta di attenuanti generiche, poiché non erano state esplicitamente richieste in sede di discussione. La sentenza si fonda su un'interpretazione rigorosa della normativa alimentare, evidenziando l'importanza della protezione del consumatore.

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Massime1

In materia di alimenti, la contravvenzione prevista dall'art. 5, lett. b) della l. n. 283 del 1962 (detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione) è configurabile anche nel caso in cui i prodotti (nella specie, carne, pesce e verdure) siano conservati in modo promiscuo, perchè riposti alla rinfusa ovvero a contatto con generi diversi o con scarti di lavorazione, in quanto detta modalità estrinseca di conservazione è inidonea a garantire che i singoli alimenti mantengano inalterate le relative caratteristiche tipologiche.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 26/06/2014, n. 40554
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 40554
    Data del deposito : 26 giugno 2014

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